SENZA SOLDI VA IN COMUNE PER CHIEDERE AIUTO, DISPERATA SVIENE

Attimi di tensione ieri mattina intorno alle undici al primo piano del Comune. Come ogni giorno, da qualche mese a questa parte, sono in tanti, con storie di disperazione, a bussare alla porta dell’assessore del Sociale. Sempre di piu’ sono donne sole e con figli. “Elisabetta”, e il nome è di fantasia, per proteggere i suoi due figli, uno dei quali in età scolare, è una donna di quarantasei anni che vive a Torre del Lago. “Oggi mi staccano l’acqua, e no so come pagarla”. La sua è una richiesta urgente, come urgenti, purtroppo, sono quelle di tante altre persone, nelle sue stesse condizioni, e a volte anche peggiori. Ma l’ assessore Fantoni in quel momento non la può ricevere, è in riunione. Almeno questo è quanto le dicono. E’ stata oltre un’ora ad aspettare nel corridoio, provando anche ad essere ricevuta dal Sindaco. Poi, è andata in escandescenze. Qualche calcio ad una porta, il vaso di una pianta che cade a terra, e molta urla.

immagine-jpeg-720x576-pixel

Fino a quando è crollata a terra, svenuta, ed è stato necessario l’intervento di un’ambulanza della Croce Verde. Un collasso nervoso, almeno cosi sembra. Gli operatori sanitari la volevano ricoverare, ma Elisabetta non ha voluto essere portata in ospedale. Voleva parlare con qualcuno. La donna non è disoccupata, lavora in una cooperativa di pulizie e prende settecento euro al mese. “ Un quinto dello stipendio me lo trattengono per debiti fatti per andare avanti, vivo in affitto a settecentocinquanta euro al mese che non riesco a pagare e settanta euro al mese se ne vanno per pagare gli arretrati di diversi mesi, da quando non riscuoto più i duecentottantasette euro di contributo dal sociale”. Per sbarcare il lunario va a pulire, al nero, alcune discoteche, e ha impegnato al Monte dei Pegni quel poco oro che aveva, come la fede nuziale. “Cosa devo fare? Vendere me stessa come una prostituta?”. Le tragedie viareggine sono all’ordine del giorno, e con Elisabetta ieri mattina c’erano altre due donne, entrambi madri. Una quasi cinquantenne e una di neanche trenta. La prima vive con il marito, la figlia e l’anziano padre, ma da qualche tempo a casa sua ci vivono in otto: “ho dovuto ospitare l’altra mia figlia, con il marito malato dal oltre un anno e disoccupato e due figli minori e viviamo con la pensione di mio padre”. Anche lei chiede aiuto e di essere almeno ricevuta. La seconda ha una creatura di soli tre anni, e l’assistente sociale che la segue, le avrebbe promesso da oltre un anno casa e lavoro: “promesse vane – racconta – sono senza casa, senza lavoro e disperata”.

varie-letizia-4195

A fine mattina, grazie all’intervento della consigliera di minoranza Romina Cortopassi, tutte e tre le donne sono state ricevute dal Sindaco Lunardini. Una schiarita sul fronte sociale dovrebbe arrivare lunedi prossimo: “Circa centocinquantamila euro dovrebbero arrivare dall’Asp”. Ma perchè questo sia possibile va modificato il contratto in essere tra l’azienda e il Comune. “I tecnici sono già al lavoro – ha rassicurato il primo cittadino. Nunzia Marinaccio, colei che ha protestato più di tutti, mettendosi a cucinare la pasta per le figlie davanti al Comune, perchè nella pensione dove alloggia con le bambine non può far loro da mangiare, lancia un appello”Dobbiamo unire le voci in una sola, forse ci ascolteranno”. E per lunedi mattina alle 9.30 ha organizzato un presidio davanti a Palazzo.

Letizia Tassinari

Annunci
Published in: on marzo 7, 2009 at 2:13 pm  Comments (2)  
Tags: , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://laetitiatassinari.wordpress.com/2009/03/07/senza-soldi-va-in-comune-per-chiedere-aiuto-disperata-sviene/trackback/

RSS feed for comments on this post.

