PARA’ DELLA BRIGATA FOLGORE INVESTI’ PEDONE SOTTO L’EFFETTO DI DROGA ED ALCOL. SOTTO PROCESSO A VIAREGGIO: E’ IMPUTATO DI OMISSIONE DI SOCCORSO.

Omissione di soccorso. E guida sotto gli effetti dell’alcol e degli stupefacenti. Questo il doppio capo di accusa per un paracadutista della Brigata Folgore di Livorno, rinviato a giudizio dal Pubblico Ministero e sotto processo al Tribunale di Lucca sezione distaccata di Viareggio. I fatti risalgono al ventisei dicembre del 2005. Alle quattro di notte. L’imputato, F. R., di trentun anni, difeso dall’avvocato Andrea Esposito del Foro di Firenze, era appena uscito da una nota discoteca di Forte dei Marmi, il Midhò, dove aveva trascorso una serata in compagnia di un amico, e commilitone. Mentre percorreva il lungomare, in direzione sud, alla guida della sua autovettura, un’ Alfa GTV, ha investito un pedone, che stava attraversando la strada, sulle strisce, prendendolo letteralmente in pieno. Il ragazzo investito, parte offesa che si è anche costituita parte civile per il risarcimento dei danni dando mandato all’avvocato Massimo Neri del Foro di Lucca, nell’impatto rimbalzò sul vetro anteriore della macchina, mandandolo in frantumi nel lato destro, e fu poi scaraventato sull’ asfalto ad oltre trentacinque metri di distanza. L’auto investitrice fu fermata dopo circa ottanta metri, ad un posto di blocco di tre pattuglie dei Carabinieri della Radiomobile che stavano effettuando i controlli etilometrici. Accusato di voler scappare, e in evidente stato confusionale, il conducente, rimasto illeso, fu accompagnato dagli stessi carabinieri all’Ospedale per essere sottoposto all’esame dell’ alcotest ed agli esami tossicologici. Esami dai quali emerse che il conducente aveva assunto un micidiale coktail di alcol, cannabis, ecstasy, anfetamine e cocaina. Il ferito, che giaceva svenuto sull’asfalto, fu soccorso dagli amici, testimoni poi nel processo penale contro l’investitore insieme agli uomini dell’Arma che avevano effettuato i primi rilievi, e poi trasportato da un’ambulanza del 118 al Pronto Soccorso del vicino nosocomio. Lesioni multiple alle gambe, e lesioni interne all’intestino. Sei i mesi di permanenza all’Ospedale. E, ancora oggi, la vittima ne subisce le conseguenze. Con perni all’ossatura degli arti inferiori. Ieri all’udienza davanti al giudice Isabella Saba è stato escusso l’unico teste della difesa: l’amico, e compagno di caserma, che al momento dell’incidente era seduto a fianco del conducente e che rimase ferito alla faccia per lo scoppio del parabrezza, ha dato opposta versione dei fatti rispetto a quella degli amici del ragazzo investito e a quella dei Carabinieri, negando, come ha fatto lo stesso imputato, che F. R. non si sia fermato e abbia cercato di scappare. Terminata la fase istruttoria e l’escussione dei testi citati, per le conclusioni e la sentenza, il giudice unico del Tribunale di Viareggio, dottoressa Isabella Saba, ha rinviato all’udienza del 2 febbraio prossimo.

