BLITZ DEI CARABINIERI NEL TERRENO DI TUREDDI

Era coperto da un telo giallo quando lunedi della scorsa settimana lo abbiamo fotografato per la prima volta parcheggiato nel campo di Francesco Tureddi a Piano di Mommio. Poi la “scoperta” di venerdi: la targa, DM727LT, corrispondeva a quella del furgone del quale la Unicredit Leasing aveva richiesto a David Paolini la restituzione, notificandogli un atto di precetto a seguito di una morosità pregressa di 4.657,67 euro . E i militari dell’Arma, ieri mattina, si sono recati al campo in gestione a Tureddi e al suo “socio” Massimo Remorini, al momento unico indagato per la scomparsa di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi, rispettivamente nonna e mamma di David. Il Mahinda Bolero verde è stati infatti “denudato” dai carabinieri del Nucleo Investigativo e i legali di David Paolini, avvocati Alberto e Francesco Consani, hanno già provveduto ad intimare per iscritto la restituzione dell’autocarro, recapitandola al legale dello “zio”, avvocato Giorgio Paolini. “La restituzione del mezzo, intestato alla EdilMa.Re, ditta individuale della quale il nostro assistito è il legale rappresentante, ma del quale David non ha mai avuto la disponibilità, visto che era in uso a Massimo Remorini che di fatto gestiva l’attività, dovrà avvenire entro oggi – hanno precisato gli avvocati Consani -, dato che questo è il termine dell’atto di precetto”. Anche per evitare ulteriori spese di esecuzione forzata. Probabile che la Procura voglia vederci chiaro anche su questa vicenda che insieme ad altre storie venute a galla nelle more delle ricerche delle due donne scomparse sta dando del “filo da torcere” agli inquirenti. In quel campo a due passi dalla via Sarzanese, come già scritto dal “Nuovo Corriere” giorni addietro, ci sono anche il vestiario, l’argenteria e il cane Chicco di Raffaella Villa, l’architetto comasco che dopo la vendita della sua casa in via Carlo Pisacane alla famiglia Massa tramite Massimo Remorini, afferma di essere rimasta col suo conto corrente prosciugato. Le indagini coordinate dal pubblico ministero Sara Polino proseguono, sia per ritrovare i corpi di Maddalena e Velia che per dipanare l’intricata matassa di questo giallo versiliese la cui soluzione non dovrebbe essere lontana.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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TROVATO IL FURGONE DEI MISTERI, LA TARGA CORRISPONDEREBBE

La targa corrisponde: DM727LT. L’ultimo dei gialli, nel giallo delle due donne scomparse da mesi dal campo di Torre del Lago, potrebbe essere stato risolto: il furgone coperto da un telo giallo, che un nostro click aveva immortalato nel campo gestito da Francesco Tureddi a Piano di Mommio, ha la stessa targa di quello per il quale la Unicredit Leasing ha notificato a David Paolini un atto di precetto per la sua restituzione. Il giovane, pochi giorni fa, ha consegnato ai suoi legali avvocati Alberto e Francesco Consani la documentazione arrivatagli e conseguente a un decreto ingiuntivo da parte della società di leasing per un pregresso debito di 4.657,67 euro relativo al pagamento di un furgone acquistato a nome della EdilMa.re, della quale il giovane almeno sulla carta è il legale rappresentante anche se di tutto si sarebbe occupato lo “zio”. “L’azienda, pur essendone David il legale rappresentante, è sempre stata gestita da Massimo Remorini – hanno ricordato gli avvocati -, anche con deleghe sul conto corrente”. “ Anche i mezzi, come il furgone in questione, non sono mai stati a disposizione del ragazzo – hanno aggiunto i legali -, visto che non ha nemmeno la patente di guida”. L’autocarro, un Mahinda Bolero verde del quale la Finanziaria ha richiesto la restituzione a seguito della risoluzione del contratto per morosità, era stato acquistato il 12 dicembre 2007 per la somma di 18.497,13 euro. In quel campo nell’ hinterland versiliese, a due passi dalla via Sarzanese, del quale Francesco Tureddi aprì le porte al Nuovo Corriere e alle telecamere di “Chi l’ha visto?” – mostrandoci i sacchi con il vestiario e l’argenteria di Raffaella Villa, la donna comasca rimasta senza un soldo in banca dopo la vendita della sua casa in via Pisacane alla famiglia dell’avvocato Giunio Massa per tramite di Massimo Remorini, e che per tutelarsi si è rivolta allo studio dell’avvocato Fabrizio Miracolo – ci sono anche altri mezzi, con il cartello “vendesi” e un numero di cellulare da contattare. Quanto alla vicenda del Mahinda Bolero verde, dopo aver scoperto che la targa corrisponde, salvo verificare anche il numero di telaio, gli avvocati di David Paolini ne richiederanno la restituzione, per assolvere a quanto imposto nell’atto di precetto. Anche se una domanda resta per il momento senza una risposta: “perchè era avvolto da un telo?

