MORTO IN PORTO, LA CAUSA E’ L’ANNEGAMENTO

Nessun segno di violenza, e nessun elemento che contrasti con l’annegamento, come ipotizzato fin dall’inizio. Questo il responso dell’autopsia disposta dalla Pubblico Ministero Elena Leone della Procura di Lucca ed eseguita ieri mattina dal medico legale Stefano Pierotti sul corpo di Filippo Gibellini, il 38enne milanese trovato cadavere sabato mattina poco dopo le 8 nelle acque del porto di Viareggio. “I primi esami tossicologici effettuati – ha precisato l’anatomopatologo – hanno dato esito negativo”. Nessun tipo di droga e niente alcol. Ciononostante, per capire realmente cosa sia successo – gli inquirenti sono convinti che il giovane imprenditore sia caduto accidentalmente in acqua – il medico legale della Procura lucchese, che ha confermato come ora probabile della morte circa sei ore prima del ritrovamento – ha disposto ulteriori accertamenti chimici e farmacologici, e chiesto di acquisire tutte le cartelle cliniche di Filippo Gibellini per la ricostruzione dell’anamnesi storica per escludere o confermare patologie che avrebbero potuto causare un malore. Al momento del suo ritrovamento l’uomo era scalzo, con indosso un paio di pantaloni chiari e una maglietta bianca. Il cadavere, al momento del ritrovamento, era a meno di due metri dalla sua imbarcazione, la Red, ormeggiata di fronte al cantiere navale Del Carlo per dei lavori di manutenzione. Difficile da ricostruire le ore precedenti la morte, dal momento che il giovane milanese era solo. La Procura ha comunque disposto che sia concesso il nulla osta per il trasferimento della salma a Milano, dove verranno officiate le esequie.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 15, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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PRESI DUE BABY LADRI DI BICICLETTE

Ladri di biciclette…quasi un remake del vecchio film quello andato in scena ieri in città. A finire in manette per rapina questa volta sono stati due minorenni. Sono stati gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Viareggio, durante servizio di controllo del territorio a beccarli in via Cesare Battisti all’angolo con via Vespucci in pieno centro a Viareggio dopo una segnalazione di furto all’interno di un’abitazione arrivata alla centrale operativa del 113. Appena giunti sul posto i poliziotti hanno acquisito alcune testimonianze apprendendo che i due giovani si erano appena impossessati di due biciclette che erano custodite all’interno della corte interna della casa. I ragazzini, però, erano stati notati dalla proprietaria che, nel tentativo di bloccarli, era stata anche violentemente spintonata da uno dei due per riuscire a scappare. Ed è stato proprio grazie alle dettagliate descrizioni somatiche fornite dalla vittima, oltre che da un testimone, se gli agenti in pochi minuti sono riusciti a rintracciare e bloccare i due ladruncoli. Identificati per D.C. di Padova e D.D. di Rimini, entrambi maggiori di 14 anni, così come successivamente accertato presso il reparto di radiologia dell’Ospedale Versilia, visto che all’inizio, da veri furbi, avevano dichiarato di essere più piccoli, sono stati arrestati. La donna derubata delle bici inizialmente aveva riferito ai poliziotti che le mancava anche una medaglia in oro e chieste spiegazioni ai due giovani questi hanno poi confessato di averla presa e nascosta dentro a un motorino parcheggiato nella corte, dove poi è stata ritrovata. Sottoposti a perquisizione personale in tasca ai ragazzi gli agenti hanno ritrovato due pezzi di plastica simili a quelli che di solito vengono usati per la forzatura delle serrature. Biciclette e medaglia d’oro sono state restituite alla vittima del furto, e i pezzi di plastica sottoposti a sequestro, mentre per i due minorenni è scattato l’arresto per rapina in concorso e sono stati accompagnati presso il Centro di Prima Accoglienza di Firenze a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Pubblicato in: on giugno 15, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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GIARDINIERE DI MARIJUANA SCOPERTO DAI CARABINIERI