Letizia Tassinari

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SCARICA MUSICA E SI RITROVA SUL PC MATERIALE PORNOGRAFICO

Scarica musica e si trova sul pc materiale pornografico. E’ capitato qualche giorno fa, ad una ragazza di Viareggio. Scaricare sarebbe illegale. Ma così fan tutti. Soprattutto i giovani. Ed anche i più “attempati”. Con quello che costano i cd. La ragazza, amante della musica anni ‘60, ha cercato, utilizzando Emule, vecchie canzoni di Mina. Il suo idolo. Trovata la collection che le interessava, ha dato l’ok al programma ed è andata a dormire. La mattina successiva, prima di andare a lavorare, ha controllato se il programma aveva finito di scaricare i file musicali, ha spento il computer ed è uscita di casa. Nel tardo pomeriggio, tornata dal lavoro, ha riacceso trepidante il suo pc per ascoltare le note delle canzoni di Mina. Li la brutta sorpresa. Invece che le canzoni si è trovata salvate circa duemila foto di bambine molto piccole, tutte truccate come piccole Pretty Baby e in atteggiamenti inequivocabilmente pornografici. Disgustata da quanto visto, e preoccupata sul come fosse stata possibile una cosa del genere, visto che aveva cercato canzoni, si è precipitata al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio ed ha denunciato l’accaduto alla Polizia. In realtà quando si “scarica” non si scarica. Non si utilizza il vero e proprio download, ma lo sharing, o peer to peer. E qui sta il pericolo. Per capire come funzioni ci siamo rivolti direttamente alla Polizia Postale. “Il pericolo del file sharing o peer to peer, dove è possibile scaricare qualsiasi genere di file usando programmi come emule, kazaa, winmx ed altri – ci ha spiegato il Comandante – sta nel fatto che non si è mai certi del reale contenuto del file che si sta scaricando sino al termine del download”. Spesso cioè accade che i file scaricati contengano virus oppure un altro genere di file diverso da quello che si cerca : ad esempio un video al posto di un file audio. La cosa più pericolosa sta anche nel fatto che all’interno di un file, che sia video, audio, o altro, vi sia invece materiale pedofilo. “La gravità per chi scarica – precisa il Comandante della Polizia Postale -, oltre a dover guardare quelle terribili immagini o video, sta nel fatto che i programmi di file sharing nel mento in cui viene fatta un download del file, automaticamente lo mettono in condivisione, con aggravio di un’eventuale sanzione penale che passa da detenzione a divulgazione”. Occhio quindi alle conseguenze: si può essere passibili di denunce.

Ma è legale o meno scaricare musica? Cerchiamo di fare il punto della situazione. Le opere musicali, in Italia, sono protette dal diritto d’autore. La legge è la famigerata numero 633/41, più volte modificata ed aggiornata. Tale legge tutela le opere musicali in quanto opere dell’ingegno a carattere creativo. Tale tutela comporta vari diritti per l’autore sia di tipo morale che economico.In sostanza l’autore ha sull’opera un dominio totale. La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è l’organo che ha come funzione istituzionale quella di tutelare il diritto d’autore provvedendo a far sì che ad ogni sfruttamento dell’opera musicale corrisponda un equo compenso per l’autore.Ma un modo per scaricare legalmente esiste: Downlovers è un servizio online del tutto gratuito, che permette di scaricare musica di autori conosciuti coperta da diritti d’autore in modo sicuro, legale e gratuito.Ma come tutti sanno, nessuno fa niente per niente. Quindi è lecita la domanda “dove sta l’inganno?” “Niente trucchi e niente inganni”, si legge sul sito. Il portale si sostiene sfruttando la pubblicità, infatti prima del download del brano viene mostrato uno spot pubblicitario, e con i guadagni derivanti da questo spot il portale pagherà i diritti d’autore alle relative case discografiche.

Letizia Tassinari

Published in: on settembre 30, 2008 at 1:11 pm  Comments (1)  
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MURATORE DI MASSAROSA ACCUSATO DI SOTTRAZIONE E VIOLENZA SESSUALE SU UNA BAMBINA DI 11 ANNI, ARRESTATO AL CASELLO DI MASSAROSA DALLA POLIZIA STRADALE

