URANIO IMPOVERITO, BATTAGLIA IN SENATO. LA PARLAMENTARE VIAREGGINA MANUELA GRANAIOLA PORTA IL CASO IN COMMISSIONE: AD OGGI 4 SENTENZE CHE HANNO DATO RAGIONE AD ALTRETTANTE VITTIME CONDANNANDO LA DIFESA AL RISARCIMENTO

Uranio Impoverito: la senatrice viareggina del Partito Democratico Manuela Granaiola è in prima linea sulla questione. E la riprova è il suo lavoro in Commissione Uranio, anche all’ultima seduta quando si è svolta l’audizione del Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa, generale di divisone Tullio Del Sette. Sono migliaia, ormai, i soldati ammalatisi dopo il rientro dalle missioni, e centinaia i morti. Dopo i due casi affrontati dal Nuovo Corriere nelle scorse settimane – il militare colpito da una neoplasia al testicolo, come confermato dal primario del reparto di Oncologia dell’Ospedale Unico “Versilia”, e l’odissea di Catia Bonuccelli, sorella dell’ex sindaco di Viareggio e moglie di un pilota dell’esercito, ammalatasi di linfomi di Hodgking e tuttora sotto cura, i riflettori sul killer invisibile – le nanoparticelle – reo, per nesso di causalità, attraverso sia l’inalazione che l’ingestione, di numerose patologie neoplastiche, si sono tristemente riaccesi anche nella nostra zona. Ad oggi sono quattro le sentenze che hanno dato ragione ad altrettante vittime dell’Uranio Impoverito, condannando il Ministero della Difesa al risarcimento, due delle quali appellate. “Sono perplessa per la condotta del Ministero della Difesa che ha proposto appello – ha dichiarato la senatrice Granaiola durante l’audizione -, appello che è ancora più inspiegabile alla luce dell’enunciato principio di favore nei confronti delle vittime nonché per l’incontrovertibile accertamento del danno in sede giudiziale, effettuato attraverso un’inchiesta nanodiagnostica, ritenuta attualmente l’unica idonea ad evidenziare la presenza di metalli pesanti nei tessuti”. Esame microscopico, questo, effettuato all’università di Modena dalla dottoressa Antonietta Gatti. “L’Ufficio Legislativo non segue i procedimenti giudiziari riguardanti l’amministrazione della Difesa – ha risposto il generale Del Sette -, e si riserva di acquisire le informazioni richieste dalla senatrice Granaiola”. “Ancora non ho avuto risposte – ha affermato ieri mattina la parlamentare viareggina, non negando il suo stupore in merito al fatto che il generale non fosse a conoscenza delle sentenze e nemmeno gli appelli, dal momento che della cosa si sono occupati media nazionali quali Striscia la Notizia, Il Corriere della Sera e Repubblica – ma intanto ho inoltrato in via ufficiale al Presidente della Commissione, e in accordo con la capogruppo Senatrice Cinzia Fontana, la richiesta di audire il maresciallo Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare di Roma che è stato anche consulente delle precedenti Commissioni e si è dichiarato disponibile”. “ In commissione si sta discutendo dell’esigenza di semplificare il procedimento per l’erogazione dei benefici a favore del personale militare e civile all’estero colpito da gravi patologie – ha afferma il maresciallo Leggiero, contattato nella sua abitazione di Sesto Fiorentino -, l’unica variazione in merito potrebbe essere quella che una volta verificata la presenza di nanoparticelle nelle biopsie a seguito dell’analisi nanodiagnostica, si può procedere direttamente al riconoscimento delle patologie a seguito esposizione ad uranio impoverito. Ogni altra proposta si presterebbe ad equivoci e malintesi che non giovano nè ai militari nè alla ricerca della verità”. Il problema uranio impoverito comunque esiste: su internet ci sono decine e decine di documenti ufficiali, sia italiani che internazionali, militari e medici che lo dimostrano, ultimo dei quali – messo on line da poco ma risalente al ’93, ossia 4 anni prima dell’impiego – un video del Pentagono sulla contaminazione: WikiLeaks! Enquiry! Depleted Uranium Training.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)



Annunci

POLO NAUTICO, LA CGIL VA SULL’AVENTINO:”NON E’ STATA SVOLTA UNA VERIFICA COMPLETA DEGLI IMPEGNI CHE LA SOCIETA’ HA ASSUNTO

