QUANDO L’INSIDIA SI NASCONDE DIETRO UN PROFILI SUL SOCIALNETWORK: SEMPRE PIU’ NUMEROSE INTRUSIONI SEGNALATE ALLA POLIZIA POSTALE

Hacker…? La parola, ultimamente, sta diventando un incubo. Soprattutto per chi, per lavoro, usa internet. Sono decine e decine le denunce che piovono tutti i giorni sui tavoli della Polizia Postale di Lucca, e numerosissime arrivano sia da Viareggio che dal resto della Versilia. C’è chi si è trovato la password della propria e-mail cambiata una, due, tre e più volte. O chi, addirittura è stato vittima del cambio della e-mail di appoggio a Face Book. “In questo caso il titolare dell’account viene derubato del proprio profilo, non potendo più accedervi – come ha spiegato un funzionario della Polpostale – e l’unica tutela, per difendersi da eventuali abusi, è presentare immediatamente una denuncia”. Ma come prevenire? “Mai memorizzare la password in rete, usare caratteri alfa – numerici, difficili da ricordarsi ma anche da hackerare, e cambiarla almeno una volta al mese”. Poi si sa, è cosa nota, c’è chi è riuscito a “bucare” i sistemi informatici governativi…. ma per i “comuni mortali” qualche accortezza non guasta. “Ultimamente – ha aggiunto il poliziotto – si sono presentati nei nostri uffici numerosi utenti del noto social network che ci hanno segnalato che ignoti avevano aperto profili utilizzando foto e dati personali di altri”. Una serie di reati che vanno dalla violazione della privacy all’utilizzo indebito di internet e alla sostituzione di persona. Ma risalire al criminale telematico non è sempre facile: le indagini, sempre lunghe, spesso sono anche difficili, dal momento che moltissimi server, da Google a Face Book, sono all’estero e per investigare occorre la rogatoria. Non sempre, poi, la Polizia Postale trova la giusta collaborazione per portare a termine le proprie indagini. Ci sono server che mettono a disposizione tutto, per poter risalire agli Ip, altri invece che non rispondono nemmeno alle richieste giudiziarie. E questo succede soprattutto con i paesi del sol levante, o del mondo arabo. Senza contare che esistono vari tipi di hacker. Spesso ad agire sono pirati informatici da quattro soldi, che agiscono per “divertimento”, tanto per fare dispetto a chi non è nelle loro grazie, con programmini scaricabili facilmente e che non costano nulla, ma in questo caso beccarli per la Polizia è un gioco da bambini. Ma a volte, e in questo il gioco si fa duro, l’hacker è un professionista, di quelli che ci sa fare, e risalire alla sua identità non è sempre semplice. Anche se non impossibile. E rimanendo in tema di Face Book, ma la cosa riguarda anche i portali di informazione dotati di forum, altre due tipologie di reati, le cui denunce si stanno moltiplicando a macchia di leopardo, letteralmente intasando i tavoli della Procura di Lucca, sono le ingiurie e la diffamazioni. Un macello, insomma: chi offende o diffama raramente usa il proprio nome e cognome. E anche in questo caso, per capire chi si nasconde dietro al nick, occorre risalire all’Ip.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on settembre 16, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
Tags: , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://laetitiatassinari.wordpress.com/2011/09/16/quando-linsidia-si-nasconde-dietro-un-profili-sul-socialnetwork-sempre-piu-numerose-intrusioni-segnalate-alla-polizia-postale/trackback/

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: