SCOMPARSE, SCATTANO I SIGILLI AL CAMPO

Colpo di scena nel giallo della Versilia: ieri, nella tarda mattinata, i militari dell’Arma, come richiesto dalla Procura della Repubblica di Lucca, hanno apposto i sigilli al campo dove vivevano Maddalena Semeraro e Velia Claudia Carmazzi, le due donne scomparse alla fine di agosto e delle quali non si sa più nulla. Vive? Morte? Per il momento non c’è risposta alla domanda. Ma da ieri, e fino a indagini concluse, nessuno potrà più accedere al terreno, preso in affitto dal fantomatico “zio”, dove erano parcheggiati il camper e la roulotte dove madre e figlia vivevano da tempo come recluse. Il campo – lager, recintato da filo spinato e catenacci chiusi con i lucchetti dall’esterno, è ora  sotto sequestro, off -limits. Tutta l’area, possibile scena di un crimine, sarà passata al setaccio: “Verranno effettuati i dovuti riscontri su quanto emerso dagli accertamenti fatti fino ad ora” – ha precisato il comandante della Compagnia maggiore Andrea Pasquali. Ma c’è chi ipotizza che i reparti speciali dell’Arma scaveranno sotto terra, alla ricerca di nuovi elementi.  I carabinieri del Nucleo Investigativo proseguono comunque nelle loro indagini, ascoltando i diversi personaggi coinvolti nella vicenda. A detta degli inquirenti non ci sarebbero, almeno per il momento, indagati. Manca il capo di imputazione, e il fascicolo aperto in procura è contro ignoti. Nonostante le due donne fossero proprietarie di due case, vendute all’avvocato Giunio Massa per il tramite dell’amico di famiglia che il figlio 22enne di Velia Claudia Carmazzi chiama “zio” pur non essendo un parente nemmeno alla lontana, madre e figlia vivevano in uno stato di totale indigenza. Dove sono finiti i soldi delle due compravendite? Del “vil denaro” non ci sarebbe traccia. I militari dell’Arma stanno eseguendo tutti i dovuti accertamenti, anche nei confronti del legale viareggino che ha comprato le due case, e continuano a scavare nel passato delle due donne e dello “zio”, Massimo Remorini, gestore, insieme alla propria famiglia, di un chiosco sul viale dei Tigli. Il figlio, David Paolini, è certo che la madre non sia più viva. Il cellulare, ieri, sarebbe stato acceso, ma nessuno avrebbe risposto: quale madre non avrebbe cercato il proprio figlio per così tanto tempo, anche solo per rassicurarlo? E il pensiero va anche alla nonna, invalida. Da sole, è opinione di tutti quelli che le conoscevano, le due donne non si sarebbero mai potute allontanare: Velia Claudia non ha la patente, e la nonna non è in grado di camminare. Passano le ore, e i giorni, ma ancora nessuna certezza. Lo “zio” Massimo da quando ha iniziato a frequentare la mamma di David era diventato una sorta di factotum: gestiva i soldi, riscuoteva la pensione, faceva la spesa, e pagava l’affitto del terreno dove le due donne vivevano da dopo la vendita delle due case di Viareggio e Torre del Lago. Anche la ditta edile “Edilmare”, la cui insegna in legno è appesa all’ingresso del campo da dove madre e figlia sono sparite a fine agosto, era stata intestata a David dallo “zio”. Ma il giovane non ci lavorava. L’ultima immagine che David ha di sua madre è di lei sdraiata sul letto, coperta da un lenzuolo e fredda come una morta. Morta per gli stenti? Sono in molti a riferire che la donna era deperita a tal punto da essere diventata irriconoscibile. E la nonna? Uno scomodo testimone da far sparire insieme al corpo ormai senza vita di Velia Claudia?  E se così fosse chi è il responsabile, e quale è il movente? La vicenda rimane ancora avvolta nel mistero, e presenta troppi lati oscuri e versioni contrastanti: l’ex marito di Velia, Francesco Marchetti, che dichiara che la ex moglie sia stata vista al Dopolavoro Ferroviario, chi, lo “zio”, afferma invece che le due donne sono a Milano per curarsi, e i vicini che riferiscono di angherie. Rimane la testimonianza del figlio, “era fredda come fosse morta l’ultima volta che ho visto mia madre”. E il timore che le due donne non siano più vive cresce di ora in ora.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on dicembre 8, 2010 at 10:00 am  Lascia un commento  
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