LOCALI PRONTI AD ANDARSENE DALLA MARINA

Siamo l’unico locale con la licenza da discoteca, abbiamo pagato solo noi fino ad ora chiudendo con numerosi articoli 100 per fatti di cronaca, e mai ci siamo ribellati ma ora non ci stiamo a pagare per quanto accaduto difronte ad altri locali. La chiusura alle 2 di notte imposta dall’ordinanza del sindaco Lunardini ci porterà a chiudere”. E’ avvilito, e arrabbiatissimo, Stefano Noto, patron del Frau da circa 10 anni. “Chiudere alle 2 significa non aprire proprio – aggiunge -, fallire e mettere sulla strada 15 dipendenti, oltre al personale della sicurezza che da sempre utilizziamo per garantire la tranquillità ai nostri clienti. Io non ho l’Arcigay alle spalle che mi sostiene, sono solo con i miei avvocati”. Legali, Giorgio Nicoletti e Alberto Consani, che ieri mattina lo hanno accompagnato in Comune, dove però il primo cittadino non li ha ricevuti, dirottandoli dall’assessore Antonio Cima che si è dichiarato “impotente” di fronte alle lamentele. “Mi è stato detto di rivolgermi al Prefetto. Ma si tratta di un’ordinanza del comune. A questo punto io qui non ci voglio più stare, e l’unica cosa che chiedo – queste le parole di Stefano Noto – è di poter spostare la mia licenza altrove”. E sul fatto che ci sono i presupposti per trasferire le attività altrove è concorde anche Alessio De Giorgi, titolare del Mamamia che assieme allo Stupid!A è stato chiuso per 15 giorni con il provvedimento del Questore dopo gli ultimi fatti di violenza dello scorso fine settimana: “La nostra clientela da mesi ha denunciato di subire aggressioni, furti e chiesto tutela, però non è stato fatto nulla, ed ora per responsabilità non nostre ci sono stati questi provvedimenti drastici che sanno tanto di resa”. “E’ giusto che lo Stato chiuda attività legali e non sopprima quelle illegali? Durante l’estate abbiamo avuto 60 controlli e una sola retata di abusivi”. Gli striscioni parlano chiaro e per tutti è certo che queste limitazioni,. incluso il “coprifuoco” alle 2 di notte per tutti indistintamente, non servano ad eliminare il problema della criminalità imperante nella zona: “chi non riuscirà a spacciare droga a Torre del Lago si sposta in Darsena a Viareggio o da altre parti, quindi occorre trovare altre soluzioni”. “Non ci resta altro da fare che portare le chiavi al sindaco – le parole sono di Regina Satariano – , se la risposta è stata questa. Siamo stati i primi a denunciare certe situazioni che si verificano da tempo sulla Marina, ma siamo stati abbandonati a noi stessi” “Di fronte al tumore si uccide il paziente?”; recita un altro striscione attaccato fuori del Frau . E di manifesti era piena tutta la Marina di Torre del Lago: appesi al Mamamia, allo Stupid!A, al Priscilla e a quasi tutti i locali della Gay Street. E intanto un barlume di speranza arriva dalla Regione, che ha convocato tutti per cercare di trovare una soluzione e far da arbitro tra i gestori dei locali gay e Lgbt della Versilia e le istutizioni locali, visti i rapporti sempre più difficili che si sono creati nelle ultime settimane. “Credo che sia necessario affrontare le problematiche che si sono presentate nelle ultime settimane attraverso il dialogo, per consentire un approccio costruttivo e capace di portare a soluzioni condivise – si legge in una nota dell’assessore al turismo Cristina Scaletti” -.Per il 30 settembre è convocato un tavolo con Comune, Provincia e Prefettura.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on settembre 25, 2011 at 9:10 am  Lascia un commento  
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