2 commentiLascia un commento

  1. Come la capisco la signora,io non sono ancora arrivata a questo,mi manca il coraggio….Sono una mamma casalinga e felicemente sposata….questa è la mia storia…simile ad altre.

    Bologna, 4 aprile 2009-04-04
    Non so se mai qualcuno leggera’ la mia lettera,so che non sono l’unica in questa situazione .

    Buongiorno, chi scrive è una donna,mamma disperata, mi chiamo Patrizia Degan e sono di Bologna.

    La mia famiglia è composta da mio marito Davide e da i miei due figli Denis 13 anni e Deborah 12 anni.
    Perché scrivo…siamo una delle tante famiglie ha risentono della crisi che ci ha travolti.
    La mia storia inizia nel 1990 a 550KM dove ho conosciuto il mio futuro e attuale marito,entrambi eravamo a fare una stagione estiva (siamo cuochi)a “Baia Domitia” ,non ci siamo piu’ lasciati,dopo qualche annetto siamo andati a vivere assieme,nel 1995 è nato Denis e dopo un anno Deborah,le nostre gioie,il nostro scopo di vita…loro.Il mio desiderio e quello di mio marito è sempre stato quello di fare la casalinga,seguire in tutto per tutto al meglio la mia famiglia,l’esempio è la mia mamma è sempre stata casalinga e ha fatto un bel lavoro con me, con mia sorella,mio padre un gran lavoratore non ci ha mai fatto mancare niente,nel limite delle possibilita’,un ‘infanzia felice,un esempio da poter trasmettere alla mia futura famiglia che mi sarei creata…così è stato.
    Dopo la nascita dei figli abbiamo lavorato,lavorato,per non pesare alle nostre famiglie abbiamo mandato subito al nido i figli,abbiamo stretto sempre la cinghia,tanti sacrifici pur di non far mancare il vivere e andare almeno una volta all’anno in vacanza,quando siamo stati in difficolta’ i miei genitori ci hanno sempre aiutato,e noi ci siamo sempre ripromessi che un domani li avremo ripagati.
    Nel 2005 mio marito riceve un offerta di aprire un piccolo ristorante con un bravo ristoratore,con tante paure accettiamo,forse è l’angelo custode che tanto avevamo aspettato,e così è stato,fin da subito tante soddisfazioni e tutt’ora. Finalmente il mio,il nostro desiderio si avvera,posso licenziarmi e seguire la mia famiglia,sempre con sacrificio ma con piu’ serenita’ e tranquillita’.
    Nel 2007 mi viene la brillante idea di aprire un’attivita’,di iniziare un sogno di mio marito che poi diventato anche mio,una gelateria,riusciamo nell’impresa(maggio 2008) ma poco dopo ecco la crisi che ha scaraventato milioni e milioni di persone nella crisi piu’ assoluta. Si sa,un attivia’avviata da poco ha molte spese e poco guadagno,ma noi ci credavamo e così con l’aiuto della mia mamma abbiamo aperto,ho iniziato a produrre gelato e la mia mamma alla vendita,tante soddisfazioni ma i soldi non bastavano,così tarda un pagamento,tarda l’altro,abbiamo cominciato a coprire le spese con lo stipendio di mio marito,siamo andati avanti così fino all’inizio di Dicembre del 2008,abbiamo deciso di chiudere un po’ per ferie,poi non abbiamo piu’ riaperto,la luce è stata staccata,la linea telefonica anche,abbiamo tutti gli arretrati da pagare,il prestito alla banca è finito pagando i lavori fatti per la gelateria.
    Tutto questo ora pesa anche sulla famiglia,siamo indietro con gli affitti di casa,la scuola dei figli non è stata ancora pagata,bollette di casa non pagate,penso che presto ci troveremo per strada,mio marito lavora tanto,ma ora in questa situazione non bastano piu’ per tornare alla pari. I miei genitori si sono ritrovati a dover pagare loro alla banca,visto che io non ho nulla.Mi vergogno come una ladra.
    E’ una situazione che non riesco piu’ a sopportare,mi sento in colpa per tutto,mio marito mi è vicino,continua a dire che non è colpa di nessuno,ma io mi sento colpevole,mi sveglio alla notte con sensi di panico e ansia,spesso mi trovo a piangere di nascosto,i miei bimbi mi hanno visto gia’ troppe volte piangere,a volte penso di farla finita,ma fortunatamente la testa chiede aiuto al cuore ,all’amore che ho per la mia famiglia e così il pensiero si accantona,ho pensato di donare un rene,e forse ora come ora è l’unico modo che ho per salvare la mia famiglia da tutto questo,non mi riconosco piu’,mi sono buttata nel mangiare,pensare che nel 2005 mi sono fatta anche l’intervento di bendaggio gastrico,ma ora non serve piu’,mi sto’ buttando via per tutte le colpe che ho,non ho la forza di risalire…CHIEDI AIUTO…QUALCUNO MI ASCOLTERA’?

