I PRIMI CENTO ANNI DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI VIAREGGIO E I CENTO GIORNI DEL COMANDANTE FABRIZIO RATTO VAQUER

varie-letizia-28391Ricorrono quest’anno i 100 anni della Capitaneria di Porto di Viareggio.

varie-letizia-2014E, in questi giorni, i 100 giorni del nuovo comandante capitano di fregata Fabrizio Ratto-Vaquer.

I cent’anni

Il centenario è stato ricordato nel settembre scorso nel corso di una cerimonia ufficiale. Fu il Regio decreto numero 540 del 18 agosto 1908, a firma del re Vittorio Emanuele III, a istituire il Compartimento Marittimo di Viareggio, insieme a quelli di Torre del Greco, Salerno, Brindisi, Chioggia e Siracusa. Il primo comandante della Capitaneria di Porto, dal 1 gennaio 1909, fu Lelio Zambri. I cento anni di vita del Compartimento Marittimo di Viareggio sono strettamente legati alla storia della sua città e del suo porto. Fu proprio Vittorio Emanuele III a porre la prima pietra dell’edificando porto nel 1913. All’epoca il porto era costituito unicamente da due darsene, la darsena Lucca e la darsena Toscana. Fu il sovrano, il 28 settembre del 1913, cazzuola d’argento in mano, a cospargere di cemento il luogo dove fu murata la prima pietra, con dentro alcune monete d’oro e una pergamena dell’artista Alfredo Belluomini con la firma reale. A causa poi degli eventi bellici i lavori furono sospesi e poi ripresi nel dopoguerra. La sede storica della prima Capitaneria di Porto di Viareggio fu, fino a poco prima della seconda guerra mondiale, il fortino sul canale Burlamacca, per poi spostarsi in un edificio più vicino al mare , sulla sponda nord del canale, vicino al faro del porto: rimane ancora oggi la palma dei marinai che era posta all’ingresso del giardino. Dopo il dopoguerra la Capitaneria fissò la sua dimora nella sede attuale di piazza Oberdan, già appartenente alla Marina come base del Comando del Balipedio, che è anche oggi la sede centrale. Mentre la sede distaccata, in piazza Palombari dell’Artiglio, è di più recente costruzione e risale ai primi anni ’50. Nella prima, dove hanno sede gli uffici del Comandante, si svolgono i lavori amministrativi. Nella seconda, che è circondata dagli storici cantieri costruttori di yachts da mille e una notte e si specchia nelle acque del porto dove sono ormeggiati i mezzi navali della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, ci sono gli uffici operativi dove la gente di mare, fatta di pescatori, diportisti e velisti, ma anche marittimi (naviganti e maestri d’ascia), trova risposte a tutte le domande e le necessità.

I cento giorni del nuovo comandante

varie-letizia-1828Prima di tutto di nuovo complimenti al comandante Fabrizio Ratto-Vaquer per l’incarico ricevuto lo scorso 13 settembre dopo due anni di comando del capitano di fregata Giovanni Canu, alla presenza del Direttore Marittimo della Toscana, il contrammiraglio Sergio Tamantini..

Cosa pensa di Viareggio dopo i suoi primi 100 giorni di responsabilità?

