MURI IMBRATTATI CONTRO L’AMATA, SPASIMANTE RESPINTO FINISCE ALLA SBARRA

Un amante respinto è finito alla sbarra, imputato di ingiurie, diffamazione, molestie e danneggiamenti. E’ stata la donna, un’avvocatessa viareggina, a denunciarlo ai Carabinieri di Massarosa dopo che l’uomo, invaghito di lei ma non corrisposto, aveva iniziato a dipingere numerosi muri di case con il nome e il numero di cellulare della professionista, accompagnando le scritte con tanto di invito a contattarla per fare sesso. Alla denuncia – querela la donna aveva allegato anche delle foto, che lo ritraevano beccato in flagrante a scrivere le frasi ingiuriose e diffamatorie. Fu lo stesso maresciallo Mario Trazzera a chiamare in caserma l’indagato e a “costringerlo”, secchio e pennello alla mano, a cancellare i “murales” che lo stesso aveva fatto a giro per le frazioni del comune di Massarosa. Ma i dispetti non finirono. E la donna si ritrovò la macchina graffiata con croci e righe ondulate, un secchiata di vernice rossa ad imbrattarle la porta di casa, un vetro di una finestra rotto con una sassata e messaggini offensivi sul telefonino, inviati da una cabina pubblica. All’udienza di ieri mattina davanti al giudice Linda Sozzi l’imputato era contumace, e il suo avvocato ha addirittura rimesso il mandato, mentre la donna, parte offesa difesa dall’Avvocato Cosimo Zei, si è costituita parte civile per il risarcimento dei danni. Per il dibattimento la nuova udienza è stata fissata al 15 giugno.

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CIRCOLO UISP E AFTER HOUR “ABUSIVO”, TITOLARE DENUNCIATA

Il circolo privato che aveva aperto in un capannone nella zona di Montramito, affiliato alla Uisp, in realtà era una vera e propria discoteca, con tanto di bar e pista da ballo. Dove, fino alle dieci di mattina, ci si poteva scatenare in danze “house” e bere a volontà, alcolici inclusi, pagando, invece che della tessera di soci, un biglietto di ingresso, con diritto ad una consumazione. A finire alla sbarra ieri mattina, davanti al giudice onorario Linda Sozzi del tribunale monocratico di Viareggio, è stata la titolare, S.D. B., di Camaiore. Stando all’accusa nel vecchio capannone industriale, ormai dismesso, fino ad un certo orario si beveva come in un pub tradizionale, poi fino a oltre l’alba era come stare in un locale “after hour”. Le segnalazioni dei residenti nella zona avevano portato ad un controllo del locale da parte della Polizia. E quando gli agenti effettuarono il blitz, alle sei e mezzo di mattina, lo trovarono strapieno di ragazzi che ballavano. Come fossero a un rave party. Ieri mattina, citati dalla Procura di Lucca sono stati ascoltati come testimoni sia uno dei poliziotti che avevano condotto le indagini che portarono alla chiusura del capannone che alla denuncia nei confronti della titolare, sia sei clienti abituali. Per la discussione il giudice ha poi rinviato all’udienza del 15 giugno.

PICCHIATI FUORI DA UN LOCALE, DUE BUTTAFUORI SONO FINITI SOTTO PROCESSO

Picchiati fuori dal Frau, avevano presentato una denuncia. A finire sotto processo sono stati due buttafuori, M.A., difeso dall’avvocatessa Serena Rosetti, e A.M., difeso dall’avvocato Leonardo Lapasin Zorzit. Era il giugno di tre anni fa quando una coppia di ragazzi, lei di Livorno, lui di Lecce, erano andati a ballare nel noto locale di Marina di Torre del Lago. Usciti fuori, nel parcheggio, per far passeggiare il cane che era rimasto ad aspettarli in macchina, i due fidanzati, oggi solo amici, avevano assistito a una lite, nella quale, almeno da quanto riferito da entrambi in aula, un ragazzo era stato picchiato da alcuni buttafuori ed era a terra sanguinante. Avvicinatisi entrambi per soccorrere il ferito sarebbero stati entrambi massacrati di botte anche loro. La ragazza al labbro, con un pugno, il ragazzo ovunque. Da quanto riferito come teste e parte offesa il giovane in particolare ha raccontato di essere stato picchiato da due persone, uno da dietro, e uno davanti. Cazzotti ovunque, e soprattutto alla testa, fino a quando, sdraiatosi in terra, i due lo avrebbero anche preso a calci. All’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri della Radiomobile e di una volante del Commissariato di Polizia, i due feriti furono portati in ospedale e poi, dopo la denuncia, i due aggressori erano stati riconosciuti attraverso delle foto. Ieri mattina sono stati ascoltati, oltre che alle Forze dell’Ordine intervenute che hanno poi eseguito le indagini, anche delle due parti offese e il responsabile del servizio della sicurezza interna del locale. Qualche traballamento nel riconoscimento in aula degli aggressori, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento che l’aggredito ricordava essere giallo anziché nero come di solito è per i body guard. Per la discussione il processo è stato fissato al 15 giugno.

