IL VIALE DELLA PROSTITUZIONE E’ SEMPRE LI’, A DUE MESI DALL’ESTENSIONE DELL’ORDINANZA ANTI LUCCIOLE ALLE 24 ORE NON E’ CAMBIATO NULLA: SUL VIALE DEI TIGLI IL PIU’ ANTICO MESTIERE DEL MONDO C’E’ ANCORA

.... 442Ordinanza anti lucciole. In principio, a febbraio, il divieto era dalle ventidue di notte alle sei di mattina. Poi, a giugno, per rimediare al “permissivismo diurno” che aveva impedito di eliminare il problema del degrado derivante dalla prostituzione lungo il viale dei Tigli e zone limitrofe, il sindaco Luca Lunardini aveva fatto “ritoccare” l’ordinanza e il divieto era stata allargato alle ventiquattro ore. Nonostante l’elevazione, nell’arco degli ultimi mesi, di qualche decina di verbali da trecento euro ai clienti delle professioniste del sesso, e nonostante il divieto H24, il pullulare delle lucciole, italiane o straniere, donne o trans, ce n’è per tutti i gusti, è rimasto invariato. All’ inizio del mese di aprile era stato messa in atto una serrata e capillare attività di controllo interforze, mirata a scoraggiare il fenomeno del meretricio su strada, con l’ausilio anche della polizia a cavallo, che nelle pinete, oltre ad altri compiti, aveva quello di controllare chi si appartasse per consumare rapporti sessuali. Gli appostamenti, dal giorno della firma della nuova versione dell’ordinanza sindacale sarebbero stati dovuti incrementare, con l’obiettivo di eliminare il fenomeno, che fino a quella data non era stato stroncato.

.... 377Ieri, a distanza di circa due mesi dall’entrata in vigore del divieto “no stop” sul viale dei Tigli la situazione è rimasta però invariata: percorrendolo tutto due volte, prima in direzione Torre del Lago, poi tornando a Viareggio, le prostitute in attesa di clienti erano più o meno i soliti “volti noti”. A parte qualche new entry. Qualcuna lavora sul camper, discretamente nascosta nella sua alcova a quattro ruote dalle tendine, la maggior parte a piedi, appartandosi nella macchia per consumare sesso a pagamento, il tutto coram populo di fronte agli occhi di turisti e residenti. Anche i tariffari, a quanto pare, non hanno subito variazioni, le prestazioni infatti partono sempre da un minimo di trenta/trentacinque euro. Con l’entrata in vigore dell’ordinanza la promessa fu quella di aprire uno sportello dedicato al “recupero” di chi vive da sempre di meretricio. “Non mi risulta sia stato ancora aperto – ci riferisce Regina Satariano – al riguardo, anzi. abbiamo richiesto un incontro con l’assessore al Sociale proprio per accellerare i tempi per affrontare la problematica, di concerto con il nostro consultorio”.

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Published in: on agosto 19, 2009 at 2:00 pm  Comments (3)  
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3 commentiLascia un commento

  1. Basta con i Sindaci Sceriffi. Deve essere lo Stato a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Per questo lancio la mia seguente lettera:
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali.
    Grazie.

  2. Queste ordinanze, a Vecchiano, Pisa, San Giuliano Terme, nonche Viareggio, si sono rivelate del tutto fallimentari. Gli enti che le hanno emesse, probabilmente, si giustificherebbero parlando di un’applicazione “tollerante”. Ma “tolleranza” spesso e’ un’alibi per non parlare di “impotenza” .
    E’ come per il nuovo reato di permanenza irregolare:
    si e’ parlato di un’ applicazione inizialmente tollerante, forse per mascherare il fatto che in realta’ questo e’ il risultato massimo ottenibile oggi e sempre. Non una libera scelta, quindi.

    E’ un po’ come quando una donna non trova marito, e lo vorrebbe, e dice: “ma a me non interessa, sto bene sola”

  3. Un vecchio problema che non trova mai soluzione tra ipocrisie e conformismi


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