UN GIALLO INTERNAZIONALE AMBIENTATO IN CITTA’: AL LIBRO DI ELENA TORRE HA COLLABORATO ANCHE LA GIORNALISTA DEL NUOVO CORRIERE LETIZIA TASSINARI

E3”, l’ultimo romanzo della trilogia dedicata alla avventure dell’insolita coppia di investigatori, il commissario Biagini e il collega dell’Arma Puccinelli, i personaggi creati da Elena Torre e Anna Marani, è stato presentato ieri, alla presenza di Romano Editore, di Firenze. Dopo “Erode e la psicopatia dell’allenamento” e “L’eroe” le due scrittrici, sempre partendo dalla Versilia, hanno dato vita a pagine divertenti, ma sempre piene di suspence. Come in un giallo che si rispetti, e questo volta lo scenario, una sorta di sindrome di follia collettiva con strani casi scoppiati a Viareggio, Roma Medjugorie, Salisburgo e Lugano, porta i due investigatori, dopo aver incastrato uno dopo l’altro i vari pezzi del puzzle, a risolvere un giallo internazionale. In giro per l’Europa si stanno infatti verificando numerosi episodi di violenza, le cui vittime hanno tutte un comune denominatore: sono iscritte all’Associazione Sportiva Lola e tutti hanno nel sangue tracce di E3, misterioso composto a base di anfetamine, non solo dopante ma potenzialmente letale. “Lo spettro dello scandalo raggela la caserma dei Carabinieri di Viareggio – afferma Elena Torre anticipando la trama -, quando il tenente Renardi viene informato che l’appuntato Cortese è stato arrestato a Roma, reo di inspiegabili aggressioni. Ed è da qui che il commissario Biagini inizia la sua indagine, contornata di mille colpi di scena, con l’ormai collega e amico carabiniere Puccinelli”. E se nel libro precendente, “L’eroe”, la giornalista del Nuovo Corriere di Lucca e Versilia Letizia Tassinari era stata solo citata, questa volta Elena Torre l’ha voluta coinvolgere in pieno: sono infatti a firma sua le quattro pagine del libro che raccolgono l’articolo di cronaca nera, una volta risolto l’intricato giallo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 25, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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OCCHI PUNTATI SU DAVID, NELLA MEMORIA DIFENSIVA DEI LEGALI DELLO “ZIO” INTERROGATIVI SULLA VITA DEL RAGAZZO

Difesa scatenata, sul giallo delle donne scomparse, con nuove piste su cui indagare. Le richieste formulate nella memoria difensiva depositata ieri in Procura a Lucca dagli avvocati Giorgio Paolini e Carlo Di Bugno parlano chiaro: i legali di Massimo Remorini, attualmente ancora in carcere a San Giorgio con le accuse di sequestro di persona, circonvenzione di incapace e sottrazione e distruzione di cadavere, vogliono sapere “per quale ragione, sebbene avesse una mamma, una nonna, una sorella maggiore e il marito della madre ( Francesco Marchetti, che sarà sentito davanti al Gip il prossimo 1 luglio ) David Paolini sia stato mandato in collegio e non tenuto in famiglia, con quale assiduità i parenti, e in particolare la madre, lo andavano a trovare, e la eventuale ricorrenza di gesti di violenza fisica e verbale del ragazzo nei confronti di Velia”. Ma le richieste investigative riguardano anche la condizione di vita dell’intero nucleo familiare prima dell’arrivo dello “zio”, le spese necessarie e voluttuarie effettuate prima e dopo la vendita delle due abitazioni, e in particolare l’acquisto di telefoni cellulari e i costi per il loro uso dal 2006 ad oggi oltre alle spese che Velia ha sostenuto per vivere in due pensioni, una a Viareggio e l’altra a Torre del Lago. “David – sostengono Paolini e Di Bugno – non può essere considerato parte offesa: aveva le chiavi, aveva libertà di movimento nel campo e non era maltrattato da Remorini”. Come confermato dallo stesso durante l’incidente probatorio dello scorso 13 maggio. “Senza contare che in quanto figlio e nipote – aggiungono i difensori dello “zio” – aveva l’obbligo di tutela della integrità fisica e psichica della mamma e della nonna. Perchè non è mai intervenuto ad impedire un crimine che si concretizzava davanti ai suoi occhi?”. Da quanto emerso durante la sua testimonianza, ricordano gli avvocati di Remorini, “la nonna abitava nella casetta di legno e David l’andava a trovare tutti i giorni, richiudendo lui stesso a chiave la porta di ingresso, tutte le mattine preparava la colazione ed erano lui e la mamma a cucinare il cibo all’anziana Maddalena”. “Risulta evidente – sottolinea la difesa – che il ragazzo concorre a limitare la libertà delle due donne, anche chiudendo a chiave il cancello di ingresso del campo. La sua posizione va affrontata diversamente e le sue contraddizioni emerse nel tempo circa le persone in possesso delle chiavi del campo e su quanto accaduto il 23 agosto, all’indomani del giorno che avrebbe visto la mamma come morta nella roulotte, non possono essere qualificate come “sbavature” di un testimone non particolarmente arguto”. Il fil rouge che unisce le variazioni ricostruttive di David, secondo i due avvocati, avrebbe come finalità la “conservazione della propria neutralità” nella vicenda”. “Nella memoria difensiva – aggiungono – abbiamo anche evidenziato che il rapporto del ragazzo con la madre era quello di un attaccamento non corrisposto, è la madre secondo la convinzione di David che disgrega la famiglia decidendo di vendere le case perchè ‘cotta’ di Remorini. E nel quadro di carattere psicologico abbiamo informato la Procura, sulla scorta di indagini difensive suggerite da immagini apparse su Facebook che abbiamo allegato, anche del fatto che la sera del 13 maggio, poche ore dopo che aveva dovuto rievocare pubblicamente la scomparse della mamma e della nonna, David è andato in discoteca non disdegnando di farsi immortalare con le stars di un locale gay del quale è assiduo frequentatore”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

