SCOMPARSA, ARRIVANO I SUB

Dov’è Vandana Orban? Rapita? E se si, da chi e perche? Scappata volontariamente? Forse una “fuitina” d’ amore? I militari dell’Arma non escludono nessuna ipotesi. A due giorni dalla scomparsa, nonostante le ricerche proseguano incessanti e senza sosta, ancora nessuna notizia della ragazzina rom di soli 17 anni sparita intorno alle 21.30 di ferragosto dal campo nomadi di via Cimarosa a Torre del Lago. Vandana Orban non si trova. Dopo il summit di ieri mattina alla caserma dei Carabinieri di Torre del Lago, dove hanno partecipato oltre ai vertici dell’Arma anche la Polizia Municipale e il dirigente della Protezione Civile del Comune di Viareggio, appena fatto il punto della situazione gli inquirenti hanno battuto di nuovo per tutto il giorno la zona adiacente al luogo dove Vandana abitava ormai da quattro anni con la sua famiglia e da dove due giorni fa dopo cena è sparita in un attimo. Stava giocando con le sorelline, il fratellino e gli altri bimbi, poi è svanita. ”Ieri abbiamo ripassato al setaccio i luoghi vicini al campo – ha precisato il maggiore Andrea Pasquali, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Viareggio, appena rientrato dalle ferie – ma anche l’ex discarica delle Carbonaie e i numerosi campi di granturco a fianco dell’ autostrda”. Per oggi è previsto l’arrivo dei reparti speciali da Genova e saranno i carabinieri sommozzatori a scandagliare le acque del Lago di Massaciuccoli, non lontano dal campo rom, come già successo lo scorso inverno per la scomparsa di Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semeraro. Le indagini sono a tutto tondo. Nessuna ipotesi è esclusa. Almeno per il momento. “Stiamo seguendo anche altre piste, in collaborazione con le altre Forze dell’Ordine – ha aggiunto il maggiore Pasquali rinnovando l’appello a chiunque sapesse o avesse visto qualcosa o fosse in possesso di indizi utili per poter favorire le indagini, di rivolgersi ai militari dell’Arma. E mentre la foto della minorenne è stata diramata in tutta Italia, e immessa nei terminali di polizia, i carabinieri, ieri, hanno convocato in caserma tutti i rom ospiti del campo, per cercare di ricostruire nei minimi dettagli le ultime ore di Vandana prima della sua sparizione, nella speranza di un dettaglio che riesca a far luce sulla vicenda che da due giorni tiene in apprensione la mamma Mariana e il padre Marin assieme a tutta la comunità nomade, circa trenta persone tra cui molti bambini, che da anni vive nelle strutture del Comune, inserite in un progetto finanziato dalla Regione. Indagini, quelle degli investigatori, che si sono allargate anche fuori Viareggio, in campi rom delle province di Pisa e Massa – Carrara, come di tutta Italia. Le segnalazioni al 112 di persone che avrebbero avvistato Vandana a Viareggio, all’ufficio postale in Darsena e in via Zara, e a Lucca sulle Mura si sono susseguite per tutto il giorno, ma sono stati solo falsi allarmi. Per ora nulla è emerso. Se la madre di Vandana giura che la figlia non si è mai allontanata da sola dal campo, alla Polizia Ferroviaria risulta il contrario: la ragazzina, in passato, è stata notata e identificata in diverse stazioni. Tra le varie ipotesi c’è anche quella che la 17enne possa aver preso un treno e sono al vaglio dei carabinieri i filmati delle telecamere di sorveglianza della stazione di Viareggio, appena acquisiti. “L’indagine è complessa – ha ribadito il tenente Fabio Truddiau -, se la ragazza avesse avuto un cellulare avremmo avuto un input in più per localizzarla”. E mentre fervono le ricerche anche l’associazione dei Berretti Bianchi, che segue la realtà Rom, ha attivato i propri canali. Nel pomeriggio, per qualche attimo, si è temuto il peggio quando dall’elicottero è stato avvistato un sacco nero occultato tra il granturco. Allarme però subito rientrato, quando i Carabinieri hanno appurato che all’interno era stato nascosto uno scooter rubato. Nonostante quello che si mormora, di strane presenze notturne attorno al campo, di anziani che offrirebbero denaro alle ragazze rom per fare sesso e di due auto viste allontanarsi dal campo la sera della scomparsa di Vandana, tutti si augurano un lieto fine.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

