LITIGA CON LA MOGLIE E SI TUFFA NEL CANALE

Voleva morire, e si è scagliato contro i carabinieri che sono riusciti a salvarlo. Il fatto è accaduto a Viareggio, in pieno centro, intorno alla mezzanotte: un uomo sui 40 anni, sposato, con due figli e alle prese con problemi sentimentali, dopo l’ennesima litigata con la moglie è uscito di casa, corda per impiccarsi in mano e con il chiaro intento di suicidarsi. E’ stata la moglie a dare l’allarme, telefonando al 112 e fornendo il numero di targa della autovettura del marito. Nemmeno una settimana prima la donna aveva denunciato la scomparsa del coniuge, informando i militari dell’Arma che il marito se ne era andato lasciando in casa una lettera nella quale aveva scritto di volerla far finita. Poi, però, l’uomo era ritornato. Le ricerche dell’aspirante suicida hanno coinvolto anche i carabinieri di Massa Carrara, dopo la segnalazione arrivata alla centrale operativa del capoluogo apuano da parte di alcuni turisti che lo avevano visto parcheggiare sul lungomare di Marina di Massa, e camminare, farneticando, con la corda per impiccarsi in mano. La moglie, con una telefonata, è riuscito a farlo tornare a Viareggio, ma quando ha visto la gazzella della Radiomobile sotto casa il marito ha dato gas al motore ed è scappato, minacciando ancora di ammazzarsi. Una fuga per tutta la Darsena, con la pattuglia dei militari dell’Arma speronata lungo la via Coppino, fino a quando l’uomo non si è fermato, è sceso dall’ Opel Agila e ha iniziato a colpire i due carabinieri con calci e pugni, e poi si è gettato nel canale Burlamacca. Per salvarlo, i due militari, gli appuntati scelti Maurizio Esposito e Paolo Provvidenti, non hanno esitato a tuffarsi in acqua, strappando l’uomo dalla morte. Il 40enne è stato portato in Ospedale e ricoverato nel reparto di Psichiatria mentre i due carabinieri feriti, distorsione rachido cervicale per entrambi, distorsione al gomito per uno e alla caviglia per l’altro, ne avranno per almeno due settimane. Sulla strada per reprimere il crimine, spesso le Forze dell’Ordine si trovano a fare da angeli custodi: Paolo Provvidenti, la notte della strage ferroviaria, non esitò a lanciarsi nel fuoco per salvare una vita. E questo suo gesto, assieme al collega Maurizio Esposito, anche questa volta è servito ad evitare una morte.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on agosto 2, 2011 at 8:25 am  Lascia un commento  
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