SCONTRINO, QUESTO SCONOSCIUTO: BEN IL 35% DI BAR E RISTORANTI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI E’ STATO PIZZICATO IN FALLO

Lo scontrino … questo sconosciuto. Ma i controlli da parte dei militari delle Fiamme Gialle non si fermano. Anzi, in un momento come questo, dove se tutti si pagasse le proprie tasse senza evadere, non ci sarebbe necessità di manovre, e manovrine, per risanare i conti, e tappare i buchi, di milioni e miliardi di euro, l’operato della Guardia di Finanza è oltre modo doveroso. Le verifiche hanno riguardato, in questo ultimo mese, soprattutto il rilascio degli scontrini fiscali nei bar e nei ristoranti degli stabilimenti balneari di tutta la costa versiliese. Circa 400 i bagni passati al setaccio, con una percentuale di evasione pari al 35%. Un malcostume diffuso, e tutto italiano, quello dello scontrino “dimenticato”. Come tutte italiane sono le scuse quando si viene sgamati. Prendere un gelato al figlio, piuttosto che bere un caffè o un succo di frutta al banco, e dire “segnamelo”, pago a fine giornata non è regolare, spiega il comandante della Guardia di Finanza di Viareggio: “lo scontrino va sempre emesso, anche se non c’è l’immediata corresponsione del dovuto”. Anche quando la consumazione viene offerta. La sanzione per gli evasori è poco più di 500 euro, ma tra gli esercizi sanzionati ci sono anche coloro, che nonostante le svariate verbalizzazioni, si ostinano a non emettere gli scontrini: errare humanum est, perseverare diabolicum, dicevano i latini. E il rischio, in caso di recidiva, la chiusura temporanea. “Un particolare curioso – racconta il comandante della Guardia di Finanza – è che a stupirsi della sanzione, sono più i clienti che il titolare”. In certe occasioni ci sono anche state “scene” imbarazzanti, al limite dell’ aggressione verbale, e dell’oltraggio a pubblico ufficiale, nei confronti del finanziere di turno che stava svolgendo il suo dovere di controllo. Le verifiche sull’evasione, oltre agli stabilimenti balneari, in questo ultimo fine settimana hanno anche riguardato la fiera di Sant’Ermete, con i militari, in divisa e in borghese, tra le tante bancarelle che nel giorno del patrono di Forte dei Marmi hanno affollato il centro cittadino. Le sei pattuglie hanno beccato, tra chi vendeva panini, bibite o abbigliamento, 20 evasori di scontrino, su 60 ambulanti controllati. Il Forte, lo scorso 28 agosto, è stato anche letteralmente preso d’assalto da vu’ comprà e da merce contraffatta, e la pattuglia in borghese ha monitorato le attività abusive, non togliendo loro la merce, per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Azioni di repressione, in quella circostanza, con il fuggi fuggi tra la folla, avrebbe potuto creare troppo scompiglio. Il monitoraggio è invece servito per capire chi sono i venditori abusivi di merce contraffatta e dove si approvvigionano, per poi effettuare un blitz alla fonte.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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Published in: on agosto 31, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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FA TESTA CODA E SCORRAZZA IN PASSEGGIATA, DENUNCIATO 30ENNE

Notte brava finita con una denuncia, per un 30enne di Camaiore. Quell’auto di lusso, una Bmw Z4, che dava spettacolo sulla zona pedonale del lungo mare del Lido di Camaiore alle 1 di notte non è certo passato inosservato a chi era presente. Sgommate, corse folli e tanto di testa coda da far invidia ad un pilota di formula 1. Con l’unica differenza che lo scenario delle acrobazie non era il circuito del Mugello. La chiamata al 113 è stata un atto dovuto, visto il pericolo per i tanti pedoni, sia residenti che turisti, che a quell’ora, in una notte di fine estate, affollavano la passeggiata lidese. Quando una pattuglia della sottosezione della Polizia Stradale è intervenuta sul posto gli agenti non hanno creduto ai loro occhi. La scena da film descritta da chi si era messo in contatto con la Sala Operativa era infatti vera. Con un particolare in più: oltre a chi si era fermato attonito ai bordi della strada c’erano anche gli spettatori dall’alto, affacciati alle finestre dei vari hotel vista mare. Ai poliziotti non è rimasto che fermare il pilota e sottoporlo all’alcoltest. Risultato positivo, con un tasso di 1.95, per il 30enne, al quale gli agenti hanno ritirato la patente per un anno ed elevato una multa, è scattata la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza. La Bmw, di proprietà di una ragazza, non è invece stata sequestrata.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 31, 2011 at 9:20 am  Lascia un commento  
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L’EX CALCIATORE VINICIO MAGRINI SALVA UNA RAGAZZA IN MARE, LA CAPITANERIA LO RINGRAZIA