SPARISCE TREDICENNE, RITROVATO DOPO ORE

Pomeriggio di apprensione per la scomparsa di un ragazzino 13enne, A.P. di Monza, dalla spiaggia libera di Lido di Camaiore. Moro, con un ciuffo bianco, carnagione chiara e un costume da bagno azzurro. Queste le uniche indicazioni fornite: il piccolo turista lombardo, in vacanza con il padre, la madre e un fratellino più piccolo, è stato ritrovato dopo ore di ricerche al bagno Milano a Viareggio, nella zona dell’Orologio. A dare l’allarme, verso le 14 di ieri pomeriggio, sono stati i genitori che non lo hanno più visto. Mobilitate tutte le Forze dell’Ordine, che lo hanno cercato per mare e per terra: Capitaneria di Porto, con la motovedetta, il gommone e una squadra di marinai in spiaggia, Commissariato di Polizia di Viareggio, con le volanti e i poliziotti in acqua scooter che hanno percorso tutta la costa da Lido a Forte dei Marmi, Carabinieri, Vigili Urbani e Vigili del Fuoco. E sono stati proprio i pompieri a ritrovare il 13enne al bagno Milano verso le 19.30. Avvisata telefonicamente che il figlio era sano e salvo, la mamma si è messa a piangere. Vinta dalla tensione e dalla felicità. Un incubo durato oltre cinque ore, ma terminato con un lieto fine.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

CRISI ECONOMICA, MANNAIA ANCHE SUI CARRI DEL CARNEVALE: COMPENSI TAGLIATI DEL 10%, ACCONTI DA GENNAIO

La mannaia della crisi si è abbattuta anche sul regno di Burlamacco. E così, ieri mattina, i vertici della Fondazione Carnevale hanno riunito i carristi nella sala dell’Apt per ufficializzare tagli e formule di pagamento per le costruzioni del 2012. Da settimane se ne parlava a più livelli. E ieri Santini, Pieraccini e Bonuccelli hanno messo nero su bianco la proposta della Fondazione per il nuovo anno. Che è presto detta: taglio del 10 per cento nei compensi di tutte le categorie di concorso e inizio del pagamento dal 20 gennaio. Ultima trance il 6 marzo. Il pagamento di un carro grande come sarebbe? Ventimila euro il 20 gennaio, altrettanti il 13 febbraio, 30mila il 25 febbraio, 13.200 il 6 marzo. Per un totale di 103.200 euro più Iva, ossia 123.840 euro. Stesse scadenze, ma cifre diverse, per un carro piccolo il cui costo totale sarà di 51.600 euro e con l’Iva 61.920. Per le mascherate contributo totale di 25.560 euro. Rata finale del 10 per cento per tutti al 3 aprile. Totale delle spese per la cartapesta: 2.256.120 euro. Il tutto è la conseguenza della riduzione dell’emolumento dell’amministrazione comunale verso il Carnevale. Il Comune taglia di 300mila euro i due milioni e 80mila che dava ogni anno. Scendendo la cifra a un milione e ottocentomila di conseguenza la Fondazione ha dovuto ricalibrare il bilancio di previsione al ribasso. Il taglio nelle spese complessive di allestimento del Carnevale è di 600mila. Di questi 400mila in meno nelle spese generali (come ufficio stampa, comunicazione e spazi pubblicitari) e duecentomila euro in meno dalla cartapesta, ovvero dai carri. Mannaia anche sulle feste rionali che adesso rischiano davvero di sparire. Il contributo per le feste notturne viene infatti praticamente azzerato. Dai 75mila euro si passa a 10mila per l’allestimento di tutti i baccanali, carrette comprese. Questo per via anche della recente sentenza della cassazione che fa del Carnevale un ente pubblico e quindi come tale impossibilitato a dare contributi a privati, quali sono i comitati rionali. I tagli, ovviamente, non sono andati giù ai costruttori, tanto meno la mancanza di anticipi dall’inizio dei lavori fino al 20 gennaio, cioè a carro quasi completato. La Fondazione dal canto suo ha spiegato che la firma del contratto per la costruzione del carro varrà come documentazione che permetterà alle ditte artigiane di farsi anticipare i soldi dalle banche per la costruzione dei giganti di cartapesta. Ma a questo i maghi non ci stanno: chi pagherà gli interessi di questi prestiti? Come fare con i fornitori di materiale? e con i dipendenti? dovranno essere licenziati? Interrogativi lasciati in sospeso. Anche perchè la riunione non è terminata con una decisione. La Fondazione di fatto ha presentato la sua proposta e messo sul tavolo la situazione economica di crisi che interessa tutti i settori del Comune, dal sociale alla cultura. Quindi anche il Carnevale. Ma proprio davanti alla situazione emersa la stessa Fondazione ha chiesto ai carristi di fare una controproposta unitaria. Nel pomeriggio il summit dei maestri della cartapesta.