COMMERCIALISTA SOTTRAE AI CLIENTI UN MILIONE E MEZZO DI EURO, PESANTE ACCUSA DELLA FINANZA A ROBERTO PUCCI

Ammonta a un milione e mezzo di euro la somma totale sottratta a ignari clienti, undici società e ben trentadue persone fisiche clienti di Roberto Pucci, noto commercialista viareggino ed ex segretario di Rifondazione Comunista, finito lo scorso anno nel mirino delle Fiamme Gialle dopo le prime denunce arrivate nella caserma della Guardia di Finanza da parte di amministratori di aziende, liberi professionisti e artigiani, che avevano girato al commercialista assegni, bonifici e contanti, convinti che servissero per il pagamento delle tasse, ma i soldi avevano invece preso tutt’altra strada. L’accusa per l’ex leader comunista (e candidato a sindaco nel 2003) è di truffa, appropriazione indebita e falso. Secondo quanto emerso dalle indagini Pucci avrebbe non solo intascato indebitamente le somme di denaro consegnategli dai clienti per adempiere ai pagamenti legati alle scadenze fiscali, ma avrebbe anche tenuto irregolarmente la contabilità degli stessi, facendo apparire che i soldi erano stati versati quando invece, in realtà, erano stati utilizzati per fini personali.”Dalla documentazione acquisita presso gli uffici pubblici – ha spiegato il comandante maggiore Pasquale Arena – è stata accertata la falsità di diverse firme di clienti, apposte su documenti contabili e su atti inviati all’Agenzia delle Entrate e a Equitalia, finalizzati a richiedere sgravi fiscali o rateizzazioni per il pagamento delle cartelle esattoriali”. Roberto Pucci, inizialmente, alle prime lamentele dei clienti che avevano iniziato a ricevere le richieste di pagamento era riuscito a far credere loro che si trattava di “cartelle pazze”. Ma questo “giochino” è durato poco, visti i risvolti abbattutisi sui malcapitati clienti. Dopo la perquisizione nello studio del commercialista, e nel Centro Elaborazione Dati intestato alla moglie di cui lo stesso si avvaleva, sia Pucci che la consorte hanno cessato la loro attività, lasciando presagire la consapevolezza dei danni provocati: “molti clienti che si fidavano ciecamente – ha aggiunto il comandante – mai avrebbero immaginato di vedersi sottrarre i soldi destinati al pagamento delle imposte e al versamento dei contributi della propria pensione”. Per i clienti truffati la situazione è oltremodo critica, visto che oltre che dover versare al Fisco quanto dovuto c’è anche chi si è visto pignorare la macchina. “Ad oggi – ha precisato il maggiore Arena – l’indagine non è conclusa, le denunce, fino a ieri 23, stanno continuando ad arrivare”. Come ancora al vaglio degli inquirenti è la copiosa documentazione bancaria, tuttora in corso di acquisizione, reperita in dieci banche della Versilia. Al telefono ieri pomeriggio Pucci si è detto tranquillo, ma ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 24, 2011 at 8:01 am  Lascia un commento  
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BOOM DI TIROIDITI IN VERSILIA, NEGLI ULTIMI ANNI UN AUMENTO ESPONENZIALE DI CASI: CIRCA IL 15% DELLA POPOLAZIONE NE SOFFRE