Polo Nautico, ancora nulla di fatto. Sottoscrivere accordi durante la crisi non è sicuramente facile. In merito alla lettera che la Fiom ha indirizzata lo scorso 17 novembre al sindaco Luca Lunardini, con copia anche all’assessore Antonio Cima, avente ad oggetto la ricostruzione storica degli atti relativi alla concessione demaniale ex Sec, Massimo Braccini e Lamberto Pocai, rispettivamente segretario provinciale e segretario versiliese dei metalmeccanici, non sono soddisfatti: “non è stata svolta una verifica completa degli impegni che la società ha assunto nei confronti delle istituzioni a partire dal Comune, delle OO.SS. e dei lavoratori, come abbiamo concordato con l’Amministrazione Comunale Pertanto oltre a svolgere alcune osservazioni in merito al contenuto della lettera riproponiamo tutte le questioni che abbiamo già più volte sollevato e che non sono state considerate nella lettera”. “L’accordo – come hanno sottolineato i due sindacalisti – si fa in tre, Comune, Parti Sociali e Aziende, previa verifica dei punti essenziali, che partono dalla tutela dei lavoratori, cosa questa che dall’atteggiamento di Polo Nautico sembra diversa, visto che è evidente che la società, contrariamente a quanto convenuto, intenda ridimensionare continuamente la presenza dei lavoratori con diritti e tutele sostituendoli con altri specie degli appalti senza diritti, tutele e salari più bassi ed in coerenza con questa strategia rifiuti di definire un accordo che omogeneizzi le condizioni di tutti i lavoratori operanti nell’area”. I punti fermi per la Fiom sono, oltre la verifica dell’ attuazione completa del piano di recupero con relative varianti, incluse la mensa – o “la non mensa”, visto che allo stato dei fatti ancora non esiste -, uffici, servizi consortili – portineria portineria, servizi antincendio, vigilanza, viabilità, gestione dei rifiuti -, prolungamento della banchina, la portata del travel lift, il carrello portata variabile, il cablaggio, il piano pilota e le nuove aree della zona DR4. “Ovviamente – ha precisato Pocai – essenziale è la verifica dell’accordo relativo al personale, per l’’omogeneizzazione dei trattamenti normativi ed economici dei lavoratori operanti nell’area, l’applicazione del Ccnl industria metalmeccanici a tutte le imprese di Polo Nautico e la garanzia del minimo del numero dei dipendenti di Polo Nautico di 92 unità, oggi diventate 53. E prima di sedersi a un tavolo di concertazione l’invito al Comune è di procedere al da farsi: “Accordi che siano delle “pattumate” non ne firmiamo – ha sottolineato la RSU Daniele Dinelli -, in dieci anni di Polo Nautico abbiamo fatto oltre 5 anni di Cassa Integrazione, la Darsena cantieristica trasuda di solidarietà, anhe se cercano di dividerci, e non saremo complici come non lo siamo mai stati”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 30, 2010 at 8:30 am  Lascia un commento  
Tags: , ,

“UGUALE TRATTAMENTO PER LE COPPIE DI FATTO NEI CONTRIBUTI”, APPELLO BIPARTISAN DEI PARLAMENTARI

Coppie di fatto, uguale trattamento per risarcimenti disastro Viareggio”, è quanto chiedono i senatori Andrea Marcucci, Manuela Granaiola del PD e Massimo Baldini del PDL in merito al caso della vedova Alessandra Biancalana.

L’appello

I parenti delle vittime devono infatti avere pari trattamento: “i conviventi di fatto devono avere lo stesso diritto al risarcimento precisano i senatori – sancito dalla legge 106” e al commissario Enrico Rossi chiediamo di interpretare in questo modo la normativa, tenendo presente anche lo stato di necessità della signora – precisano in una nota a firma di tutti e tre dopo l’allarme lanciato dall’avvocatessa Elena Benedetti, legale di Alessandra Biancalana, che ha paventato una esclusione della sua assistita dai risarcimenti. “La legge per Viareggio – proseguono – stabilisce i criteri di coloro che hanno diritto all’intervento dello Stato comprendendo anche i conviventi ‘more uxorio’. Si tratta ora di applicarla correttamente, prevedendo il risarcimento alla Biancalana”. Per i senatori “bisogna evitare odiose discriminazioni, tenendo presente  lo stato di  particolare necessità della signora Biancalana, e che la coppia ha avuto una figlia, attualmente minorenne”. Convinti che il presidente Rossi andrà in questa direzione pronti ad intervenire, con la richiesta di provvedimenti specifici, anche in Parlamento”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)