L’ex calciatore viareggino, Vinicio Magrini, e il Comandante della Guardia Costiera di Viareggio si sono incontrati ieri mattina nei locali della Capitaneria di Porto. Il noto calciatore, alla fine dello scorso luglio, si è reso protagonista di un coraggioso intervento di salvataggio in mare, nelle acque antistanti la spiaggia libera della Darsena di Viareggio, allorché resosi conto che una undicenne del Cremonese era in difficoltà non ha esitato a tuffarsi in acqua, raggiungere la ragazzina e condurla in salvo. Un intervento perfettamente riuscito, durante il quale il Magrini, anche per le condizioni particolarmente agitate del mare, ha rischiato la vita, tant’è che l’ambulanza intervenuta sul posto lo ha accompagnato in ospedale per accertamenti, mentre la giovane salvata non ha avuto bisogno delle cure dei sanitari. Il Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, informato circa l’evento dal proprio personale intervenuto sul posto, di fronte ad un simile atto, in cui una persona così attempata ha messo in pericolo la propria incolumità per salvare una giovane vita, non ha potuto fare a meno di manifestargli con una lettera personale, quale Autorità Marittima, i propri sentimenti di stima, auspicando un incontro ed invitando quindi il Magrini presso la sede della Capitaneria di Porto, fiducioso che un momento così speciale avrebbe – come lo è stato – costituito motivo di arricchimento umano personale nonché stimolo e sprone per i cittadini tutti. La Guardia Costiera di Viareggio è stata ben lieta che l’invito sia stato favorevolmente accolto, così gli uomini in divisa bianca hanno potuto conoscere personalmente un concittadino che ha mostrato, con i fatti, di condividere la cultura del mare e gli stessi ideali che animano gli uomini e le donne della Capitaneria i quali, quotidianamente, perseguono, tra i prioritari compiti d’istituto, proprio la salvaguardia della vita umana in mare, come peraltro il personale del Corpo conferma ai migranti che attraversano il bacino del Mediterraneo alla ricerca di migliori fortune. Un incontro sobrio quello fra il Comandante ed il 78enne Magrini, intervenuto assieme alla figlia, caratterizzato anche da un attimo di commozione dell’ex calciatore e suggellato infine dalla consegna del “crest” della Capitaneria Viareggina; simbolo di gemellaggio e di comunione di ideali e di umana solidarietà marinaresca.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 31, 2011 at 9:10 am  Lascia un commento  
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ONORIFICENZA AL MERITO AL CAPO STAZIONE CARMINE MAGLIACANO

