URANIO, SIT -IN DAVANTI AL MINISTERO: IERI LA PROTESTA. DEL CASO SE NE STA OCCUPANDO ANCHE LA SENATRICE GRANAIOLA

Uranio, storia di un militare impoverito”, anche se purtroppo i militari malati, e quelli deceduti, a seguito dell’esposizione con le polveri del “killer invisibile” sono tanti. Troppi. Il lenzuolo bianco con la scritta nera è stato sventolato ieri mattina durante il sit-in nella Capitale davanti al Ministero della Difesa. Circa un centinaio i partecipanti, dei quali una ventina arrivati a Roma dalla Versilia, per contestare la commissione di inchiesta parlamentare e per chiedere l’intervento del Ministro Ignazio La Russa. Una protesta educata, e composta, sfociata con l’incontro di una delegazione composta dal portavoce dell’Osservatorio Militare maresciallo Domenico Leggiero, il colonnello Emerico Laccetti e i padri di due militari morti con il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga e i vertici militari. “Il professor Nobile, noto oncologo senese – ha affermato Leggiero durante la conferenza stampa a margine del sit-in – in Commissione Uranio aveva riferito di aver sottoposto 700 paracadutisti della Brigata Folgore del 186mo Reggimento, reduci da missioni nei Balcani, in Iraq, in Somalia, a Timor Est, in Albania , in Afghanistan e in Libano, ad esami clinici con regolare convenzione al Centro Prevenzione Legatumori ma, per parola sia del sottosegretario che dei vertici militari, questo è falso”. A quanto riferito dal portavoce la Difesa non avrebbe mai stipulato alcuna convenzione né con Nobile né con la Lega Italiana Lotta ai Tumori. E questa domanda, rimasta senza risposta, non molte sedute fa fu posta al medico anche dalla senatrice viareggina del PD Manuela Granaiola. “ Circa l’emendamento che aveva “cancellato” le voci uranio e nanoparticelle – ha aggiunto Leggiero – ci è stato assicurato che verranno reinserite”. E’ sicuramente grazie al decreto presidenziale del 2009 che sono ad oggi stati vinti quattro processi da parte dei familiari di altrettanti militari morti, e il “colpo di spugna” che riporterebbe la triste vicenda ad almeno 10 anni prima è, a quanto pare, scongiurato.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on gennaio 26, 2011 at 8:10 am  Lascia un commento  
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