Tiroidite di Hashimoto? Questa parola a tanti sconosciuta è invece l’infiammazione della tiroide più diffusa al mondo e colpisce prevalentemente le donne, con un incidenza di cinque a uno rispetto all’uomo. I motivi non sono noti, ma presumibilmente sono legati agli ormoni femminili. Negli ultimi venti anni, in Versilia in particolare, si è registrato un aumento esponenziale di casi: circa il 15% della popolazione ne soffre. “E’ una malattia di tipo “autoimmune” – spiega il dottor Riccardo Bechi del reparto di Endocrinologia dell’ Ospedale Unico “Versilia”, determinata da una auto-aggressione del proprio sistema immunitario: la produzione di anticorpi e cellule killer verso il tessuto tiroideo ne determina la progressiva distruzione e l’evoluzione frequente verso l’ipotiroidismo cioè una riduzione dell’attività funzionale della ghiandola”. E secondo studi clinici c’è una grossa componente ereditaria, “fattori genetici favorenti”, ma in realtà le cause, secondo gli esperti, sono da ricercare, oltre che in virus, soprattutto nell’ambiente: “l’inquinamento, le sostanze che respiriamo, possono distruggere le cellule della tiroide”. E non dimentichiamoci delle radiazioni. “C’è anche chi attribuisce la colpa della malattia ai vaccini – precisa il medico del “Versilia” -, certo il sistema autoimmunitario di chi non contrae le classiche malattie come il morbillo o la varicella è meno stimolato. Ma questi studi sono dubbi”. Di tiroidite di Hashimoto non si muore, anche se le complicazioni possono incidere sulla fertilità, oltre che su cuore, muscoli, intestino e sistema nervoso, ma i controlli devono essere frequenti, sia per il dosaggio del farmaco ad hoc, la tiroxina, sia per escludere noduli attraverso ecografie periodiche. Per le donne incinte le ripercussioni sul feto possono invece essere molto serie. La sezione di Endocrinologia del Ospedale versiliese eroga comunque tutte le prestazioni del caso: diagnosi e follow up delle tireopatie, in particolare con esecuzione di visite specialistiche endocrinologiche, ecografie specialistiche tiroidee e agoaspirazioni di noduli tiroidei. “Le tireopatie nel loro complesso hanno una elevata incidenza nella popolazione versiliese – ribadisce il dottor Bechi – in particolare la tiroidite di hashimoto colpisce circa il 10% delle donne e le nodularità tiroidee presentano un’incidenza anche fino al 20-30% della popolazione con il passare degli anni”. “Da rilevare – aggiunge – che circa il 95% dei noduli sono di carattere benigno”. Tiroidite e altro, le patologie mediche curate nel reparto sono anche ormonali, ovariche e testicolari “ Ci tengo a sottolineare – conclude l’endocrinologo – anche l‘elevato grado di integrazione con la Chirurgia del dottor Arganini per interventi relativi alla tiroide e paratiroidi in particolare, circa 200 interventi annui di pazienti provenienti dal nostro ambulatorio e la possibilità di collaborazione con numerose strutture Universitarie ed Ospedaliere in Toscana e fuori Toscana”. Ovviamente Pisa in primis, essendo stato il dottor Bechi allievo della scuola dei professori Baschieri e Pinchera ed essendo consigliere dell’associazione degli ex allievi dell’Endocrinologia Pisana.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 22, 2011 at 9:01 am  Lascia un commento  
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SCOPPIA LA GUERRA DELLE MISS, MIRIGLIANI CONTRO IL CONCORSO TRANS: “NON SI PUO’ USARE IL MARCHIO DI MISS ITALIA”

