“NON RIVELEREI MAI I NOMI DEI MIEI CLIENTI”, PARLA REGINA, LEADER DEL MOVIMENTO TRANS, DOPO IL CASO MARRAZZO

TORRE DEL LAGO 010Troppo rumore sulla vicenda Marrazzo”. A pensarlo, e ad affermarlo, è Regina Satariano, che da venti anni esercita con altissima professionalità la sua attività di “sex worker”. Senza scandali. Per quindici anni ha fatto solo quello, ora, da cinque, lo fa per “hobby”, e solo con vecchi clienti habituè, diventati col tempo anche amici. “Non ho mai chiesto a un cliente cosa fa nella vita. A meno che lo stesso, spontaneamente, non me lo abbia raccontato”. Certo, se si tratta di un “vip”, di chiedere informazioni non ce n’è bisogno. Ma Regina ha sempre avuto un suo codice deontologico: “Se lo riconosco cambia solo la base di partenza del mio tariffario, che non è lo stesso che applicherei a un ragazzo che mi arriva in tuta da lavoro in pausa pranzo”. Ma chi sono stati, e sono attualmente, i clienti di Regina? “Di ogni tipo – ci racconta. Nessun nome, la titolare del noto locale di Marina di Torre del Lago e referente toscana, dal ’92, sia del Mit che responsabile regionale dei diritti civili delle prostitute, su questo mantiene il massimo riserbo: “non mi presterei mai a nessun ricatto, ho sempre esercitato sotto la luce del sole, che non sono una suora di clausura e che i soldi che verso in banca non sono oboli di beneficenza, lo conferma il fatto che ho sempre detto pubblicamente che facevo la puttana, chiedendo anche di poter pagare le tasse sui miei proventi, cosa che non mi è mai stata possibile fare, tanto da dover pagare il condono tombale, come il peggiore dei delinquenti”. Nella sua “agenda” ci sono stati, e ci sono, nomi importanti: personaggi dello sport, “soprattutto del calcio” – ci dice -, dello spettacolo, alte cariche militari, magnati arabi, comandanti di panfili, e anche tanti politici locali. Passare una serata con lei, in lire, costava un milione: “ho sempre avuto il vantaggio di essere io a scegliere”. E ancora ha questo privilegio: dire anche di no. “Anche diversi senatori sono tra i miei clienti, sia di sinistra che di destra, con l’unica differenza che quelli di sinistra sono piu’ “free”, e quelli di destra hanno più timori”. Ma sui i nomi è top secret: “ho sempre avuto a cuore i miei clienti, e loro si fidano di me”.

Perchè un uomo etero cerca una trans?

HALLOWEN 2009 077“Per tanti motivi, ma forse il perno trainante è la fantasia”. Regina è una trans di classe, in molti clienti si sono innamorati di lei: “Mai confuso il mio lavoro con l’amore”. E la prova sono i suoi 16 anni con il suo compagno Luca: “una storia di amore, ancora bellissima, nata a Livorno durante una sfilata di intimo”.

Letizia Tassinari

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RISCHIA DI MORIRE DOPO AVER INGOIATO COCA: LO SPACCIATORE SALVATO DAGLI AGENTI DI POLIZIA

Spaccio di cocaina in piena notte sulla via Aurelia, nella zona del Marco Polo: a finire nei guai sono stati due cittadini nordafricani. Era ormai quasi giorno quando gli agenti di una volante hanno intercettato una Mercedes con tre persone a bordo. I due passeggeri, extracomunitari, erano entrambi seduti sui sedili posteriori, e appena i poliziotti si sono avvicinati all’autovettura la tensione è salita alle stelle. Aperti gli sportelli, e notato sui tappetini uno strato di polvere bianca, è iniziata la perquisizione, e i due agenti, oltre a trovare un’ agendina con molti numeri telefonici, una sim di cellulare spezzata in due, addosso a uno dei passeggeri hanno scovato, nascosti tra i pantaloni e gli slip, una bustina di chellophane con dentro cocaina, e hanno fatto scattare le manette ai polsi ai presunti spacciatori, portando in commissariato anche il conducente, un ragazzo viareggino di soli ventiquattro anni. Identificati e arrestati, i pusher sono poi stati chiusi in cella, fino a quando uno dei due è andato in overdose: in attesa dell’arrivo di un’ambulanza del 118 sono stati gli stessi agenti a salvargli la vita, aprendogli la bocca con forza prima che soffocasse e tirandogli fuori la lingua. Per nascondere la cocaina lo spacciatore l’aveva ingerita. Sottoposto al narcotest dai medici del Pronto Soccorso dell’ Ospedale “Versilia” il valore della coca nel sangue è risultato pari a mille, ma nonostante abbia rischiato la morte – il valore minimo per risultare positivo è di trecento – a metà mattina è stato dimesso e riportato in cella. Stamani entrambi gli arrestati saranno processati per direttissima. Da quanto riferito agli agenti, il giovane conducente viareggino li aveva conosciuti solo per caso, dopo aver dato un passaggio in macchina ad una transessuale che stava facendo l’autostop a Migliarino Pisano. Il ragazzo, che l’aveva accompagnata fino alla stazione di Viareggio, si era poi intrattenuto a parlare con lei dei suoi problemi sentimentali e “Noemi”, questo il nome di battaglia della “sex worker brasileira”, gli aveva poi presentato due suoi amici: “la coca ti solleverà il morale”. E come prima dose gli era stata data gratis.

