“SONO VITTIMA DI REMORINI ANCHE IO”: LARISA, 39 ANNI, SIBERIANA RACCONTA LA VICENDA INCENTRATA SULLA VENDITA DELL’AUTO

Capelli neri e lunghi, occhi verdi color del ghiaccio come il fiume Don d’inverno: Larisa Varnavskaya, una 39enne russa nativa della Siberia ma residente a Camaiore, è stata anche lei “vittima” di Massimo Remorini. Anni addietro. “Volevo vendere la mia macchina – ci ha raccontato davanti al caminetto acceso, ricevendoci nella sua casa sulle colline dove vive assieme ai suoi due levrieri russi–, era una Golf Cabrio modello vecchio e avevo accennato la cosa all’officina dove ero cliente. Dopo qualche giorno, una mattina, mi si è presentato alla porta Remorini, dicendomi di essere un amico del mio meccanico”. Larisa non lo conosceva, nemmeno di vista, ma fidandosi della referenza fornita dall’uomo – il meccanico – non ha avuto motivo di dubitare dello stesso, e ha deciso di firmargli una procura a vendere nello studio del notaio Carlo Frati. L’atto porta data 14 ottobre 2004. “La macchina valeva circa mille euro – ha precisato Larisa -, ma i soldi della vendita, ad oggi, li devo ancora vedere”. Dopo avergli firmato la procura, a quanto riferisce la donna, Massimo Remorini è letteralmente sparito, ma la Golf Cabrio circolava tranquillamente: “Ci andava a giro lui, e suo fratello, così mi raccontavano i miei amici e questo mi ha fatto scattare un timore. Se la macchina fosse stata sempre intestata a me, se fosse successo qualcosa, da una banale multa a un incidente stradale, sarebbero venuti a cercarmi, essendo ancora io la proprietaria”. Da una visura al PRA, infatti, sulla vecchia Golf Cabrio non risultava essere mai stato fatto alcun passaggio di proprietà. “ Mi sono ovviamente rivolta a un legale per citarlo in giudizio, non per averei soldi ma per tutelarmi – ricorda Larisa Varnavskaya, mostrandoci la sentenza del giudice di pace Umberto Plaino che il 29 dicembre del 2009 ha dichiarato la perdita del possesso e ordinato al PRA di trascrivere e annotare nel Registro Automobilistico il passaggio, retroattivamente alla data della procura a vendere rilasciata a Massimo Remorini. “Al processo è sempre stato contumace – precisa la donna -, non si è mai presentato a nessuna udienza ed è stato anche condannato a rifondermi le spese di giudizio. “ I mille euro della macchina sono ormai volati – aggiunge Larisa -, e sono certa che non rivedrò nemmeno quelli del processo. Ma c’è chi l’ha passata peggio. Con me non ha fatto il seduttore, ero fidanzata, però ci ha provato con mia mamma che all’epoca, prima di risposarsi con l’attuale marito, era vedova. Quando l’ho incontrato per caso in un supermercato in compagnia di una donna e ho cercato di parlargli dopo un paio d’ore mi ha telefonato per minacciarmi”. La sua vicenda si somma alle tante venute alla luce dopo la scomparsa di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi. “ Se non fosse stato perchè ho letto i giornali, e visto la tv, sarei rimasta zitta”. Ma Larisa non si è limitata a raccontare la sua “storia” al “Nuovo Corriere”: ieri mattina, documenti alla mano, l’ha messa nero su bianco dai Carabinieri.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on febbraio 1, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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