ASSOLTO IL TITOLARE DEL MANEGGIO ACCUSATO DI TRUFFA

Assolto, per non aver commesso il fatto. Con formula piena. Amedeo Giordano, titolare di un notissimo maneggio fiorentino, era stato accusato di truffa da una cliente, cavallerizza di professione. La querelle giudiziaria era iniziata dopo l’acquisto di un puro sangue blasonato. Il desiderio di avere un puledro tutto suo era stato esaudito grazie all’interessamento del proprietario del maneggio, che aveva fatto da “intermediario” con un commerciante di cavalli di Viareggio dal quale la signora aveva poi acquistato Baron del Poggio Secco, figlio di un blasonato stallone. Dopo averlo montato per qualche giorno la cavallerizza si era innamorata del cavallo e aveva dato ad Amedeo Giordano quattro assegni per quindicimila euro perchè li consegnasse al commerciante. Questo fu l’unica incombenza dell’intermediario, passare di mano il “vil denaro” per la stipula della compravendita del quattro zampe da corsa con il sangue blu. Quando dopo qualche mese arrivò per posta all’acquirente il passaporto dell’animale, ci fu la sorpresa: il padre del blasonato pure sangue era stato radiato nel 2003 e di conseguenza tutti i suoi figli, da quella data, erano invece che con il sangue blu come figli di nessuno. Per riavere i suoi soldi la donna si rivolse ad un legale, visto che il cavallo, secondo lei, non valeva quella cifra e aveva presentato denuncia di truffa l’intermediario. Ieri mattina a deporre è stato il commerciante, che ha confermato che l’imputato nulla poteva sapere dello pedigreè “snobilitato” del cavallo e il giudice Boragine ha assolto l’imputato.

Letizia Tassinari

BADANTE ALLA SBARRA, SI ERA FATTA DARE 50MILA EURO DA UN MALATO DI ALZHEIMER

Circonvenzione di incapace, questo il capo di imputazione per Viktorija Prokopovick, una badante ucraina di quarantatrè anni finita alla sbarra al Tribunale di Viareggio. La donna, contumace all’udienza di ieri mattina di fronte al giudice monocratico Gerardo Boragine, è accusata di essersi fatta intestare nel gennaio del 2005 un assegno di ben cinquantamila euro dall’anziano, ormai defunto, quale ricompensa per averlo accudito con amore per i quattro mesi nei quali sostituì la badante “storica”. Furono i figli del “de cuius” che facevano visita all’anziano padre classe 1919 ogni domenica ad accorgersi dalla matrice del carnet di assegni della cifra elargita. Il padre, affetto da anni da demenza senile e morbo di Alzheimer, nulla ricordava del regalo e i figli si affrettarono a bloccare l’assegno, che fu immediatamente posto sotto sequestro dalle Forze dell’Ordine, e a presentare un ricorso al tribunale per l’interdizione dell’uomo, in quanto ormai incapace di intendere e volere. All’udienza di ieri mattina sono state ascoltate le parti offese, difese dall’avvocato Massimo Panzani, e come primo teste Stefano Rama, il medico neuropsichiatra che effettuò la perizia sull’anziano. “Alzheimer all’ultimo stadio – ha affermato l’esperto – l’uomo, oltre a fare confusione tra lire ed euro e franchi, non riconosceva più nemmeno le persone a lui più vicine, e da tempo era inserito nel progetto regionale Kronos, utilizzando così gratis un farmaco altrimenti molto costoso, l’Exelon”. Il processo è stato rinviato al 1 luglio prossimo, quando verranno ascoltati altri esperti e i testimoni della difesa.