Giardiniere “speciale” e produttore fai da te il 24enne finito in manette a Seravezza. I militari dell’Arma della stazione carabinieri di Queceta gli hanno infatti trovato in casa non solo la bellezza di sette piante di marijuana, altre oltre un metro e mezzo, ma persino 23 vasi con dentro radici, che secondo gli inquirenti sono riconducibili a piante della stessa specie precedentemente tagliate. Nell’abitazione del coltivatore diretto c’era persino un impianto di irrigazione semiprofessionale. dotato di timer e misuratore dell’acidità dell’acqua. Posto tutto sotto sequestro S. P. è stato arrestato e processato.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 15, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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DONNE SCOMPARSE, LA BADANTE E’ LIBERA

Libera. Da ieri mattina Maria Casentini, la badante finita agli arresti domiciliari a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Marcella Spadaricci, potrà uscire di casa e muoversi liberamente come una comune cittadina. Unico obbligo per la donna, implicata nel giallo della scomparsa di Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semeraro, sarà quello di doversi presentare per la firma alla caserma dei Carabinieri di Massarosa per tre volte la settimana. Clamoroso successo quello raggiunto dal suo legale, avvocatessa Rita Donetti dello studio Ciniglio, che giovedì della scorsa settimana aveva depositato alla cancelleria del Giudice per le Indagini Preliminari un’istanza con la quale, dopo oltre tre mesi e mezzo di arresti domiciliari, è stata richiesta la revoca del provvedimento restrittivo inflittole. A parere del gip lucchese i tempi erano ormai maturi, non essendoci più né il pericolo di fuga  né  quello dell’inquinamento delle prove. Oltre al fatto che Maria Casentini è incensurata. La donna accudiva l’anziana Maddalena, ed è accusata dalla Procura, assieme a Massimo Remorini ancora in carcere a San Giorgio, dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e soppressione e distruzione di cadavere in concorso. Nella vicenda del campo di Torre del Lago dove madre e figlia vivevano da tempo dopo la vendita delle loro abitazioni, in fase di indagine erano emerse responsabilità penali per Maria Casentini, amante di Remorini e badante dell’anziana Maddalena: secondo gli inquirenti la donna, che dovendo accudire la nonna di David aveva libero accesso al campo, avrebbe sempre cercato di fornire dichiarazioni preventivamente pianificate e concordate sia con Remorini che con Tureddi  al fine di creare un alibi, testimoniando che  Velia e Maddalena sarebbero vissute in buone condizioni. Sempre secondo l’accusa lo  “zio” con la badante Maria Casentini, complici dello stesso disegno criminale, sarebbero rei di maltrattamenti, per aver sistemato le due donne in un posto fatiscente, senza luce e senza acqua, chiudendocele dentro senza lasciar loro una chiave,  e di aver fatto sparire i cadaveri, distruggendoli. Intanto per il 1 luglio è atteso l’incidente probatorio di Francesco Marchetti richiesto dagli avvocati Paolini e Di Bugno, difensori di Massimo Remorini: il  marito di Velia dovrà rispondere dei rapporti tra David Paolini e la madre Velia, oltre che su altre circostanze familiari. La difesa dello “zio” è certa che dall’interrogatorio potranno emergere nuovi ed inquietanti scenari su questo giallo versiliese ancora senza soluzione.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

MINACCIA CON IL COLTELLO TURISTA IN SPIAGGIA, ARRESTATO TRENTENNE DAI CARABINIERI

Attimi di paura ieri pomeriggio allo stabilimento balneare Zara sulla Terrazza della Repubblica, quando un trentenne originario del Marocco, Hecham El Kohuay ha cercato di rubare una borsa lasciata incustodita sul lettino da una bagnante. Accortosi del maldestro tentativo di furto, il marito della donna ha cercato di fermare il ladro, chiedendo aiuto anche al bagnino. Ma l’extracomunitario, per garantirsi la fuga, ha estratto il coltello minacciando l’uomo e reagendo violentemente anche nei confronti di altre persone presenti in spiaggia. E’ stato grazie al tempestivo intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Viareggio – da ieri in servizio anche con le motociclette – se il nordafricano è stato bloccato, ammanettato, arrestato e portato in carcere a Lucca. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 14, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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MAXI TAMPONAMENTO IN AUTOSTRADA