I carristi:: “Proposte inaccettabili”.

Per ora nulla di deciso dalla Cittadella. Ma la posizione dei carristi è netta, e chiara:”le proposte della Fondazione sono inaccettabili”. “Con questi tagli significa sfare il bando”, Questo è quanto emerso dal lungo pomeriggio di discussione tra le maestranze del Carnevale ieri in Cittadella. Dalle 15 alle 18 tre ore di riunione e confronti per capire cosa fare e come comportarsi difronte alle proposte della Fondazione di tagliare i compensi e iniziare a pagare a partire dal 20 gennaio. La nuova assemblea di maestri carristi è fissata per domani alle 15, sempre in Cittadella. Sarà l’occasione per stilare un documento che si preannuncia piuttosto duro, da sottoporre alll’ente di Palazzo delle Muse.


(Il Nuovo Corriere di Lucca e  Versilia) 

Pubblicato in: on agosto 18, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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SPARISCE NEL NULLA A 17 ANNI


Nuovo giallo a Torre del Lago. Stava giocando con gli amici del campo rom, quando è svanita nel nulla. Mistero nella frazione pucciniana per la scomparsa di Vandana Orban, una ragazzina appena 17enne di origini rom e ospite, assieme ai genitori, due sorelle e un fratello più piccoli, del campo comunale di via Cimarosa. Di Vandana si sono perse le tracce la sera di ferragosto intorno alle 21. La denuncia di scomparsa è stata presentata immediatamente, poco prima della mezzanotte, dai familiari che dopo averla cercata invano per un paio d’ore nei campi che circondano la zona, immersi nel buio, si sono recati alla caserma dei Carabinieri di Viareggio, contattando anche i Berretti Bianchi, l’associazione che si occupa del campo rom. Appena diplomatasi alla scuola media della frazione pucciniana, da privatista, la 17enne, a detta dei familiari, non usciva mai dal campo. Ma mentre la madre non crede ad un allontanamento volontario, ribadendo che la figlia non si allontanava mai da sola, la Polizia Ferroviaria l’avrebbe vista, e identificata, più volte in varie stazioni toscane. Dalla prima mattina di ieri le ricerche da parte dei militari dell’Arma sono scattate a largo raggio. Anche diramando la foto della ragazzina. I Carabinieri, assieme ai volontari della Protezione Civile, stanno battendo palmo a palmo la zona vicina al campo nomade, un luogo paludoso, vicino al lago di Massaciuccoli, e fitto di vegetazione. Vandana Orban non possiede un cellulare, e questo complica non poco il lavoro delle Forze dell’Ordine. In azione, ieri per tutto il pomeriggio, anche Dingo, il pastore tedesco dei Carabinieri del Nucleo Cinofili di San Rossore addestrato per le ricerche delle persone, al quali sono stati fatti annusare alcuni indumenti della ragazzina. “La situazione è delicata – ha precisato il tenente Fabio Truddaiu, sul posto assieme ai suoi militari per coordinare le ricerche – e per adesso non escludiamo alcuna pista”. La comunità Rom racconta infatti di strani movimenti attorno al campo: due autovetture, una bianca e una nera, avvistate nei pressi del campo la sera stessa della scomparsa, e una Smart gialla con a bordo un uomo e una donna che avrebbero fotografato, nei giorni scorsi, alcuni bambini e ragazzi, tra cui anche Vandana. Alcune donne del campo, a quanto pare, sarebbero poi state avvicinate da giovani in cerca di emozioni a luci rosse. La ragazzina, prima di sparire nel nulla, indossava un paio di pantaloncini corti e una maglietta verde, e calzava degli infradito. Alta circa 1 metro e 60 centimetri, ha i capelli neri, con alcune meches bionde, lisci e lunghi fino alle spalle.