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SVUOTA LA CASA DELL’EX, ALLA SBARRA PER APPROPRIAZIONE INDEBITA

Denunciata per appropriazione indebita ex fidanzata finisce sul banco degli imputati. E’ iniziato ieri mattina al tribunale di Viareggio il processo nei confronti di Patrizia Bonucci, ex fidanzata di Andrea Larini. I due, che erano stati insieme per circa cinque anni, avevano anche abitato insieme. Poi, come spesso succede, la storia d’amore era finita, e si erano lasciati. D’amore e d’accordo, almeno all’inizio, tanto che l’ex compagno, noto commerciante di auto della zona, visto che la donna lavorava all’ospedale di Viareggio ma era di Pistoia, le aveva concesso in comodato d’uso, ossia gratis, un magnifico attico vista mare a Lido di Camaiore, completamente arredato. Unica richiesta, accettata di buon grado dall’altra parte, che quando ne avesse avuto bisogno, la ex glielo avrebbe lasciato libero e ridato seduta stante. Ma cosi non è stato. Quando l’ex innamorato ebbe bisogno di riavere la sua casa, almeno a quanto riferito in udienza dallo stesso, la donna fece mille richieste, tra cui quella di una buona uscita, pari a circa trecentomila euro. “ Ovviamente non le detti niente, ma le lasciai l’attico per altri sei mesi gratis – ha sostenuto la parte offesa. Fino alla mattina che un amico lo avverti al telefono che sotto casa c’era il camion di una ditta di traslochi e che “qualcuno” stava portando via tutti i mobili da casa sua. Quando il proprietario di casa arrivò sul posto dentro l’appartamento non c’era più neanche un mobile, e l’imputata aveva smurato persino i lavandini. Il processo per ascoltare i testi sia dell’accusa che della difesa è stato rinviato al 1 luglio.

Letizia Tassinari

CONDANNATA HABITUE’ DEI FURTI ALL’ESSELUNGA

Una habituè del furti all’Esselunga è stata condannata ieri mattina dal giudice monocratico del tribunale di Viareggio a quattro mesi di carcere e un multa da centoventi euro, oltre alle spese processuali. Cesarina Tomellini, una massese di quasi sessant’anni, è una cliente molto conosciuta nei supermercati di patron Caprotti: entra, fa la spesa, giusto il necessario da cucinare per pranzo e cena, poi, memore degli “espropri proletari” degli anni ’70, esce passando dalle casse senza pagare quanto ha preso dagli scaffali e riposto nelle buste gialle Esselunga. Il personale interno ormai la conosce, e ogni volta la ferma all’uscita, chiama la polizia e la denuncia. Lo strano “furto” di cui a processo ieri era avvenuto nel supermercato di Lido di Camaiore il 24 aprile del 2007, intorno alle sette di sera. Fermata dal direttore la donna si era presa, senza pagare, un litro di latte San Ginese, una confezione di focaccia ligure, un pollo allo spiedo, la pasta per fare la pizza, del prosciutto cotto e un barattolo di carciofini conditi, il tutto per un totale di 21 euro e 95 centesimi. L’ Esselunga come parte offesa era rappresentata in giudizio dall’avvocato Francesco Bevacqua del Foro di Firenze che nei prossimi giorni dovrà costituirsi parte civile per conto del supermercato in altri procedimenti penali per altri furti subiti per mano della stessa imputata nei supermercati di tutta Toscana e parte della Liguria.

Letizia Tassinari

BECCATI A RUBARE ALL’ESSELUNGA, SUBITO IN MANETTE

Rubano al supermercato e finiscono in manette. Il furto è avvenuto due pomeriggi subito dopo l’ora di pranzo al supermercato Esselunga di Viareggio sull’Aurelia. Un uomo e una donna, Karim Lakar, un francese di quarantatrè anni, e Touria Elabassi, una marocchina di quarantacinque, hanno rubato la borsa ad una donna di cinquantanove anni, G.P.le sue iniziali, approfittando del fatto che la signora, intenta a fare la spesa nei corridoi, l’ aveva lasciata ingenuamente incustodita nel vano porta oggetti del carrello. Sono stati gli addetti della sorveglianza interna ad accorgersi del furto e ad allertare i carabinieri. Quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile e una pattuglia della Cio di Firenze sono arrivate sul posto gli uomini dell’Arma hanno colto in flagrante la coppia dei ladri , che aveva cercato di darsi alla fuga, e l’ha portata in caserma. Arrestati i due malviventi, pregiudicati e senza fissa dimora, sono stati processati ieri mattina per direttissima al tribunale di Viareggio con l’accusa di furto con destrezza. La borsa, con dentro gli effetti personali e la somma di 55 euro, è stata recuperata e riconsegnata alla proprietaria.