Un nuovo tzunami si è abbattuto da ieri sulla marina di Torre del Lago friendly. E questa volta a essere seriamente a rischio è la 19ma edizione del concorso nazionale Miss Italia Trans, in programma come ormai di consueto al Priscilla di Regina Satariano, ideatrice della kermesse che vede in passerella transessuali di tutto lo Stivale e dallo scorso anno anche quelle per la fascia di Miss Italia Sudamerica Trans. La lettera diffida a cessare immediatamente ogni e qualsiasi iniziativa commerciale, pubblicitaria o promozionale entro cinque giorni dal ricevimento della missiva, arriva dal noto studio legale Sammarco di Roma, al quale si è rivolta Patrizia Mirigliani quale legale rappresentante delle società Miren e Miss Italia srl. “Le società mie assistite – afferma l’avvocato Pieremilio Sammarco – sono titolari e concessionarie in esclusiva dei noti marchi “Concorso Nazionale Miss Italia” e “Miss Italia”, che contraddistinguono altrettanti concorsi di bellezza da sempre legati al nome e all’immagine delle due aziende mie clienti, la cui rinomanza è nota anche a livello internazionale”. “E – aggiunge il legale romano – la registrazione dei marchi “Miss Italia Trans” e “Miss Trans Italia Sudamerica” – effettuata il 28 aprile del 2008 da Piccole Trasgressioni di Cento, in provincia di Ferrara – è illegittima in quanto viola, oltre ai diritti di privativa, anche le norme poste a tutela della concorrenza per l’evidente abusivo sfruttamento della notorietà dei marchi delle società mie assistite e per la conseguente generazione di confusione nel pubblico circa l’esistenza di rapporti di patrocinio o collaborazione”. Regina Satariano, dal canto suo, afferma che la registrazione del 2008 è solo successiva a quella da lei fatta nel lontano 1992. “La mia kermesse – afferma la presidente del Friendly Versilia – fu ideata come “provocazione” dopo che nel ’90 Lisa Visconti fu esclusa da Miss Italia perchè transessuale”. “Vogliono far partecipare le trans, almeno quelle operate, a Miss Italia?”, si domanda Regina, “visto inoltre che anche per la Legge 164 dell’ 82 sono donne a tutti gli effetti. Se è così sono disponibile a collaborare. In questo caso avrei vinto la mia battaglia”. Ma da quanto trapela è già stato mandato a un avvocato per rispondere allo studio legale dell’avvocato Pieremilio Sammarco, che fermo nelle posizioni delle due aziende dallo stesso assistite fa sapere che se alle sue richieste appena formalizzate non seguirà nel termine di cinque giorni uno spontaneo adempimento, procederà giudizialmente, non escludendo nell’immediato l’ipotesi di un provvedimento d’urgenza per stoppare la manifestazione di Torre del Lago prevista per il prossimo 27 agosto e riservandosi azioni per il risarcimento dei danni, anche pregressi. E intanto è guerra aperta e ne vederemo delle…belle.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

NEONATO MORTO, SI ALL’AUTOPSIA

Dopo l’esposto presentato dai genitori del bambino nato prematuro e deceduto dopo una settimana, la Procura della Repubblica di Lucca ha chiesto che sul corpo del piccolo venga eseguita l’autopsia. Il Pubblico Ministero Amodeo, titolare del fascicolo di inchiesta, dopo aver acquisito tramite i carabinieri del Lido di Camaiore le cartelle cliniche sia della mamma che del piccolo, inclusi tutti gli esami eseguiti durante il periodo di gestazione, ha iscritto nel Registro degli Indagati, come atto dovuto, tutta la equipe medica, e oggi conferirà l’incarico all’ anatomopatologo. Il neonato morto all’ Ospdale Unico “Versilia”, venuto alla luce alla trentunesima settimana con un peso inferiore ai due chili, sarebbe deceduto per “complicazioni respiratorie” e per una “improvvisa anemizzazione”. Cosi è scritto nel referto. Anche se, come riferito dal direttore sanitario dell’Asl 12 Antonio Latella, ci sarebbero stati anche problemi legati all’ Rh, con “incompatibilità tra madre e nascituro”. Le risposte ai dubbi, legittimi, sul decesso saranno risolti dall’esame autoptico. Anche l’ospedale, che ha avviato una indagine interna interpellando uno staff medico specialistico di Siena, vuole capire cosa sia realmente successo e ha nominato un proprio consulente per assistere agli accertamenti, per escludere che si siano verificate colpe, od omissioni, che abbiano portato al tragico evento. Anche se il piccolo era sottopeso, e venuto alla luce prima del tempo, al momento della nascita nulla faceva presagire quello che poi purtroppo è accaduto domenica scorsa, repentinamente nel tardo pomeriggio. La famiglia del piccolo, residente in un comune della Versilia, in queste ore sta vivendo un dramma senza fine. E babbo e mamma cercano una spiegazione sulla morte del loro figlio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Pubblicato in: on giugno 22, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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VANDALI SCATENATI CONTRO L’AREA PER CANI, DENUNCIA CONTRO IGNOTI DA PARTE DEI VIGILI URBANI

