DI GIORNO E DI NOTTE DAVANTI ALLA PROCURA DI LUCCA: E’ PROSEGUITO IL SIT-IN DI COMITATI E PARENTI DELLE VITTIME. ANTONIOLI:”PORTIAMO L’INCHIESTA A FIRENZE”

E’ continuata no – stop fino a ieri pomeriggio alle 17 la protesta dei comitati delle vittime davanti alla Procura della Repubblica di Lucca. Il presidio presso il Tribunale era iniziato alle 9 di lunedi mattina, sia per richiamare l’attenzione dei media sulla strage di Viareggio del 29 giugno dello scorso anno che per sollecitare la magistratura lucchese ad accelerare i tempi delle indagini – ad oggi, a distanza di ben 9 mesi da quella notte di fuoco nessun nome è infatti stato iscritto nel Registro degli Indagati. I parenti delle vittime, e sono 32 le persone morte, tra cui molti bambini, così come i comitati sorti all’indomani dalla tragedia e i sindacati, chiedono di sapere a chi attribuire le responsabilità dell’esplosione della cisterna del treno carico di gas GPL. E non ci sono solo i morti in questa tragedia di immani dimensioni, ma anche chi è stato gravemente ustionato e le abitazioni, come gli uffici e le attività, distrutti e danneggiati.

Un gruppo di oltre 50 manifestanti ha pernottato all’aperto davanti alla Procura Lucchese, mentre a Viareggio circa cento persone, con il Sindaco e l’assessore Fantoni, hanno sfilato con i ceri accesi in un corteo silenzioso dalla Casina dei Ricordi fino alla via Ponchielli per aspettare l’ora della strage, e ieri mattina tutti hanno ripreso, come fatto per l’intera giornata di lunedì, la loro opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica informando tutti i passanti. Molti gli studenti, sia italiani che stranieri in gita, che hanno assistito alle proiezioni dei video dell’inferno che ha distrutto una parte di Viareggio, e ucciso i 32 innocenti, le cui foto sono rimaste esposte per 32 ore nel piazzale San Donato e in via Galli Tassi. Durante il presidio è proseguita anche la raccolta di firme per chiedere le dimissioni dell’ Amministratore Delegato delle Ferrovie dello stato Muro Moretti, in 32 ore circa 300, ma l’obiettivo da raggiungere sono 20mila entro il 29 giugno 2010, da inviare al ministro Matteoli, e i rappresentanti dei comitati hanno anche annunciato, oltre al fatto di voler discutere, nei prossimi giorni, l’idea lanciata dal segretario versiliese della Cgil Andrea Antonioli di fare in modo che l’indagine sulla strage ferroviaria venga spostata dalla procura di Lucca a quella di Firenze, che il prossimo 9 aprile avranno un incontro a Firenze con i rappresentanti dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. E ieri pomeriggio è arrivato anche il vescovo Castellani per una benedizione ai manifestanti.

Letizia Tassinari


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Published in: on marzo 31, 2010 at 3:00 pm  Lascia un commento  
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IL PARCO E’ PIU’ PULITO E SICURO, VIAGGIO NELLA MACCHIA LUCCHESE INSIEME ALLA POLIZIA A CAVALLO: TOLTI GLI INSEDIAMENTI ABUSIVI, DELLA CRIMINALITA’ NON C’E’ TRACCIA

C’era una volta un bosco buio…”. Quello delle paure, come nella favola di Hansel e Gretel, o di Cappuccetto Rosso.

La pineta di Levante, quel meraviglioso parco naturale che si estende per circa cinque chilometri di lunghezza, da Viareggio a Torre del Lago, e circa due di larghezza, tra il viale dei Tigli e il mare, in un giorno di tiepido sole, domenica scorsa, era piena di gente: coppie che camminavano tenendosi per mano, amanti del cavallo e del jogging, famiglie con bambini e anziani con il loro cane. Della malavita nemmeno l’ombra. “ E i viareggini, come i turisti, questo lo devono sapere – afferma il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia, che nel nostro tour nel parco ci ha fatto da Cicerone. La voglia di allontanarsi per qualche ora dal cemento, dai rumori e dallo smog delle città, per rifugiarsi tra la natura incontaminata, anche solo per scoprire un angolo silenzioso, ha vinto sulle paure immaginarie di quella pineta “buia”, che fino a un paio di anni fa incuteva timore a tutti, quando era diventata il luogo degli insediamenti abusivi di Rom e di extracomunitari.

