“QUELL’11 SETTEMBRE IO C’ERO”, LA PROFESSORESSA VIAREGGINA GIORDANA MEZZETTI RACCONTA COME VISSE A NEW YORK QUELLA TERRIBILE GIORNATA

Io c’ero”. E lo ricorda ancora con l’angoscia nel cuore la professoressa di inglese viareggina Giordana Mezzetti, a dieci da quel terribile 11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle. La “teacher”, perchè è così che l’hanno sempre chiamata tutti i suoi alunni delle scuole elementari Lambruschini in via Felice Cavallotti, è appena rientrata da un viaggio a New York dove dal 2001 al 2004, dopo aver vinto un concorso, ha insegnato lingua spagnola. “Quando successe la tragedia ero arrivata da meno di un mese – ricorda. Partita per l’America a ferragosto con il figlio Giole, si era appena sistemata in un palazzo con vista sul ponte di Brooklyn e quella mattina mentre veniva colpita la prima torre Giordana si trovava in metropolitana per andare al lavoro, alla Higt School for Legal Studies: “Fu una scossa terribile – e mentre lo racconta i suoi occhi si fanno lucidi -, appena scesa dalla metro nessuno, io compresa, si rese conto di quanto fosse accaduto. Il cielo era azzurrissimo. Poi, il tempo di arrivare in aula dalla finestra vidi il secondo attacco. E il cielo si fece nero. Tutto era avvolto nel buio. Anche la televisione della scuola perse il segnale. Mi ricordo che mi tolsi un ferma capelli di perle rosa e bianche, appuntito, e lo installai a mò di antenna. E potemmo vedere qualche immagine, se pur sfuocata, dell’immane tragedia che aveva colpito New York”. E quella “forcina”, quando a dieci anni di distanza la professoressa è tornata a trovare gli ormai ex colleghi americani, era sempre li, dentro all’apparecchio televisivo. Come un segno del tempo, a ricordo della sua presenza. “Credo sia stato il giorno più terribile della mia vita – confessa Giordana -, mio figlio aveva solo 8 anni e la sua scuola, vicinissima al World Trade Center, fu evacuata. Io non mi potevo muovere, la città era off limits, e l’ho ritrovato solo a sera. Sano e salvo grazie ad una donna ispanica che abitava vicino a noi e che dopo averlo trovato seduto ed impaurito su un marciapiede lo aveva portato a casa sua”. Un giorno orribile, di ansia, di terrore. Nonostante Giordana Mezzetti sia sempre stata una donna forte: “La vita è per me una partita a scacchi – ammette ricordando anche la sua tesi di laurea bilingue su “End game” di Samuel Bechett -, e ho vinto numerose battaglie, soprattutto per la libertà”. “Rivoluzionaria” da sempre, da piccola sognava di fare l’attrice, ha sempre insegnato ai bambini in modo alternativo, “giocando” – sono sue le esperienze di teatro in lingua inglese alle Lambruschini, quando mise in scena Il Mago di Oz, Il Libro della Giungla e La Bella e la Bestia -, cosi come ha sempre amato scherzare con i suoi piccoli alunni traducendo in inglese i loro cognomi viareggini, ma dopo l’esperienza americana, da quando è passata alle superiori, ora insegna al Marconi, dice di essere diventata severa ed esigente: “la scuola è sacrificio e va presa seriamente. Aborro gli insegnanti buonisti, che abbassano i livelli di apprendimento”. Rimpianti? “Nessuno, nella mia vita ho sempre fatto quello che ho voluto fare”. Chi l’ha avuta come insegnante la ricorda ancora con amore. Dall’America a Viareggio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on settembre 11, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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