E’ questo uno di quei casi di cui non vorremmo non solo occuparci, ma neppure sentirne parlare. Purtroppo accadono. Ed è accaduto. Un uomo è stato arrestato dalle volanti della Polizia Stradale di Viareggio sulla Bretella, all’altezza dell’uscita del casello di Massarosa. La doppia accusa: sottrazione di minore e violenza sessuale. L’uomo, un muratore di cinquantun anni di Massarosa, si è reso responsabile dell’orribile crimine nei confronti di una bambina di soli undici anni, residente in Liguria con la madre e il nuovo compagno della stessa. Una brutta vicenda, che risale all’inizio della scorsa estate. Il muratore, che era amico della madre, divorziata e ora stabilmente riaccompagnata, era riuscito a conquistarsi la fiducia della famiglia e la simpatia della bambina, figlia della donna. La minore aveva poi confidato alla mamma di essersi innamorata dell’uomo, più vecchio di lei di quaranta anni, di aver avuto con lui ripetuti rapporti sessuali e di aver preso la decisione di andare a vivere con lui, affermando di non voler più stare in casa con la famiglia. La madre, che ha cercato con tutte le sue forze e in tutti i modi possibili di far desistere la bambina dall’insano sentimento e invaghimento, ne ha anche parlato con l’uomo di Massarosa. Il quale, però, anziché allontanarsi come presenza scomoda dalla vita della bambina, non solo è rimasto in contatto con lei ma l’ha caricata sulla sua macchina, deciso a portarla a vivere con sé nella sua abitazione di Massarosa. Quando la madre si è accorta dell’accaduto ha allertato le Forze di Polizia liguri. Le volanti della Polizia Stradale di Viareggio hanno rintracciato l’autovettura dell’uomo in autostrada, lo hanno fermato, arrestato e portato in carcere a Lucca. L’uomo, denunciato di sottrazione di minore e violenza sessuale, è nel frattempo stato rimesso in libertà in attesa del processo. La bambina è invece stata affidata dai Servizi Sociali ad una casa famiglia. Si aprirà a giorni un delicato procedimento. In materia di reati sessuali nei confronti di minori, in considerazione delle complesse implicazioni che la materia stessa comporta, sarà necessario un esame sia dell’attitudine psicofisica della minore ad esporre le vicende in modo utile e esatto sia della sua posizione psicologica rispetto al contesto delle situazioni interne ed esterne. Un’indagine psicologica su aspetti fondamentali : l’attitudine della minore a testimoniare, sotto il profilo intellettivo e affettivo, e la sua credibilità, per l’ accertamento della sua capacità di recepire le informazioni, di raccordarle con altre, di ricordarle e di esprimerle in una visione complessa, da considerare in relazione all’età, alle condizioni emozionali, che regolano le sue relazioni con il mondo esterno e la qualità e natura dei rapporti familiari.

Letizia Tassinari

GDF, SU TRENTA LOCALI CONTROLLATI, TREDICI MULTATI E DUE CHIUSI

Fine settimana di controlli da parte delle Fiamme Gialle. Battuta tutta la Versilia, tra Viareggio e Forte dei Marmi. Un’operazione quella effettuata dai militari della Guardia di Finanza tesa alla repressione dell’evasione fiscale. Piaga nazionale, ormai divenuta un’abitudine di tanti commercianti ed esercenti. Molti dei quali recidivi. I controlli sulla regolare emissione degli scontrini fiscali da parte degli uomini della Caserma della Guardia di Finanza di Viareggio, diretti dal Comandante Capitano Pasquale Arena, hanno riguardato bar, ristoranti, pizzerie e banchi del mercato. Su circa trenta esercizi commerciali ispezionati ben tredici sono risultati evasori. Salata la multa, circa cinquecento euro. Cifra che viene ridotta ad un terzo se l’esercente provvede a pagarla entro un mese. Ad una pizzeria in pieno centro a Camaiore e ad un ambulante del mercato di Forte dei Marmi, beccati per la quarta volta in cinque anni, è stata applicata, oltre la multa, la misura della sospensione della licenza. La durata della sospensione è a discrezione dell’Agenzia delle Entrate.

Sempre nell’arco del ultimo fine settimana le Fiamme Gialle viareggine hanno denunciato a piede libero un giovane siciliano residente a Viareggio, beccato a spacciare extasy nel parcheggio antistante la discoteca Frau a Marina di Torre del Lago. Al ragazzo, incensurato, sono stati trovati in tasca dieci pasticche e la somma in contanti di 150 euro, sicuramente provento dello spaccio di droga.