Certi ormai che Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, delle quali non si hanno più notizie ormai dalla scorsa estate, non siano più vive, le indagini coordinate dal Pubblico Ministero Sara Polino e portate avanti dai militari dell’Arma per ritrovare i loro cadaveri stanno andando avanti senza sosta. Mentre le “soffiate” ricevute dai carabinieri le danno per buttate nel lago di Massaciuccoli – i subacquei infatti continuano a scandagliare da cima in fondo tutti i fondali – le voci di “Radio Carcere” sarebbero altre. La Procura di Lucca sta comunque mettendo insieme i vari pezzi del “puzzle” e a breve potrebbero esserci nuovi e interessanti sviluppi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)


Published in: on gennaio 29, 2011 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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PUNTA LA PISTOLA E SI FA CONSEGNARE L’INCASSO: RAPINA LA FARMACIA, ACCIUFFATO

Rapina in farmacia: l’uomo, un cliente, ha puntato la pistola e si è fatto consegnare l’incasso. Paura e incredulità, sono questi gli stati d’animo provati dalle due dottoresse che lavorano presso la farmacia Tarabella di piazza Carducci a Seravezza e dal titolare quando giovedì sera sono stati vittime di una rapina messa a segno da un loro cliente. Erano circa le 20 quando L. R, un 55enne seravezzino, si è presentato all’interno dell’esercizio con il volto parzialmente travisato da un cappellino e un paio di occhiali da sole e ha chiesto a una delle due dottoresse di consegnargli l’incasso della giornata. La donna, che avendolo riconosciuto ha cercato inizialmente di farlo ragionare, sotto minaccia di una pistola, risultata poi essere una scacciacani modificata, senza tappo e la canna forata, si è arresa e ha messo in un sacchetto, consegnandolo nelle mani dell’uomo, la somma di 1.330 euro. Il rapinatore solitario è poi uscito, dileguandosi a piedi nelle strade di Seravezza, ma la dottoressa ha subito avvisato il titolare, Silvio Taraballa, che era presente nel retro della farmacia. Tarabella è quindi uscito all’esterno e dopo aver inseguito l’uomo lo ha raggiunto riuscendo a fermarlo. Il tentativo di farlo ragionare è però andato a vuoto: L. R., in preda ai fumi dell’alcol, gli ha prima dato una spinta e poi gli ha puntato l’arma allo stomaco. Impaurito il farmacista si è “arreso” e ha chiamato i carabinieri, giunti immediatamente sul posto dalla vicina stazione diretta dal maresciallo Pino Pigliacelli. Rintracciato all’interno della sua abitazione, dove oltre alla pistola i militari hanno trovato anche dieci coltelli a serramanico, con lame dai sei ai dodici centimetri, per L.R. sono scattate le manette ai polsi. Arrestato per rapina a mano armata e trasportato al carcere san Giorgio di Lucca, il 55enne è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’incasso è già stato interamente riconsegnato al titolare della farmacia, soddisfatto per il pronto intervento dei militari dell’Arma.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 29, 2011 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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PERIZIA PSICOLOGICA PER DAVID, E IL GIALLO SI ARRICCHISCE ANCHE DI UN ALTRO MISTERO

