SGOMINATA LA BANDA DELLA COCAINA, OTTO SPACCIATORI IN MANETTE E 40 CLIENTI SEGNALATI, UNO HA APPENA 15 ANNI: MAXI OPERAZIONE DEI MILITARI DELL’ARMA

Girava su una Corvette del 2002, il “leader” della banda. E un suo compare su una Mercedes SLK. Denaro, auto di lusso, una vita sopra le righe, mal si conciliavano con i lavoretti saltuari di entrambi, e che hanno portato i militari dell’Arma ad un’approfondita indagine, durata oltre un anno, conclusasi ieri mattina con ben otto ordinanze di custodia in carcere nei confronti di altrettanti esponenti di due organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina, sulla costa della Versilia.

A finire dietro le sbarre, ieri mattina alle prime luci dell’alba, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca Silvestri, sono stati cinque italiani, due marocchini e un tunisino: Emanuele Politi, Francesco Bartalini, Matteo Vecoli, Federico Antongiovanni e Fabrizio Benassi, tutti camaioresi, rispettivamente di 35, 36, 22, 27 e 26 anni, Fouzi Jarmouni e Nordin Abousad, marocchini ed entrambi di 29 anni, e Abdelbassat Abdellaoui, tunisino di 34. L’attività di indagine posta in essere dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Viareggio durante tutto il 2009 si è svolta prevalentemente nel comune di Camaiore. I sospetti dei militari dell’Arma di un traffico di droga di dimensioni rilevanti erano sorti nel novembre del 2008, quando i carabinieri della stazione di Camaiore fermarono Matteo Vecoli per un controllo di routine, trovandolo con oltre 20 grammi di hashish e denunciandolo a piede libero. La complessa indagine, diretta dal Pubblico Ministero Lucia Rugani, ha poi portato ad accertare l’esistenza di un gruppo di giovani, tutti italiani, facenti capo a Emanuele Politi, il cui “lavoro” era spacciare. Appostamenti, pedinamenti, e intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, hanno portato a identificare come persone coinvolte anche Federico Antongiovanni e Fabrizio Benassi. Un sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, con ordinazioni di un certo tipo e consegne brevi manu con pagamenti anche “dilazionati”, dove Politi, con numerosi precedenti, anche per estorsione e lesioni, era il capo indiscusso e gli altri, erano i suoi “galoppini”.

“Il Politi non si sporcava quasi mai le mani – come ha spiegato il comandante della Compagnia Maggiore Andrea Pasquali -, non maneggiava direttamente la droga, girava sulla sua Corvette nera, e aveva sempre una grande disponibilità di liquidi”. Durante le indagini aveva anche iniziato un’attività di compravendita di auto on line, in società con Bartalini, stuart in occasione delle partite di calcio allo stadio dei Pini, che nel sodalizio criminale dedito allo spaccio si occupava del “recupero crediti”, spesso con modi “energici”, nei confronti di chi comprava la droga “a chiodo”. Tra gli arrestati anche un secondo gruppo, dal quale gli italiani si rifornivano di droga.

“I tre spacciatori extracomunitari finiti in carcere formavano in realtà una realtà autonoma, spacciando in Darsena e in pineta, ma erano collegati agli italiani per alcune forniture avvenute in diverse occasioni – come ha precisato il tenente Truddaiu. All’operazione antidroga, che ha portato anche alla segnalazione di oltre 40 clienti abituali, tutti giovani tra i 20 e i 35 anni, uno minorenne di soli 15 anni, hanno preso parte 70 militari, tra cui anche le unità cinofile del Nucleo Carabinieri di San Rossore e i Carabinieri di Pistoia, città dove da poco tempo era domiciliato uno degli otto arrestati. Durante l’operazione “Corvette” i militari hanno sequestrato numerosi cellulari, e oltre mezzo chilo di cocaina, per un valore di circa 12mila euro.

Letizia Tassinari


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