Letizia Tassinari

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STRISCIONI IN CORTEO PER CHIEDERE “VERITA’, GIUSTIZIA E SICUREZZA” A QUATTRO MESI DALLA STRAGE: LA RABBIA, “ORA BASTA, FUORI I NOMI”. PER STRADA I VOLONTARI DELLE ASSOCIAZIONI E LE ISTITUZIONI, MA SEMPRE MENO CITTADINI.

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 00429 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 03029 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 042

Verità, giustizia e sicurezza”: lo striscione della Croce Verde ha aperto il corteo silenzioso, partito da piazza Mazzini e accompagnato dalle luci azzurre lampeggianti di circa cinquanta ambulanze arrivate da tutta la Toscana, e anche da fuori. Sono stati i volontari della Croce Verde ad organizzare, assieme al loro presidente Milziade Caprili, la manifestazione dei centoventi giorni dalla strage di via Ponchielli: il loro appello a tutte le Anpas di essere presenti è stato raccolto. Poi la Misericordia, la Croce Rossa, la Protezione Civile, il sindaco, la provincia e qualche assessore e consigliere. Tutta la Toscana, da Firenze a Siena, a Pisa, a Livorno, a Massa e a tutte le province, era a Viareggio, per unirsi alla voglia di giustizia dei cittadini colpiti :

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 031“Ora basta, fuori i nomi”.

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 063Ancora oggi infatti nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati: “31 a 0, una partita truccata”, recita la scritta su un piccolo pezzo di tela bianca, portato da alcuni ragazzi.

Ma nonostante la massiccia presenza dei volontari, dei vari comitati , dei cittadini di via Ponchielli, la città non ha risposto. Gli abitanti di Viareggio non sono scesi nella strada. L’attenzione alla ricorrenza, rispetto al primo mese, è sensibilmente calata.

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 06629 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 076Poi il silenzio ha fatto rumore. Come le decine di mezzi di soccorso, arrivati da ovunque, che alle 23.49, davanti al giardino del pianto, mentre un treno in transito ha fischiato tre volte, hanno azionato le sirene.

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 05329 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 052“Il tremendo boato, il bagliore delle fiamme che ha illuminato il cielo a giorno, l’atmosfera apocalittica di quella notte sono descrizioni superflue perchè rimarranno purtroppo indelebili in ciascuno di noi”. Le parole, lente, pronunciate con ancora il terrore negli occhi, sono quelle di Luigi Cordoni, il volontario della Croce Verde che quella terribile notte rimase ustionato nel garage della Pubblica Assistenza andato distrutto assieme alle ambulanze. “I giorni sono passati, lo stato di emergenza è terminato, si è tornati alla normalità, ma la città ha dovuto piangere troppi morti”. La gara di solidarietà nei confronti della Croce Verde è stata enorme: “per aiutare chi ha bisogno di aiuto”. “Grazie a tutti per un regalo apprezzato, che mai nessuno dei tanti volontari avrebbe mai voluto ricevere”.