La “fragilità” di David Paolini è stata messa nera su bianco, e la relazione peritale dello psicologo è stata consegnata ieri mattina al Pubblico Ministero Sara Polino, che segue l’indagine sulla vicenda della madre e della nonna del ragazzo scomparse nel nulla ormai da mesi. Il giovane, che compirà 23 anni il prossimo 10 febbraio, si è sottoposto a un percorso di sostegno emotivo – “in maniera del tutto volontaria” come ha precisato l’avvocato Francesco Consani che insieme al padre Alberto segue la vicenda. Un percorso finalizzato ad alleviare le difficoltà di questa delicata fase della sua vita, la scomparsa della madre e della nonna è infatti ancora un mistero, e David vive la situazione con disagio sia emotivo che materiale: solo e senza un soldo. Gli esami psicodiagnostici sono tuttora in corso, ma già dai primi test sono emerse “fragilità nelle capacità cognitive”. I risultati ottenuti, con 24 risposte esatte su60 fatte, messi a confronto con un campione di persone di pari età, hanno già fatto emergere una “fragilità intellettiva”. “Anche se sono in corso ulteriori accertamenti per definire un profilo intellettivo – emotivo più accurato possibile – hanno precisato i suoi legali – questo, di per sé, è già sufficiente per dimostrare che il ragazzo poco o nulla sa di quanto accaduto, sia per quanto riguarda la vendita delle due case che di altre operazioni bancarie, legate anche alla società EdilMa.Re, per le quali a quanto risulta aveva la delega lo “zio” Massimo Remorini”. E a gettare benzina sul fuoco, ingarbugliando ancor di più tutta la storia, come se tutto il resto non bastasse, è arrivata in questi giorni al giovane David la notifica di un atto di precetto conseguente a un decreto ingiuntivo da parte della Unicredit Leasing, per un pregresso debito di 4.657,67 euro relativo al pagamento di un furgone acquistato a nome della EdilMa.re, della quale il giovane almeno sulla carta è il legale rappresentante anche se di tutto si sarebbe occupato lo “zio”. “ L’autocarro, un Mahinda Bolero del quale la Finanziaria ha richiesto la restituzione a seguito della risoluzione del contratto per morosità, è stato acquistato il 12 dicembre 2007, al costo di 18.497,13 euro – ha affermato l’avvocato Francesco Consani -, ma David non ne sa niente, non lo ha mai visto e meno che mai guidato, visto che non ha nemmeno la patente e soprattutto non sa dove si trovi”.

Che sia quello, nascosto sotto a un telo giallo, che un click del Nuovo Corriere ha immortalato nel campo di Piano di Mommio, gestito da Francesco Tureddi e dal Massimo Remorini? Saranno gli inquirenti a confermarlo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 28, 2011 at 12:40 pm  Lascia un commento  
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“MANI IN ALTO, QUESTA E’ UNA RAPINA”: SUI 30 ANNI, A VOLTO SCOPERTO E CON IL TRINCETTO FANNO IRRUZIONE, MA PORTANO VIA SOLO 1300 EURO

Mani in alto, è una rapina”. I due banditi, entrambi giovani e sui trent’anni, sono entrati a volto scoperto nella filiale della Cassa di Risparmio di Firenze di Lido di Camaiore sulla via Colombo. Era circa l’ora di pranzo e all’interno dell’istituto di credito c’erano solo un paio di clienti, tra cui un’anziana donna, quando i malviventi, hanno fatto irruzione all’interno. Uno dei banditi, con un cappellino bianco in testa e armato di trincetto, si è avvicinato a una delle casse aperte e dopo aver minacciato la cassiera si è fatto consegnare tutto il denaro contante. Attimi di panico dentro la banca, poi i due si sono dileguati con il bottino, di soli 1300 euro. Una volta dato l’allarme sul posto sono arrivate a sirene spiegate due pattuglie dei militari dell’Arma, una della Radiomobile e l’altra della vicina stazione dei carabinieri di Lido di Camaiore, mentre i reparti della Scientifica hanno eseguito i rilievi del caso. Le riprese delle videocamere di sorveglianza sono state poste sotto sequestro e dai frame dei filmati, ora al vaglio degli inquirenti, sarà possibile identificare i due banditi, i cui volti non coperti da passamontagna o sciarpe dovrebbero essere stati immortalati. I posti di blocco predisposti dai militari su tutto il territorio versiliese, oltre che ai caselli autostradali dell’A12 e sulle principali arterie della zona, non hanno portato a rintracciare i rapinatori, ma i carabinieri sono certi di risalire ai responsabili. La filiale della CRF è stata oggetto pochi giorni fa anche di un colpo notturno: i ladri, dopo aver scassinato il bancomat, e agendo indisturbati, riuscirono in quell’occasione ad impossessarsi della somma di 15mila euro, facendo perdere le proprie tracce.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 28, 2011 at 12:30 pm  Lascia un commento  
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URANIO, SCIOPERO DELLA FAME: L’ORDINE DEL GIORNO DEL GOVERNO NON CAMBIA LA LEGGE