Noi del Nuovo Corriere l’abbiamo percorsa passo per passo, nelle prime ore del pomeriggio, attraversando a piedi, con il dirigente, i vari sentieri sterrati e immortalando la natura in molti click. Il parco, come in una favola, che però favola non è, è tornato finalmente ad essere “incantato”. Come una volta. “Da oltre un anno la zona è controllata dalla pattuglia ippomontata – ha spiegato il dirigente -, con un servizio di prevenzione, più che di repressione – di persone “particolari” in tutto il pomeriggio trascorso nel verde non c’era traccia -, con due poliziotti a cavallo, che fanno servizio nella pineta sei giorni su sette, con turni di sei ore. Alternandosi di mattina o di pomeriggio.

Sono circa le 17 quando li incrociamo mentre percorrono al galoppo il vialetto sterrato che da Villa Borbone porta fino alle dune della spiaggia della Lecciona. Van Gogh e Orfee sono i due splendidi quadrupedi montati dai due cavallerizzi in divisa, l’assistente capo Claudio Longhi e l’agente scelto Daniel Biagiotti di stanza a Firenze, e “i bambini ci vanno pazzi”, racconta il poliziotto cavaliere. I malviventi, sicuramente un po’ meno, ma la pineta appare priva di malavita. Da quando la polizia effettuò lo smantellamento degli insediamenti dei circa 200 abusivi, e soprattutto ora che tutta la zona è sempre sotto controllo, di delinquenza non pare esserci traccia. Il servizio di Polizia a Cavallo è sempre stato privilegio delle grandi città, ma a Viareggio ormai è di casa. Se negli anni scorsi è stata presente solo per un paio di mesi, quelli estivi, dal febbraio 2009 ad oggi non è mai mancata sul territorio pinetato e i risultati si vedono. Gli episodi di furti, rapine e accoltellamenti, sono per fortuna solo un lontano ricordo.

“La gente ci ferma per ringraziarci – raccontano i due cavallerizzi -, anche se, sporadicamente, c’è chi segnala alcune situazioni sulle quali intervenire”. Come la presenza di qualche prostituta lungo il viale dei Tigli. Altra cosa certa, al contrario della pineta di ponente dove il pattume regna sovrano, qui tutto è incontaminato. E di cartacce in terra, bottiglie di vetro e plastica, residui di cibo consumati o altro, non c’è traccia. Unico neo…i cinghiali.

Ma la soluzione di questo problema non è compito delle Forze dell’ Ordine che domenica l’hanno pattugliata anche con un Discovery.

Letizia Tassinari


FINTI TOSSICODIPENDENTI, PRESO IL PUSHER: NUOVA BRILLANTE OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA CONTRO LO SPACCIO

