“OGGI CI SENTIAMO TUTTI PIU’ TRANQUILLI”, PARLANO I VIAREGGINI CHE FREQUENTANO LA PINETA: “CONTENTI DEL BLITZ DEI CARABINIERI”

La pineta, il day after il blitz dei Carabinieri, è illuminata da un tiepido sole marzolino. E la gente, molti sono viareggini, si accorgono che “qualcosa” è cambiato. Tutti sanno della retata, molti hanno visto le immagini ai tg, altri hanno letto i giornali. Non c’è nessuno che non lo sa. Dopo l’operazione antidroga di venerdi notte, con oltre cento militari in azione, la pineta cinturata dalle pattuglie con i lampeggianti accesi, i carabinieri cinofili con i due cani  Cheva e Pitt, un elicottero in volo a bassa quota ad illuminare a giorno tutta la zona, gli arresti, quasi due chili di sostanza stupefacente sequestrata, tra cocaina e hashish, la vita del parco sembra essere tornata alla normalità di una volta.

E sia domenica pomeriggio, che ieri, era piena di gente, di mamme e di bambini intenti a giocare, o a pedalare, di ragazzi sul risciò, di innamorati a scambiarsi effusioni tra i pinugliori, di anziani seduti sulle panchine a scambiarsi due chiacchiere, e di amanti del footing. “Oggi mi sento più tranquilla a venire qui col mio cane – afferma Claudia De Tommasi. E a lei fanno eco Saba Giannotti e il, marito Ademaro Gilarducci, una coppia che vive nella zona, e che ha subito, ci racconta, il furto di ben 5 biciclette. “Non siamo giovanissimi – confessano -, e abbiamo paura ad uscire. Ma oggi è diverso. In pineta i carabinieri hanno fatto un buon lavoro, e  non si vedono le solite facce”.

Tra le persone contente del “ripulisti” c’è anche Silvia Serra, una giovane mamma, con un bimbo di poco più di un anno e moglie di un Vigile del Fuoco. “Vengo in pineta a mangiare all’ora di pranzo, quando il tempo è bello – e ieri, quando lo abbiamo avvicinato era seduto a un tavolo con la moglie e il più piccolo dei suoi tre figli. Mohamed Marouan è un marocchino onesto di 45 anni, che vive in Italia da quasi 30 anni, “cittadino stazzemese”, ci racconta, e da 3 anni dipendente dell’Esselunga di Viareggio, come fornaio. Prima ha fatto il cuoco, e il pizzaiolo, anche in noti locali del Forte dei Marmi e frequentando la pineta conosce bene il problema dello spaccio in pineta: “il lavoro che manca è solo una scusa, un alibi, per guadagnare tanti soldi, illegalmente e senza durare fatica”. Lui è un marocchino onesto, che paga sulla sua pelle la reputazione e la dignità di un intero popolo. “Ho letto della retata sui giornali, speriamo che i controlli continuino, e che la gente, la mia famiglia compresa, possa riappropriarsi di questo meraviglioso parco, e venirci a qualsiasi ora senza timore di niente, e di nessuno”. Del blitz notturno che ha riportato la pineta a vivere sono contenti anche i gestori delle tante attività del viale Capponi: “bisognerebbe che ne facessero più spesso – è il commento di un uomo che da oltre 20 anni lavora in pineta, ma che per paura di ritorsioni preferisce mantenere l’anonimato e non farsi fotografare -, e soprattutto che la zona fosse più illuminata. Di notte qui è più buio che al cimitero”. “Da due giorni di spacciatori non se ne vede”, ci dice un uomo che abita nella zona , in compenso è un via vai di clienti che cercano invano i loro “vecchi” pusher.


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Published in: on marzo 16, 2010 at 4:45 pm  Lascia un commento  
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