A 12 in tilt ieri pomeriggio a causa di un mega tamponamento. E’ stato il ribaltamento di un’autoarticolato carico di granturco a provocare inizialmente una lunga fila di automezzi incolonnati. Poi il botto. Due tir si sono tamponati l’uno con l’altro, in corsia sud all’altezza dello svincolo verso il casello della Versilia. Nell’incidente è rimasta coinvolta anche una autovettura Renault che ha fatto testacoda. Per estrarre gli automobilisti rimasti incastrati nelle lamiere contorte è stato necessario l’intervento dei mezzi dei vigili del fuoco, mentre due pattuglie della sottosezione della polizia stradale di Viareggio hanno eseguito i rilievi, raccolto le testimonianze per la ricostruzione della dinamica dell’incidente, oltre che dirigere il traffico.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 14, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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UBRIACO PICCHIA I POLIZIOTTI

Notte movimentata nella Versilia by night. L’uomo fermato dalla Polizia era talmente sbronzo che ha picchiato i poliziotti. Gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi si trovavano nel parcheggio di una nota discoteca di Marina di Pietrasanta, affollato di gente, quando è arrivata un’auto con alla guida un uomo vistosamente in preda ai fumi dell’alcol. Invitato a mostrare i documenti, e a sottoporsi all’alcoltest F.F. di 41 anni, alto e robusto, li ha aggrediti violentemente provocandogli lesioni guaribili in 5 e 7 giorni. I poliziotti, se pur feriti, sono riusciti a immobilizzarlo e una volta negli uffici lo hanno denunciato per violenza, resistenza, oltraggio e lesione a Pubblico Ufficiale, oltre che per guida in stato di ebbrezza. Ma la notte della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi si è conclusa all’alba, quando alle 7 di mattina gli agenti, dopo una segnalazione arrivata alla centrale operativa del 113, sono intervenuti in un albergo dismesso dove all’interno si erano addentrate alcune persone. Una volta sul posto i poliziotti hanno sorpreso tre rom intenti a smontare i pluviali e le canale di rame dell’immobile – alcuni “pezzi” erano stati addiruttura già accatastati in una stanza – e per P.G.di 27, N.Z.di 28 e M.G. di 25, tutti residenti nella provincia di Massa – Carrara è scattata la denuncia per tentato furto. I tre sono stati rimpatriati nel luogo di residenza con Foglio di Via Obbligatorio emesso dal Questore di Lucca, con divieto di ritorno nei comuni della Versilia storica per un triennio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

“STRAGE” DI PATENTI SABATO NOTTE IN DARSENA

Alcol alla guida, e stragi di patenti ieri in Darsena. Il posto di blocco è stato predisposto dalla Polizia Stradale di Lucca, con tre pattuglie dislocate nei punti critici del vialone della marina di levante. Un servizio mirato, coordinato dal comandante provinciale Marco Tangorra, nell’ambito di mirati controlli sul territorio, al fine di garantire quanto più possibile la sicurezza sulle strade e prevenire le ormai note “stragi del sabato sera”. I veicoli fermati sono stati 75, con 83 persone controllate: il bilancio delle verifiche a tappeto sui clienti delle notti brave nei locali della movida viareggina sono una sanzione amministrativa  e cinque denunce a piede libero per guida in stato di ebbrezza alcolica, con sei patenti ritirate. Chi è stato trovato senza il documento di guida e con la revisione della macchina omessa – ben quattro – è stato multato.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