Nuova operazione antidroga dei militari della Guardia di Finanza, con arresto in flagrante. I finanzieri si sono finti tossicodipendenti e sono andati in pineta, quella di ponente, per cercare una dose. E, usando ancora una volta questa “tattica” già collaudata, i militari delle Fiamme Gialle viareggine sono riusciti ad arrestare in flagrante un pusher. Lo avevano già fatto circa un mese fa, e questo tipo di attività, di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha prodotto risultati positivi. A finire in manette e’ stato un cittadino del Marocco di ventiquattro anni, privo di permesso di soggiorno, ma incensurato, F. A. le sue iniziali. Il giovane si era scelto come luogo di consegna della droga un punto preciso del parco cittadino, e quando i finanzieri sono andati per comprarla, erano certi di trovarlo. L’operazione aveva infatti preso le mosse da qualche giorno, con appostamenti, ovviamente in borghese, durante i quali i militari, nascosti e mimetizzati tra le macchie e i pini, e anche sulla strada, avevano preso nota di ogni movimento. Durante il periodo di osservazione era evidente il continuo via vai di alcuni clienti, tutte facce note di consumatori abituè, che soprattutto a orari fissi, la sera, arrivavano, si addentravano nella pineta per poi uscirne dopo pochi minuti e ripartire con la dose. Il blitz è scattato durante la notte tra venerdi e sabato, in un punto buio del parco: i due militari si sono avvicinati allo spacciatore, seguendo un paio di clienti “fidati” e il marocchino, scambiandoli per nuovi acquirenti gli ha proposto la cocaina. La sorpresa del pusher, che ha tentato di scappare ma è stato acciuffato dopo pochi metri, è stata quando i due finanzieri, invece che i soldi dal portafogli hanno tirato fuori il tesserino di riconoscimento e si sono qualificati. Placcato, bloccato e ammanettato, il giovane è stato perquisito e dalle tasche dei pantaloni sono saltati fuori quatrro grammi di “bianca”, divisi in cinque dosi, e un cellulare dove lo spacciatore prendeva contatti con clienti e fornitori. Convalidato l’arresto lo spacciatore si trova ora in carcere in attesa del processo fissato per il prossimo 14 aprile.

“Visto il dilagante fenomeno di spaccio, a Viareggio come in tutta la Versilia, i controlli anti droga non si fermano – promette il maggiore Pasquale Arena. E le indagini non si fermano, dai tabulati del cellulare potrebbero emergere indizi interessanti per risalire ai fornitori.

Letizia Tassinari


DROGA, QUATTRO DENUNCIATI: LO STUPEFACENTE SCOVATO DURANTE I CONTROLLI IN A12

Week – end di intenso lavoro per la Polstrada della sottosezione di Viareggio, diretta da Pietro Merola. Quattro le denunce a piede libero scattate per altrettanti giovani, beccati con la droga.

Gli agenti della squadra A, che erano in servizio sull’A12 durante la notte tra sabato e domenica, hanno fermato per un normale controllo al casello di Viareggio una Seat Ibiza, con a bordo due uomini. Era circa mezzanotte, ora usuale per chi viene in Versilia a trascorrere una serata nei locali. Ballo e “sballo” sembra ormai che facciano coppia fissa, e l’atteggiamento a dir poco nervoso del passeggero durante il controllo dei documenti di circolazione del mezzo, e di identità, ha indotto i due poliziotti a verificare più a fondo. Sospetto confermato, quando dalle tasche del giubbotto di uno dei due, O.B., ventisettenne pisano, sono saltati fuori oltre sei grammi di hashish, posti sotto sequestro, che gli sono costati una denuncia all’Autorità Giudiziaria per possesso di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. A finire nei guai, domenica nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, sono stati anche tre giovani massesi, due uomini e una donna, Y.D., di 28 anni, F.C., di 31, e W.S., di soli 20. I poliziotti li avevano intercettati a Pisa a bordo di un’ Alfa 146, affiancati e poi seguiti fino Viareggio, per poi fermarli al casello e sottoporli ad un controllo. Forse pensando che di farla franca, visto che per perquisire una donna occorre una poliziotta, i due uomini erano tranquilli. Ma dal perizoma della ragazza, perquisita negli uffici da personale femminile, sono saltati fuori ben dieci grammi di eroina, e per tutti e tre è scattata la denuncia.

La droga, hashish ed eroina, sono state poste sotto sequestro e tutti i denunciati dovranno rispondere in un’aula di tribunale di possesso di droga ai fini di spaccio.