29 OTTOBRE, CORTEO CON LE AMBULANZE 095La gente di via Ponchielli, chi ha perso casa e affetti, ora attende la verità mentre i ferrovieri, uniti nella lotta per la sicurezza, presente anche Dante De Angelis appena reintegrato dal Tribunale di Roma ad un anno dal licenziamento per averne denunciata la mancanza, hanno scritto a Moretti e alle autorità comunali, provinciali e regionali il loro no all’eliminazione di due binari e sono pronti a chiedere la sospensione dei lavori di smantellamento previsti a breve. “La sicurezza deve partire da ben altro, senza due binari il problema rimane, e la declassazione della stazione porterebbe di conseguenza all’eliminazione del capostazione, che se quella notte non fosse stato presente al lavoro la strage sarebbe stata maggiore”.

Poi c’è il problema della giustizia, e questa la chiedono a gran voce tutti.

Letizia Tassinari

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DEGRADO: PIAZZA PIAVE, LO SCEMPIO

Ora basta, è l’ora di reagire e mettere fine a tutto quanto sta accadendo in piazza Piave e dintorni, come in altre zone della città”. A parlare così è il capogruppo del PdL Alessandro Santini. “E’ ora – dice – che le Forze dell’Ordine intervengano e reagiscano prontamente e professionalmente, che siano più presenti e più visibili, a cominciare dalla nostra Polizia Municipale”. “Piazza Piave è un bivacco continuo, è terra di nessuno – osserva. “La colpa è delle persone? Cosi recita la mozione approvata in Consiglio Comunale. Ma quali persone e persone? E’ degli extracomunitari – dice Santini -, dei nordafricani, degli zingari, ,a soprattutto dei vagabondi che si impadroniscono della piazza e la sporcano, la imbrattano, la rendono invivibile, distruggono auto parcheggiate e urinano ovunque”.

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CGIL: “LA DARSENA STA SCOPPIANDO”, SCIOPERO DEI LAVORATORI E PRESIDIO IN VIA COPPINO. IL DRAMMA DI CHI HA PERSO IL LAVORO: L’ALLARME DI FIOM E FILLEA, “PER TORNARE AI LIVELLI DEL 2007 SI DOVRA’ ASPETTARE FINO AL 2020

SCIOPERO AI CANTIERI 018

La Darsena sta scoppiando, ma la risposta della giunta Lunardini alla crisi è Miss Italia”. Ci va giù duro, e il tono del segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli nei confronti dell’amministrazione comunale viareggina è critico.

SCIOPERO AI CANTIERI 015SCIOPERO AI CANTIERI 011“Il primo cittadino è il nostro unico referente, da settembre abbiamo più volte richiesto un incontro urgente, ma ad oggi non abbiamo avuto risposte”. Sono Lamberto Pocai, Fiom, e Massimo Braccini, Fillea, a parlare dai megafoni.

SCIOPERO AI CANTIERI 010Il presidio in via Coppino, di fronte ai cantieri Benetti, dei lavoratori della cantieristica, ha avuto inizio ieri mattina alle 8.

SCIOPERO AI CANTIERI 019SCIOPERO AI CANTIERI 012SCIOPERO AI CANTIERI 013SCIOPERO AI CANTIERI 006SCIOPERO AI CANTIERI 007E per due ore i metalmeccanici hanno intrecciato le braccia, tappezzando con i loro striscioni rossi gli hangar dove vengono costruiti i lussuosi yacht.