Letizia Tassinari

VENDITA DI FARMACI SENZA AUTORIZZAZIONE, AZIENDA ALLA SBARRA

Una ditta farmaceutica locale è finita alla sbarra, con la pesante accusa di aver venduto farmaci senza averne la necessaria autorizzazione. Ieri mattina al tribunale di Lucca, sezione distaccata di Viareggio, dinanzi al giudice monocratico Nidia Genovese si è aperto il processo e sono stati ascoltati i primi testi. Primo tra tutti il direttore tecnico. L’ azienda “madre”, nel 2004, aveva effettuato una cessione di un ramo di azienda ad una società tramite un contratto di subaffitto predisposto dal proprio commercialista di fiducia. A quanto emerso nell’udienza la nuova azienda era autorizzata a vendere, usando la stessa autorizzazione della cedente. Questo proprio in virtù di una clausola contrattuale della cessione di ramo di azienda. A dar prova di quanto asserito dalla difesa, affidata di fiducia all’avvocato Cristiano Baroni, è stato fatto rifermento sia alla circostanza che le due aziende erano all’interno dello stesso edificio, come documentato dalle foto prodotte come prova, sia al fatto che il consulente fosse lo stesso e lavorasse sì per entrambe le aziende ma con un’unico interlocutore. Il processo è stato rinviato per ulteriori testimonianze e prove al 30 aprile prossimo.

Letizia Tassinari

RICETTAZIONE DI ASSEGNI PER 20MILA EURO, PATTEGGIA LA PENA

Ha patteggiato la pena, chiedendo tramite il suo legale di fiducia, avvocato Enrico Carboni dello studio Graziano Maffei la riunificazione dei cinque procedimenti che lo vedevano imputato del reato di ricettazione di ben nove assegni. G.L.G. è stato così condannato ieri mattina del giudice monocratico del tribunale di Viareggio Nidia Genovese alla pena di un anno e quattro mesi, oltre il pagamento di seicento euro di multa. La pena è stata coperta dall’indulto. I fatti di cui a processo risalivano al 2006 quando, nel periodo tra gennaio e marzo, l’ imputato aveva ricevuto i nove assegni non intestati e li aveva poi versati su alcuni conti correnti e incassati. A seguito di varie denunce presentate dai titolari dei carnet gli assegni, per un valore complessivo di circa ventimila euro, erano risultati essere provento di furto. Le indagini degli inquirenti avevano portato ad identificare inequivocabilmente la persona che aveva materialmente incassato gli stessi.

Letizia Tassinari

SCIPPATORE PATTEGGIA, UN ANNO E 300 EURO AD ANDREA MUSSOPPA

Ha patteggiato la pena ed è stato condannato a un anno di carcere e al pagamento di trecento euro di multa Andrea Musso, il complice di Andrea Vettori arrestato dai carabinieri di Forte dei Marmi dopo lo scippo ai danni della moglie del senatore Cesare Cursi, avvenuto il 2 gennaio scorso mentre la donna era in sella alla sua bicicletta. Se per Andrea Vettori, incensurato, la pena era stata sospesa, per Andrea Musso, che ha alle spalle una precedente condanna a sei mesi, non è scattata la condizionale. Il legale di fiducia avvocato Giacomo Ciardelli ha presentato ieri mattina al giudice Nidia Genovese un’istanza di scarcerazione del ragazzo appena ventunenne, ma per ora il tribunale si è riservato e Andrea Musso è stato riaccompagnato dopo il processo al carcere di san Giorgio. La decisione sarà resa nota nei prossimi giorni.

