INDAGATO UN COMPAGNO DI SCUOLA, AVREBBE CEDUTO LUI LA DOSE A SAMUELE TOFANELLI DOPO AVERLA COMPRATA A SCAMPIA

C’è un indagato nell’inchiesta sulla morte di Samuele Tofanelli, lo studente di 20 anni morto durante una gita scolastica a Napoli. Si tratta di un giovane, un compagno di scuola che gli avrebbe venduto le dosi mortali di droga acquistate nel quartiere Scampia e che ora è accusato di cessione di stupefacenti e della morte come conseguenza di altro reato. L’acquisto della droga sarebbe avvenuto venerdi sera quando Samuele in compagnia di altri studenti sarebbe andato a rifornirsi a Scampia, vero e proprio punto di riferimento per i tossicodipendenti di Napoli e non solo, e per coloro che cercano lo “sballo”. Il giovane indagato avrebbe acquistato la droga da uno spacciatore di Scampia non ancora identificato. L’autopsia sul corpo di Samuele, fissata per ieri, è stata rinviata a domani. Ad eseguirla sarà  il medico legale incaricato dal Pubblico Ministero di turno della Procura di Napoli, dottoressa Maria Laura Morra,  e servirà a far luce sui motivi del decesso avvenuto all’alba di sabato scorso in una camera dell’hotel Magri’s, a due passi dalla stazione ferroviaria. Il ragazzo, che frequentava il terzo anno dei corsi serali presso l’ istituto d’arte Passaglia di Lucca, era arrivato venerdi a Napoli, in gita scolastica. Sono stati i due compagni di camera ad avvisare il 118 la mattina di sabato, poco prima delle 7, sentendolo rantolare. Ma quanto il personale medico è arrivato all’albergo per il giovane studente non c’era più nulla da fare. La Squadra Mobile di Napoli, con il suo dirigente Vittorio Pisani, ha ascoltato come persone informate sui fatti sia il preside dell’istituto lucchese che tutti i compagni. E nel corso delle ore si è arrivati a trovare la persona che avrebbe ceduto la dose. Di origine sud americane Samuele era stato adottato. Il padre Marco è titolare di una attività di floricoltura a Torre del Lago, la madre Simonetta Pighini, insegna storia e filosofia al classico Carducci di Viareggio. Mentre l’estate faceva la stagione al ristorante di uno stabilimento balneare della Darsena, Samuele d’inverno aiutava il padre Marco nella serra. A detta dei genitori, partiti subito alla volta di Napoli, il loro figlio era sanissimo, e non aveva mai accusato problemi di salute in passato.La risposta sulla morte la potrà fornire solo l’anatomopatologo, e l’esame tossicologico.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on marzo 15, 2011 at 4:30 pm  Lascia un commento  
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