UBRIACO SI SCHIANTA CONTRO UN MURO E SCAPPA, CONDANNATO PER RESISTENZA E LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE

Otto mesi, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stata la sentenza di condanna inflitta dal giudice monocratico Nidia Genovese a Riccardo Rossi.

varie-letizia-4413La richiesta del Pubblico Ministero Fabio Origlio era stata di un anno e due mesi. L’imputato, difeso dagli avvocati Antonio Vannucci Zauli e Marco Massara, era sotto processo per un fatto accaduto nell’accaduto nell’agosto del 2004 quando, uscito da una nota discoteca di Capezzano Pianore, sotto gli effetti dell’alcol e di uno spinello, era andato a schiantarsi contro il muro di recinzione di una casa, distruggendo l’auto. Ferito e sanguinante, era uscito da un finestrino ed era scappato per i campi. Alcuni automobilisti di passaggio avevano poi chiamato il 118 e il 113. Fu un agente della Polstrada a rincorrerlo di notte e, vista la resistenza dell’inseguito che lo aveva anche colpito, ad ammanettarlo e a portarlo all’ ambulanza. Smanettato su insistenza di alcuni presenti, che lo conoscevano da tempo come persona dabbene, il ferito cercò di darsi nuovamente alla fuga e fu ripreso. Caricato sull’ambulanza, con le manette ai polsi, e portato in Ospedale, durante il tragitto aveva offeso pesantemente il poliziotto, il quale, a quanto riferito in aula dall’ imputato del 118, aveva risposto alle ingiurie con qualche ceffone. Per il risarcimento dei danni al poliziotto, che si era costituito parte civile con il proprio legale avvocato Massimo Landi, sarà il giudice civile a dover decidere.

INCIDENTI ALLO STADIO, ULTRA’ DELLA CARRARESE ARRESTATO E DUE MINORENNI VIAREGGINI DENUNCIATI

Un ultrà della Carrarese è stato arrestato ieri mattina dagli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio.

varie-letizia-4414varie-letizia-4416Guido Siniega, un trentasettenne residente a Massa già colpito in passato da un Daspo, è stato riconosciuto grazie ai filmati che lo riprendono in atteggiamenti violenti, assieme ad un’altra quindicina di tifosi della squadra marmifera all’esterno dello stadio dei Pini. Si tratta di un “arresto differito”, come ha spiegato il dirigente Leopoldo Laricchia, previsto quando la persona resasi colpevole di reati viene identificata attraverso immagini inequivocabili. E’ stato grazie alla collaborazione sia del Commissariato di Carrara, che della Digos di Massa e di Lucca, che nella mattinata di ieri la Polizia è riuscita a identificarlo e ammanettarlo. Accusato di violenza a pubblico ufficiale rischia una pesante condanna e un nuovo daspo. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo il supporter della Carrarese, in compagnia di altri ultras, era uscito dallo stadio per cercare di rientrare dal cancello di sicurezza della parte della gradinata dove si trovavano i tifosi del Viareggio. La squadra antisommossa, composta da dieci poliziotti, ha impedito l’irruzione e che le due tifoserie venissero a contatto. Ma il tifoso, assieme agli altri ultras, di cui tre sono stati già identificati e denunciati a piede libero, cintola dei pantaloni alla mano, si è reso responsabile di atti violenti nei confronti delle Forze dell’Ordine, con l’uso di oggetti atti a offendere. “L’incontro Viareggio / Carrarese era considerato a rischio tre – ha precisato il dirigente del Commissariato di Viareggio – ed è stato valutato a livello massimo”. Le indagini sui filmati hanno permesso anche di identificare due minorenni viareggini, entrambi studenti liceali di diciassette e quindici anni, che a quanto trapelato non fanno parte degli ultras “storici”. I due sono stati immortalati nei fermo immagine mentre lanciano raudi contro i tifosi carrarini. Denunciati al Tribunale per i Minorenni di Firenze, nel pomeriggio di ieri, sono stati convocati assieme ai genitori al Commissariato. Rischiano una pena da uno a quattro anni in base all’articolo 6, comma I°, della Legge 401 del ’89 e un Daspo da uno a tre anni. “Le indagini non sono finite – ha affermato Laricchia. Sono infatti ancora in corso l’identificazione di un terzo minorenne ripreso a lanciare petardi e devono essere visionati altri filmati per colpire chi si sia reso responsabile di altre violazioni, anche minori.

