NESSUNA CONSULENZA SULL’ASSE, LO HA DECISO IL TAR DEL LAZIO

Il TAR del Lazio si è pronunciato: non ci sarà una consulenza tecnica d’ufficio per verificare l’asse la cui rottura avrebbe causato, il 29 giugno scorso, il disastro alla stazione di Viareggio che ha provocato trentuno morti dopo il deragliamento di un treno merci e l’esplosione di un vagone carico di Gpl. I giudici amministrativi hanno infatti respinto la richiesta di Rail Cargo Austria Aktiengeselischaftt, la società delle Ferrovie austriache che si occupa di trasporto merci. L’azienda contestava la nota con la quale l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf), il 3 luglio scorso, aveva disposto, in via precauzionale, di individuare tutti i carri i cui assi delle sale montate, ossia il complesso composto dall’asse e dalle ruote dei treni, fosser stati sottoposti a controlli nell’officina di manutenzione tedesca di Hannover e provenissero dalla stessa colata del novembre 1974 dell’asse rotto a Viareggio e di vietarne la circolazione fino al positivo superamento dei controlli. Nell’ambito del ricorso, ieri, la stessa società austriaca aveva chiesto ai giudici di disporre una consulenza tecnica d’ufficio. Il Tar, partendo dalla considerazione che ”il ricorso non presenta consistenti elementi di fondatezza”, non ha accolto la richiesta di ‘Rail Cargo Austria Aktiengeselischaftt’ in quanto ”il materiale e’ ancora sotto sequestro giudiziario – si legge nell’ordinanza – e, comunque, l’amministrazione si e’ espressamente riservata di procedere a ulteriori accertamenti, mediante ispezione diretta dell’asserotto, volti all’ acquisizione di elementi certi circa l’identificazione delle caratteristiche intrinseche e della provenienza del materiale interessato, non appena questo sarà dissequestrato”.


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