Letizia Tassinari

SI AGGIRA NELLA NOTTE NEL PARCHEGGIO DEL PENNY MARKET, FERMATO E ARRESTATO DAI CARABINIERI DELLA RADIOMOBILE NOTO PREGIUDICATO

Fermato e arrestato noto pluripregiudicato. Sono stati i Carabinieri della Radiomobile a fermarlo e portarlo in Caserma per i controlli di rito. I militari dell’Arma, che pattugliavano la zona del Marco Polo per un servizio di controllo del territorio, nella notte tra domenica e lunedi, si sono insospettivi quando hanno visto un uomo, con un sacchetto di cellophane in mano, aggirarsi dentro il parcheggio del supermercato Penny Market sull’Aurelia, di fronte al Cimitero. Anche per l’orario. Mezzanotte inoltrata. Senza perderlo di vista, hanno proseguito sulla strada e, girando a sinistra, sono entrati nel parcheggio. Il tipo, un extracomunitario, alla vista della gazzella, ha cercato di darsela a gambe. Ma grazie alla destrezza dei due militari il tentativo di fuga è durato ben poco. Placcato e trovato sprovvisto di documenti l’extracomunitario è stato ammanettato, caricato a bordo e portato in caserma per i rilievi del caso. Dentro al sacchetto di plastica che l’uomo aveva con se i carabinieri hanno trovato una fiala di metadone. Dai controlli in caserma è poi emerso che dei circa venti anni trascorsi in Italia più della metà l’extracomunitario li aveva trascorsi in carcere. Con un’attività criminale prevalentemente di spaccio di stupefacenti, svolta in Friuli Venezia Giulia, in Piemonte, in Sardegna e in Versilia, l’uomo è anche risultato avere oltre quindici alias, e sei decreti di espulsione. Stamani verrà giudicato per direttissima al Tribunale a Viareggio.

Letizia Tassinari

“SAN CAMILL0, BELLA DI FUORI DEMOLITA DENTRO”. I LAVORATORI, A RISCHIO MOBILITA’, SCENDONO IN PIAZZA

Mentre nel maxy gazebo si chiudeva la tre giorni del Festival della Salute, alla presenza, tra i tanti ospiti al tavolo, di Roberto Calderoli, Massimo D’Alema e Enrico Rossi, al vicino gazebo allestito dalla Cgil, protestavano i lavoratori della clinica San Camillo di Forte dei Marmi.

Alla casa di cura, fiore all’occhiello della sanità privata convenzionata della Toscana, “ si ristruttura l’involucro e si smantellano i servizi”, come si legge in un volantino che invita i cittadini ad una firma di solidarietà. Il San Camillo ha una storia e una tradizione importante in campo riabilitativo: è dagli anni ’70 che svolge con grande competenza professionale questa attività, rispondendo alla domanda della popolazione versiliese, ben prima che questo servizio fosse offerto dalla struttura pubblica. Ora il servizio è stato annullato, con il danno dell’allungamento delle liste di attesa per avere prestazioni ambulatoriali e domiciliari da parte della Asl, e si parla di mettere in mobilità i fisioterapisti.

“La struttura è però ancora convenzionata con la Azienda Usl 12 di Viareggio per le prestazioni di riabilitazione – afferma Marco Morbidelli, segretario della Funzione Pubblica della Cgil Versilia. “ Il direttore della Usl 12 Giancarlo Sassoli, l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi, il presidente della conferenza dei sindaci Luca Lunardini e il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti lo sanno che il servizio che loro ancora finanziano non esiste più e che i soldi pubblici vengono dirottati dalla direzione della Casa di Cura verso altre specialità per loro più remunerative? – chiede il sindacalista.

I lavoratori chiedono, a quanti ne hanno il potere, di fermare lo spreco di denaro e la distruzione di servizi indispensabili, riconosciuti a livello nazionale, e il pericolo fondato di licenziamento di personale qualificato.