CADAVERE NEL CANALE, DRAMMA IN PORTO: LA VITTIMA E’ UN MILANESE


Giallo in porto. Il corpo ormai senza vita di un uomo, identificato solo in tarda serata, è stato ritrovato ieri mattina poco dopo le 8 nel canale che collega le darsene Europa e Italia, difronte al cantiere Del Carlo. A notare il cadavere che stava galleggiando, e a dare immediatamente l’allarme, è stato Stefano Cialfi, un operaio che era appena salito su una zattera per pitturare la barca ormeggiata per dei lavori di manutenzione. Imbarcazione, la Red, iscritta nel Registro Navale di Carrara, che è poi risultata essere intestata alla ditta del padre del morto. “Quando ho visto affiorare il corpo ho subito chiamato la Capitaneria di Porto – ha affermato il verniciatore ancora sotto choc. E sul posto sono arrivati i marinai della Guardia Costiera, i Carabinieri e la Polizia, mentre il Pm di turno, la dottoressa Elena Leone, ha subito disposto che fosse il medico legale Stefano Pierotti ad effettuare i primi riscontri sul cadavere. Dai primi esami non sono emersi segni di violenza, a parte piccole escoriazioni su un polso, su un gomito e al collo. Troppo poco per pensare ad una morte violenta. L’ipotesi più accreditata è quella di una caduta accidentale – forse mentre l’uomo stava scendendo dalla barca, o camminando sulla banchina -, e successivo annegamento. La Procura di Lucca, prima di disporre l’autopsia, attende le risposte delle analisi in base ai prelievi di urine e sangue eseguiti ieri mattina nel reparto di Medicina Legale dell’Ospedale Unico “Versilia” dallo stesso anatomopatologo. Esiti tossicologici previsti per domani. Privo di documenti, apparentemente sui 30/35 anni, media statura, corporatura snella, capelli neri e riccioli, l’uomo al momento del ritrovamento era scalzo con indosso un paio di pantaloni di lino chiari e una maglietta bianca, e un cellulare in tasca. E proprio dal telefono sono iniziate le prime indagini: intestatario della Sim è risultato essere Filippo Gibellini, un milanese di 38 anni organizzatore di eventi, pubbliche relazioni, molto conosciuto negli ambienti marinari. L’uomo aveva portato a riparare una barca storica di 23 metri intestata ad una società che fa capo alla sua famiglia, proprio al cantiere Del Carlo dove ieri mattina, nelle acque del canale antistante, è stato trovato morto. La sua Mercedes Classe A era parcheggiata a pochi metri dalla banchina. Per l’identificazione è stato però necessario l’arrivo dei parenti da Milano. Ma il vero giallo – le indagini sono affidate ai Carabinieri e alla Capitaneria – è capire il motivo della sua caduta in acqua, e dove, e con chi, il giovane lombardo abbia trascorso le ore precedenti il suo annegamento. Quando Filippo Gibellini – che pare essere venuto a Viareggio da solo – è caduto in acqua non c’erano testimoni. Una volta sbrigate le formalità di rito per il nullaosta il corpo sarà trasferito per le esequie nel capoluogo lombardo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

RAID DI VANDALI AL LICEO CARDUCCI

Piccoli teppisti crescono? La banda di giovani, responsabili del raid vandalico contro i muri del liceo classico Carducci di Viareggio e contro le decine di motorini e biciclette parcheggiate di fronte all’edificio scolastico sulla via IV Novembre, ha colpito ieri a metà mattinata, ultimo giorno di scuola per tutti gli studenti. Non solo lancio di uova, a decine, e di bucce di banana ma anche una bicicletta appesa, come impiccata, al portone principale e alcuni scooter graffiati. Immediato l’intervento delle pattuglie dei militari dell’Arma, dopo la segnalazione arrivata alla centrale operativa, e numerosi gli studenti che si sono dovuti recare alla Caserma dei Carabinieri per presentare denuncia mentre il personale addetto alle pulizie ha ripulito l’esterno dai resti della “guerriglia”. Da quanto trapelato i giovani responsabili di quanto accaduto sarebbero stati già identificati dagli inquirenti. Ignoto, almeno per il momento, il “movente” del gesto.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 12, 2011 at 10:15 am  Lascia un commento  
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