OMICIDIO, E’ CACCIA AL KILLER: SI SCAVA NEGLI AFFARI DI ROMANINI

Ancora nessuna traccia del killer che martedi mattina ha freddato Stefano Romanini sparandogli 15 colpi a sangue freddo sotto la sua casa in via Cesare Battisti, in pieno centro a Camaiore. La polizia sta dando la caccia a un uomo alto e magro, un killer non professionista, forse dell’est, ingaggiato da un mandante, che ha sparato all’impazzata, con sei colpi su quindici andati a segno: due all’addome, due al braccio e al fianco destro. Le indagini, da ieri, sembrano aver preso una precisa direzione, il cerchio si starebbe infatti per stringere: movente passionale escluso, e pure la mano della criminalità organizzata, per gli inquirenti – Commissariato di Polizia di Viareggio e Squadra Mobile di Lucca, coordinati dal pubblico ministero Fabio Origlio – la pista giusta sarebbe infatti quella economica. L’avvertimento a colpi di pistola contro la sua vecchia jeep poco prima di Natale, non denunciato dalla vittima, e lo scritto consegnato dalla moglie agli uomini dell’Anticrimine contenente la “confidenza” del suo timore che gli succedesse qualcosa di brutto, sono due elementi sui quali gli investigatori puntano la loro attenzione. In quella sorta di lettera ci sarebbe infatti un nome preciso. Tra le persone interrogate, oltre ai parenti e le persone che in un modo o in un altro hanno avuto a che fare per lavoro con Romanini, c’è anche il cugino Roberto – ex socio nella R.B. Escavazioni – che la mattina del delitto si trovava a Torino: un personaggio chiave? Forse, e come persona informata sui fatti. Le loro strade lavorative, per qualche dissapore noto a tutti, si sono divise la scorsa estate, quando Roberto rimane nella R.B. e Stefano costituisce, a nome della figlia maggiore, la Serena Scavi. Gli investigatori stanno cercando di capire che odiasse Stefano Romanini a tal punto da ucciderlo, o se chi ha sparato avesse invece solo l’intenzione di gambizzarlo. La vittima era forse finita nelle mani dell’usura? Dietro all’omicidio c’è forse qualche creditore? Tra i dati certi quello che il sicario conoscesse bene la zona: scappato a piedi in via Fonda si è poi dileguato imboccando strade non trafficate. Mentre si attende che venga fissata la data dell’autopsia la famiglia fa appello a chiunque possa fornire elementi utili all’indagine di rivolgersi alla Polizia.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on febbraio 11, 2011 at 12:45 pm  Lascia un commento  
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