Onorificenza al merito civile per la Strage di Viareggio, quella consegnata ieri dal Sindaco Luca Lunardini, a seguito di nota del Dirigente Area Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno nonché della Prefettura di Lucca, al capo stazione Carmine Magliacano che nella notte fra il 29 e il 30 giugno 2009 si trovava in servizio alla stazione come Dirigente Movimento. In quella tragica notte, alle ore 23,48, durante il transito del treno 50325, proveniente da La Spezia, Magliacano, avvertendo il forte rumore causato dal deragliamento delle cisterne del convoglio dalla sede ferrata, chiuse con immediata prontezza, nonostante la difficile situazione e la tensione del momento, il segnale di protezione esterno facendo così fermare il treno IC546 in procinto di entrare nella Stazione di Viareggio e subito dopo, con estrema lucidità ed alta professionalità e encomiabile assunzione di responsabilità, ha avvertito il DCO di Pisa al fine di bloccare la circolazione dei treni sulla linea tirrenica e il DCO di Lucca per fermare alla stazione di Massarosa il treno 3098 proveniente da Firenze. Alla vista delle esplosioni  provocate dalla fuoriuscita del gas dal carro cisterna, il capostazione premiato, intuendo da subito la gravità della situazione, si attivò prontamente richiedere i primi soccorsi. Carmine Magliacano, di 51 anni, ricopre l’incarico di Capostazione dal 1980: “Ho ritenuto doveroso e soprattutto profondamente giusto – ha affermato il primo cittadino – contribuire al riconoscimento dell’operato del nostro Capostazione in quella terribile notte. In un momento in cui i boati squarciavano il silenzio della  notte e le fiamme la illuminavano dolorosamente, Magliacano con freddezza di nervi ed indiscussa  professionalità ha intrapreso tutte quelle azioni che avrebbero impedito che una strage quale quella che è stata non divenisse un ecatombe”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

 

Published in: on agosto 31, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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ASSALTANO LA BANCA COI COLTELLI DA CUCINA

Giornata nera per la Versilia, nuovamente alla ribalta per il crimine. A colpire, poco prima di pranzo, la banda del coltello con una rapina in banca. L’ennesima di questo 2011. Ancora una volta è stato un Istituto di Credito la vittima prescelta dei banditi di turno. Era circa mezzogiorno e mezzo, ieri, quando due malviventi con il viso parzialmente travisato sono riusciti ad eludere i controlli del metal detector e ad entrare nell’ agenzia del Monte dei Paschi di Siena di via Italica a Lido di Camaiore e ad uscire con un bottino che si aggira, euro più euro meno, sui diecimila euro. I rapinatori, entrambi italiani, come descritti dai testimoni presenti al fatto, ma senza nessuna particolare inflessione dialettale, uno sui trenta/trentacinque anni e l’altro sui venti, armati di due coltelli da cucina, che hanno estratto appena dentro, hanno minacciato l’unico dipendente presente alla cassa e si sono fatti consegnare il malloppo. Una manciata di minuti, tutto è filato liscio, nessuno si è fatto male, e nessuno è stato colto da malore, ma per i due clienti che hanno assistito alla scena impietriti dal terrore, e per il cassiere, tenuti sotto tiro, è sembrata un’eternità. Poi i due banditi, uno alto e l’altro di bassa statura, si sono dati alla fuga senza lasciare tracce apparenti. Completamente all’oscuro di cosa stesse accadendo nel salone il direttore della banca, che si trovava nella sua stanza, vicina al luogo del crimine ma con la porta chiusa, che non si è accorto di niente. Appena varcata la soglia del Monte dei Paschi i due malviventi si sono dileguati a piedi lungo la via Italica, dove con ogni probabilità avevano un mezzo parcheggiato, o un palo ad attenderli in macchina. Nonostante l’immediato allarme al 113, la cui sala operativa ha subito inviato sul posto due pattuglie della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Viareggio, dei rapinatori si erano già perse le tracce. Mentre gli uomini della Polizia Scientifica e della Reparto Anticrimine hanno provveduto ad effettuare i rilievi delle impronte digitali e ad acquisire i filmati delle telecamere di video sorveglianza poste all’ esterno e all’interno della banca, per raccogliere elementi e particolari utili al riconoscimento dei banditi e alle indagini, le ricerche sono proseguite per tutto il pomeriggio. Per ora in mano agli inquirenti ci sono soltanto le dichiarazioni dei testimoni, ma una volta estrapolati i frame dai filmati, per i due criminali le ore saranno contate.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 30, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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CON MAZZE E PICCONI RAPINANO I CASELLANTI ALL’AUTOSTRADA

