TUREDDI DAVANTI AL GIP, SI ALL’INCIDENTE PROBATORIO E ALLE PERIZIE PSICHIATRICE SU DAVID E SULLA VILLA

Donne scomparse, il Giudice per le Indagini Preliminari Marcella Spada Ricci ha disposto ieri, con sua ordinanza, l’incidente probatorio di Francesco Tureddi e le perizie psichiatriche su David Paolini e su Raffaella Villa. Nell’inchiesta sulla scomparsa di Claudia Velia Carmazzi, 59 anni, e di sua madre Maddalena Semeraro, 80, avvenuta ormai da oltre un anno, nell’agosto del 2010, dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago, il Gip lucchese, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero Sara Polino, ha disposto un incidente probatorio sulle dichiarazioni di “Cecchino” Tureddi, indagato per favoreggiamento. “Finalmente sentiremo personalmente, e in contraddittorio, quello che invece, fino ad ora, Tureddi ha dichiarato alla stampa e alle tv”. Questo il commento a caldo dell’avvocato Alberto Consani che tutela il giovane David. Faccia a faccia tra lo “zio” e “Cecchino”? “Dobbiamo valutare se farlo assistere all’incidente probatorio – è stata la risposta dell’avvocato Giorgio Paolini che assieme al collega Carlo Di Bugno difende Remorini -: il nostro assistito è uscito dal carcere da quasi un mese, e nonostante le paventate paure di Tureddi non c’è stato nessun sussulto. Remorini è tornato a casa, dalla sua famiglia, ed è tranquillo Aspetta solo che venga fatta luce su questa vicenda, e continua a professarsi innocente”. Per quanto riguarda la perizia psichiatrica per il figlio della Carmazzi, David Paolini, il legale, forte di una prima perizia di parte fatta eseguire dallo psicologo Emanuele Palagi, e già depositata agli atti illo tempore, è fiducioso su quanto metterà nero su bianco il dottor Antonio Paiano del Centro di Salute Mentale dell’Ospedale di Lucca, incaricato dalla Procura di periziare il ragazzo e anche Raffaella Villa, la testimone, difesa dall’avvocato Fabrizio Miracolo, che denunciò di esser stata anche lei raggirata da Massimo Remorini, il principale indagato nella vicenda, per la vendita della sua casa in Via Pisacane da Massimo Remorini, e che è già stata sottoposta a una perizia psichiatrica di parte dal noto luminare professor Alessandro Melluzzi. Nell’incidente probatorio Francesco Tureddi, che nei mesi scorsi ha raccontato scene macabre, di aver cioè visto lo “zio” bruciare Velia e di aver trovato al “campo degli orrori” il corpo dell’anziana Maddalena fatto a pezzi e carbonizzato dentro a un fusto per l’olio, autoaccusandosi di aver gettato lo stesso in un cassonetto della spazzatura, dovrà ripercorrere davanti al Gip quanto già messo a verbale dai Carabinieri e dal Pm, e riferire dei suoi rapporti con Massimo Remorini, e dello stesso con le due donne. Le perizie per David Paolini e Raffaella Villa serviranno invece a stabilire se i due versano in uno “stato di minorazione della sfera intellettiva e volitiva tale da privarle del normale discernimento e del potere critico e volitivo”. Sia l’ incidente probatorio di Francesco Tureddi che l’affidamento delle perizie psichiatriche sono state fissate per il 23 settembre alle 10.30 al Tribunale di Lucca. Il Gip ha invece respinto la richiesta, avanzata dal Pm, di periziare le tracce di sangue rinvenute dai Ris al campo di via dei Lecci: “la genericità della sua formulazione – scrive la Spada Ricci – non consente di individuare quale debba essere il contenuto dell’accertamento”. Nella vicenda della scomparsa delle due donne Massimo Remorini, 54 anni, è accusato di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, soppressione e distruzione di cadavere. Lo “zio” curava gli interessi patrimoniali delle due donne, e secondo quanto emerge dall’inchiesta sarebbe il responsabile della loro scomparsa. Le due donne, private dei loro beni, fra cui due case, vendute con l’intermediazione di Remorini a prezzi bassi alla famiglia dell’avvocato Giunio Massa, finito lui stesso nel Registro degli Indagati, vivevano in una roulotte nel terreno da dove l’anno scorso sparirono. Nel giallo, oltre a Massimo Remorini, scarcerato lo scorso 21 agosto per decorrenza dei termini con il solo obbligo di firma, Francesco Tureddi e l’avvocato Giunio Massa, è indagata anche la badante Maria Casentini, 50 anni, libera da qualche mese. Intanto, da qualche giorno, sono arrivati sul tavolo del Pm Sara Polino tutti gli accertamenti bancari e finanziari eseguiti su incarico della Procura dalle Fiamme Gialle, dei quali nulla trapelerà fino alla chiusura delle indagini ma dai quali potrebbero emergere nuovi scenari.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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