CADAVERE NEL CANALE, DRAMMA IN PORTO: LA VITTIMA E’ UN MILANESE


Giallo in porto. Il corpo ormai senza vita di un uomo, identificato solo in tarda serata, è stato ritrovato ieri mattina poco dopo le 8 nel canale che collega le darsene Europa e Italia, difronte al cantiere Del Carlo. A notare il cadavere che stava galleggiando, e a dare immediatamente l’allarme, è stato Stefano Cialfi, un operaio che era appena salito su una zattera per pitturare la barca ormeggiata per dei lavori di manutenzione. Imbarcazione, la Red, iscritta nel Registro Navale di Carrara, che è poi risultata essere intestata alla ditta del padre del morto. “Quando ho visto affiorare il corpo ho subito chiamato la Capitaneria di Porto – ha affermato il verniciatore ancora sotto choc. E sul posto sono arrivati i marinai della Guardia Costiera, i Carabinieri e la Polizia, mentre il Pm di turno, la dottoressa Elena Leone, ha subito disposto che fosse il medico legale Stefano Pierotti ad effettuare i primi riscontri sul cadavere. Dai primi esami non sono emersi segni di violenza, a parte piccole escoriazioni su un polso, su un gomito e al collo. Troppo poco per pensare ad una morte violenta. L’ipotesi più accreditata è quella di una caduta accidentale – forse mentre l’uomo stava scendendo dalla barca, o camminando sulla banchina -, e successivo annegamento. La Procura di Lucca, prima di disporre l’autopsia, attende le risposte delle analisi in base ai prelievi di urine e sangue eseguiti ieri mattina nel reparto di Medicina Legale dell’Ospedale Unico “Versilia” dallo stesso anatomopatologo. Esiti tossicologici previsti per domani. Privo di documenti, apparentemente sui 30/35 anni, media statura, corporatura snella, capelli neri e riccioli, l’uomo al momento del ritrovamento era scalzo con indosso un paio di pantaloni di lino chiari e una maglietta bianca, e un cellulare in tasca. E proprio dal telefono sono iniziate le prime indagini: intestatario della Sim è risultato essere Filippo Gibellini, un milanese di 38 anni organizzatore di eventi, pubbliche relazioni, molto conosciuto negli ambienti marinari. L’uomo aveva portato a riparare una barca storica di 23 metri intestata ad una società che fa capo alla sua famiglia, proprio al cantiere Del Carlo dove ieri mattina, nelle acque del canale antistante, è stato trovato morto. La sua Mercedes Classe A era parcheggiata a pochi metri dalla banchina. Per l’identificazione è stato però necessario l’arrivo dei parenti da Milano. Ma il vero giallo – le indagini sono affidate ai Carabinieri e alla Capitaneria – è capire il motivo della sua caduta in acqua, e dove, e con chi, il giovane lombardo abbia trascorso le ore precedenti il suo annegamento. Quando Filippo Gibellini – che pare essere venuto a Viareggio da solo – è caduto in acqua non c’erano testimoni. Una volta sbrigate le formalità di rito per il nullaosta il corpo sarà trasferito per le esequie nel capoluogo lombardo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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