STRAGE, PROLUNGATA L’EMERGENZA: IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA DECRETATO LA PROROGA DELLO STATUS PER LA CITTA’

A 17 mesi dalla strage ferroviaria è giunta ieri mattina la notizia ufficiale della proroga, decretata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sino al 30 Giugno 2011, dello stato di emergenza in relazione agli eventi del post-disastro. “Questo – afferma il sindaco Luca Lunardini – consentirà al Commissario Straordinario di proseguire senza interruzione l’attività di ricostruzione tramite i poteri straordinari conferitogli il 3 luglio 2009”. Quanto alla vicenda della signora Alessandra Biancalana il primo cittadino rassicura la stessa, così come tutti gli altri parenti delle vittime ad oggi non immediatamente compresi dalla legge “10 milioni”,  in merito alla sua “ferma intenzione”, dando per scontato anche il Commissario Enrico Rossi, di “fare tutto quanto è possibile perchè  nessuno tra coloro che ne hanno diritto, se non nella forma nella sostanza, rimanga escluso”. Non a caso è stato deciso di accantonare tutte le cifre che, in base alla Legge, sono state ritenute necessarie a coprire quanto teoricamente elargibile a tutti coloro che ad oggi, in base alla lettura formale della norma, ne sembrerebbero esclusi. La difficoltà è data dalla lettura che della Legge ne da la Avvocatura di Stato, stante la particolarissima situazione familiare esistente. “Ho personalmente insistito – ha precisato Lunardini – e fatto introdurre nella Ordinanza il riferimento ai conviventi, tuttavia il passaggio dal concetto generale alla situazione specifica incontra non poche difficoltà giurisprudenziali. Garantisco comunque, magari anche tenendo ben presenti i suggerimenti dell’Avvocato della signora Biancalana,  lo sforzo costante a risolvere anche questa situazione, come d’altronde anche le altre problematiche rimaste in sospeso. Perchè, pur nel rispetto della Legge  e nella trasparenza degli atti conseguenti, non possiamo ne vogliamo permettere  che in alcun modo, per questi superstiti, sofferenza si aggiunga a sofferenza”.

Per ricordare le32 vittime di quella terribile notte che ha distrutto un intero quartiere di Viareggio ieri sera la città si è ritrovata alla Casina dei Ricordi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 30, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
Tags:

FACEVANO PROSTITUIRE MINORENNE, IN MANETTE SEI PERSONE, DUE DEI QUALI INTERCETTATI SULL’A12 DOPO CHE LA LORO BMW ERA RIMASTA IN PANNE