SCIOPERO AI CANTIERI 017SCIOPERO AI CANTIERI 016Con loro anche Assemblea 29 giugno, con uno striscione. La partecipazione allo sciopero è stato pressocchè totale, anche da parte di quei lavoratori che non sono dipendenti ma a paga conglobata. Come Giovanni, falegname navale, siciliano, 38 anni, una moglie a carico e una figlia di 16 che studia, un mutuo da 1000 euro da pagare, licenziato da un ditta in appalto, ma senza lettera di licenziamento, che dal 8 agosto non lavora, e non prende un centesimo, o come Giuseppe, viareggino, 40 anni, impiantista, licenziato per le sue lotte per la mancanza di sicurezza. In tutto il paese i lavoratori lottano con fatica e determinazione per mantenere il posto di lavoro: “ anche a livello nazionale il governo non solo non fa niente per rispondere alla crisi ( per loro la crisi non c’è! ), ma con l’accordo separato sulla contrattazione, sottoscritto da Cisl, Uil e Ugl, vuole peggiorare ancora di più la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. L’accordo separato vuole distruggere l’autonomia del sindacato e imporre un accordo, con un grave attacco alla democrazia, non sottoposto al voto dei lavoratori”. Anche di questo sono scontenti i lavoratori, e il volantino “Non c’è fine all’inganno”, per “vedere cosa contiene l’accordo separato”, è stato distribuito assieme alla proposta di legge, a firma di Rifondazione Comunista, contenente le misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese e sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa. Proposta che, presentata in Regione, “riparametra tra l’altro i criteri con cui vengono assegnate le aree pubbliche per insediamenti produttivi vincolandoli a criteri che garantiscano occupazione, evitino la delocalizzazione delle stesse e, soprattutto, impediscano speculazioni e consumo di territorio pubblico in funzione della ricerca di facili profitti”. “La delibera comunale che prevedeva il rilascio delle concessioni, o il rinnovo, a patto, oltre che del rispetto delle norme sulla sicurezza, anche del 20% di lavori diretti, nonostante sia stata impugnata al Tar non è stata sospesa e l’amministrazione, per ora inadempiente, la deve applicare”. La crisi è più che nera, sfiora i 2mila lavoratori, di cui 500 senza ammortizzatori sociali, dall’inizio dell’anno: “Non fatevi ingannare, per tornare ai livelli del 2007 si dovrà aspettare fino al 2020”. Lo sciopero di Fiom e Fillea di ieri rappresenta solo la base di partenza per un rilancio della lotta di lavoratori: il 7 novembre è in programma un presidio sotto il municipio, poi il 14 tutti a Roma , “pronti a sfilare e a manifestare sotto le finestre di chi non vuole intendere”.

Letizia Tassinari

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UN INCIDENTE, DUE VITE SPEZZATE: NON CE L’HANNO FATTA DANIELE RAMACCIOTTI E SONIA MALTA BICICCHI

Erano entrambe appese ad un filo di speranza le vite di Daniele Ramacciotti e Sonia Malta Bicicchi. Fino a ieri mattina, quando entrambi sono deceduti. Sia il trentunenne figlio dell’ex sindaco di Massarosa Alberto Ramacciotti che la sessantatrenne investita dalla moto di grossa cilindrata del centauro mentre stava attraversando la strada. Le famiglie hanno disposto l’espianto degli organi. Queste erano le volontà sia di Daniele che di Sonia. Il tragico incidente era avvenuto domenica scorsa, intorno all’ora di cena. Il ragazzo era in sella alla sua moto quando, sorpassando una fila di auto, da quanto rilevato a elevata velocità, ha preso in pieno l’anziana donna. Le condizioni sia del motociclista che della donna erano apparse da subito gravissime, tanto da essere trasportati in codice rosso al Pronto Soccorso del “Versilia”. I feriti erano poi stati trasferiti, il ragazzo in coma e con un vasto ematoma cerebrale al Santa Chiara di Pisa, e la signora all’ospedale di Livorno, dove dopo un intervento durato ben sette ore non aveva più ripreso conoscenza. Daniele Ramacciotti, figlio di un noto esponente del Pd, era molto conosciuto anche per il suo volontariato presso la Misericordia. Sonia Malta Bicicchi era sposata e aveva quattro figli, due maschi e due femmine, Antonio di 44 anni, Annamaria di 43, Fabrizio di 36 e Arianna di 35, viveva a Viareggio in via Vetraia con il marito Salvatore. “Sonia ha donato reni e fegato – ha riferito il fratello Angelo, titolare della nota attività Neon Bicicchi. Questo era il suo desiderio, aiutare chi, come Angelo che tempo addietro ha avuto necessità di effettuare un trapianto, si trovi nelle stesse condizioni. Mentre i funerali di Daniele Ramacciotti non sono ancora stati fissati, quelli di Sonia Malta Bicicchi si svolgeranno sabato alla chiesa dei Frati Capuccini di Bicchio. Il sindaco Franco Mungai, e tutta l’amministrazione comunale di Massarosa, si stringono attorno ad entrambe le famiglie, “in un momento di incolmabile dolore per la scomparsa di Daniele e di Sonia”.