Letizia Tassinari

UN RAID PER VENDETTA D’AMORE: UN “BRANCO” DI RAGAZZINI ASSALTA LA CASA DELL’EX FIDANZATINA DEL “CAPO”

Vendetta d’amore. Un raid in piena regola. Per gelosia, o per fatti di “onore”. Forse anche per bullismo. Il branco ha colpito, tre sere fa. Intorno alle undici di notte. Per una storia d’amore tra due quindicenni finita da pochi giorni. Un grave episodio di violenza, che porta alla ribalta locale un fenomeno nazionale da non sottovalutare, perchè ha in sé i germi di progressive, future e peggiori violenze. Due ragazzi, quindicenni, avevano avuto una storiella per quasi un anno. Una storia abbastanza tormentata da continui litigi. Per la gelosia di lui. La ragazza, a quanto raccontato dal padre, non era più libera neanche di uscire con le amiche di sempre. Storia d’amore della quale la famiglia della ragazza non era contenta. Il boy friend della figlia, “ragazzo rissoso”, che a scuola era anche bocciato due volte,  ai genitori non piaceva affatto. Durante il “fidanzamento” il padre della ragazza sembra sia anche stato minacciato per telefono e di persona, quasi al punto di arrivare alle mani. Due settimane fa la storia d’amore finisce, come e’ destino che tanti amori adolescenziali finiscano. Ma il ragazzo non si rassegna. E continua a cercarla. Sobillandola di telefonate, seguendola ed arrivando anche a minacciare la famiglia. Probabilmente attribuendo la colpa ai genitori di lei della decisione presa dalla ragazza di troncare il rapporto. Fino all’epilogo. Di qualche sera fa. Il fratello della ragazza, poco più che maggiorenne, diplomato all’Istituito Alberghiero, era uscito dal suo lavoro: cuoco in un noto e lussuoso hotel sul lungomare di Viareggio. Ha preso il motorino e si è avviato verso casa. Al Terminetto. A poche centinaia di metri dalla sua abitazione si è accorto di essere seguito dall’ex fidanzatino della sorella e da quasi una ventina di scooter con a bordo altrettanti ragazzi. Arrivato davanti al cancello automatico di casa ha aperto con il telecomando ma non ha fatto in tempo ad entrare e richiudere il cancello che gli inseguitori sono entrati nel giardino, e venti contro uno gli sono saltati addosso.

Rompendo vasi da fiori, porta di casa, una bicicletta e lo stesso motorino. Il ragazzo è caduto a terra tramortito per i colpi ricevuti. La sorella e la madre che erano sole in casa ed impaurite hanno iniziato a gridare aiuto, sono state ricoperte di insulti e di minacce. “ Se avvisate la polizia sarebbero torneremo a farvela pagare” sarebbe stata la minaccia del “capo branco”. Le urla hanno attirato l’attenzione di alcuni vicini, visto il silenzio che a quell’ora di notte si è abituati a sentire in un quartiere residenziale e tranquillo come il Terminetto. E qualcuno ha telefonato al 113. All’arrivo di una volante però i ragazzi si erano già dileguati. Lasciando però evidenti tracce del loro atto vandalico. Come dimostrano le foto. Arrivato subito a casa dal lavoro anche il padre, il figlio ferito è stato accompagnato al Pronto Soccorso, dove è stato refertato con trauma cranico guaribile in sette giorni. Ieri mattina tutta la famiglia ha deciso di presentare querela, alla Stazione dei Carabinieri di Viareggio. Allegando referto e foto. Del branco di ragazzi, oltre al “capo”, l’ex fidanzatino della figlia, sembra facciano parte tutti ragazzi minorenni. la famiglia ne ha riconosciuti almeno la metà. Gia’ nella giornata di lunedi la denuncia verrà inoltrata alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.

