TROUPE TELEVISIVA AGGREDITA DAL BRANCO, IN 7 HANNO ACCERCHIATO UN GIORNALISTA E UN CAMERAMAN DI RETE VERSILIA: UNO DEGLI AGGRESSORI ARRESTATO

Guerriglia sulla marina di Torre del Lago, poco prima delle 1,30. E orrore. La stampa sotto assedio: una troupe televisiva di Rete Versilia e’ infatti stata aggredita la notte scorsa da un gruppo di nordafricani, gli stessi che sicuramente sono la ragione del giro di vite imposto dalle Forze dell’Ordine. Il collega giornalista Gabriele Altemura e A.B., un cameramen di origini marocchine, stavano facendo delle riprese televisive per documentare un servizio sulla chiusura dei locali notturni imposta da un’ordinanza del sindaco Luca Lunardini alle 2 di notte a causa dello spaccio di droga sulla Marina di Torre del Lago quando, di punto in bianco, si sono ritrovati letteralmente accerchiati da sette nordafricani che li hanno minacciati e malmenati, sono volati ceffoni, calci e pugni, danneggiandogli poi la cinepresa che avevano con loro. Solo per un miracolo i due colleghi hanno rimediato ferite giudicate dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” guaribili in una settimana, ad avere la peggio è stata solo la telecamera, strappata di mano, gettata in terra violentemente, e pestata fino a ridurla in frantumi. Un danno, questo, che supera i 3mila euro. “Sono riuscito a chiamare il 113, e l’intervento immediato sia di una pattuglia dei Carabinieri presente in zona che di una volante del Commissariato di Polizia che è arrivata in pochissimi minuti hanno scongiurato il peggio”, ha affermato Gabriele Altemura visibilmente ancora sotto choc. Alla vista dei lampeggianti azzurri gli otto extracomunitari si sono dileguati nella macchia e tra le dune antistanti, ma grazie alla descrizione fornita uno degli aggressori è stato rintracciato poco distante e ammanettato: Kader Abdel Zaooui, il 37enne tunisino più conosciuto nell’ambiente dello spaccio per la sua prestanza fisica come Tyson, accoltellato lo scorso fine settimana sulla marina torrelaghese insieme ad altri tre magrebini, e alcuni mesi fa in piazza Piave in centro a Viareggio, è stato portato in caserma dove è andato in escandescenze strappandosi di dosso le bende delle “vecchie” ferite all’addome e ingoiando un accendino. Sono stati i medici del “Versilia” a sedarlo e ad estrargli dallo stomaco con un sondino quanto ingerito, poi l’aggressore è finito dietro alle sbarre. La cosa più grave della vicenda è l’amara consapevolezza del rischio, ormai concreto, che si corre a cercare semplicemente di documentare quanto accade. Quando un’immagine televisiva, piuttosto che una foto, può parlare più di mille parole dette, o scritte. Ma questo non rappresenterà mai, per gli organi di stampa, un freno al diritto – dovere all’informazione, che seppur senza sensazionalismi o atteggiamenti esagerati non cesserà. Ai colleghi vittime del brutale episodio, che come noi continueranno a raccontare i fatti di cronaca attraverso immagini e parole, tutta la solidarietà de Il Nuovo Corriere.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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