“Sono certa che l’abbiano rapita. Chiunque la veda si rivolga ai carabinieri”. L’appello, lanciato anche davanti alle telecamere di Rete Versilia, è quello di una madre disperata.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SALVATO NATANTE A OTTO MIGLIA DAL PORTO

Un’altra giornata di arduo lavoro per gli uomini della Guardia Costiera. Erano circa le 13.30 quando alla sala operativa della Guardia Costiera di Viareggio è arrivata una richiesta di soccorso da parte di un natante da diporto di oltre sette metri in navigazione da Bocca di Magra e diretti a largo di Viareggio per una battuta di pesca. Dall’altra parte del telefono, con fare concitato e confuso, sono arrivate le informazioni da parte del conducente che si trovava a circa 8 miglia al largo di Viareggio. Lo stesso avvertiva che l’unità stava rapidamente imbarcando acqua ed era in procinto di affondare. Sprovvisti di  GPS e di un apparecchio VHF l’unica informazione utile per farsi localizzare è stata quella che all’orizzonte intravedevano delle catene montuose ed una nave mercantile alle loro spalle a qualche miglio di distanza. Prontamente, alle ore 13.35, la motovedetta della Capitaneria ha mollato gli ormeggi ed è partita dal porto di Viareggio alla ricerca della barca. Alle 14.10, mentre l’operatore della Sala Operativa rimaneva in contatto via cavo con i malcapitati invitandoli a mantenere la calma e ad accendere un boetta fumogena, la motovedetta CP 813 ha intercettato il natante da diporto a circa 8 miglia al traverso di Marina di Massa. Nonostante il grande spavento, i naufraghi erano comunque in buone condizioni di salute, e soccorsi dai marinai hanno potuto riprendere la navigazione. Sono state due ore e mezzo di concitato timore ma grazie alla prontezza ed alla professionalità degli uomini della Guardia Costiera, non c’è stata nessuna conseguenza negativa.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on agosto 17, 2011 at 10:10 am  Lascia un commento  
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UN FERRAGOSTO SOTTO CONTROLLO