Published in: on marzo 30, 2010 at 1:25 pm  Lascia un commento  
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CAPITANERIA DI PORTO, OCCHI PUNTATI SULLE FOCI DEI FIUMI

Occhi e radar puntati da parte dei militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio sulle foci dei fiumi, in vista dell’ approssimarsi della stagione estiva. Il calendario dice che la primavera è iniziata da qualche giorno, anche se, guardando il cielo grigio di questi giorni, si potrebbe pensare che la bella stagione non abbia ancora preparato le valigie per venire a trascorrere le vacanze nella costa viareggina, e versiliese. Ma per non farsi trovare impreparati dalle “bizze” del tempo, la Capitaneria di Porto di Viareggio ha continuato in questi mesi – e tuttora lo sta facendo – a “tenere d’occhio” le foci dei fiumi e dei torrenti che sfociano nelle acque di giurisdizione del compartimento viareggino. Il Comandante Fabrizio Ratto Vaquer, anche in ottemperanza a quanto disposto dalla Prefettura di Lucca, ha poi dato precise disposizioni ai suoi uomini affinché prestino estrema attenzione al controllo delle foci dei fiumi e dei torrenti che si immettono in mare nel litorale di competenza. L’occhio è puntato soprattutto per verificare che le foci consentano un’adeguata portata di immissione in mare delle acque e che non ci siano ostacoli. Dopo l’alluvione e l’allerta esondazione del lago di Massaciuccoli di Natale, con eventi meteo avversi che hanno impegnato militari e mezzi della Capitaneria in operazioni di protezione civile, tanto che la squadra composta dai tre militari, Stefano La Rosa, Christian Accorsini e Gennaro Rondini è in attesa del riconoscimento di una meritata benemerenza per aver prestato soccorso con un battello leggero ad alcune famiglie rimaste bloccate nelle proprie abitazioni a San Macario di Lucca, gli uomini in divisa blu stanno in questi giorno passando letteralmente al setaccio le foci del canale Bufalina, della fossa dell’Abate, del fosso Motrone e del torrente Fiumetto. Per ora tutto è a posto, nessun ostacolo, né naturale né artificiale, che possa impedire il regolare deflusso dell’acqua, è stato individuato. Ma i radar rimangono puntati. Per qualsiasi segnalazione di pericolo, non solo nelle acque salate del mare, ma anche in acqua dolce, almeno in quella dei fiumi del comprensorio, è poi sempre attivo, H 24, il numero blu, 1530.

Letizia Tassinari


Published in: on marzo 30, 2010 at 1:20 pm  Lascia un commento  
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BECCATO FUORI DAI DOMICILIARI

Notte di controlli sul territorio quella appena trascorsa, durante i quali i carabinieri della Stazione di Forte dei Marmi hanno arrestato un evaso. L. M., un 47enne di Firenze, detenuto in regime di arresti domiciliari per un provvedimento del Gip fiorentino. L’uomo, che era stato anche implicato nell’ operazione antidroga “Prince”, portata a termine dai carabinieri nel 2008, e per la quale finirono in manette ben 14 persone, tutte accusate di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato beccato dai militari dell’ Arma fuori della sua abitazione. Accusato del reato di evasione, ieri mattina è stato processato per direttissima al tribunale monocratico di Viareggio ma il legale ha chiesto termini a difesa e l’udienza è stata rinviata al 9 aprile prossimo.


Published in: on marzo 30, 2010 at 1:15 pm  Lascia un commento  
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SORPRESO A RUBARE IN CASA

Approfittando dell’assenza dei proprietari, noti produttori di salumi del nord Italia, il ladruncolo era riuscito ad introdursi nell’abitazione per rubare. E’ stato grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione del Lido di Camaiore, che durante un giro di pattugliamento della zona si sono insospettiti quando hanno intravisto, dal cancello del giardino della villetta, una figura maschile che stava entrando da una finestra, se il colpo non è stato messo a segno. I militari hanno fatto irruzione e hanno beccato il ladro con le mani nel sacco, mentre tentava di svaligiare la casa. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita al legittimo proprietario per P. D., un rumeno di 37 anni, sono scattate le manette ai polsi. L’uomo verrà giudicato questa mattina con rito direttissimo.