Durante il primo tempo della partita alcuni tifosi della Carrarese avevano scavalcato la zona cuscinetto venendo a contatto con i supporters del Viareggio. Nel secondo tempo, dopo l’arrivo di un cordone di agenti a delimitare i due settori, gli animi si sono calmati ma solo sulle tribune. In campo e nel sottopassaggio, nel concitato finale, con tre espulsioni nelle file della Carrarese, c’era stato anche un tentativo di aggressione al centravanti del Viareggio Raffaele Franchini. Ma sulla “cordonatura” a mezzo di poliziotti a dividere le due zone degli spalti riservati alle tiofoserie avversarie il dirigente del Commissariato di Viareggio durante la conferenza stampa di ieri ha voluto fare una precisazione: “ non è più prevista in nessun stadio dal 2003”.

ABUSO EDILIZIO, BLITZ DELLA FORESTALE E DELLA POLIZIA: CANTIERE SEQUESTRATO E SEI PERSONE INDAGATE

Operazione “Cemento selvaggio”.

sequestro-corpo-forestalesequestro-2E’ scattato ieri mattina il blitz degli uomini del Corpo Forestale, supportati dalla Polizia di Stato, in un cantiere di Bozzano che ha portato al sequestro di due immobili in costruzione per gravi irregolarità edilizie. Quattordici gli appartamenti posti sotto sequestro, oltre a un negozio e a un fondo commerciale, per un totale di tremilaquattrocento metri cubi di cemento del valore di mercato di quattro milioni di euro. Un’operazione che ha visti impegnati venti uomini, tra cui anche gli agenti della Polizia Scientifica, che oltre al sequestro del cantiere, hanno effettuato numerose perquisizioni e sequestrato altro materiale collegato alle indagini in corso, tra cui computers, palmari e memorie informatiche. “Il provvedimento di sequestro preventivo dei nuovi fabbricati, che sono in corso di costruzione dopo l’avvenuta demolizione della discoteca Tropicana, è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari dopo una lunga serie di accertamenti tecnici e documentali – ha precisato il comandante della Forestale Maurizio Folliero. Sei sono le persone attualmente indagate, di cui due sono dipendenti del Comune di Massarosa. Le ipotesi di reato vanno dall’abuso di ufficio, all’abuso edilizio e all’ inottemperanza delle norme restrittive dell’Autorità del Piano di Bacino del Fiume Serchio. Gli amministratori della ditta di costruzioni committente dei lavori, il direttore dei lavori e l’esecutore materiale hanno demolito un manufatto adibito a discoteca e hanno costruito al suo posto due palazzi di quattro piani, oltre a mansarda e seminterrato. Il tutto in assenza di permessi per costruire: “I permessi rilasciati dal dirigente dell’ufficio edilizia del comune erano in violazione di legge e di regolamento. L’intervento, autorizzato solo come “ristrutturazione”, ha comportato in realtà la ricostruzione di un edificio completamente e radicalmente diverso da quello demolito”. Secondo quanto emerso i tecnici comunali avrebbero qualificato l’intervento come “ristrutturazione” al fine di favorire un privato, evitando di applicare gli indici previsti dagli strumenti urbanistici e comunque eludendo l’approvazione di piani urbanistici particolareggiati. Mentre le indagini proseguono, il sindaco Larini esprime “la massima fiducia al dirigente dell’ufficio urbanistica e a tutto il personale”. “Non è la prima volta – afferma il primo cittadino – che vengono fatti controlli sull’operato dell’ufficio, dai quali non è mai emerso niente di negativo. Sono certo che anche questa volta sarà lo stesso.”