Ponte di Ferragosto all’insegna della sicurezza, e della prevenzione a Viareggio e in tutta la Versilia. Nessuna richiesta di intervento è arrivata alla centrale operativa del 113. La campagna informativa contro i “famigerati” gavettoni ha funzionato. Numerosi, invece, i controlli preventivi messi in atto dalla Polizia. Nel giorno più caldo dell’estate il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia ha infatti disposto il potenziamento dei servizi, mirati alla prevenzione dei reati e al contrasto della criminalità. Gli agenti della Squadra Volante hanno bloccato in un supermercato di Viareggio un uomo intento a rubare merce di vario genere, e passato al setaccio, oltre a Viareggio, anche tutte le zone dei comuni limitrofi di Camaiore e Massarosa. Unica nota negativa una serie di furti nelle auto in sosta in Darsena, con vetri mandati in frantumi. Ma nel trascorso fine settimana, soprattutto durante la notte tra domenica e lunedi, anche la Polstrada ha messo in atto una serie di controlli. La corposa attività di prevenzione e contrasto alla guida sotto l’effetto dell’alcol è stata disposta dal comandante provinciale Marco Tangorra. I posti d blocco, nell’ambito dell’iniziativa del Ministero dell’Interno “Guido con Prudenza”, concertata tra Polizia Stradale ed A.n.i.a.,si sono concentrati nelle zone dei locali ricettivi notturni, in particolare sul viale Kennedy a Torre del Lago, e sul lungomare da Lido di Camaiore a Forte dei Marmi. Una notte di alcoltest, con 115 conducenti controllati, 7 patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza e altre 11 infrazioni e sanzioni accessorie applicate a vario titolo. Gli agenti della Polizia Stradale hanno anche effettuato i rilievi di un tamponamento tra due autovetture avvenuto sulla via Provinciale a Forte dei Marmi. Due i feriti, non gravi, entrambi turisti di Milano. Nell’ l’auto tamponata erano a bordo il conducente, L.J di 23 anni, risultato positivo all’alcoltest, e un passeggero, N.M. di 22. L’auto che ha tamponato era condotta da M.N., un33enne residente a Massa, incolume e denunciato a piede libero in quanto risultato positivo dai test alcoolemici per un valore quasi il doppio del limite consentito.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

SICUREZZA A CAMAIORE, RAFFICA DI MULTE ELEVATE DAI VIGILI URBANI

Ben 25 gli agenti e 10 i veicoli che sono stati impegnati dal Comandante della Polizia Municipale di Camaiore, Carlo Palmerini, nell’operazione “Santa Maria” effettuata la notte di ferragosto. Controlli a tappeto, dalle 21,30 alle 4 della mattina, con 337 mezzi fermati e passati sotto la lente di ingrandimento e 91 verbalizzati. Diciotto le sanzioni amministrative per omessa revisione, 24 per mancato uso delle cinture di sicurezza, 21 per dimenticanza di documenti, 1 per mancata assicurazione ma i vigili urbani di Camaiore hanno riscontrato anche 10 violazioni per pubblicità abusiva collocata su semafori, paline della segnaletica e pali pubblica illuminazione. Quattro sole sono invece state le violazioni penali riscontrate, per guida senza patente, revisione e assicurazione falsificate e guida in stato di ebbrezza. L’operazione, sviluppata nel centro di Camaiore dalle 21.30 alle 23 e poi al Lido dalle 23.30 alle 3, ha visto impegnate 7 squadre “Si è trattato di una operazione importante, in un periodo particolarmente delicato della stagione, che ha dimostrato ancora una volta sul campo le capacità operative del nostro personale – ha sottolineato il Comandante Carlo Palmerini -, ed abbiamo scelto una giornata particolare rinforzando la nostra presenza nella zone più nevralgiche del territorio”. I risultati parlano da soli: in poche ore è stata svolta una mole di lavoro imponente, e i cittadini hanno apprezzato i controlli.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on agosto 17, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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LA PROCURA: “REMORINI DEVE RESTARE IN CARCERE”. GLI AVVOCATI DELLA DIFESA: “SIAMO ALLIBITI”