Published in: on marzo 30, 2010 at 1:10 pm  Lascia un commento  
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RUBANO LA MACCHINETTA CAMBIASOLDI E SCAPPANO . INSEGUIMENTO SULL’AUTOSTRADA, IL COLPO LO AVEVANO FATTO A SANTO STEFANO MAGRA : UN ARRESTO

Spettacolare inseguimento della Polizia durante la notte sull’A12, finito con un arresto. Potrebbero sembrare le sequenze di un film made in USA, ma è tutto reale, solo che, invece che sulle autostrade californiane, l’inseguimento è avvenuto in Versilia. Erano circa le quattro, buio profondo, quando una volante del Commissariato di Forte dei Marmi, che stava transitando su un viadotto sopra l’autostrada Livorno – Genova, ha notato due autovetture sospette ferme sulla corsia d’emergenza. Troppi gli episodi di furti avvenuti negli ultimi tempi nella zona, soprattutto quelli ai danni del distributore di benzina sulla vicinissima variante Aurelia, la via di scorrimento, e i poliziotti hanno deciso di controllare da vicino l’anomala situazione: hanno imboccato l’A12, entrando dal casello Versilia, in direzione Sud, e si sono avvicinati alle due auto in sosta, una Golf e una Passat, che non appena hanno notato i lampeggianti della volante hanno dato gas ai motori e sono partite sgommando, tentando la fuga. Rilevate le due targhe, il controllo è stato effettuato via radio con la centrale operativa, la Golf è risultata essere stata rubata a Ivrea, e la Passat a Massa. L’inseguimento, a velocità folle, di tutte e due le macchine è durato fino al casello di Viareggio, dove la Golf, che procedeva per prima, ha sfondato la sbarra del Telepass, distruggendolo, e mandando in frantumi il parabrezza. Poi, una volta superato il casello, le due autovetture in fuga si sono divise, e l’unica volante ha deciso di seguirne una, la Golf, la cui folle corsa, anche a zig zag, è proseguita per ancora diversi chilometri, mettendo a rischio altri automobilisti, fino a quando la polizia l’ha raggiunta, a Montramito, ed è riuscita a bloccarla. I due occupanti sono scesi dalla macchina scappando a piedi, ma uno, Ilie Liviu Bodale, cittadino rumeno di ventotto anni, dopo una colluttazione con i poliziotti, è stato placcato, ammanettato e portato in Commissariato, dove è stato arrestato. All’interno della Golf gli agenti di polizia hanno trovato una macchinetta cambia monete, risultata rubata alle tre di notte al bar “L’ottavo peccato” di Santo Stefano Magra, sulla Cisa. I carabinieri del posto sapevano del furto, li avevano pure inseguiti, ma non erano riusciti ad acciuffarli. La macchinetta porta soldi era stata svelta, e sul sedile posteriore della Golf i poliziotti hanno recuperato la cifra di 2.200 euro, in contanti. Nel portabagagli dell’auto sono stati ritrovati anche numerosi attrezzi atto allo scasso, che sono stati posti sotto sequestro. Le ricerche del complice, riuscito a fuggire, come della seconda auto coinvolta nell’inseguimento ma riuscita a dileguarsi, sono in corso e non si escludono nuovi colpi di scena nelle prossime ore.


Published in: on marzo 27, 2010 at 3:20 pm  Lascia un commento  
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ASSALTO CON PISTOLA ALL’UFFICIO POSTALE: DUE BANDITI FANNO IRRUZIONE E FUGGONO VIA CON IL MAGRO BOTTINO DI 300 EURO

Mani in alto, è una rapina”. Gli impiegati dell’ ufficio postale di Querceta hanno avuto un sussulto, quando i due uomini gli hanno intimato, pistola puntata, di consegnargli tutti i soldi in contanti. Sono entrati intorno alle 9.30, e all’interno c’erano diversi clienti, tra cui una mamma con un bambino. Nessun ostaggio, pochi attimi, anche se di vero e proprio panico per tutti i presenti, poi i due, a volto scoperto, con un cappellino con la tesa in testa, appena ricevuto il magro bottino, all’incirca trecento euro, si sono dileguati a bordo di una Fiat Uno, parcheggiata nei pressi, fuggendo a tutto gas e dileguandosi in pochi istanti. Immediata la chiamata al 113, e sul posto è intervenuta una volante del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi, oltre alla Scientifica.