Questa volta non si è trattato, come accaduto tempo addietro, di cibo avvelenato lasciato da chissà chi, ma di atti vandalici, commessi dai soliti ignoti, nello sgambatoio per cani di via Indipendenza al quartiere ex Campo di Aviazione. E il comandante della Polizia Municipale di Viareggio Vincenzo Strippoli ha già presentato una denuncia. La recinzione dello spazio per i quattro zampe, che a vedere dall’erba alta quasi un metro sembra non essere utilizzato da tempo e abbandonato, è stata divelta e i pali di legno completamente abbattuti. Al centro delle cronache per i ripetuti casi di polpette sospette gettate all’interno sicuramente da mani che non gradiscono la presenza dei cani, il campo venne chiuso dai vigili urbani, con riapertura sine die. Fino a quando cioè non fossero stati noti i risultati delle analisi sui reperti, tra cui un ratto morto, consegnati alla Polizia Municipale dai alcuni residenti che frequentano lo spazio con i loro cani e inviati alla Asl. Alle indagini per risalire all’avvelenatore, i sospetti si accentrarono su una donna, si è aggiunta da ieri mattina anche la denuncia presentata dalla Polizia Municipale contro ignoti per atti vandalici, e lo sconforto dei proprietari dei cani è tanto. La zona, vicina alla pineta, non è molto frequentata. Ma dai palazzi che affacciano sullo sgambatoio qualche abitante potrebbe aver visto movimenti strani, e dare un contributo concreto agli inquirenti.

(Il Nuvo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 22, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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UN MEDICO A BORDO DELLA MOTOVEDETTA PER I SOCCORSI, ECCO LA NOVITA’ DELL’OPERAZIONE MARE SICURO

Mare sicuro 2011”, tutto pronto… si parte. E ieri mattina il comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio Pasquale Vitiello nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il mister Marcello Lippi, ha spiegato come durante tutta la stagione estiva, ormai entrata nel clou, i militari in divisa bianca tuteleranno i bagnanti e l’ecosistema marino, anche sul solco delle direttive emanate dal Comando Generale e l’ultima ordinanza datata 28 aprile. Saranno trenta i militari impegnati sulla fascia costiera da Viareggio a Forte dei Marmi, sia via terra che via acqua e cielo. Con tre motovedette sempre pronte a salpare, tra cui il nuovo gommone capace di raggiungere i 40 nodi di velocità, e i mezzi aerei in forza alla vicina base operativa di Luni. Tutto sotto controllo, insomma, per garantire vigilanza coordinata, anche con il supporto di altre forze operanti in mare, con un preciso obiettivo: far rispettare le regole a tutti, e garantire sicurezza. Il binomio, come nelle scorse estati, è quello di “vacanza in Versilia = vacanza serena”. “La campagna informativa è iniziata d’inverno – ha ricordato il comandante Vitiello -, quando i marinai della Guardia Costiera sono stati impegnati in varie lezioni nelle scuole medie e superiori del territorio per culminare lo scorso 5 maggio al Principe di Piemonte, dove alla presenza del Prefetto di Lucca, si è svolta la giornata sulla sicurezza della balneazione, sotto forma di talk show”. Perchè vivere il mare con serenità significa conoscerlo. E le “lezioni” proseguono, tanto che da ieri e per tutta la settimana sei studenti selezionati per gli ottimi risultati ottenuti a scuola ( Chiara, Giulia e Giole da Trieste, Alessia da Lecce, Stefano da Ascoli Piceno e Anna da Firenze ) sono ospiti della Capitaneria per uno stage. I controlli saranno a tutto tondo, e non solo sulle imbarcazioni, moto d’acqua e kite surf, ma anche e soprattutto sul posizionamento da parte dei concessionari del segnalamento delle zone di mare riservate alla balneazione, l’utilizzo dei corridoi di lancio per l’atterraggio e la partenza dalle coste, il rispetto dei limiti di velocità , “che è bene ricordare non può essere superiore a 10 nodi, ovvero sia a circa 18 chilometri orari, a meno di mille metri dalla spiaggia”, oltre che sul rispetto delle divieti di pesca – per le arselle è ora obbligatorio avere il patentino – e sullo smaltimento dei rifiuti. Novità assoluta da questa estate, oltre alla collaborazione, su specifica direttiva del Prefetto di Lucca, con la Polizia Municipale per contrastare gli illeciti in spiaggia, il protocollo operativo stipulato tra la Capitaneria di Viareggio, la Asl 12 e il 118 per garantire il soccorso sanitario in mare: un medico sarà a bordo della motovedetta. Il numero blu, 1530, è bene ricordarlo, è attivo 24 ore su 24. E come sempre, in caso di emergenze, può salvare una vita.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 21, 2011 at 8:10 am  Lascia un commento  
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ESCE DI CASA E TROVA L’AUTO SUI MATTONI, I LADRI AVEVANO RUBATO LE QUATTRO RUOTE

