“LE HO VISTE PARTIRE CON UNO STRANIERO”, FRANCESCO TUREDDI RIBADISCE LA SUA VERITÀ. “REMORINI NON È UN SEDUTTORE”

Massimo Remorini è una persona per bene che ha aiutato molta gente. Un seduttore? No, sono state le donne a importunarlo, invaghite di lui, mettendolo anche in difficoltà con la sua famiglia. Lo conosco da tanti anni, ed è innamoratissimo di sua moglie”. Ad affermarlo è l’amico Francesco Tureddi, teste chiave dell’unico iscritto nel Registro degli Indagati per la scomparsa di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi, che anche ieri ha ribadito la sua versione dei fatti resa ai carabinieri della stazione di Torre del Lago: “era il 10 di settembre, al massimo il 12 – ha detto ai microfoni di Ercole Rocchetti di “Chi l’ha visto”, la cui nuova puntata andrà in onda domani sera su Rai 3 -, ed ho visto la Velia e la Maddalena su una Mercedes vecchio tipo, di colore scuro, targata Milano”. Dove fossero dirette, o se avessero con sé dei bagagli, Tureddi non lo sa, ma è pronto a confermare quanto già messo a verbale dai militari dell’Arma anche al Pubblico Ministero Sara Polino, titolare del fascicolo di inchiesta. “Spero che la Procura di Lucca mi chiami presto – ha sottolineato il teste -, così come mi auguro che le ricerche delle due donne si allarghino all’estero. Chi parla male di Remorini lo fa solo per gelosia”. Francesco Tureddi, con un passato “discusso”, noto alle Forze dell’Ordine per alcuni precedenti, è infatti certo che l’uomo al volante della Mercedes, con a bordo le due donne, avesse caratteristiche somatiche o arabe o rumene: “l’unica cosa che non mi ricordo è se avesse i baffi o il pizzo”. Maddalena, a quanto riferito dal Tureddi, camminava con le sue gambe : “un po’ ricurva su se stessa, data l’età, ma sulla sedia a rotelle ci stava solo a volte, per riposarsi” .  Sono però in tanti ad affermare il contrario e addirittura c’è chi, come Donatella Raffaelli, è certo di aver visto l’anziana madre di Velia inerme su un materasso, come in coma. “Se fosse vero perchè non ha chiamato il 118?”, si chiede Tureddi. Fatto sta che di madre e figlia, scomparse ormai da troppo tempo, non si hanno notizie e gli inquirenti, anche a seguito di alcune “soffiate”, sono certi che ormai siano morte, tanto che le ricerche vanno in un’unica direzione: cercare i cadaveri, o quello che di loro resta, nei fondali del Massaciuccoli e del padule. Anche se le voci di Radio Carcere le dicono seppellite. Velia era solita andare alla chiesa di San Antonio, di fronte al comando dei vigili urbani, a prendere il pacco dei viveri: pasta, pelati, olio, fagioli in scatola, biscotti, zucchero e caffè. I frati polacchi, il parrroco padre Letiziano in particolare, se la ricordano bene e nel registro custodito dai religiosi ci sono anche le date: dal gennaio del 2007 fino al giugno del 2009. Poi non l’hanno più vista fino a quando la storia della loro scomparsa è apparsa sulla stampa e sulla tv. La svolta nelle indagini, a questo punto, non dovrebbe essere lontana, anche se per il momento in Procura a Lucca vige il massimo riserbo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on gennaio 25, 2011 at 8:40 am  Lascia un commento  
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