Letizia Tassinari

NOVE MESI E LA PATENTE SOSPESA PER UN ANNO AL PARA’ CHE SCAPPO’ DOPO AVER INVESTITO UN PEDONE

Nove mesi di carcere e la patente sospesa per un anno. La pena è stata sospesa. Questa è stata la condanna inflitta ieri mattina dal giudice Isabella Saba del tribunale di Viareggio a Francesco Rago, un paracadutista in forza alla Brigata Folgore di Livorno, per i reati di omissione di soccorso e di guida sotto gli effetti di alcol e di stupefacenti. I fatti di cui a processo erano accaduti il 26 dicembre del 2005, quando alle 4 di notte il parà, che era appena uscito da un noto locale di Forte dei Marmi, il Midhò, in compagnia di un amico, e commilitone, mentre percorreva il lungomare, in direzione sud alla guida della sua autovettura, un’ Alfa GTV, aveva investito un pedone che stava attraversando la strada, sulle strisce, prendendolo letteralmente in pieno. Il ragazzo investito, che come parte offesa nel processo penale era rappresentato dall’avvocato Massimo Neri del Foro di Lucca, nell’impatto rimbalzò sul vetro anteriore della macchina, mandandolo in frantumi nel lato destro, e fu poi scaraventato sull’ asfalto ad oltre trentacinque metri di distanza. L’auto investitrice fu fermata dopo circa ottanta metri, ad un posto di blocco, da tre pattuglie dei Carabinieri della Radiomobile che stavano effettuando i controlli etilometrici. Accusato di voler scappare, e in evidente stato confusionale, il conducente, rimasto illeso, fu accompagnato dagli stessi carabinieri all’Ospedale per essere sottoposto all’esame dell’ alcotest ed agli esami tossicologici. Esami dai quali emerse che il conducente aveva assunto un micidiale coktail di alcol, cannabis, ecstasy, anfetamine e cocaina. Il ferito, che giaceva svenuto sull’asfalto fu trasportato da un’ambulanza del 118 al Pronto Soccorso con lesioni multiple alle gambe, e lesioni interne all’intestino. Sei furono i mesi di permanenza all’Ospedale del giovane investito e, ancora oggi, la vittima ne subisce le conseguenze, con perni all’ossatura degli arti inferiori. Il giudice penale Saba che ha condannato l’imputato ha rimandato al giudice civile la quantificazione del risarcimento dei danni materiali e morali.

Letizia Tassinari

AGGRESSIONE ALLA CANNICCIA, ALLA SBARRA I BUTTAFUORI

Avevano picchiato a sangue alcuni clienti, e cinque buttafuori sono stati rinviati a giudizio, difesi dagli avvocati Marisa Gargiulo e Pierpaolo Santini. L’aggressione, avvenuta la notte tra il 28 e il 29 dicembre del 2002, è stata ricostruita ieri mattina nell’aula delle udienze penali del tribunale di Viareggio dai due fratelli di Lavagna che si sono costituiti parte civile per il risarcimento dei danni con il loro legale di fiducia avvocatessa Silvia Morini del Foro di Genova. Uno dei due era salito sul cubo dove si esibivano le ballerine, preso per un braccio da un dipendente della sicurezza interna era stato letteralmente buttato fuori dal locale e preso a pugni e a calci. Il fratello che era intervenuto in suo soccorso era stato placcato lui stesso, cosi come gli amici che erano con lui. Sul posto erano intervenuti sia i Carabinieri che la Polizia, e per uno dei due fratelli era stato necessario anche l’intervento di un’ambulanza per portarlo al Pronto Soccorso: sei punti di sutura sopra un occhio, cinque al labbro, due denti rotti, frattura della mascella e di tre costole. Oltre a vari ematomi sparsi sul corpo. Il processo, ascoltati tutti i testi dell’accusa, è stato rinviato dal giudice Isabella Saba al 25 maggio per l’incarico peritale sull’entità delle lesioni subite.

Letizia Tassinari

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