Uranio, un bluff? “Sembra impossibile ma oggi si può affermare senza ombra di dubbio che i genitori dei militari morti ed i militari ancora malati da uranio impoverito, sono stati presi in giro per l’ennesima volta”. Dopo il sit- in di martedì scorso sotto il Ministero della Difesa, con manifestanti anche dalla Versilia,una delegazione era stata ricevuta e rassicurata e alla stampa presente era stato consegnato il testo di un decreto modificato secondo le istanze dei familiari, rispondenti alla verità acclarata dai tribunali. Ringraziamenti, saluti e soddisfazione da parte di tutti, alcuni genitori avevano anche pianto ma ora che hanno scoperto il “bluff” – sarebbe infatti stato fatto un’ Ordine del Giorno, che è un atto politico che non cambia di fatto il provvedimento – sono distrutti e pronti a tutto. “Non ci sono parole per quanto perpetrato a loro danno – afferma il responsabile dell’Osservatorio Militare – e un gruppo di genitori inizierà molto presto uno sciopero della fame sotto il Quirinale: non serve “autorizzazione” per cominciare, non crediamo che la Polizia manderà i manganelli a colpire i genitori che hanno perso i figli per uno Stato che cerca di annullare con legge sentenze di condanna a suo carico e che non solo uccide ma offende anche la memoria”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 28, 2011 at 12:20 pm  Lascia un commento  
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LA MAGGIORANZA INIZIA A SCRICCHIOLARE, MALUMORI DI LEGA NORD E PER TORRE DEL LAGO SUL’OPERATO DEL SINDACO

Sarà un febbraio molto caldo per il sindaco Luca Lunardini. Oltre alla preannunciata verifica di giunta, che vedrebbe alcuni assessori perdere la propria poltrona, il primo cittadino dovrà anche fare i conti con le forze politiche alleate scontente dell’operato fin qui portato avanti. Il tutto dopo la richiesta di azzeramento della giunta da parte di alcuni suoi consiglieri comunali, alcuni giorni fa. Per quanto riguarda il ‘rimpastino’ il tam tam di voci darebbe tre assessori in uscita, anzichè due come ipotizzato. Ma i posti da rimpiazzare potrebbero essere di più se i mal di pancia che arrivano dalla frazione si tramutassero in coliche. A tuonare contro il sindaco è La Per Torre del Lago che pare abbia chiesto un urgente incontro chiarificatore. Motivo? Il forte malcontento nel direttivo della lista civica torrelaghese per la mancata attuazione degli accordi programmatici sulla frazione Pucciniana stipulati prima delle elezioni. La Per Torre del Lago potrebbe quindi anche decidere, in extrema ratio, in assenza di valide garanzie da parte di Lunardini, di uscire dalla maggioranza ritirando così Antonio Tedeschi dalla carica di assessore al Decentramento, un incarico che doveva garantire ampio margine di intervento alla lista civica e al quale invece sono stati imposti troppi limiti che ne hanno condizionato pesantemente l’operato. Discorso diverso invece quello che riguarda la Lega Nord. Gli uomini del Carroccio locale si sono tenuti in disparte garantendo un tacito consenso fino all’estate scorsa, quando intervennero pesantemente sulla questione della Marina di Torre del Lago non  mandandole certo a dire alla giunta Lunardini. Con l’elezione del primo direttivo del movimento in città, avvenuta lo scorso novembre e grazie al notevole aumento dei consensi, i leghisti locali hanno guadagnato una buona autonomia e adesso sono pronti a bussare alla porta degli alleati per chiedere di essere inclusi e considerati nell’ambito decisionale, dal quale sarebbero stati esclusi. Anche qui saranno fondamentali le garanzie che Lunardini saprà portare specie su sociale, sicurezza e commercio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 28, 2011 at 12:10 pm  Lascia un commento  
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GIORNATA DELLA MEMORIA, IL NONNO PARTIGIANO SI RACCONTA AI RAGAZZI