Letizia Tassinari

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UBRIACO PRENDE A PUGNI L’AUTO DELLA POLIZIA STRADALE, DENUNCIATO

varie letizia 2959La Fiat Panda, era l’alba di ieri mattina, aveva imboccato l’ autostrada A12 al casello di Viareggio e si era immessa nella corsia nord. Ma arrivata all’altezza dell’ uscita Versilia è stata intercettata da una pattuglia della Polizia Stradale in servizio. Agli agenti non è sfuggita quella “strana “ guida del conducente e i poliziotti hanno deciso di seguirlo per qualche chilometro fino a quando lo hanno affiancato, intimandogli di accostarsi sulla corsia di emergenza, per un controllo. L’automobilista, un ventunne nigeriano, domiciliato a La Spezia, era in evidente stato di ubriachezza ed è stato sottoposto subito all’alcotest: 1,81 il tasso rilevato alla prima prova, poi il giovane, oltre ad essersi rifiutato di ripetere l’esame, è andato in escandescenze prendendo a pugni il tetto della volante della Polstrada, spaccandolo. Per il nigeriano è così scattata una denuncia “con i fiocchi”: oltre alla guida in stato di ebrezza è stato deferito alle autorità giudiziarie per il rifiuto all’esame del tasso alcolemico e per il reato di danneggiamenti aggravati e resistenza a pubblico ufficiale. Reati, tutti, dei quali dovrà rispondere in un’aula di tribunale.

Letizia Tassinari

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TOLTI I SIGILLI AL BAR SAN FRANCESCO, IL TRIBUNALE DEL RIESAME HA STABILITO CHE L’ EX UZ, IN PIENO CENTRO CITTA’, PUO’ RIAPRIRE

EX UZ 1Tolti i sigilli al Bar 131 ex UZ: l’open-bar ha superato il vaglio dei giudici. Il Tribunale del riesame di Lucca, mercoledì, ha fatto togliere i sigilli al noto locale nel centro di Viareggio (ex UZ) con quattro intense pagine di motivazione che saranno destinate ad avere eco: “ anche fino alla riviera adriatica”. Il legale massese del Bar 131, Avvocato Paolo di Martino, si dichiara soddisfatto soprattutto per i motivi del dissequestro “che restituiscono fiducia non solo all’onesto gestore ma anche nello Stato di diritto”. Al di là dell’esito “la decisione fa percepire che esiste ancora una magistratura silenziosa, seria, capace e non politicizzata”, ha affermato l’avvocato all’uscita dal Palazzo di Giustizia – recependo le diverse linee difensive, il provvedimento pone dei puntelli importanti ed indica una sottile ma chiara linea di demarcazione della soglia penalmente rilevante”. La questione, tutt’altro che superata, passa ora nelle mani attente di Confesercenti e amministrazione comunale affinché si addivenga al più presto, con tutti i gestori interessati, ad una condivisione di regole preventive sia sotto il profilo delle politiche amministrative sia del sano contemperamento di tutti gli interessi e i diritti in gioco, compresi quelli dei cittadini.

EX UZ 2Sabato sera il giovane gestore del locale ha invitato anche le autorità all’open bar con presentazione di una giovane promessa pittorica, Diego Beccari, curando con ancor più attenzione sia gli aspetti legati alla musica che quelli di gestione ordinata della clientela anche fuori dal locale.

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DECAPITATA DAL TRENO, MA E’ MISTERO: INDAGINI SERRATE DELLA POLFER DI PISA E DELLA POLIZIA, COORDINATE DALLA PROCURA DI LUCCA. SI TRATTA DI UNA 52ENNE DI BERLINO RITROVATA SDRAIATA SU UNA COPERTA, LA SUA AUTO ERA PARCHEGGIATA VICINO

SUICIDIO SUI BINARI 01È avvolto nel mistero il ritrovamento di un cadavere decapitato sui binari della linea ferrovia Genova – Livorno, che corre a fianco di via Salvo D’ Aquisto, nella zona degli ex hangar del carnevale a Viareggio. La vittima è stata identificata subito, attraverso i documenti ritrovati nella sua auto: si tratta di una donna di nazionalità tedesca, di cinquantadue anni, U.S le sue iniziali, domiciliata a Berlino, che a quanto appurato dagli inqurenti viveva in una abitazione presa in affitto circa un mese fa a Lido di Camaiore. A notare il corpo, ormai senza vita e sdraiato sui binari all’ altezza del chilometro 121, 750, sono stati i macchinisti di un treno merci, partito da Pisa e diretto a Genova, intorno alle undici di sera di lunedì scorso. I macchinisti sono riusciti a fermare il convoglio, azionando il freno di emergenza, pochi metri prima del punto dove si trovava il cadavere e hanno dato l’ allarme, sia al 118, che è intervenuto con un’ambulanza della Croce Verde, che al 113. La donna è stata ritrovata sdraiata su binari, in posizione prona e sopra ad una coperta stesa. La testa era vicina al corpo, tagliata di netto.

