LAVORATORI STAGIONALI, RISCHIO CONTRATTI AL NERO: PER CHI E’ IMPIEGATO NEL TURISMO AMMALARSI E’ UN LUSSO

Riprende la stagione turistica e tornano puntuali le “dolenti note”, che tutti sanno ma pochi vogliono dire. La situazione del lavoro stagionale a Viareggio, come in Versilia, peggiora anno dopo anno. E la precarietà aumenta, come aumentano i contratti a chiamata fatti anche fuori dalle norme dai datori di lavoro, pur sapendo tutti che nè il contratto del commercio nè quello del turismo ammettono tale possibilità.

“In realtà il lavoro a chiamata serve solo per mascherare il lavoro nero – afferma il segretario provinciale della Filcams Cgil Massimiliano Bindocci -, in Versilia abbiamo ancora degli accordi di oltre 20 anni che riconoscono qualche trattamento economico in più, ma la realtà è che l’applicazione delle regole è solo una eventualità, e per un lavoratore del turismo ammalarsi è un lusso ed infortunarsi è un reato”. Spesso al Pronto Soccorso gli infortuni vengono denunciati come incidenti domestici. “Anche in realtà che sono al top, come dice di essere il Principe di Piemonte, – aggiunge il sindacalista – abbiamo un numero spropositato di contratti a chiamata e una serie di appalti a ditte esterne. Per parlare con chi gestisce le cucine e le camere dell’hotel dobbiamo telefonare a Vicenza, e recentemente, anche al Principe, abbiamo registrato la richiesta di cassa integrazione e riduzione dei servizi”. Immaginiamoci altrove… “Di fatto l’unica cosa vera e nera che c’è in Versilia non è la bandiera degli stabilimenti balneari che protestano per il timore di regole, – aggiunge Bindocci – ma è il lavoro di chi si vede costretto a fare il dipendente in contesti dove l’unica regola che esiste è la prepotenza del titolare”. L’emergenza occupazionale ha reso oggi ancora più drammatica questa piaga e di conseguenza peggiorano le condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori stagionali, non esiste il rispetto delle regole e soprattutto non ci sono garanzie per la sicurezza di chi lavora. “C’è anche una omertà vertiginosa – sostiene il segretario provinciale – che si può paragonare a quella nei territori della malavita organizzata”. Ma non si può aspettare che nasca un Saviano tra i lavoratori versiliesi. La Filcams ha in programma una campagna di informazione anche provocatoria su questo tema: il vero problema del lavoro sulla costa è la legalità. E il dato è dimostrato da un riscontro oggettivo: tra domande di disoccupazione e vertenze ogni anno oltre 1000 lavoratori si rivolgono agli uffici della Cgil diViareggio,Torre del Lago e Pietrasanta. Una spirale senza fine e che peggiora sempre.”Il consiglio comunale straordinario i comuni della Versilia dovrebbero farlo sul lavoro nero e sulle condizioni dei lavoratori del turismo in Versilia – sentenzia Bindocci – anche se i casi più diffusi oltre il nero tout court sono i contratti truffa come le collaborazioni a progetto, le associazioni in partecipazione e part time ridottissimi in cui il maggior numero delle ore sono fuori busta”. Senza parlare degli stage, che sempre più spesso sono solo un velo che copre il lavoro nero, e sono diffusi anche in qualche supermercato. “Il turismo sarebbe una vera e propria industria – conclude Bindocci – ma qui in Versilia è gestito tutto a livello familiare, e questa è una risorsa ma anche un limite”. Intanto la ricerca di un lavoretto per l’estate è partita. E tra gli aspiranti bagnini, baristi e commesse stagionali ci sono, oltre che studenti, tantissimi disoccupati risucchiati nel vortice della crisi e dei licenziamenti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on maggio 29, 2011 at 10:15 am  Lascia un commento  
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