Quando ieri mattina è uscito di casa per andare a lavorare la sorpresa trovata nel parcheggio non è stata delle migliori. Il danno, in soldoni, per fortuna era coperto dall’assicurazione. Ma la scocciatura, e la perdita di tempo, per andare da un gommaio e per presentare denuncia di furto al Commissariato di Polizia di Viareggio, è stata grande. Oltre alla paura che il fatto si possa ripetere. Il direttore dell’agenzia di formazione dell’Università della Misericordia, Gianluca Poli, ha infatti ritrovato la sua macchina, una Renault Clio del 2005 che aveva parcheggiato di fronte casa in via dei Lenci la sera prima poco prima dell’ora di cena, senza nemmeno una ruota. Gli ignoti ladri, e con ogni probabilità si è trattato di un furto su commissione, hanno agito in tutta tranquillità, lasciando l’auto appoggiata su quattro mattoni. “Sono rammaricato di quanto successo, in 14 anni che abito a Viareggio – ha affermato – .non mi era mai capitato nulla”. Dopo che circa due settimana fa sul viale dei Tigli e in Darsena furono trinciati i pneumatici a oltre 150 mezzi, tra auto e moto, le gomme sono tornate ad essere il bersaglio preferito dei malviventi. Oltre ai soliti episodi di attivi vandalici di chi, armato di trincetto o di una semplice chiave, si diverte a graffiare gli sportelli laterali piuttosto che i vetri. “Scherzi” di pessimo gusto che a chi li subisce costano svariate centinaia di euro.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 21, 2011 at 8:05 am  Lascia un commento  
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LORENZONI CONTRO SILICANI: “NO ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI STAGISTI”

No allo sfruttamento degli “stagisti”. Il grido è di Gian Piero Lorenzoni, consigliere di opposizione nella giunta Silicani, che a quanto pare avrebbe deciso di far lavorare giovani laureati a costo zero. “E’ proprio vero che tutto il mondo è paese e anche a Stazzema, come nel più vasto mondo del mercato del lavoro, si caldeggia e si sottoscrivono contratti atipici – afferma, e il riferimento alle assunzioni senza spesa è alla delibera 2 dello scorso 7 giugno. Vero è che non c’è l’obbligo di pagare gli stagisti, anche se è stata annunciata una legge regionale ad hoc, ma, afferma Lorenzoni, “avremmo gradito che il sindaco avesse regolato questi rapporti di lavoro scommettendo sul giovane precario dandogli la possibilità di avere un contratto quasi normale, dove poter avere il diritto alla malattia, alle ferie, o più semplicemente a maggiore stabilità”. “Crediamo – aggiunge il consigliere – che si debbano percorrere altre strade per ridare dignità ai tirocini e al lavoro. I giovani hanno diritto a tutta la nostra attenzione e ad una speranza per il futuro”. E l’invito al sindaco e all’assessore al personale è quello di rivedere il rapporto lavorativo come approvato dalla giunta e di attivare un serio progetto formativo con un minimo di rimborso spese (almeno euro 400 mensili). “Per riportare i giovani ad avere un ruolo attivo, responsabile e determinante nel mondo economico-politico-sociale c’è bisogno che ognuno faccia la sua parte – conclude – permettendo ai giovani di rendersi quanto più possibile economicamente indipendenti e di trovare un lavoro vero al termine del percorso formativo. Vogliamo credere che il comune di Stazzema approvi e sottoscriva un nuovo impegno concreto per fornire delle condizioni “umane e sostenibili” ai giovani laureati che chiama a prestare un’offerta lavorativa, sganciandosi dallo sfruttamento della precarietà più utilizzata ed oggi tanto di “moda” ed a costo zero”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 21, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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