SUICIDIO SUI BINARI 016SUICIDIO SUI BINARI 035SUICIDIO SUI BINARI 039L’auto della vittima, una Toyota Yaris di colore scuro e con targa tedesca, era parcheggiata regolarmente ai bordi della strada, sotto il viadotto del raccordo che immette sulla Bretella, ed è stata ispezionata da cima a fondo dagli uomini dei reparti speciali della Polizia Scientifica del Commissariato di Viareggio e dagli agenti di una volante. Sui sedili anteriori, che erano completamente reclinati, la donna aveva lasciato la sua borsa, con dentro tutti i suoi effetti personali, un libro, la custodia degli occhiali, e una bottiglia di acqua minerale, mentre sul sedile posteriore è stata ritrovata una coperta, di colore rosso. Nel punto dove è stata ritrovato il cadavere non c’è alcuna protezione, un qualcosa, tra la strada e la ferrovia, che impedisca l’accesso ai binari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lucca, sono condotte sia dalla Polizia Ferroviaria di Pisa che dagli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio. La macchina è stata poi sottoposta a sequestro e gli inquirenti hanno recuperato i documenti che la vittima aveva con sé, compreso il contratto d’affitto della durata di un solo mese della casa al Lido. Il cadavere è stato rimosso dai servizi funebri della Misericordia intorno alle due di notte, dopo l’arrivo del medico legale Stefano Pierotti e il nulla osta del magistrato di turno, il sostituto procuratore Antonio Mariotti. L’ipotesi più accreditata è quella del suicidio, anche se nessuna altra possibilità è per il momento stata scartata. Le indagini degli investigatori sono rivolte ad individuare il treno che ha travolto la donna, amputandole di netto il cranio. E sono al vaglio tutti i convogli, passeggeri e merci, che hanno transitato nelle ore immediatamente precedenti alle 22.30. Intanto, ieri mattina, il medico legale ha effettuato una prima ispezione cadaverica ed i prelievi per gli esami di rito.

Letizia Tassinari

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GIRO DI VITE CONTRO LO SPACCIO DI DROGA, GLI AGENTI DI UNA VOLANTE HANNO ARRESTATO DUE PUSHER

Giro di vite al mondo dello spaccio della droga: gli agenti del Commissariato di Viareggio hanno arrestato altri due pusher.

Sono stati i poliziotti della Squadra Volante, durante un pattugliamento notturno sul territorio, a beccare due cittadini extracomunitari dediti ad attività illecite a far scattare le manette ai polsi. Gli agenti hanno intercettato una autovettura con a bordo quattro persone sulla via Aurelia Sud, nei pressi di Torre del Lago, e hanno proceduto a fermarla per un controllo. Sul sedile posteriore due dei passeggeri, entrambi di colore, e molto nervosi, hanno iniziato a “parlottare” tra loro, cercando di nascondere qualcosa, mentre il conducente e un terzo passeggero, italiani, sono stati invitati a scendere dalla macchina e poi perquisiti, ma con esito negativo. Fatti scendere anche i due extracomunitari, uno di loro ha fatto cadere a terra due piccoli involucri di colore chiaro, subito raccolti dai poliziotti, poi gli agenti hanno deciso di perquisire anche l’abitacolo, trovando nella tasca dello schienale di dei sedili anteriori ben tre sacchetti in cellophane. Dal contenuto molto sospetto. Identificati, Salah Marrek, palestinese di trentacinque anni, e Sami Guenichi, tunisino di trentasette, sono entrambi risultati pregiudicati e clandestini, e sono stati ammanettati. Una volta accompagnati in Commissariato i due sono stati sottoposti a una ulteriore perquisizione personale, e dalle tasche sono saltati fuori ben duecentosessanta euro in contanti, tutti in bancanote di vario taglio, e numerosi cellulari. La polvere bianca contenuta nelle bustine, che è stata sottoposta ad analisi specifiche da parte degli uomini della Polizia Scientifica, è risultata essere cocaina, per oltre cinque grammi. Sia Marrek che Guenichi sono stati rinchiusi in carcere a San Giorgio. Il processo al tribunale di Viareggio, per il reato di detenzione ai fini di spacci, è stato fissato per il 12 novembre prossimo.

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