Sei gli arresti per prostituzione di minore effettuati dai carabinieri della Stazione di Sarazana, e i due “taxisti” entrambi italiani, E.C. e D.B. di 51 e 34 anni, sono stati intercettati dai militari sull’ autostrada A12, tra il casello di Viareggio e l’area di Servizio Versilia, dopo che la loro auto, una Bmw, era rimasta “in panne” per aver finito la benzina. L’operazione si è sviluppata nella notte tra lunedì e martedì, anche se i particolari sono stati resi noti solo ieri dal capitano Alessandro Coassin, dopo che venerdì si sono conclusi gli interrogatori degli arrestati. Come nel gioco del domino l’indagine aveva avuto inizio a seguito del blitz dei militari dell’aliquota radiomobile dei militari dell’Arma di Sarzana nella notte tra il 25 e il 26 ottobre scorso quando era stato arrestato per favoreggiamento della prostituzione L.B., un 38enne da Ortonovo, che nascosto con un forcone dietro un’area di servizio lungo la Strada Provinciale 21 a Sarzana, vigilava sull’attività “professionale” di una sua amica rumena affinché nessun malintenzionato le potesse arrecare disturbo né farle del male. Ai carabinieri non era passata inosservata la presenza di nuove ragazze rumene nel “giro” e sono iniziate le intercettazioni telefoniche, i pedinamenti sul campo, retate mirate di prostitute sulla strada, foto e filmati che hanno permesso di dipingere un dettagliato quadro di cosa stesse accadendo sul viale che porta al mare e sulla via litoranea a cavallo delle frazioni di Marinella di Sarzana e Marina di Carrara Un’organizzazione criminale, composta – in trittico – da una rumena, da un rumeno e da un massese che si era presa gli spazi lasciati liberi dai transessuali brasiliani. I due uomini, verso la metà di novembre, erano poi partiti per la Romania dove contavano di procacciare “nuove leve” da arruolare come prostitute al fine di ampliare il loro business e dopo una settimana erano ritornati portando con sé un uomo e due donne che, la sera successiva erano state viste prostituirsi presso un’area di servizio. Una delle due ragazze nuove era solo diciassettenne e i carabinieri hanno deciso di intervenire aspettando l’arrivo delle prostitute sul “posto di lavoro” arrestando in flagranza per favoreggiamento della prostituzione i tre “taxisti”: due massesi E.C. e D.B. di 51 e 34 anni e il 23enne rumeno V.C.M.. Poi, tornati sul viale hanno bloccato una 32enne, T.M., e una 21enne A.R., entrambe rumene e sottoposte a fermo in quanto indiziate di induzione alla prostituzione di minore. “Dulcis in fundo – ha precisato il comandante Coassin – abbiamo fatto irruzione nell’abitazione di F.F.D., un 32enne rumeno con anche la carta di identità falsa, e lo abbiamo trovato in compagnia della minorenne portata da poco dalla Romania. Sull’auto intercettata e fermata sull’A12 a Viareggio i carabinieri hanno anche trovato, ben nascosto, un coltello a serramanico di circa 20 centimetri. I rumeni F.F.D. e T.M. sono rimasti in custodia cautelare in carcere, i due massesi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, ma il secondo rumeno è stato rilasciato con divieto di dimora nel comune di Sarzana. La sua compagna, non ritenuta pienamente coinvolta, è invece stata rimessa in libertà. Il G.I.P. del Tribunale di Massa, ravvisando la gravità dei reati contestati, ha trasmesso il fascicolo alla Procura presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 28, 2010 at 11:00 am  Lascia un commento  
Tags: ,

FRANCESCHI, SPUNTANO FOTO CHOC: ALLA PROCURA SCATTI DI DANIELE MORTO CON TRACCE DI FERITE

Un nuovo mistero avvolge la morte di Daniele Franceschi, il giovane italiano deceduto nel carcere di Grasse. Dopo la lettera di Carla Bruni, in cui la premiere dame francese assicura alla mamma di Franceschi, Cira Antignano, che sarà fatta verità sulla morte del figlio, spunta il giallo delle foto scattate sul corpo di Daniele subito dopo la sua morte. Secondo quanto riferito dall’avvocato di famiglia Aldo Lasagna le foto contenute nel dossier dell’inchiesta francese e in arrivo alla Procura di Lucca conterrebbero “macchie ematiche misteriose”, che non escluderebbero, secondo il legale, “la compatibilità con tracce di violenza”. “Il fascicolo aperto contro ignoti dalla Procura di Lucca dovrebbe arricchirsi di ulteriori elementi, tra cui le foto del corpo di Daniele, scattate subito dopo la sua morte”, ha spiegato Lasagna, che assiste Cira Antignano insieme all’avvocato Maria Grazia Menozzi. “Si tratta di foto agghiaccianti, inviate alla Procura di Lucca, che rivelano particolari inediti – sostiene il legale -, finora le hanno potute visionare solo la mamma di Daniele, gli inquirenti francesi e i legali italiani”. “Dall’analisi delle foto emerge un particolare inquietante – spiega Lasagna -, si vedono macchie ematiche misteriose, che secondo un medico legale francese da noi interpellato, non sono identificabili con le classiche tracce ipostatiche post mortem”. Secondo l’avvocato “questi particolari hanno riaperto il giallo sulla morte di Daniele, perche’ non si potrebbe escludere che possano essere segni di tracce di violenza”. “La mamma di Daniele, quando ha visto le foto, è rimasta agghiacciata. Cira Antignano – prosegue l’avvocato Lasagna – ha avanzato dubbi: dopo aver visto quelle macchie si è ricordata la ferita al naso sul corpo del figlio che aveva notato nell’unica occasione in cui le permisero di vederlo”. “Il medico legale francese da noi interpellato non ha saputo chiarire il mistero, per il momento non abbiamo avuto alcuna risposta dalle autorità francesi – sottolinea il legale -, ma sappiamo che queste foto dovrebbero essere acquisite nel fascicolo che è stato aperto a Lucca”. Sul fronte francese, prosegue Lasagna, ” attendiamo le prime risultanze dell’istruttoria penale. Il giudice istruttore che aveva ascoltato la mamma di Daniele come persona offesa il 2 novembre scorso in Francia dovrebbe finalmente iniziare gli interrogatori delle guardie penitenziarie e del dirigente del carcere. Attendiamo quindi i primi esiti delle testimonianze”. Intanto la famiglia di Franceschi attende il rientro in Italia degli organi del ragazzo. Rientro che, secondo l’avvocato Lasagna, dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, “tra fine novembre e inizio dicembre”. “Da indiscrezioni abbiamo appreso che le analisi tossicologiche effettuate dagli inquirenti francesi confermerebbero che Daniele era stato sottoposto a trattamento antidolorifico – sottolinea l’avvocato -, ed escludono che lui fosse tossicodipendente”. “Attendiamo che gli organi rientrino in Italia per completare le analisi istologiche e sottoporlo ad una nuova ulteriore autopsia dei medici italiani, sperando che le autorità francesi ci consegnino gli organi in condizioni integre”.

