PARA’ DELLA BRIGATA FOLGORE INVESTI’ PEDONE SOTTO L’EFFETTO DI DROGA ED ALCOL. SOTTO PROCESSO A VIAREGGIO: E’ IMPUTATO DI OMISSIONE DI SOCCORSO.

Omissione di soccorso. E guida sotto gli effetti dell’alcol e degli stupefacenti. Questo il doppio capo di accusa per un paracadutista della Brigata Folgore di Livorno, rinviato a giudizio dal Pubblico Ministero e sotto processo al Tribunale di Lucca sezione distaccata di Viareggio. I fatti risalgono al ventisei dicembre del 2005. Alle quattro di notte. L’imputato, F. R., di trentun anni, difeso dall’avvocato Andrea Esposito del Foro di Firenze, era appena uscito da una nota discoteca di Forte dei Marmi, il Midhò, dove aveva trascorso una serata in compagnia di un amico, e commilitone. Mentre percorreva il lungomare, in direzione sud, alla guida della sua autovettura, un’ Alfa GTV, ha investito un pedone, che stava attraversando la strada, sulle strisce, prendendolo letteralmente in pieno. Il ragazzo investito, parte offesa che si è anche costituita parte civile per il risarcimento dei danni dando mandato all’avvocato Massimo Neri del Foro di Lucca, nell’impatto rimbalzò sul vetro anteriore della macchina, mandandolo in frantumi nel lato destro, e fu poi scaraventato sull’ asfalto ad oltre trentacinque metri di distanza. L’auto investitrice fu fermata dopo circa ottanta metri, ad un posto di blocco di tre pattuglie dei Carabinieri della Radiomobile che stavano effettuando i controlli etilometrici. Accusato di voler scappare, e in evidente stato confusionale, il conducente, rimasto illeso, fu accompagnato dagli stessi carabinieri all’Ospedale per essere sottoposto all’esame dell’ alcotest ed agli esami tossicologici. Esami dai quali emerse che il conducente aveva assunto un micidiale coktail di alcol, cannabis, ecstasy, anfetamine e cocaina. Il ferito, che giaceva svenuto sull’asfalto, fu soccorso dagli amici, testimoni poi nel processo penale contro l’investitore insieme agli uomini dell’Arma che avevano effettuato i primi rilievi, e poi trasportato da un’ambulanza del 118 al Pronto Soccorso del vicino nosocomio. Lesioni multiple alle gambe, e lesioni interne all’intestino. Sei i mesi di permanenza all’Ospedale. E, ancora oggi, la vittima ne subisce le conseguenze. Con perni all’ossatura degli arti inferiori. Ieri all’udienza davanti al giudice Isabella Saba è stato escusso l’unico teste della difesa: l’amico, e compagno di caserma, che al momento dell’incidente era seduto a fianco del conducente e che rimase ferito alla faccia per lo scoppio del parabrezza, ha dato opposta versione dei fatti rispetto a quella degli amici del ragazzo investito e a quella dei Carabinieri, negando, come ha fatto lo stesso imputato, che F. R. non si sia fermato e abbia cercato di scappare. Terminata la fase istruttoria e l’escussione dei testi citati, per le conclusioni e la sentenza, il giudice unico del Tribunale di Viareggio, dottoressa Isabella Saba, ha rinviato all’udienza del 2 febbraio prossimo.

Letizia Tassinari

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