Arancia Meccanica in autostrada. Con tanto di rapina. Attimi di terrore ieri alle prime luci dell’alba al casello di Massarosa, quando da una Mercedes SW probabilmente rubata, erano circa le 4, sono scesi quattro uomini con il volto travisato e armati di picconi, mazze, martelli e cacciaviti. Sicuri di poter agire indisturbati, senza la presenza degli esattori all’interno del box, e di poter forzare la cassa automatica, si sono invece trovati davanti due casellanti della Salt e minacciandoli li hanno costretti a consegnare loro l’incasso dei pedaggi autostradali. Poi, rimontati in auto, hanno sgassato e si sono dati alla fuga imboccando la Bretella a velocità sostenuta. Magro il bottino, solo 630 euro, ma tanta la paura per i due dipendenti della Società Autostradale che appena rimasti da soli e superato lo chok, si sono subito messi in contatto con la centrale operativa del 113. Massima allerta, anche perchè dopo nemmeno mezz’ora i soliti malviventi hanno ripetuto la  rapina con le medesime modalità  al casello autostradale di Pisa Centro portando via ben 2500 euro, e sul tratto autostradale che collega Viareggio a Lucca, come sull’A12 Livorno – Genova e la Firenze Mare sono confluite, a sirene spiegate e con i lampeggianti accesi, numerose pattuglie della Polizia Stradale, dal comando provinciale e dalla sottosezione. Oltre ai molteplici posti di blocco effettuati ai vari svincoli e sulle principali arterie della Versilia. La caccia ai quattro banditi, datisi alla fuga con il malloppo, non ha però, purtroppo, portato a nessun risultato. I criminali sembrano, almeno per il momento, essere svaniti nel nulla ma le ricerche, supportate anche dai filmati delle telecamere, non si fermano. Massimo riserbo da parte degli inquirenti, con indagini a 360 gradi. Anche se, da quanto trapelato, la Polstrada starebbe già seguendo una pista precisa e nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 30, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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SANT’ERMETE TRA FIERA E ABUSIVI, SUPERMULTA DA 5MILA EURO. SVENTATO FURTO IN UNA VILLETTA

Arancia Meccanica in autostrada. Con tanto di rapina. Attimi di terrore ieri alle prime luci dell’alba al casello di Massarosa, quando da un’autovettura, erano circa le 4, sono scesi quattro uomini con il volto travisato e armati di picconi che hanno minacciato il dipendente Salt, costringendolo a consegnare loro l’incasso dei pedaggi autostradali. Poi, rimontati in auto, hanno sgassato e si sono dati alla fuga imboccando la Bretella a velocità sostenuta. Magro il bottino, solo 630 euro, ma tanta la paura per il casellante che appena rimasto da solo, e superato lo chok, si è subito messo in contatto con la centrale operativa del 113. Massima allerta, e sul tratto autostradale che collega Viareggio a Lucca, come sull’A12 Livorno – Genova e la Firenze Mare sono confluite, a sirene spiegate e con i lampeggianti accesi, numerose pattuglie della Polizia Stradale, dal comando provinciale e dalla sottosezione. Oltre ai molteplici posti di blocco effettuati ai vari svincoli e sulle principali arterie della Versilia. La caccia ai quattro banditi, datisi alla fuga con il malloppo, non ha però, purtroppo, portato a nessun risultato. I criminali sembrano, almeno per il momento, essere svaniti nel nulla ma le ricerche, supportate anche dai filmati delle telecamere, non si fermano. Massimo riserbo da parte degli inquirenti, con indagini a 360 gradi. Anche se, da quanto trapelato, la Polstrada starebbe già seguendo una pista precisa e nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Published in: on agosto 30, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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LA RICOMPENSA PIU’ BELLA PER UN MEDICO? IL SORRISO DELLE MAMME