    Non chiedo tanto,vorrei solo tornare a vivere con la tranquillita’ e la semplicita’ di una volta,poter dire no alla richiesta di un figlio e non dire no perché non ci sono i soldi.

    Aspetto e questo aspettare mi dara’ un po’ di sorriso e speranza che qualcuno forse mi leggera’….

    Cordiali saluti

    Patrizia Degan

    • Vedo che la testimonianza risale ad aprile, spero che le cose siano andate meglio,
      e premesso che non ho poteri, ma navigando un pò su internet per cercare una soluzione anch’io al problema di mia zia che si trova nella tua situazione ma a differenza che lei era casalinga ha divorziato e il suo ex marito le sta rendendo la vita un inferno, non ha soldi, ne casa né più la guardia dei figli e tra poco si ritroverà davvero in mezzo alla strada.. ho letto la tua storia Patrizia e mi ha toccato il cuore come un pugno, non devi sentirti in colpa, non è colpa tua, la crisi non è nata per causa tua, aver fallito nell’inseguire un sogno non deve assolutamente abbatterti né farti sentire una ladra, perchè LADRI SONO ALTRI, sono coloro che mangiano sulle tasse che persone umili come te e i miei genitori pagano, non avendo nulla in ritorno in caso di necessità. I tuoi figli non devono vederti piangere. Sei il loro supporto maggiore ed è uno scandalo, e io sono italiana e vivo in Francia, e per questo a volte mi vergogno di essere italiana, che si debba mantenere una famiglia sul lastrico e costringerla a pagare quando non ha neanche da mangiare, io è da settembre 2008 che abito qui in Francia, se non possiamo pagare le bollette, loro ci danno un sussidio, ho un bimbo di 5 mesi, e non si permetterebbero mai di tagliarci il gas o l’acqua, perché l’essere umano ha dei diritti, il diritto di vivere. ci accordano un minimo al mese. abbiamo il minimo d’energia, abbastanza per scaldarci e per cucinare (non allo stesso tempo) e se non possiamo pagare subito l’acqua non ce la tagliano mica. Stiamo in affitto e la CAF (un organismo di sussidio) ci paga il 70 % dell’affitto visto che io mi occupo del bambino e sono in malattia. pagano il sussidio al mio compagno e un minimo per aiutarci con il bambino. Con questo facciamo un tuttuno per la casa e la spesa. Il mio ragazzo tanto tempo fa chiese un prestito alla banca per acquistare una macchina di occasione, allo stesso tempo era in affitto e non aveva lavoro, la CAF gli dava un minimo per vivere, e la Banca non potè mai obbligarlo a estinguere il debito visto che non ne aveva neanche per lui, dopo quasi 3 anni è ora che piano piano sta ripagando le cambiali. Tralaltro qui in Francia ci sono trasmissioni che permettono alle persone in difficoltà di lasciare la loro testimonianza, per avere un aiuto giuridico, ecc. ma cerco in italiano sul WEB e ti giuro non trovo nulla di ciò in italia. neanche un consiglio nulla e spendono milioni di euro in vaccini, e la gente rischia di perdere la casa, ma ha il vaccino, che bella consolazione! (ironico) anch’io non so cosa fare, non esiste un forum che fa sul serio, una persona che sappia guidarci.. io spero comunque che tutto vada meglio per te e la tua bella famiglia.. non buttarti mai giù, sei la mamma, l’albero maestro!
      tanti in bocca al lupo
      e un abbraccio di cuore
      Patrizia G.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: