“TUREDDI NON PUO’ STARE SOLO”, SI TROVA IN UNA COMUNITA’ DI RECUPERO

Dov’è “Cecchino”? La struttura dove l’uomo è stato ricoverato dopo la sua dimissione da psichiatria è top secret.

“Preferisco non rivelare dove si trova il mio assistito – afferma l’avvocato Aldo Lasagna -, dopo la scarcerazione di Massimo Remorini “Cecchino” ha paura”. Di cosa? “Teme per la sua incolumità, anche se non ha alcuna intenzione di cambiare versione rispetto a quanto già messo a verbale nei mesi scorsi dai Carabinieri e in Procura”. “Anzi – aggiunge il legale – non vede l’ora di poter ripetere davanti al Gip quanto sa, in un faccia a faccia con Massimo Remorini”. Francesco Tureddi, che è coindagato nella vicenda della scomparsa delle due donne dal campo di Torre del Lago, campo del quale lo stesso possedeva le chiavi per entrare e uscire, dalla fine di febbraio, è passato da difensore a spada tratta a grande accusatore di Massimo Remorini, libero da sabato scorso dopo sei mesi di custodia cautelare in carcere. Il giorno dell’arresto dell’amico e collega Cecchino ha “confessato” scene da film dell’orrore, affermando che lo “zio” avrebbe ucciso, fatto a pezzi e bruciato Velia Claudia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro. Ora, dopo i ricoveri al reparto psichiatrico, una settimana nel dormitorio della Misericordia, è stato inserito in una comunità di recupero dai servizi sociali del Comune di Viareggio. Dopo gli episodi di cronaca avvenuti nella pensione di Lido di Camaiore dove era stato alloggiato a spese dell’amministrazione comunale – nei mesi scorsi “Cecchino” minacciò di ritrattare la sua versione dei fatti e di darsi fuoco se dal Comune non gli avessero trovato una casa , poi, “per colpa” di un’ avance di troppo, fu denunciato da parte di una coinquilina dell’hotel – e i suoi “trascorsi” in Psichiatria per l’assessore alla casa Lucia Accialini, dopo i vari incontri con la direzione sanitaria del “Versilia”, il primario di Psichiatria, dottor Mario Di Fiorino, lo psicologo del carcere di San Giorgio, dottor Vito Michele Cornacchia, e il dirigente del Sert, dottor Guido Intaschi, una volta uscito dal nosocomio è stato necessario sistemarlo in una struttura che lo possa seguire attentamente, attraverso un preciso programma di recupero dall’abuso di alcol e droghe. Tureddi, nelle sue rivelazioni, ritenute dal Gip Marcella Spadaricci poco credibili, si autoaccusò di aver buttato via il bidone dove erano stati bruciati i corpi martoriati delle due donne scomparse dal campo di via dei Lecci. Ma nessun riscontro è per il momento emerso dalle sue dichiarazioni choc. E a un anno di distanza dalla misteriosa scomparsa delle due donne, delle quali non è stata trovata traccia né da vive né da morte, il figlio e nipote David Paolini è tornato a visitare il ribattezzato “campo degli orrori”. Le indagini da parte della Procura comunque non si fermano.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

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