Letizia Tassinari

“VIA LA CLERICI DAL CENTRO CONGRESSI”, IL PD PRESENTA UN ORDINE DEL GIORNO E SINISTRA ARCOBALENO UNA MOZIONE URGENTE

Due ordini del giorno contro la Presidente del Versilia Centro Congressi Manuela Clerici nell’ormai arcinoto caso della lapide. Da un lato in ordine del giorno a firma del gruppo consiliare del Pd, dall’altro una mozione del gruppo di Sinistra Arcobaleno. Due documenti distinti, due versioni dell’opposizione, ma un unico obiettivo: far fuori la presidentessa. Il documento del Partito Democratico “”chiede al Sindaco di provvedere, con decorrenza immediata, alla sospensione dalle funzioni di Presidente del Versilia Centro Congressi. Delibera da istituire ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento del Consiglio, che a sua volta richiama l’articolo 44 secondo comma del Testo Unico 267 del 2000. Oltre ad una commissione speciale di indagine avente ad oggetto l’accertamento dei fatti accaduti”. Commissione costituita da 5 consiglieri comunali, tre per la maggioranza e due per l’opposizione. Assegnando alla commissione stessa il tempo massimo di 20 giorni dall’insediamento per presentare una relazione al Consiglio. Venti giorni di lavoro, dunque, e nel frattempo la Clerici destituita dall’incarico. Queste in poche parole le richieste del Pd. La Sinistra Arcobaleno , dal canto suo, ha presentato al Presidente del Consiglio Comunale una mozione urgente. In poche battute il documento a firma di Milziade Caprili, Isaliana Lazzerini e Romina Cortopassi, “ considera grave ogni tentativo di cancellare la memoria delle stragi nazifasciste e particolarmente quella di Sant’Anna di Stazzema ed invita il sindaco a sollevare immediatamente Manuela Clerici dall’incarico di Presidente del Versilia Centro Congressi in quanto – è scritto nella mozione di SA – figura indesiderata a tale ruolo e dimostratasi insensibile alle istanze antifasciste e democratiche della città”. Due richieste distinte, nonostante nella mattina di ieri le minoranze abbiano cercato in tutti i modi di arrivare ad un’intesa. L’obiettivo è comunque lo stesso. Far dimettere o far revocare da parte del primo cittadino l’incarico alla Clerici.

Manuela Clerici, intanto, ha contattato un importante studio legale fiorentino, quello dell’avvocato Gabriele Melani, al quale ha delegato il compito di presentare la preannunciata querela per diffamazione. Un querela che non dovrebbe limitarsi solo ai dipendenti del Versilia Centro Congressi ma che coinvolgerebbe addirittura circa 70 persone, ovvero tutti coloro che in questi giorni si sarebbero resi responsabili di dichiarazioni, collegate alla vicenda della lapide a ricordo dei martiri di S. Anna, ritenute lesive ed offensive.

Letizia Tassinari

MARCIA SU ROMA CONTRO LA CARFAGNA: DECISA LA DATA, SARA’ IL 29 NOVEMBRE. TORRE DEL LAGO SARA’ IN PRIMA LINEA

29 Novembre 2008: marcia su Roma. Decisa la data della protesta contro il decreto legge Carfagna. Dopo il “conclave” del Coordinamento Sylvia Rivera, tenutosi ieri a Napoli, è stata decisa la data della marcia su Roma di tutte le prostitute, donne e trans, che manifesteranno sotto le finestre della Ministra Mara Carfagna contro la proposta di legge approvata dal Consiglio dei Ministri. La prostituzione, se il ddl diventasse legge vera e propria, diventerebbe illegale al punto da rischiare il carcere. E’ infatti previsto l’arresto da cinque fino a quindici giorni per chi fa sesso a pagamento per le strade. Arresto che colpirebbe anche i clienti. Oltre ad una sanzione pecuniaria che va da un minimo di duecento ad un massimo di tremila euro. Il provvedimento andrebbe a colpire quel mondo del lavoro che da sempre è considerato il mestiere più antico del mondo. La comunità Glbt di Torre del Lago, come quella nazionale, è sul piede di guerra. Inutile infatti sottolineare che un provvedimento del genere colpisce sia le prostituzione “tradizionale” che quella “alternativa, nello specifico i gay, abituati a incontrarsi nei cosiddetti luoghi di battuage, ma soprattutto i transessuali, che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno altra possibilità di sopravvivenza che non la strada. Grazie a Regina Satariano, referente toscana del Mit, la battaglia “contro un decreto anacronistico, ipocrita e perbenista”, è partita da Viareggio. E’ stata lei ad organizzare il conclave a Napoli, non solo come “paladina dei trans”, ma anche come referente toscana, dal lontano ’93, di Pia Covre, la presidente nazionale del Comitato per i diritti delle prostitute. L’adesione alla protesta è stata pressocchè totale da parte di tutte le associazioni, i comitati, i partiti politici dai Radicali al Partito Democratico e a Rifondazione Comunista, oltre a quelli della destra che non si riconoscono in questa ” aberratio legis” del governo Berlusconi. Anche Don Mazzi e l’associazione Don Benzi marceranno al fianco di Regina. Da Viareggio per la marcia su Roma del prossimo 29 novembre sono previsti pullman. Chi vuole maggiori informazioni e prenotarsi si può mettere in contatto con Regina stessa al numero 337-253346

