ALTRO CHE CIRCOLO CULTURALE, ERA UN CENTRO ESTETICO: GLI UOMINI DELLE FIAMME GIALLE HANNO SCOPERTO IL RAGGIRO, MAXI MULTA DOPO LA VERIFICA FISCALE PER 300MILA EURO

Fiamme Gialle ancora in azione nella lotta contro l’evasione fiscale: a finire nel mirino delle indagini dei Finanzieri un “finto” circolo culturale, che affiliato ad una associazione no profit svolgeva invece una normale attività commerciale come centro estetico. La sanzione inflitta ai titolari dai militari della Guardia di Finanza di Viareggio si aggira sui 300mila euro. La verifica fiscale nei confronti del Centro Estetico viareggino era iniziata diversi mesi fa, a seguto dell’attività di monitoraggio avviata in tutta la Versilia dal Comando Compagnia della GdF di Viareggio, diretto dal Maggiore Pasquale Arena. Il fine dei controlli a tappeto su tutto il territorio, come ha precistato il comandante, “sia la quantificazione che la qualificazione delle diverse attività commerciali legate al fenomeno “no profit” ma che, in realtà operano, a tutti gli effetti, come una normale attività commerciale”. Le indagini sono scaturite anche dai recenti incontri, di scambio informativo e collaborazione, intrattenuti fra il comando delle Fiamme Gialle viareggine e le varie associazioni di categoria, che lamentavano il proliferare di tale tipo di attività, “spesso svolte nel totale abusivismo”. Nel caso di specie sono stati necessari numerosi appostamenti e sopralluoghi, nel corso dei quali alcuni finanzieri si sono anche finti clienti interessati ad alcuni trattamenti per la cura della persona: massaggi, ricostruzione delle unghie, tutti servizi offerti dal centro, situato vicino al mercato di piazza Cavour, aperto al pubblico e con tanto di tariffario delle prestazioni esposto al muro, pubblicità dei propri servizi e dipendenti regolarmente assunti. “Il centro estetico era affiliato ad una associazione nazionale, un ente di promozione sociale riconosciuto con proprio decreto dal Ministero dell’Interno – ha reso noto il maggiore Arena -, e tale affiliazione prevedeva che, nello svolgimento dell’attività istituzionale, l’affiliato  scegliesse di non svolgere alcuna attività rientrante tra il novero di quelle che hanno i presupposti della commercialità”. Ufficialmente, perciò, si trattava di un circolo ricreativo con scopo di promuovere il benessere della persona solo tra gli associati, ma questo solo in teoria, visto che di fatto faceva l’esatto contrario, operando professionalmente. Numerose le violazioni accertate dalle Fiamme Gialle: la mancata istituzione e tenuta da parte del contribuente delle scritture contabili obbligatorie per l’attività di estetista svolta, le irregolarità constatate in materia di imposte sui redditi, 215mila euro non dichiarati, 70mila di IVA e 6.900 di IRAP evase. I militari, per quantificare gli importi accreditati e non dichiarati, si sono avvalsi anche degli accertamenti bancari. Una volta scoperto l’ artefizio, finalizzato all’evasione, il circolo, che era gestito da una donna di origini argentine ma residente da tempo in Versilia, S.D.le iniziali, è stato chiuso.


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