La Procura all’attacco: “Massimo Remorini deve rimanere in carcere”. Allibita la difesa. La vicenda di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne scomparse dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago ormai da un anno, torna a tenere banco. Il Pubblico Ministero ha infatti presentato richiesta di proroga della custodia cautelare. Il prossimo 20 agosto, lo “zio”, in carcere dallo scorso 21 febbraio, sarebbe dovuto uscire per decorrenza dei termini, sei mesi. Ma secondo la Procura sussistono tuttora le gravi esigenze cautelari già indicate nella richiesta antecedente che ne ha determinato l’arresto: “La particolare complessità delle indagini in corso – scrive il Pubblico Ministero – rende indispensabile il protrarsi della custodia”. Le motivazioni addotte dall’accusa sono principalmente due, dopo le richieste del Pm del 13 giugno: l’esigenza di procedere all’esame di Francesco Tureddi, coindagato nell’inchiesta, alle luce delle dichiarazioni che lo stesso rese alla polizia giudiziaria lo stesso giorno dell’arresto di Massimo Remorini, e poi al Pm – ossia che le due donne sarebbero state uccise e poi bruciate in un bidone dell’olio che poi “Cecchino” avrebbe gettato via in un cassonetto, mentre lo “zio”, assieme alla badante Maria Casentini, avrebbe fatto sparire i resti delle donne in dei sacchetti neri smaltiti non si sa dove. Nella richiesta di proroga di custodia cautelare la Procura evidenzia che i “timori” di Francesco Tureddi, espressi più volte, “potrebbero essere aggravati dalla rimessione in libertà di Remorini, prima dell’espletamento dell’esame”. C’è poi un’altra motivazione, alla base della richiesta: quella che l’incidente probatorio è stato richiesto anche per espletare alcuni accertamenti su oggetti, un grembiule e un asciugamano, per i quali gli avvocati dello “zio”, Giorgio Paolini e Carlo Di Bugno, hanno avanzato a suo tempo riserva di richiesta di incidente probatorio. “La richiesta della Procura ci lascia allibiti – hanno ribadito i due legali difensori -, dopo i due incidenti probatori da noi richiesti, il primo con David Paolini e il secondo con Francesco Marchetti eravamo certi che le indagini avrebbero preso tutt’altra direzione”. “Il figlio e nipote delle due scomparse cadde in numerose contraddizioni – ricorda l’avvocato Giorgio Paolini -, mentre il marito di Velia ha svelato particolari interessanti sulla vita familiare delle due donne e del ragazzo”. La decisione sulla richiesta di proroga della misura cautelare avanzata dalla Procura spetta al Giudice per le Indagini Preliminari Marcella Spadaricci, alla quale i difensori di Remorini hanno già consegnato ieri mattina una copiosa e dettagliata memoria difensiva. Nel caso che il Gip non accolga la richiesta della Procura il Pm, in via subordinata, ha chiesto che venga disposto per lo “zio” il divieto di espatrio, il divieto di dimora a Viareggio, o frazioni, e l’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria del luogo dove lo stesso fissasse il domicilio una volta scarcerato.

Le figlie e la moglie: “Massimo è innocente”

Allibita della richiesta di proroga della misura cautelare anche la famiglia di Massimo Remorini. Ma con la speranza, che fino ad oggi non l’ha mai abbandonata, che la verità venga fuori. Prima o poi. “Nostro padre è innocente – a dirlo, e riscriverlo nuovamente su Face Book, sono le figlie Monica e Silvia. “Certo, se non sei un caso da salotti televisivi nessuno parla di te – affermano assieme alla madre Donatella -, per ora è stato dato ascolto solo a chi ha apostrofato nostro padre come il mostro del campo degli orrori, ma sono accuse senza prove. E il grande accusatore è un uomo conosciuto nel reparto psichiatrico del “Versilia” come paziente con disturbi della personalità”. “Nostro padre è in cella da sei mesi solo per indizi – aggiungono – e accuse fatte da persone che al momento non sono mai state indagate”. E l’appello è lo stesso di un mese fa: “chi sa parli, vogliamo giustizia e tutela dalla legge”. Remorini dal giorno in cui è finito a San Giorgio è accusato di circonvenzione di incapace, appropriazione indebita, sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e soppressione e distruzione di cadavere.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on agosto 13, 2011 at 9:50 am  Lascia un commento  
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VA A FUOCO L’EX TOWER, ALLARME PER ETERNIT DISTRUTTO DALLE FIAMME

