OMICIDIO GRAZZI: 16 ANNI A MIRANDA

miranda-pereiraSi è concluso ieri mattina al Tribunale di Lucca il processo per l’omicidio di Sandro Grazzi: la moglie Adriana Miranda Pereira è stata condannata a 16 anni di carcere. L’omicidio era avvenuto a Lido di Camaiore lo scorso 26 febbraio. L’uomo, che era stato trovato ancora vivo dentro la sua automobile sulla via Italica con una ferita profonda al petto, era poi deceduto all’ospedale Versilia. Dai risultati dell’autopsia era emerso che a provocare la ferita mortale era stata una lunga lama che gli aveva sfondato la cassa toracica raggiungendo il cuore e provocandogli una emorragia fatale al miocardio. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Fiorenza Marrara, avevano portato da subito a sospettare della moglie, che nella stessa mattina era stata interrogata come persona informata sui fatti al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio, riferendo ai poliziotti che il marito si era ferito durante un incidente domestico. Ma dell’arma non si trovava traccia. La svolta nelle indagini da parte della Polizia avvenne con l’intercettazione di alcune telefonate che la donna fece a sua madre in Brasile, nelle quali raccontava di essere stata lei a colpire il marito con un coltello da cucina, per difendersi durante una lite familiare. Arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato la brasiliana finì in carcere a Livorno, nella sezione femminile, dove è rimasta tutto il tempo. La difesa di Adriana Miranda Pereira, affidata ai legali di fiducia avvocatessa Cristiana Francesconi e avvocato Marcello Taglioli che hanno richiesto il rito abbreviato, ha cercato di dimostrare fino in fondo la legittima difesa con l’eccesso colposo, e in seconda ipotesi la preterintenzionalità dell’omicidio, ma il giudice Carlo Annarumma, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha condannato la donna a 16 anni di carcere, concedendo una provvisionale di 100mila euro ai genitori di Sandro Grazzi, parte civile costituita con l’avvocato Lorenzo Zilletti del Foro di Firenze, rimandando al giudice civile la liquidazione dei danni materiali e morali. Grande commozione in aula ieri mattina quando i legali della difesa hanno ripercorso tutta la vicenda, partendo da quando Miranda era arrivata in Italia solo diciassettenne e aveva conosciuto Sandro Grazzi. “Una vita fatta di soprusi e prostituzione”, e proprio con i proventi del suo meretricio il marito italiano, secondo la difesa, si sarebbe fatto mantenere, vivendo alle spalle della moglie. Il racconto di una vita coniugale fatto di amore e di litigi, sfociato in un atto di difesa dalle tante sottomissioni e violenze subite, non ha però convinto il giudice che ha condannato la donna. Miranda si è anche sentita male in udienza, tanto da dover uscire dall’aula per essere soccorsa. Commozione alla lettura della sentenza da parte dei genitori di Sandro Grazzi, soprattutto da parte della madre che durante la requisitoria del Pubblico Ministero ha pianto. ” I miei assistiti sono soddisfatti della condanna – ha affermato il legale fiorentino avvocato Lorenzo Zilletti – anche se nessuna sentenza riporterà in vita il loro figlio”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro quindici giorni. Gli avvocati Francesconi e Taglioli hanno comunque annunciato il ricorso in appello, con la richiesta di scarcerazione della loro assistita, o in seconda ipotesi la richiesta di arresti domiciliari, considerando inesistente il pericolo della reiterazione del delitto o della fuga. Ma intanto Miranda è tornata in carcere a Livorno.

Letizia Tassinari

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