“Siamo molto soddisfatti per come è andato l’interrogatorio del nostro assistito e fiduciosi che presto uscirà dal carcere”. Ad affermarlo, all’uscita del penitenziario, sono stati gli avvocati Titano Marsili e Nunzia Castellano, legali di Ennio Iardella, il militare dell’Arma in congedo arrestato lo scorso venerdi. Fine del silenzio “imposto” dall’assenza, due giorni fa in sede di interrogatorio di garanzia, sia del Pm titolare del fascicolo di inchiesta, impegnato in un’udienza a Firenze, sia del Gip firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare in ferie e sostituito da un collega. L’appuntato dell’Arma in pensione che è in cella a San Giorgio da cinque giorni, accusato dalla Procura di Lucca di favoreggiamento nell’indagine sull’omicidio di Stefano Romanini, freddato a sangue freddo sotto casa alle 7 di mattina dell’8 febbraio con 15 colpi di pistola calibro 9 sparati da un killer con il volto travisato da un passamontagna, ha finalmente potuto essere ascoltato dal Pubblico Ministero Fabio Origlio. “ L’interrogatorio è secretato – hanno subito precisato i due avvocati, facendo capire di non poter riferire molto -, ma oltre ad aver ribadito la sua totale estraneità ai fatti, e la sua innocenza, il nostro assistito ha risposto a tutte le domande del magistrato che fin dall’inizio ha seguito la vicenda che lo vede accusato di aver taciuto di fronte alla Polizia Giudiziaria particolari importanti alla indagine”. Due ore e mezzo “sotto torchio”, dove l’appuntato ha ripercorso passo passo tutta la storia, non tralasciando alcun dettaglio. Le richieste dei due legali al Pubblico Ministero, che dovrà dare un suo parere al Gip, favorevole o sfavorevole, sono state quelle di attenuare la misura cautelare, dal carcere agli arresti domiciliari. “In attesa di conoscere l’esito – hanno annunciato gli avvocati Marsili e Castellano -, abbiamo comunque depositato un ricorso al Tribunale della Libertà”.
Carlo Alberto Antongiovanni ed Eros Baldini, legali del maresciallo Ciro Ionta, comandante della stazione carabinieri di Camaiore, e del brigadiere Gianluca Martignetti, entrambi ai domiciliari, aspettano invece il rientro del Gip Giuseppe Pezzuti per chiarire, punto per punto, la situazione dei loro assistiti. Anche per i due militari in servizio, accusati come Iardella di favoreggiamento, la difesa, come già annunciato, ha predisposto un’istanza al Tribunale del Riesame per l’annullamento delle misure cautelari. Nel giro di una decina di giorni tutti i legali avranno comunque in mano le copie di tutti gli atti del procedimento, informative di Polizia Giudiziaria e intercettazioni integrali incluse. E non è esclusa una ulteriore memoria difensiva.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