A dicembre nuova inziativa di protesta a Parigi: forse potrebbe essere annullata

La lettera scritta da Carla Bruni alla famiglia di Daniele Franceschi dovrebbe fermare l’intenzione di parenti e amici del ragazzo morto nel carcere di Grasse di recarsi a Parigi per protestare contro il Governo francese. Una iniziativa progettata per i primi di dicembre.  E’ quanto si apprende dalla mamma Cira Antignano, che ha commentato la missiva della premiere dame, recapitata nello studio dell’avvocato Maria Grazia Menozzi. “Pensavamo di andare a protestare nella capitale francese, io e un gruppo di persone tra conoscenti, amici e parenti, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa vicenda e sulle condizioni nelle carceri francesi – ha detto Cira Antignano -, avevamo preso contatto con un’associazione francese che si occupa di diritti umani ma dopo che ieri i miei legali hanno ricevuto la lettera di Carla Bruni credo opportuno sospendere tutto e rimandare questa intenzione ad un altro momento, se ci saranno ancora problemi nell’accertare come è morto mio figlio”: Per la madre di Franceschi, comunque, “è importante che Carla Bruni, cui mi ero rivolta, abbia scritto direttamente. Non si è sbilanciata molto ma il gesto è da apprezzare. Ho letto che esprime cordoglio e per questo la ringrazio”. “Ora – ha continuato la madre del detenuto – si può sperare che Carla Bruni ci dia una mano a cercare la verità. MI piacerebbe, sarei molto contenta, se portasse avanti questa cosa per noi”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 28, 2010 at 10:30 am  Lascia un commento  
Tags: ,

UNO SPOT DI SKY PER IL CARNEVALE

Ciak si gira. Ieri mattina a Viareggio è stato il giorno del grande spot di Sky.
Sulla spiaggia di fronte a piazza Mazzini sono state infatti girate  le scene più importanti dei due videoclip, ciascuno di 15 secondi,  che dal 1 al 20 febbraio 2011 promuoveranno il Carnevale di Viareggio su Sky e su La7.
Moltissime le persone vestite in maschera che sono accorse invitate dalla Fondazione Carnevale e dal suo “effervescente” presidente Alessandro Santini, e che hanno  formato sulla sabbia  le nove lettere che compongono la parola Viareggio.
A curare gli spot è stato il viaregginissimo Francesco Venuto, regista di Sky, che ha già spiegato come quello di ieri sia solo un momento degli spot che saranno realizzati.
All’interno della campagna del Carnevale di Viareggio 2011 sono infatti previsti attimi di promozione dei corsi mascherati, per i quali saranno utilizzate le immagini dello scorso anno.
Un’occasione unica quella dello spot, al quale hanno scelto di partecipare anche numerosi consiglieri comunali sia della maggioranza che dell’opposizione, ma anche studenti, e nondimeno mamme e babbi con i loro bambini.
C’erano pure Re Carnevale, alias dottor Petri, Burlamacco e Ondina, e persino “Ondona”  per vivere da protagonisti un momento di aggregazione colorato e divertente, capace di portare alla ribalta il nome del nostro amato Carnevale viareggino.
A tutti i partecipanti alle registrazioni, a fine ciak, è stato regalato, come ricordo dell’originale e simpatica mattinata autunnale, un attestato di partecipazione firmato dalla maschera ufficiale della città dei coriandoli.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 28, 2010 at 10:00 am  Lascia un commento  
Tags: ,

