VENDEVANO PESCE CON ETICHETTE FALSE, SEQUESTRATI “POLPETTI DELL’INDO PACIFICO” DECONGELATI E SPACCIATI COME “MOSCARDINI”

immagine200021Maxy operazione anti frode commerciale quella portata a termine ieri mattina dai Militari della Guardia Costiera di Viareggio in una nota ditta viareggina di prodotti ittici. Dopo che le Capitanerie di Porto di Livorno, di Porto Santo Stefano e di Marina di Carrara, coordinate dalle rispettive Procure della Repubblica e con il supporto del Nucleo Speciale di Intervento, avevano portato alla luce una frode in commercio partendo dalle verifiche fatte in alcuni supermercati del posto attraverso la documentazione amministrativa e i controlli incrociati, gli ufficiali della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio sono riusciti a ricostruire il percorso del pesce. Partendo in particolare dalle verifiche effettuate in due supermercati di Castiglione della Pescaia, dove sono stati trovati e sequestrati oltre settecento chili di “polpetti dell’indio pacifico”, decongelati e pronti per la vendita con la denominazione commerciale “moscardino” e risalendo nella filiera, i marinai della capitaneria di porto di Viareggio sono arrivati ad un grosso stabilimento di import – export locale, con annessi anche i locali di deposito, confezionamento ed etichettatura del pescato, dove oltre a ben centodiciassette chili di pesce sono stati trovati anche una etichettatrice manomessa, che gli operai usavano per realizzare i codici contraffatti, e diversi rotoli di etichette false pronte per essere utilizzate. “ In pratica – afferma il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – i prodotti ittici venivano regolarmente acquistati dalla ditta viareggina con la loro effettiva denominazione per poi essere confezionati, etichettati e fatturati sui documenti di trasporto in uscita con nuove denominazioni più appetibili sul mercato e più convenienti dal punto di vista commerciale”. Oltre ai ”polpetti dell’indio” sono stati rinvenuti dagli uomini della Guardia costiera ulteriori seicento chili di pescato surgelato di altro genere, anch’esso contraffatti, e quarantamila cassette per il confezionamento del prodotto già pronti per la spedizione in tutta la penisola, per essere poi venduti decongelati agli ignari clienti, una volta giunti sui banchi di pescherie e centri commerciali, come prodotti di alta qualità.. Da una più attenta ispezione nei locali della ditta di Viareggio effettuata in collaborazione con i veterinari dell’ASL, sono emerse gravi irregolarità dal punto di vista igienico – sanitario, con il rinvenimento di più di otto tonnellate di pescato di cui tremilaottocentoquarantasette chili scaduti e quattromilaquattrocentottantasei chili con il termine minimo di conservazione anche esso scaduto. L’operazione di indagine ha visto gli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio impegnati, con una consistente forza di uomini, mezzi e supporto logistico, alternandosi dal 12 novembre a ieri mattina giorno e notte.

Letizia Tassinari

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