MIRANDA, IL MONDO GAY SI MOBILITA

Salviamo Miranda”. All’indomani della lettera che Adriana Miranda Pereira ha inviato al suo legale viareggino dal carcere di Verona dove è rinchiusa dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la sua condanna a 12 anni per omicidio preterintenzionale del marito Sandro Grazzi, e con la quale chiede disperatamente aiuto, la comunità Glbt della Versilia si è messa subito in moto. Prima tra tutte Regina Satariano, presidente regionale del Mit e fondatrice del Consultorio Transgender di Torre del Lago: “Mi attiverò personalmente – ha assicurato – per mettermi in contatto con l’avvocatessa Cristiana Francesconi che l’assiste e con l’Istituto Penitenziario dove è detenuta. Voglio andarla a trovare immediatamente, anche per farle avere dei soldi per comprarsi i farmaci di cui necessita”. “Miranda è una donna, per la legge, – ha spiegato Regina – ma essendo una transessuale che ha affrontato il difficile percorso di cambiamento del sesso ha bisogno di cure ormonali senza le quali il suo equilibrio psico fisico è in grave pericolo”. “Poi serve anche altro – ha aggiunto – un progetto su cui lavorare, anche con il contributo del Consultorio: i diritti delle transessuali in carcere sono gli stessi di tutte le altre persone in carcere. Senza distinzione di sesso, o di etnia”. E del caso potrebbe interessarsi anche l’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Alessio De Giorgi, che dal portale di informazione Gay.it di cui è proprietario e direttore lancerà nelle prossime ore una campagna di sostegno per Miranda, si è invece messo in contatto con l’Arcigay Nazionale e l’associazione Pink di Verona, e fatto carico di contattare l’onorevole del Pd Paola Concia, per una interpellanza parlamentare al ministero di Grazia e Giustizia. “Appoggiamo ogni iniziativa di Regina – sono state le parole della referente toscana e consigliera nazionale di Gaylib Luisella Audero, la prima a muoversi quando Miranda Pereira fu arrestata dopo 48 ore dall’accoltellamento del marito. La solidarietà è unanime, e tutte le realtà gay, lesbiche e transessuali, non solo locali, hanno subito raccolto il messaggio: l’ SOS per darle una mano sarà on line anche sul portale milanese Friendly Town. Adriana Miranda Pereira è sola, senza nessun parente in Italia, e non ha più le forze per lottare. La condanna a suo carico è definitiva, ma ha comunque diritto di vivere dignitosamente e di credere che un giorno, quando avrà scontato la sua pena ed uscirà dal carcere, possa avere un futuro migliore.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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