Shoah: per non dimenticare. “In questo mondo politicamente confuso e accidentato”, scrive Fortunato Menichetti, un nonno partigiano, uno dei pochi ex combattenti ancora vivo, “grazie a quel signore lassù”. “Mi pare doveroso – afferma -, anche come Vice Presidente dei Reduci e Combattenti di Torre del Lago, ricordare, nel giorno della Memoria, tutti i caduti durante le guerre, ma in particolare di quella Resistenza pagata con tanto sangue dal popolo italiano con migliaia di caduti”. Sangue che è scorso a fiumi, sotto ai bombardamenti degli Anglo Americani, nei rastrellamenti, nelle stragi e nei campi di sterminio nazisti. “E in particolare – ricorda il nonno partigiano – il sangue dei miei compagni di lotta, partigiani caduti sul campo di battaglia, per riconquistare la libertà e la democrazia, di cui oggi tutti quanti ne godiamo”. Di qualsiasi estrazione politica e religiosa si appartenga. Far conoscere il dramma dell’ Olocausto ai giovani, in occasione della Giornata della Memoria, ha comunque unito le varie amministrazioni comunali della Versilia – a Pietrasanta al teatro della cittadina è andata in scena la rappresentazione “Esisto ancora, per non dimenticare” mentre a Seravezza si è tenuto un seminario sul tema delle minoranze in Italia dal Risorgimento al ventennio fascista -, anche ricordando chi morì combattendo, in buona fede, dalla parte sbagliata, ossia a fianco degli invasori. “Non dimentichiamo mai”, questo è il monito di uno dei pochi nonni fortunati, scampato miracolosamente più volte alla morte negli scontri a fuoco tra nazifascisti e partigiani, “ perchè la bella Italia non ricada in una nuova dittatura, forse peggiore di quelle che purtroppo ancora esistono sparse nel mondo”.

Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 28, 2011 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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DAVID: “DITEMI DOV’E’ LA MIA FAMIGLIA”, ACCORATO APPELLO DI PAOLINI “SE SONO MORTE VOGLIO DAR LORO UNA DEGNA SEPOLTURA”. IL SINDACO “VIAREGGIO NON E’ LA SICILIA, DA NOI NON ESISTE L’OMERTA’, E CHIUNQUE SAPPIA QUALCOSA PARLI”

