SI CERCANO I RESTI DELLE DUE DONNE, TORNANO I RIS PER TROVARE TRACCE DEI CORPI BRUCIATI. MILITARI DELL’ARMA AL LAVORO PER VERIFICARE LE RIVELAZIONI CHOC DI FRANCESCO TUREDDI

Tornano a Viareggio i militari del Racis di Roma. Dopo le rivelazioni choc di Francesco Tureddi, uno dei quattro indagati del giallo delle due donne scomparse dal “campo degli orrori” a Torre del Lago, i carabinieri cercano riscontri, anche attraverso gli accertamenti scientifici. Se davvero, come affermato da “Cecchino”, i corpi di Claudia Velia Carmazzi e sua madre, Maddalena Semeraro, che gli inquirenti ritengono ormai da tempo morte, sono stati bruciati nel bidone/ fusto per l’olio poi gettato in un cassonetto a Pietrasanta, il quadro accusatorio cambierebbe notevolmente. Per lo “zio” Massimo Remorini e la sua amante Maria Casentini ai capi di accusa formulati dal Gip Marcella Spadaricci nella sua ordinanza si aggiungerebbe l’omicidio volontario, aggravato dall’ efferratezza. Tureddi, “aiutante” del principale indagato, lo “zio” Massimo Remorini che lunedì mattina è finito in carcere a Lucca, ha riferito tra l’altro di aver visto il corpo dell’anziana nonna di David e Sabrina Paolini mezzo bruciato, e con il cranio fracassato, e di aver provveduto in prima persona, così come richiestoli dall’amico, a caricare sul Berlingo lo stesso avvolgendolo in un coprimaterasso, per poi sbarazzarsense gettandolo in un cassonetto dei rifiuti nella zona dell’inceneritore del Pollino. Sia il cassonetto che il furgone sono stati sequestrati dai Carabinieri di Viareggio che conducono le indagini coordinate dal Pm Sara Polino. Entrambi saranno ora analizzati dai reparti speciali dell’Arma, il cui arrivo a Viareggio è atteso nei prossimi giorni. Il fusto indicato da Francesco Tureddi per ora non si trova, i militari lo hanno cercato per ora senza esito nell’area dove vengono scaricati i rifiuti metallici. Ricostruire il percorso dei rifiuti per ritrovare i resti delle due donne, che “Cecchino” ha affermato essere stati chiusi in due grossi sacchi dell’immondizia e poi gettati nei bidoni dei rifiuti, non è un’impresa facile. Ma ritrovare almeno qualche resto di Velia e Maddalena è una priorità per gli inquirenti, per dare alle stesse una degna sepoltura e una tomba, ai familiari, dove poterle piangere. I rifiuti gettati nei cassonetti, in Versilia, finiscono nell’impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto, per poi essere inviati in altri siti a seconda della loro tipologia. Resta da capire, ora, se i resti siano ancora a Pioppogatto, e se invece siano finiti in altro luogo, dove in questo caso potrebbero essere stati distrutti. Quello che si sta delineando – hanno affermato gli avvocati Alberto e Francesco Consani, che tutelano gli interessi di David Paolini, figlio e nipote delle due donne – è un quadro molto grave”. Da quanto riferito da Tureddi, diventato da due giorni il grande accusatore di Remorini e della Casentini, la condanna a morte di Velia e Maddalena sarebbe scattata quando, dopo aver capito di essere state raggirate dallo “zio”, lo avrebbero minacciato di denuncia. “Le nostre prossime mosse – hanno precisato i legali della parte offesa – saranno tutte mirate a garantire alla famiglia il risarcimento danni, chiedendo l’annullamento dei rogiti degli immobili di via Machiavelli e via della Caserma e il sequestro non solo degli stessi ma anche del chiosco Da Bosco e Riviera”. David è rimasto sconvolto da quanto visto ai tg e a “Chi l’ha Visto?” e letto sui quotidiani: “per lui – ha precisato l’avvocato Alberto Consani – la speranza di ritrovare i corpi della mamma e della nonna è morta con la confessione pubblica di Tureddi”.Sono sempre le donne l’anello debole”. Il commento sull’epilogo del giallo è dell’avvocato Fabrizio Miracolo che nella fattispecie tutela gli interessi di Raffaella Villa, l’architetto di Como che ha venduto la sua casa in via Pisacane tramite l’intermediazione di Remorini alla famiglia dell’avvocato Giunio Massa e che dopo il rogito si è vista sparire i soldi dal suo conto corrente. “In questo caso – ha precisato Miracolo – non c’è una relazione con le donne scomparse ma come scritto anche negli atti del Pm e del Gip la decisione del magistrato ha posto in evidenza uno stesso elemento, ossia l’essersi approfittati della ‘deficienza psichica’”. “La mia assistita – ha aggiunto il legale – vive in uno stato di totale abbandono in una pensioncina al Marco Polo, e con due figli, ha perso tutto, casa e soldi, e mi sarei aspettato un provvedimento cautelare reale”. Si è innocenti fino a prova contraria, ma, afferma Miracolo, “coloro che si sentono aggrediti dalla stampa o dai legali difensori delle parti offese bene farebbero a restituire il maltolto, o per lo meno a metterlo a disposizione”. Fino a giudizio penale concluso.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on febbraio 25, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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