Letizia Tassinari

Published in: on settembre 28, 2008 at 2:44 pm  Lascia un commento  
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PESCATORE INGHIOTTITO DAL MARE: SALVATORE SIRAGUSA, 66 ANNI, FINISCE IN ACQUA MENTRE LAVORA SUL “TRILONA”. VANE LE RICERCHE

Erano usciti per pescare. Come ogni notte. Nonostante le condizioni meteo e marine avverse. Il motopeschereccio, la Trilona, imbarcazione iscritta nei registri navali del Compartimento Marittimo di Palermo, ma di stanza attualmente a Viareggio, con a bordo un equipaggio di undici uomini, compreso il comandante, si era portato sotto Livorno per la pesca notturna delle sardine. Al largo della costa di Vada, Salvatore Siragusa, pescatore di 66 anni, secondo la testimonianza dei colleghi, si è trasbordato su di una piccola barca di appoggio, un gozzo, per fare luce ed effettuare le operazioni necessarie per attirare il pesce verso le reti. Probabilemte a causa del mare mosso, colpita su di un fianco da un’ onda, la barca si è rovesciata. Gettando l’uomo in acqua. Ma non si esclude un malore. Erano circa le cinque di sabato mattina quando l’uomo è scomparso nel buio delle acque. Caduto in mare dal gozzo a circa tre miglia al largo di Castiglioncello, a sud di Livorno, il corpo è scomparso tra le onde in pochi attimi. Immediato l’allarme scattato da parte del comandante del Trilona e dagli altri uomini a bordo del peschereccio della marineria di Terrasini. Le operazioni di soccorso per ritrovare l’anziano lupo di mare sono scattate immediatamente e gli uomini della Guardia Costiera hanno iniziato le ricerche. Sul posto la Capitaneria di Porto di Livorno ha inviato due motovedette, di cui una da Piombino, ed un gommone da Cecina. Alle operazioni di ricerca hanno collaborato anche una imbarcazione dei Vigili del Fuoco di Livorno, mentre dalla base degli elicotteristi della Marina Militare di Luni, a Sarzana, si è alzato in volo un mezzo della Guardia Costiera per le ricerche via aerea. Il peschereccio Trilona, scortato dal personale della Capitaneria di Porto di Livorno ha fatto rientro in banchina al porto di Viareggio intorno a mezzogiorno di ieri.

Tutto l’equipaggio è stato ascoltato dal personale della Guardia Costiera di Viareggio, coordinata dal comandante in seconda capitano di fregata Luigi D’Aniello, per ricostruire l’esatta dinamica del tragico incidente. Il comandante del Trilona, in evidente stato di choc, è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all’Ospedale Unico Versilia. Due Ufficiali della Capitaneria di Porto di Viareggio hanno raccolto la sua testimonianza in Ospedale, dove l’uomo è stato trattenuto dai medici per il forte stato ansioso provocatogli dalla vicenda. Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno il Pubblico Ministero di turno ha aperto un fascicolo. Dai documenti di bordo risulterebbero imbarcate solo undici persone. La dodicesima, Salvatore Siragusa, non risulterebbe essere stata imbarcata. Sono quindi in corso anche accertamenti sulla condizione lavorativa della vittima. Forse in pensione. Il moto peschereccio Trilona, che si trovava a Viareggio da circa un mese per la pesca delle sardine e avrebbe dovuto far ritorno in Sicilia entro la fine di ottobre. Salvatore Siragusa, il cui corpo in tarda serata non è ancora stato ritrovato, viveva a Terrasini con la moglie e i figli.

Letizia Tassinari