Immediate sono partite le ricerche dei due fuggiaschi, la cui auto usata per la rapina è stata ritrovata, abbandonata, nemmeno un’ora più tardi a Vaiana, dove presumibilmente avevano lasciato un altro mezzo con il quale scappare. Da un riscontro via radio della targa, la Uno è risultata essere intestata al PRA ad una donna residente a Massa – Carrara, che ancora non ne aveva denunciato il furto. Dei due rapinatori invece si sono perse, almeno per il momento, le tracce. Le indagini per risalire ai colpevoli, descritti dai vari testimoni presenti come due uomini alti, longilinei, e con accento italiano, sono affidate alla Polizia, che tramite i rilievi delle impronte digitali, lasciate sulla macchina, stanno seguendo diverse piste.


Published in: on marzo 27, 2010 at 3:15 pm  Lascia un commento  
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BECCATI CON LA MACCHINA PIENA DI SCARPE RUBATE. IN DUE SONO FINITI IN MANETTE PER FURTO AGGRAVATO. NELL’AUTO TROVATO UN INTERO “ARSENALE” PER LO SCASSO

Già noti alle Forze dell’Ordine di tutto lo Stivale, due cileni, S.C., di 45 anni, senza fissa dimora, e V.R., di 51, residente a Genova, sono stati arrestati per furto aggravato in concorso e possesso di arnesi per lo scasso dagli agenti della Sottosezione della Polstrada di Viareggio. Una volante che si trovava in servizio sull’autostrada Genova – Livorno li ha fermati intorno alle 11 di mattina appena subito dopo aver superato, in entrata, il casello di Viareggio dell’A12, per un semplice controllo. A bordo di un’ Alfa Romeo 146 i due cileni hanno cercato di non destare i sospetti nei poliziotti, ma sul sedile posteriore dell’ auto gli agenti hanno visto 2 strani scatoloni di cartone, e hanno deciso di procedere alla perquisizione: dopo aver aperto il portabagagli i poliziotti, di scatoloni, ne hanno trovati altri 2, con dentro la bellezza di 48 paia di scarpe “Color of California”, e numerosi arnesi da scasso. “Li abbiamo rubati da un furgone sul lungomare”, hanno ammesso candidamente, e sono scattate le manette. Accompagnati negli uffici, per l’identificazione e l’arresto, i poliziotti sono poi risaliti allo spedizioniere, l’ “Artcrafts International di Firenze”, e al dipendente della ditta “Bartolini Corriere Espresso”, derubato, che rintracciato sul cellulare si è presentato alla Sottosezione e ha formalizzato regolare denuncia di furto. La merce, tutta recuperata, gli è stata ovviamente restituita subito. Il furto con destrezza dei 4 scatoloni con le 48 paia di scarpe si è consumato mentre il corriere stava consegnando dei pacchi in un noto albergo sui viali a mare di Viareggio. I due, approfittando di un attimo di distrazione del dipendente della Bartolini, hanno aperto il portellone, forzandolo, poi si sono introdotti all’interno del furgone e si sono impossessati di quattro scatoloni di scarpe destinate a dei negozi della zona. “Sono stati solo 4 gli scatoloni rubati perché la capienza dell’ autovettura dei ladri era limitata – ha ironizzato il comandante della sottosezione Pietro Merola. Se invece che di un’Alfa 146 i due ladri avessero avuto un autocarro il furto sarebbe potuto essere più ingente. Gli arnesi da scasso sono stati posti sotto sequestro, e i due cileni, rei confessi, sono stati processati per direttissima. Il conducente dell’Alfa Romeo 146 era anche sprovvisto sia della patente che della carta di identità, e l’autovettura aveva l’assicurazione RCA falsa.


Published in: on marzo 27, 2010 at 3:10 pm  Lascia un commento  
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