IN MANETTE UNDICI SPACCIATORI DI DROGA, MAXI OPERAZIONE DELLA SQUADRA MOBILE DI PISA DIRETTA DA GIUSEPPE TESTAI’: SGOMINATA BANDA CHE CEDEVA LO STUPEFACENTE NELL DISCO VIP DELLA VERSILIA E DI PISA

Tra gli undici arrestati dell’operazione “Tabula Rasa”, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pisa, c’è anche un pusher dell’alta società che era solito smerciare la sua “roba” non solo nelle discoteche dei vip di Pisa ma anche in quella della vicina riviera della Versilia, da Viareggio a Forte dei Marmi. “L’uomo, ben vestito e dai modi affabili – ha precisato durante la conferenza stampa il dirigente Giuseppe Testaì – si infiltrava tra i clienti dei locali e di riforniva di cocaina durante tutta la notte”. Il 30enne senegalese da quanto accertato dai polizliotti della Mobile pisana, nell’arco di una sola serata, riusciva a guadagnare fino a 900 euro. L’operazione di polizia giudiziaria è stata portata a termine nella nottata dell’altro ieri, con l’esecuzione di undici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti indagati resisi responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti e di detenzione a fini di spaccio. Quattro indagati sono invece ancora ricercati. L’indagine, che ha preso avvio nel mese di dicembre dello scorso anno, e si è conclusa con gli arresti, ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale dedito allo spaccio in strada nelle zone più frequentate del centro della città della Torre, la stazione centrale, la zona di Piazza Gambacorti – meglio nota come Piazza della Pera – e la zona di Corso Italia. Alla fine del 2009 la Squadra Mobile della Questura di Pisa, per espresso volere del Questore Micillo, ha provveduto a istituire al proprio interno una Squadra Specializzata per il contrasto ai crimini di strada composta da personale altamente qualificato e specializzato con il principale obiettivo di contrastare il fenomeno dei reati di criminalità comune tanto più odiosi quanto più incidono sul vivere civile e sulle occupazioni quotidiane dei cittadini. L’azione di contrasto è stata diretta a frenare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti e a contrastare tutti quei reati che costituiscono la diretta conseguenza del consumo di droghe: i piccoli furti, gli scippi, le rapine, le violenze personali e le risse. L’indagine, che si è conclusa con l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi in carcere, ha preso avvio dall’attività di costante contrasto ai fenomeni delittuosi. “ E proprio questa attività – ha precisato il dirigente della Squadra Mobile di Pisa Giuseppe Testaì – ha consentito di acquisire elementi indiziari su un gruppo di cittadini stranieri, in prevalenza nordafricani, che avevano monopolizzato il mercato del piccolo spaccio di stupefacenti nelle zone del centro cittadino, incluso il fornitore dei vip che operava in Versilia”. La rete creata dalla banda sgominata era capillare, e ben organizzata, tanto da essere in grado di soddisfare le esigenze dell’intero mercato. “Ogni singolo pusher era in grado di procurare all’acquirente qualunque tipo di droga – ha sottolineato Testaì – , se uno degli appartenenti al sodalizio al momento della richiesta del consumatore non aveva la disponibilità della sostanza richiesta poteva chiedere la sostanza ad altri pusher che avrebbero soddisfatto la richiesta pur di far si che la banda non perdesse il cliente”. L’organizzazione aveva anche tentato di aprire un autonomo canale di approvvigionamento stringendo accordi con connazionali residenti oltralpe per far giungere in Italia cocaina di ottima qualità ha prezzi contenuti ma il tentativo è stato stroncato dall’intervento di personale di questa Squadra Mobile che ha arrestato in flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di uno degli indagati all’atto del suo rientro sul territorio nazionale dopo un viaggio all’estero per concludere una trattativa per l’acquisto di una partita cocaina destinata al mercato italiano.