Equità, intesa come accessibilità per tutti senza distinzione fra ricchi, poveri, immigrati regolari, irregolari, pazienti private o provenienti da percorso istituzionale gratuito quale è il consultorio. Sicurezza, ossia medici e ostetriche dedicate, anestesista e neonatologo sempre. Qualità, ovvero applicazione delle evidenze scientifiche più aggiornate. Gratuità delle cure e del parto sia in ospedale che sul territorio. E poi ancora trasparenza, tutto alla luce del sole, e scritto sul “partogramma”, controllo del dolore, eccellenza della diagnostica prenatale – la villocentesi nell’area vasta la pratica solo il “Versilia” e l’ospedale di Pisa -, assistenza domiciliare di un’ostetrica a casa della donna dopo la dimissione, e riabilitazione del pavimento pelvico per le donne che ne hanno bisogno per conseguenze uroginecologiche del parto, cioè incontinenza urinaria, danno questo che si può verificare più facilmente per i parti precipitosi. Forse ci sarebbero anche tante altre eccellenze nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Unico “Versilia”, ma il primario Giovanni Paolo Cima si ferma a questo, che è comunque tanto: “Non voglio esagerare – afferma sorridendo aggiungendo che è comunque allo studio anche una convenzione con alcune palestre private per attività fisiche adatte alla gravidanze. Camaiorese di nascita, versiliese doc quindi, 60 anni appena compiuti, il dottor Cima non è un figlio d’arte, i suoi genitori erano commercianti: dopo il diploma scientifico, anche se la famiglia lo avrebbe voluto avvocato, si è laureato giovanissimo, appena 25enne, in Medicina e Chirurgia all’università di Pisa, con il massimo dei voti e la lode. Specializzandosi poi in Ginecologia ed Ostetricia. “La scelta la presi scalando le rocce sulle Alpi, assieme ad un amico”. La montagna galeotta, che lo ha portato alla professione di “medico delle donne”. Un lavoro che svolge da sempre con amore. E la dimostrazione è il gran numero di future mamme che si rivolgono alle sue mani, e che si fidano. La sua brillante carriera inizia al vecchio ospedale di Viareggio, il Tabarracci, per poi passare a quello di Pietrasanta. L’ ”approdo” al “Versilia” è nel 2004, prima come aiuto, e dal 2008 come primario. Quanti sono i bambini che ha fatto nascere? “Tanti, almeno 100 all’anno per trent’anni”. Ma il primo nato, come il primo amore, non si scorda mai: “Ero ancora studente specializzando a Pisa – ricorda – ed ero terrorizzato, si trattava di un parto prematuro. Chiamai il mio professore, ma quando arrivò la piccola era già nata, ed era andato tutto bene”. Al Versilia, a parte la breve, se pur tragica, parentesi dell’ottobre nero del 2008, con tre neonati morti in due settimane, il reparto diretto da Giovanni Paolo Cima è uno dei fiori all’occhiello, con uno uno staff composto da 16 ginecologi e 2 specialisti in procreazione assistita e un trend di parti in crescita: 1200 nel 2010, e nel primo semestre del corrente anno 750. Parti naturali o cesarei? “Pochissimi cesarei, solo quando è veramente necessario, la quasi totalità sono parti naturali, anche in acqua – è la risposta -, nel mio reparto vige il principio della umanizzazione della fase della nascita di un figlio, in sala parto si mangia frutta, e si beve tè, o acqua. L’anestesia epidurale, per chi la vuole, è garantita H24 in tutti i giorni dell’anno”. Parti in crescita, quindi, e non solo di mamme versiliesi, al reparto del dottor Cima arrivano donne da tutta la Toscana, e anche da fuori regione. Ma gli aborti? “Non sono pochi, sei Ivg al giorno, anche se gli abortisti sono solo cinque, ma sono in aumento soprattutto le interruzioni di gravidanza terapeutiche, per l’aumento dei test di prevenzione. Sono sempre stato obiettore di coscienza ma ho votato anche io a favore dell’aborto – confessa -, per una questione di correttezza nei confronti degli altri. Non tutti la pensiamo nello stesso modo sull’argomento, ma nessuno deve essere privato della sua libertà di scegliere”. Motivo per il quale pur non praticando gli aborti, nel suo reparto l’assistenza a chi sceglie di interrompere la gravidanza è garantita. La diagnostica prenatale si basa inizialmente sul bi-test, al solo costo di 36 euro, non inserito nel protocollo ma al “Versilia” sempre consigliato, e sulla translucenza nucale del feto con un ecografo di particolare qualità. Poi, in caso di risposta positiva, si passa all’ ammiocentesi, gratuita sopra i 35 anni, o al meno invasivo esame dei villi coriali. “Certo gli esami non vedono tutto – ammette il dottor Cima -, per la sindrome di Apert, patologia rarissima con un incidenza di un caso su 30mila, tanto per fare un esempio, occorrono specifici esami genetici”. Nel reparto, anche ieri, era pieno di fiocchi rosa e celesti. “Il sorriso delle mamme quando stringono a sé i loro piccoli è la ricompensa più bella per un medico”, afferma sorridendo il primario. E il suo sorriso è dolce, come quello di un padre. Il ginecologo, del resto, segue le future madri passo passo. Ogni bimbo che nasce è un po’ anche suo.

