Nessun segno di violenza, e nessun elemento che contrasti con l’annegamento, come ipotizzato fin dall’inizio. Questo il responso dell’autopsia disposta dalla Pubblico Ministero Elena Leone della Procura di Lucca ed eseguita ieri mattina dal medico legale Stefano Pierotti sul corpo di Filippo Gibellini, il 38enne milanese trovato cadavere sabato mattina poco dopo le 8 nelle acque del porto di Viareggio. “I primi esami tossicologici effettuati – ha precisato l’anatomopatologo – hanno dato esito negativo”. Nessun tipo di droga e niente alcol. Ciononostante, per capire realmente cosa sia successo – gli inquirenti sono convinti che il giovane imprenditore sia caduto accidentalmente in acqua – il medico legale della Procura lucchese, che ha confermato come ora probabile della morte circa sei ore prima del ritrovamento – ha disposto ulteriori accertamenti chimici e farmacologici, e chiesto di acquisire tutte le cartelle cliniche di Filippo Gibellini per la ricostruzione dell’anamnesi storica per escludere o confermare patologie che avrebbero potuto causare un malore. Al momento del suo ritrovamento l’uomo era scalzo, con indosso un paio di pantaloni chiari e una maglietta bianca. Il cadavere, al momento del ritrovamento, era a meno di due metri dalla sua imbarcazione, la Red, ormeggiata di fronte al cantiere navale Del Carlo per dei lavori di manutenzione. Difficile da ricostruire le ore precedenti la morte, dal momento che il giovane milanese era solo. La Procura ha comunque disposto che sia concesso il nulla osta per il trasferimento della salma a Milano, dove verranno officiate le esequie.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)