Lavoro no stop per i Vigili del Fuoco di Viareggio, dopo il grave incendio di giovedì ad un magazzino in via dei Comparini, ieri è stata la volta dell’ex Tower di Torre del Lago Puccini preso nuovamente di mira dai piromani – a quanto pare – dopo nemmeno 15 giorni dall’ultimo tentativo. L’incendio è stato appiccato verso l’una di ieri proprio a ridosso dell’unica – e quindi molto trafficata – via che porta sulla Marina, con le fiamme che hanno impiegato ben poco tempo a propagarsi attraverso le sterpaglie e i resti fatiscenti della struttura, il pronto intervento dei Vigili del Fuoco unito alla mancanza di vento hanno impedito l’espandersi dei focolai nella pineta circostante e quindi delle proporzioni del rogo. Dopo circa due ore di intervento e l’impiego di ben 4 mezzi, l’area è stata messa in sicurezza tanto da permettere i primi sopralluoghi con gli agenti inviati dall’Ente Parco dai quali sono emersi ben tre inneschi e la presenza di intere tettoie in eternit e fibra di vetro, ma anche bombole di gas, alcune delle quali esplose a causa delle fiamme, rinvenimenti questi che coinvolgono l’Arpat chiamata ad occuparsi della bonifica dell’area. L’area era diventata zona di bivacchi e fiamme, il tutto mentre a San Rossore negli uffici del Parco continua ad essere respinto il piano di ristrutturazione dell’edificio. Da segnalare a tal proposito la problematica sorta al termine dell’intervento proprio con il personale del Parco Naturale, l’area colpita dall’incendio infatti fa parte del territorio protetto, proprio per questo i Vigili del Fuoco avevano richiesto che fossero gli operai dell’Ente ad occuparsi del taglio di due piante interessate dalle fiamme, alte circa 10 metri, e che potevano covare focolai interni pronti a ravvivarsi in qualsiasi momento, ma dall’altra parte si sono sentiti rispondere che mancavano mezzi e uomini. Sconfitto dalla burocrazia anche il sindaco Lunardini, chiamato in causa dal segretario comunale della Lega Nord Pardini, mossosi in prima persona per ovviare a questa mancanza con il personale del comune ma che ha dovuto cedere ai vincoli di competenza dell’area del Parco. Alla fine se ne sono dovuti occupare gli stessi Vigili del Fuoco. Sul posto, per i rilievi, è intervenuta la Polizia.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on agosto 13, 2011 at 9:40 am  Lascia un commento  
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SMANTELLATA TENDOPOLI TRA LE DUNE DALLA POLIZIA A CAVALLO

Grande lavoro ieri mattina per la Polizia, impegnata in un servizio di contrasto all’immigrazione clandestina a Torre del Lago. Da perlustrazioni e controlli effettuati dal personale della Squadra a Cavallo della Polizia di Stato è stata individuata nella pineta, nella zona delle dune adiacenti la spiaggia del viale Europa, una piccola tendopoli con ingressi mimetizzati nel sottobosco. Il personale del Commissariato ha quindi proceduto al controllo all’interno delle tende, rintracciando cinque tunisini, tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari: B.H.di 21 anni, JA.di 30, G.A.di 27, M.Ydi 35, e L.R.di 19. Quattro di loro fanno parte delle migliaia di extracomunitari sbarcati nei primi mesi dell’anno a Lampedusa come quelli recentemente rintracciati e fatti sgombrare dalla fabbrica del ghiaccio in Darsena. Un connazionale, B.H.T.di29, irregolare, è stato munito di decreto di espulsione con intimazione a lasciare il territorio azionale entro sette giorni. Le tende sono state smantellate, e la zona bonificata dal personale del Servizio Igiene del Comune di Viareggio, fatto intervenire appositamente.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on agosto 13, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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