Giovanni Paolo Cima ha iniziato a lavorare come medico di ruolo nell’Ospedale di Pietrasanta in qualità di vincitore del concorso pubblico per assistente di Ostetricia e Ginecologia nel 1979. Il reparto era diretto allora dal dottor Manfredi, allievo e braccio destro del professor Luisi. Sotto la sua direzione si è occupato di oncologia ginecologica chirugica. Ha fatto parte anche di un gruppo oncologico clinico del nord est italiano che ha la sua sede principale a Padova, perfezionandosi in tecniche chirurgiche e strategie oncologiche per le principali neoplasie ginecologiche e in particolare per i tumori ovarici. Attualmente è direttore di Ostetricia e Ginecologia presso la Asl 12 Viareggio.   Durante la sua carriera, è stato titolare dell’Alta Specializzazione in endoscopia Ginecologica ed ha maturato un’esperienza importante nella chirurgia endoscopica eseguendo interventi complessi sia laparoscopici che  isteroscopici. In questa veste ha seguito oltre il 90% degli interventi fatti per problematiche di sterilità e infertilità nelle pazienti affluite al Centro della Riproduzione Assistita del “Versilia” che è il più grosso centro pubblico della Toscana. Da quando dirige il reparto di Ginecologia ed Ostetricia del nosocomio versiliese ha introdotto l’uso delle linee guida più moderne e continuamente aggiornate  adattandole alla nostra realtà, aumentando il livello di collaborazione con le altre strutture sanitarie della Toscana e in particolare con i Centri Universitari di Pisa e Firenze. Da non dimenticare il suo lavoro per l’umanizzazione e per la sicurezza del parto, per un precoce e continuo rapporto fra la madre e il bambino, attraverso il rooming in e la promozione dell’allattamento al seno.

Published in: on agosto 27, 2011 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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BRUCIA IL MONTE PRANA, VANNO A FUOCO 90 ETTARI


Ancora fiamme in Versilia. E’ stata un’altra notte di fuoco quella appena trascorsa. Con mezzi dei pompieri arrivati da tutta la Toscana per supportare le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Lucca, diretto da Mariano Tusa, e del distaccamento di Viareggio. Sono stati circa 90 gli ettari andati in fumo in località Torcigliano, nel comune di Camaiore. Le fiamme si sono sprigionate nel tardo pomeriggio: l’allarme alla sala operativa della Regione Toscana è scattato alle 19,22. Troppo tardi per far levare in volo i mezzi aerei. Le lingue di fuoco, altissime, si vedevano da tutta la Versilia. Con le fiamme che hanno lambito le case di Torcigliano, la cui strada è stata inibita al traffico con posti di blocco di Carabinieri e agenti della Polizia Municipale, e il ristorante del passo di Lucese. Paura per i residenti, svegli e in strada per tutta la notte, con l’allerta evacuazione scattata più volte “Dopo l’estate del 2008, e i suoi oltre 40 incendi – sono state le parole del sindaco Giampaolo Bertola – il piromane è tornato a colpire”. Tre anni fa il primo cittadino emise anche una taglia per cercare di individuare il pericoloso incendiario. Il vastissimo rogo, con focolai su due versanti, sulla crina del monte Prana e nel canalone, ha minacciato l’abitato e ha distrutto 65 ettari di bosco e 25 di pascolo, richiedendo un impegno di forze, di uomini e mezzi.