RAPINA A MANO ARMATA, 2MILA EURO IL BOTTINO

Nuova rapina a mano armata, ieri mattina. Vittima dell’episodio criminoso Sauro Matteucci, titolare di un magazzino di rame e ferro nel comune di Camaiore, nella zona di Nocchi. L’uomo, che poco prima delle dieci si trovava da solo nell’azienda, è stato rapinato di tutti i soldi in contanti che erano in cassa. Il bottino ammonta a circa duemila euro. In due, arrivati a bordo di uno scooter, sono entrati e, con il volto coperto dal casco, lo hanno minacciato con una pistola alla fronte di consegnare tutto il denaro, poi una volta ottenuto quanto richiesto sono montati in sella al motorino e si sono dati alla fuga, dileguandosi sulla via provinciale per Camaiore. L’uomo sotto chock ha allertato il 112, e una pattuglia dei carabinieri si è precipitata sul posto. Pochi gli indizi in mano agli investigatori, visto che i due malviventi avevano il viso coperto dalla visiera del casco integrale. Unico indizio utile per le indagini, i due dovrebbero essere italiani ma il rapinato, che ha vissuto attimi di panico, non ha per il momento saputo indicare altri elementi. La caccia ai due rapinatori è aperta. Anche se per il momento, nonostante tutta la zona sia stata passata al setaccio dagli uomini dell’ Arma, dei due banditi non sembra esserci traccia.

FERMATO PERCHE’ GUIDA SENZA CASCO PRENDE A CALCI UN POLIZIOTTO

Viaggiavano in due in motorino e il passeggero era senza casco. Erano circa le undici di sera, quando due giorni fa una volante della Polizia Stradale del distaccamento, in servizio nel centro di Viareggio, ha fermato in piazza Dante due persone in sella ad uno scooter. Alla richiesta da parte dei poliziotti di fornire i documenti di identità, e la patente, il conducente ha non solo rifiutato di dare le proprie generalità ma è anche andato in escandescenze cominciando a urlare e a scalciare nei confronti degli agenti. Bloccato e ammanettato, l’uomo è stato caricato a bordo dell’auto di servizio ma non contento ha cercato di ferirsi, in un atto di autolesionismo, prendendo a testate il vetro del finestrino dello sportello laterale. Per fortuna non ferendosi gravemente, Una volta identificato negli uffici del Commissariato, lo scooterista è stato denunciato a piede libero per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

GUIDANO UBRIACHI, DUE DENUNCE

Due persone sono state denunciate dalla polizia per guida in stato di ebrezza. Sono stati gli agenti del Commissariato di Forte dei Marmi, nel giro di due giorni, a denunciare a piede libero due uomini, uno di Pietrasanta e l’altro di Forte dei Marmi, a seguito del rilievo di due incidenti stradali. Le notti della Versilia, purtroppo non solo nei mesi estivi, sono caratterizzate da numerosi sinistri che impegnano le Forze dell’Ordine nei rilievi e nelle operazioni di soccorso alle persone coinvolte. Incidenti sempre più spesso causati dal mettersi al volante ubriachi. Il primo incidente si è verificato a Seravezza dove dopo una collisione tra un’ automobile ed un furgoncino il guidatore di quest’ultimo mezzo, un uomo di Forte dei Marmi di settantaquattro anni, per una mancata precedenza ha provocato il sinistro. Risultato positivo all’alcotest, con un valore di 1,82 contro il limite consentito di 0,5, ha anche riportato lievi ferite. Il secondo incidente si è verificato invece nel comune di Pietrasanta, in località Vallecchia., L’automobilista, un trentaquattrenne, a causa dell’elevata velocità, ha perso il controllo del mezzo andando a sbattere contro un muretto e capovolgendosi, pur senza riportare gravi ferite. Il giovane, all’esame etilometrico, è risultato positivo con un valore di 2,25. Per entrambi, oltre alla denuncia penale, è scattato il ritiro della patente ed il sequestro del mezzo.

5 ANNI E 4 MESI, QUESTA LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO PER UN PESCATORE TUNISINO

Cinque anni e quattro mesi, questa la sentenza della Corte di Appello di Firenze emessa ieri mattina nei confronti di Dridi Jilani, un pescatore tunisino di sessantasette anni, difeso dall’avvocato Filippo Tacchi e accusato di tentato omicidio. I giudici fiorentini hanno ridotto la pena inflitta in primo grado, che era stata di sette anni e quatto mesi, non avendo ritenuto “convincenti” le aggravanti. Il fatto criminoso risale al mese di aprile del 2007, quando il convivente del pescatore, un viareggino, fu ferito brutalmente alla gola con un coltellaccio da cucina, forse dopo una accesa discussione, iniziata dentro casa e poi proseguita nel cortile. Ferito e sanguinante l’accoltellato era uscito per strada per chiedere aiuto. Sul posto erano intervenute sia un’ambulanza che una volante del Commissariato. Il pescatore tunisino, tra l’altro regolare in Italia, venne arrestato immediatamente, senza che l’uomo opponesse resistenza.