varie-letizia-28192Viareggio è il mito delle Capitanerie di Porto, un nome evocativo, come sede, come città ma soprattutto per i suoi bravi marinai: gli equipaggi viareggini sono una garanzia di professionalità, oggi soprattutto nel mondo del noleggio da diporto, caratterizzato per lo più da imbarcazioni e navette di dimensioni importanti. Il canale Burlamacca, le darsene storiche che si percepiscono dalla sede centrale, fanno vivere una dimensione onirica, soprattutto ora che si avvicina l’inverno e si vedono i piccoli lavori sulle barche e la riscoperta di un mondo marinaro mai tramontato. Come si arriva in “Darsena” cambia tutto e il mondo della nautica da diporto, dalle unità più piccole ai velieri di grandi dimensioni rievocano un qualcosa di moderno e di classico al contempo. Quando poi cala la sera le luci all’imboccatura del canale ridanno un senso forse un po’ mondano ma affascinante ad un luogo caratterizzato di giorno dai simpatici pescherecci che vendono i propri prodotti. Certo si richiede forse un’attività di controllo più intensa, ma il turista e il viareggino non possono essere estranei alla poesia del luogo. Mi soffermo su Viareggio perché è il centro principale del nostro compartimento marittimo, come porto intendo, ma il suo litorale si estende attualmente sui quattro comuni costieri di Viareggio (compresa Torre del Lago), Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi e il mare raggiunge i confini francesi e monegaschi. Naturalmente il comando della Capitaneria di Porto si estende, principalmente, a tutta la provincia di Lucca, ma anche a quella di Pistoia, nonostante non vi sia sbocco al mare.Naturalmente, la bellezza dei luoghi dal mare, alle Apuane in questi giorni innevate, ai pontili, ai fortini, alle città storiche è una scoperta continua. Ma soprattutto è la conoscenza di una popolazione fantastica. La simpatia dei viareggini, la familiarità di tutti i versiliesi, storici e non, la signorilità dei lucchesi e via discorrendo, senza voler dimenticare nessuno, è qualcosa che colpisce e che si apprezza sempre più. I rapporti umani sono ancora importanti ed anche se si hanno posizioni differenti o motivi di confronto, subito dopo ci si ritrova in sintonia personale. Credo che questa sia una grande ricchezza e ne ho avuto conferma dagli equipaggi delle navi che hanno recentemente sostato in rada a Viareggio e che sono rimasti favorevolmente colpiti dalla simpatia, dalla formalità al contempo familiare e sostanzialmente dalla grande cordialità esistente tra le istituzioni e la cittadinanza.

Facciamo un bilancio di questo primo periodo?

varie-letizia-1794Ho assunto il Comando, com’è tradizione nel mese di Settembre, quando ormai la stagione balneare volgeva al termine, anche se è stato un mese denso di avvenimenti di fine stagione. Forse all’inizio non so quanti abbiano percepito la mia presenza perché ho cercato di assicurare quella continuità di Comando che avevo promesso in sede di passaggio di consegne, osservando quanto instaurato dai miei predecessori, prima di apportare grandi innovazioni, spesso necessarie ma che devono essere sempre più condivise. In questa fase di conoscenza del territorio e delle abitudini locali, cercando di essere preso sempre più dal “genius loci” ho appreso tante realtà a volte nascoste e a volte note, ma solo accennate. Naturalmente questa fase importante e che non è ancora finita si è dovuta confrontare come sempre con le emergenze e con le innovazioni normative ed operative. Si è reso dunque necessario affrontare temi e realtà diverse in materia di portualità, sicurezza della navigazione, ambiente, cantieristica navale e rappresentanza.


Cosa le è riuscito meglio attuare in questo primo lasso di tempo e, dove ha riscontrato maggiori difficoltà?

varie-letizia-28242I giudizi sul proprio operato non sono mai simpatici e preferisco piuttosto lasciare a chi di dovere giudicare, posso solo limitarmi ad evidenziare alcuni aspetti salienti di questo periodo. Per quanto riguarda le difficoltà, si può dire che tutti i compartimenti marittimi sono uguali e differenti allo stesso tempo. L’esperienza di un comando in Toscana è per me un ritorno e quindi in questo sono stato sicuramente facilitato. Scorrendo velocemente questo primo periodo, possiamo dire di aver affrontato temi importanti come l’accesso del porto, la cui situazione è sempre in divenire; soccorsi in mare dovuti a cause fortuite, umane e, recentemente, alle condizioni meteomarine sfavorevoli; la pesca e la tutela del consumatore; l’ormeggio nelle darsene e nel porto; il recupero di delfini e tartarughe spiaggiate; la sicurezza portuale; il mantenimento delle tradizioni storiche della marineria e le onoranze ai caduti del mare.

Parla al plurale il comandante perché quello del comandante è un indirizzo, una scelta delle priorità, ma il lavoro è naturalmente un lavoro, potremmo dire di “equipaggio”, il team di quasi cento tra uomini e donne che collabora alla realizzazione dei compiti istituzionali della capitaneria di porto – guardia costiera di Viareggio nelle province di Lucca e Pistoia.