Che fine hanno fatto mia mamma e mia nonna?”. David Paolini, figlio e nipote di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne scomparse da Torre del Lago, è angosciato e attende che il mistero che avvolge tutta la vicenda venga svelato, per conoscere finalmente tutta la verità. “Vorrei che i corpi fossero ritrovati per dare loro una degna sepoltura e poter pregare sulle loro tombe”. Parole toccanti quelle del giovane 22enne, che dopo aver presentato denuncia di scomparsa il 29 settembre scorso ha sperato giorno dopo giorno che la mamma e la nonna venissero ritrovate ancora in vita. Oggi, con le ricerche dei cadaveri in corso e le varie testimonianze, quella speranza sembra ridotta a niente e David vuole conoscere la verità su questa storia fatta di degrado. “Se non fossero morte si sarebbero messe in contatto con me – afferma -, o almeno qualcuno le avrebbe viste e le avrebbe segnalate”. I giornali e le tv locali ne parlano da mesi, e persino il programma della Rai “Chi l’ha visto?” si è occupato del caso anche nella puntata di ieri sera ma nessuno sa più niente di loro. “Mia madre mi manca moltissimo – afferma David -, eravamo molto legati, e il fatto di non sapere dove sia mi fa star male”. Da quanto trapelato sul conto corrente di Maddalena a parte gli accrediti della pensione da settembre non è stato fatto alcun prelievo. “Se fosse viva, da qualsiasi parte del mondo – aggiunge David – i soldi le sarebbero serviti, anche solo per mangiare”. Il giovane è visibilmente provato da questo lungo periodo di indagini che fino ad oggi non hanno portato ad alcun risultato concreto. L’impegno dei Carabinieri prosegue, i subacquei dell’Arma cercano ancora nel Massacciuccoli e nel padule, le cui zone vengono scandagliate palmo a palmo. Una delle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti indicherebbe proprio nel lago il luogo dove le due donne sarebbero state gettate. “Invito nuovamente tutti a parlare – è l’ennesimo appello del sindaco Luca Lunardini -, Viareggio non è la Sicilia, da noi non esiste l’omertà e chiunque sappia qualcosa sulle sorti di Velia e Maddalena parli e riferisca alle Forze dell’Ordine”. Ma nessuno, per ora, ha raccolto la voce del primo cittadino. La difesa dello “zio”, affidata all’avvocato Giorgio Paolini, è certa di poter dimostrare che le due donne non vivevano da segregate nel campo di via dei Lecci, e di avere testimoni che le avrebbero viste sia a fare la spesa nel vicino supermercato in via Venezia sia a mangiare al ristorante. Rimane però il fatto che madre e figlia sono letteralmente sparite, che di loro non c’è traccia e che per il momento l’unico iscritto nel Registro degli Indagati rimane Massimo Remorini, accusato dalla Procura di sequestro di persona e circonvenzione di incapace. Da indiscrezioni pare certo che nuovi sviluppi dell’indagine siano ormai molto vicini.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 27, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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URANIO, SIT -IN DAVANTI AL MINISTERO: IERI LA PROTESTA. DEL CASO SE NE STA OCCUPANDO ANCHE LA SENATRICE GRANAIOLA

Uranio, storia di un militare impoverito”, anche se purtroppo i militari malati, e quelli deceduti, a seguito dell’esposizione con le polveri del “killer invisibile” sono tanti. Troppi. Il lenzuolo bianco con la scritta nera è stato sventolato ieri mattina durante il sit-in nella Capitale davanti al Ministero della Difesa. Circa un centinaio i partecipanti, dei quali una ventina arrivati a Roma dalla Versilia, per contestare la commissione di inchiesta parlamentare e per chiedere l’intervento del Ministro Ignazio La Russa. Una protesta educata, e composta, sfociata con l’incontro di una delegazione composta dal portavoce dell’Osservatorio Militare maresciallo Domenico Leggiero, il colonnello Emerico Laccetti e i padri di due militari morti con il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga e i vertici militari. “Il professor Nobile, noto oncologo senese – ha affermato Leggiero durante la conferenza stampa a margine del sit-in – in Commissione Uranio aveva riferito di aver sottoposto 700 paracadutisti della Brigata Folgore del 186mo Reggimento, reduci da missioni nei Balcani, in Iraq, in Somalia, a Timor Est, in Albania , in Afghanistan e in Libano, ad esami clinici con regolare convenzione al Centro Prevenzione Legatumori ma, per parola sia del sottosegretario che dei vertici militari, questo è falso”. A quanto riferito dal portavoce la Difesa non avrebbe mai stipulato alcuna convenzione né con Nobile né con la Lega Italiana Lotta ai Tumori. E questa domanda, rimasta senza risposta, non molte sedute fa fu posta al medico anche dalla senatrice viareggina del PD Manuela Granaiola. “ Circa l’emendamento che aveva “cancellato” le voci uranio e nanoparticelle – ha aggiunto Leggiero – ci è stato assicurato che verranno reinserite”. E’ sicuramente grazie al decreto presidenziale del 2009 che sono ad oggi stati vinti quattro processi da parte dei familiari di altrettanti militari morti, e il “colpo di spugna” che riporterebbe la triste vicenda ad almeno 10 anni prima è, a quanto pare, scongiurato.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on gennaio 26, 2011 at 8:10 am  Lascia un commento  
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