TRUFFA ELETTRONICA ALLE SLOT MACHINE, SCOPERTO UN MARCHINGEGNO CHE LE MANDA IL TILT

Occhio al falso cellulare. E’ allarme rosso per i locali con slot machine, non solo a Viareggio, ma in tutta Italia. All’apparenza sembra un normale telefonino, ma in realtà si tratterebbe di un dispositivo capace di far “impazzire” le slot machine elettroniche presenti in molti bar per poter riscuotere vincite consistenti in pochi minuti. La sofisticata truffa informatica è stata perpetrata da un cinese, regolarmente residente in una provincia ligure, ai danni di alcuni esercizi e sventata dai Carabinieri su segnalazioni da parte dei titolari di ripetute ed insolite vincite alle slot machine on line, collegate cioè con il Monopolio di Stato a Roma. Il cinese, che giocava tenendo sempre in una mano lo strano telefonino , vinceva sempre somme fino a cento euro in pochi istanti. Da quanto trapelato il fenomeno era emerso in varie province, con alterazione dei software da parte sempre di personaggi cinesi. Questo finto cellulare conterrebbe nel suo interno una sorta di dispositivo elettronico capace di alterare il sistema della slot machine a tal punto da aumentare esponenzialmente le probabilità di vincita. Il “marchingegno” pare funzioni tramite la porta infrarossi oppure direttamente attraverso la rete di connessione degli apparecchi che, una volta conclusa la partita truffaldina, non conservano nella propria memoria la vincita “anomala” che, ad un esame tecnico, non risulta rintracciabile. In questi giorni a Viareggio in tanti bar circola una “informativa” che avvisa i titolari dei locali che detengono slot machine del pericolo e invita di avvisare le Forze dell’Ordine in caso si verifichino casi di vincite “sospette”. Psicosi vincita ormai dilagante: “ ieri mattina è entrata una signora che non conoscevo – ci racconta Rossella, titolare di un bar del quartiere della Migliarina – , mi ha chiesto di cambiargli in moneta una bancanota da venti euro e, cellulare nella mano sinistra, ha continuato a giocare fino a che, non vincendo niente, e finendo i soldi, ha bevuto un caffè e se ne è andata”. “ Non l’ho persa d’occhio un solo istante, anche se è stato solo un falso allarme – ci ha raccontato. Lo stato di allerta pare sia alto ma, come dice il proverbio, “meglio aver paura che toccarne” e Rossella, in caso di strane vincite, aveva anche lei il suo cellulare pronto in mano, per chiamare i Carabinieri.

Letizia Tassinari

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Published in: on novembre 12, 2008 at 4:08 pm  Lascia un commento  
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