In base a quello che lei vorrà continuare a fare quali sono d’ora in avanti le priorità  di maggior rilievo e urgenza?

classe-8001Come dicevo le priorità sono la “scelta” del comandante, anche se spesso certe scelte sono obbligate, ma è importante non farsi cadere addosso le emergenze ed avere davanti a sé una rotta. Certo si possono incontrare difficoltà ed imprevisti ma è importante ritrovare il “fil rouge” della condotta della nave. I nostri compiti istituzionali devono essere portati avanti senza distinzioni, non possiamo e non dobbiamo tralasciare alcun settore. Abbiamo davanti a noi tante certezze come la necessità di assicurare ad ogni costo la salvaguardia della vita in mare, attraverso anche la ricerca e il soccorso delle nostre motovedette S.A.R., nonché la sicurezza della navigazione e portuale, tralasciando qui i compiti amministrativi che devono essere soddisfatti, soprattutto nel campo della gente di mare, naviglio, pesca, diporto e così via. Una priorità che mi sono dato, forse ambiziosa, ma necessaria è quella di mantenere per quanto possibile fruibile il passo di accesso del porto, nella sua dimensione attuale ed in quella che potrà assumere in futuro con la realizzazione delle nuove strutture portuali. Tutte le innovazioni sono fonti di discussioni e quella del porto di Viareggio è una lunga teoria di innovazioni, crescita, adattamento e cambiamento delle destinazioni delle strutture portuali. Sono certo che si potrà e si dovrà trovare soluzioni che, nel rispetto delle aspettative e delle necessità delle differenti componenti interessate, possa garantire uno sviluppo coerente e innovativo del porto di Viareggio, al passo con i tempi, ma nel rispetto della sicurezza che è uno dei riferimenti principali del nostro Corpo.

Mi dica un suo pensiero e una sua valutazione del suo “stare” al comando di Viareggio.

varie-letizia-30121Questa è una domanda facile e difficile al tempo stesso. Le sensazioni, come tutte le belle cose sono differenti. L’inizio del comando è qualcosa di affascinante perché a Viareggio si è accolti come e più che altrove come il Comandante e mai come altrove qui si è il Comandante del Porto, quasi una sorta di stretto legame affettivo della città al Suo comandante. Ricordo appena entrato in marina i racconti del “nuovo comandante di Viareggio di allora”, l’attuale ammiraglio Ferdinando Lolli. Allo stesso tempo è forte il senso della responsabilità. Sia della storia che ha visto alternarsi in questi cento anni tanti futuri ammiragli e Comandanti del Corpo, sia del presente che ci pone davanti a scelte importanti e a decisioni che spesso condizionano non tanto il presente, ma soprattutto il futuro. Nomi quali quello dell’attuale Comandante Generale, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, cittadino onorario di Camaiore, o del suo vice, l’ammiraglio Marco Brusco, viareggino d’adozione, sono sicuramente evocativi. Certamente non solo l’entusiasmo professionale, ma anche la certezza di dedicare i miei sforzi e quelli dei miei uomini (e donne ) e mezzi al bene comune nel settore dei compiti istituzionali è un fattore importante di sostegno. In questo la marittimità di Viareggio e dei viareggini, degli altri comuni costieri di Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi, nonché delle peculiarità locali, di tutti i territori delle province di  Lucca e Pistoia, non possono che essere di conforto, ausilio e soddisfazione. Ringrazio fin d’ora il mio personale, i miei superiori, le istituzioni e la popolazione per il sostegno finora accordatomi e per la fiducia che le scelte fatte da questo Comando sono e saranno sempre nel solco del rispetto dei compiti istituzionali e del bene comune, con quel pizzico di buon senso sempre necessario ad avvicinarci alla dimensione umana che è il riferimento centrale della nostra esistenza.

In questo mese di dicembre, in cui ricorre la patrona della marina militare Santa Barbara, i marinai si sono uniti a tutti gli amici della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio nel Santuario marinaro dedicato a Sant’ Andrea, per un momento di raccoglimento spirituale e di festa di tutti i marinai.

Letizia Tassinari

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  1. Ho un bellissimo ricordo di Viareggio e del servizio militare svolto proprio in Capitaneria, quando il Comandante era Marco Brusco e il suo vice Cristiano Aliperta, senza dimenticare il “mio” Capo, Fabrizio Malfatti.


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