“DISPARITA’ DI TRATTAMENTO PER I LOCALI DELLA MARINA”, IL TITOLARE DEL FRAU SI DIFENDE CONTRO LA RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELLA LICENZA

Avviato il procedimento amministrativo per la sospensione delle autorizzazioni amministrative del Frau, all’indomani dell’accoltellamento dei due ragazzi genovesi da parte di un giovane fiorentino avvenuto la notte tra il 5 e il 6 marzo scorso, il titolare del famoso locale di Marina di Torre del Lago, tramite il suo legale di fiducia avvocato Giorgio Nicoletti, ha presentato alla Questura di Lucca una memoria difensiva. Gli altri due episodi, oltre a quello di marzo, sui quali si fonda l’avvio di procedimento ex articolo 100 del Tulps nei confronti della discoteca, sono avvenuti il 7 novembre e il 26 dicembre dello scorso anno: una denuncia contro ignoti presentata da un cittadino senegalese per lesioni a suo dire “patite all’interno del locale a seguito di un’aggressione”, e un intervento dei militari dell’Arma chiamati dai responsabili della sicurezza del locale per una trans brasiliana in evidente stato di agitazione psicomotoria. “In tutti e tre gli episodi – afferma il legale –, posti dai carabinieri a sostegno della domanda di emissione di un provvedimento di sospensione della licenza, non si pone in evidenza come il comportamento del mio cliente e degli addetti alla sicurezza ( dipendenti dell’agenzia Isa Tuoring di Firenze che si avvale dell’opera di professionisti formati secondo la legge 94 del 2009 ) siano esenti da censura”. Sono infatti stati loro a intervenire per porre rimedio alle situazioni createsi, e a chiamare le Forze dell’Ordine e il 118, impedendo che le cose degenerassero. “Non solo – aggiunge l’avvocato Nicoletti – il Frau è dotato di tutte le misure di sicurezza previste dalla legge, incluso il metal detector, e ci amareggia il fatto del tutto singolare che per episodi analoghi avvenuti in locali a poche centinaia di metri da quello del mio assistito non siano mai stati adottati provvedimenti analoghi, e che nonostante tutto continuino imperterriti a lavorare senza avere i requisiti di sicurezza e nemmeno la licenza di intrattenimento come quella del locale di Noto”. “E’ forse necessario inscriversi a qualche associazione Arci di gay, trans o lesbiche – aggiunge il legale nella sua memoria depositata in questura – per evitare controlli e conseguenti coercitive chiusure del locale?”. E al di là dello spirito polemico il legale di Stefano Noto ha messo in evidenza anche il fatto che nel processo ancora pendente contro il presunto accoltellatore dei due giovani genovesi il suo assistito si è persino costituito parte civile nei confronti dell’imputato, per evidenziare il suo completo distacco dagli episodi avvenuti e la vicinanza ai ragazzi feriti. “Il titolare del Frau – conclude l’avvocato – accetta il rischio della sospensione della licenza, con il conseguente e ingiusto danno economico e di immagine, ma non intende tacere di fronte alle palesi disparità di trattamento che farà valere in tutte le sedi, sia giudiziarie che mediatiche”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on aprile 20, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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