La situazione è migliorata solo dalle prime ore del mattino, quando all’alba hanno iniziato ad operare su tutta la zona un Canadair e ben sei elicotteri, due dei quali regionali. Nella notte, poi, si è riacceso anche l’incendio a La Culla, dove gli ettari di bosco andati in cenere, tutti pini e lecci, sono stati quattro. A dare man forte alle squadre dei pompieri, sia i volontari dell’ Antincendio che gli operai delle Comunità Montane che si sono alternati per fronteggiare il fuoco e spegnere le fiamme. Tutti gli incendi hanno avuto come comune denominatore il loro sviluppo nel tardo pomeriggio – sera e sono stati alimentati dalla forte calura della giornata e dal vento. La situazione, a fine giornata, era sotto controllo. Anche se per arrivare allo spegnimento definitivo del fuoco, che solo per mancanza di vento non ha creato ulteriori problemi, sono state necessarie decine e decine di sganci d’acqua. Con dispendio di risorse, e soldi. Piromane a parte, massima raccomandazione è rivolta a chi va per i boschi o a chi, come è accaduto in questi giorni, viaggia in treno e getta mozziconi di sigaretta accesi dai finestrini causando l’incendio delle sterpaglie lungo la linea ferrovia provocando così l’interruzione del traffico ferroviario.Incivili, barbari, criminali”. A scriverlo è il consigliere comunale del Pd di Camaiore Alessandro Del Dotto che aggiunge che “gli incendi sono lo specchio di una malattia che, prima di tutto, è una piaga sociale di un Paese (non solo di Camaiore). Svegliarsi al mattino con una lieve ma evidente coltre di cenere sui tetti, sull’erba del giardino, sul tetto della macchina o la sella del motorino ti fa vivere il surreale clima di chi vive alla pendici di un vulcano: “solo che noi vulcani (fenomeni naturali) non ne abbiamo – precisa Del Dotto – abbiamo solo criminali pronti a far peggio di Nerone con Roma”. I cittadini di Torcigliano, de La Pieve di Camaiore e di Lucese hanno vissuto una notte di disperazione e di paura, e la delusione e la tristezza per un patrimonio (verde) che se ne va in fumo è davvero molta. Molti di quei boschi raccontano la storia dei metati, dei pascoli, dei fungaioli, delle legna fatte per scaldarsi quando non c’era il metano: “raccontano – afferma il politico – la storia di una “Camaiore d’altri tempi” che forse non c’è più ma che vive ancora nei sentieri, nei castagneti, nelle pinete che questi criminali oggi hanno incendiato”. La speranza è riposta negli inquirenti, e nella magistratura. Chiunque disponga di informazioni, non le taccia. L’appello è per tutti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 27, 2011 at 9:25 am  Lascia un commento  
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UNA COLLETTA PER CHI DARA’ NOTIZIE DI VELIA E MADDALENA

Una colletta per mettere insieme una somma di denaro da destinare a chi farà ritrovare Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne scomparse da Torre del Lago un anno fa. L’iniziativa è di alcuni amici di David Paolini, figlio e nipote Si tratta di un gruppo di persone che fin da subito hanno seguito la vicenda e aiutato  concretamente il ragazzo. Gli amici di David sono convinti che le due donne siano morte e seppellite chissà dove e temono che in questa vicenda  ci siano persone ben informate ma che per adesso non hanno collaborato sino in fondo con gli inquirenti. “David vuole la verità e noi siamo pronti a sostenerlo – dichiarano – anche a costo di dover mettere mano al portafogli. Non è possibile che dopo un anno non si sappia ancora niente sulle sorti di Velia e Maddalena”. David non si da pace e chiede solo una tomba dove poter piangere sua madre a sua nonna. Per adesso il gruppo di amici non ha ancora comunicato la cifra che intende mettere a disposizione. Per i prossimi giorni sono poi annunciate iniziative mediatiche per far conoscere a tutti l’entità della somma e le modalità per mettersi in contatto con i promotori dell’iniziativa. Chiunque abbia notizie sul caso può informare i Carabinieri di Viareggio, titolari delle indagini.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)


Published in: on agosto 27, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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