(Il  Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 27, 2010 at 12:00 pm  Lascia un commento  
Tags: , ,

IN MONTAGNA VIENE SIMULATA L’APOCALISSE E ALLA CITTADELLA IL QUARTIER GENERALE DEI SOCCORSI

Terex 2010 è entrata nel vivo: duemila le persone impegnate tra volontari, Forze dell’Ordine e Forze Armate. Il mondo della Protezione Civile ha puntato i suoi riflettori su Viareggio e Lucca dove a metà mattina è scattata una maxi esercitazione antisismica. La terra ha tremato alle 11 in punto in Garfagnana e Lunigiana – coinvolgendo quattro province toscane, Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Pisa –, e a pochi minuti dalla scossa simulata di magnitudo 6,4 della scala Richter, analoga al sisma purtroppo reale degli anni ’20, si è attivata la macchina dei soccorsi. Nei locali della Cittadella del Carnevale, dopo che la Rete dell’Istituto Geofisico e Vulcanologico ha registrato un segnale sismometrico indicante un evento di magnitudo elevata, è stata allestita la Dicomac, e da lì i responsabili della Protezione Civile Nazionale hanno coordinato le operazioni. Per l’ apocalisse simulata, come quando 90 anni fa a Piazza al Serchio una scossa tellurica provocò 171 morti, 650 feriti e migliaia di senza tetto, dal quartiere generale allestito a Viareggio sono partite le richieste di aiuto internazionale, e i paesi che hanno immediatamente risposto sono stati la Francia, l’Austria, la Slovenia, la Croazia e la Russia, arrivati in Toscana con squadre di soccorso, via terra e con voli atterrati all’aeroporto militare di Pisa. Allerta rossa, e i piani di emergenza sono scattati con uomini e mezzi, da inviare nelle zone colpite. La Polstrada lucchese, diretta dal comandante Marco Tangorra, con i distaccamenti di Viareggio e Bagni di Lucca ha subito messo a disposizione 60 agenti e 30 mezzi, le Fiamme Gialle del Colonnello Leone 40 militari e 30 mezzi, il corpo dei Vigili del Fuoco 63 uomini, 20 mezzi e 5 dirigenti, la Asl 12 Versilia 2 medici, 3 infermieri, 1 operatore di centrale operativa, una tenda di presidio medico avanzato, personale logistico, Misericordie e Anpas versiliesi. I militari dell’Arma, coordinati dal maggiore Alessandro Puel del Comando Generale di Roma, la Questura di Lucca e il Commissariato di Viareggio hanno attivato il presidio del territorio, assicurando la viabilità, le scorte alle colonne dei mezzi di soccorso, la sicurezza, l’ordine pubblico e il servizio antisciacallaggio. Frenetica l’attività al quartiere generale alla Cittadella, dove era presente di persona anche il comandante dell’8° Reparto Volo della Polizia di Stato di Firenze Francesco Trozzi, che ha fatto levare in volo dall’aeroporto di Peretola cinque elicotteri – con dieci piloti e cinque specialisti – di cui quattro per il trasporto di viveri, medicinali e attrezzature, e uno dotato di tecnologie particolari in grado di trasmettere le immagini in diretta delle zone colpite dal terremoto alle varie sale operative. Al lavoro, tra i tanti, anche i paracadutisti della Folgore, il cui capitano Agatino Sapienza ha fatto da ufficiale di collegamento con il Centro Interforze di Roma, la Brigata Ariete, i carabinieri del Nucleo Identificazione Vittime, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, il personale del Racis, medici legali, biologi e psicologi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 26, 2010 at 4:00 pm  Lascia un commento  
Tags:

AVEVA UNA SFILZA DI REATI, RIMPATRIATO

Dopo averlo trovato nella pineta di levante, gli agenti del Commissariato di Viareggio lo hanno identificato e accompagnato alla frontiera aerea di Roma Fiumicino e lo hanno imbarcato su un volo diretto in Romania. I poliziotti della Squadra Volante stavano effettuando un servizio di controllo del territorio sul Viale Europa a Marina di Torre del Lago, quando si sono imbattuti nel cittadino rumeno, N.V.del ’73, che da un controllo via radio è risultato avere a proprio carico numerosi precedenti penali in materia di reati contro il patrimonio – furto, ricettazione e rapina -, e anche contro la persona – rissa e accattonaggio. L’uomo è risultato poi anche inosservante delle norme che regolano il soggiorno sul territorio nazionale e destinatario di un provvedimento di allontanamento dallo Stato per motivi di sicurezza emesso a gennaio scorso e mai ottemperato. Sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici, è poi scattata la procedura di allontanamento dall’Italia per motivi di sicurezza, cosi come prevista dall’ articolo 20 del Decreto Legislativo 30/2007.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on novembre 26, 2010 at 3:30 pm  Lascia un commento  
Tags: