“LE MIE IDEE PER LO SVILUPPO”, CAMAIORE VERSO LE ELEZIONI: ALESSANDRO DEL DOTTO, CANDIDATO DEL CENTRO SINISTRA, RISPONDE ALLE DOMANDE DEL NUOVO CORRIERE

Aria di elezioni a Camaiore, e tempo di presentazione delle candidature. Ma anche di presentare alcuni aspetti del programma elettorale. Il primo a confrontarsi è stato, come noto, sul palco del Teatro dell’Olivo il candidato di centrosinistra Alessandro Del Dotto che tra l’altro ha risposto anche alle domande del Nuovo Corriere

Qual’è il suo giudizio sul pontile di Lido? “Il pontile è un’opera pubblica bella e appartiene alla città e alla gente: è il compimento di un intento di valorizzazione della passeggiata di Lido che la città ha ottenuto prima con l’inserimento nel Piano Strutturale (2001) poi con la sua completa realizzazione. Certo, è discutibile che non ci si possa andare con il cane – basterebbe metterci i bidoncini con paletta e sacchetto – o che non ci si possa pescare – a Marina di Pietrasanta si può, e questo aggrega e diverte sia i passanti che chi pesca -.Se però spostiamo l’attenzione su come si è arrivati a finanziare l’opera, qualche dubbio viene. Non ci si riferisce solo all’attesa per gli esiti del processo che pende a Lucca, nel Tribunale Penale. Pensiamo anche al fatto che è stata una convenzione nella quale, per fare un’opera pubblica: abbiamo reso le piazze dei piccoli centri commerciali e lo spiazzo sul pontile un’area da sfruttare anzichè luoghi di aggregazione, che il privato costruttore sfrutta; abbiamo ceduto al privato costruttore gli incassi dei parcheggi – dei quali, per ora, non conosciamo l’esatto ammontare annuo, nonostante le ripetute richieste al centrodestra, che si nasconde dietro un dito -; abbiamo ceduto per anni e anni i parcheggi sotterranei a privati. Risultato, il pontile c’è (e, intendiamoci, ci resta); ma per prendere un caffè (1 euro) e un quotidiano (1 euro: totale, 2 euro) ne paghiamo altrettanti per fermarci un’oretta al sole e goderci il caffè e il giornale. Se poi qualcuno parla di toccare le tariffe a ribasso o sospendere il pagamento in inverno o, ancora, mettere la sosta gratuita di mezz’ora (come accade anche altrove), c’è da scontrarsi con un meccanismo che, praticamente, è in mano a privati (intendiamoci, nulla contro i privati, che facciano lecitamente i loro interessi: semmai, il rimprovero è per lo stesso Comune, che non pare abbia fatto valere al massimo livello gli interessi pubblici della città). Alla faccia dell’opera “a costo zero”: in realtà, l’opera la pagano direttamente i cittadini!Ecco, l’opera pubblica è bella e va bene; lo stesso non vale per l’operazione finanziaria, che non mi pare figlia di una lungimirante politica per turismo e per la qualità della vita.  Incassi alla mano e conti fatti sul rientro nei costi, la prossima amministrazione dovrà essere capace di mettere in discussione un meccanismo che è abbastanza deleterio per la città, specie in tempi di crisi in cui abbiamo bisogno di mantenere l’afflusso di gente e aumentarlo”.
Ci saranno altri project financing o è uno stumento che non utilizzereste?
Quello del project financing è uno strumento giuridico: è un mezzo e come tale è neutro per natura. Ora, a parte che il modello del project è ormai superato dai partenariati pubblico-privati (strumenti più flessibili che consentono alle amministrazioni maggiori spazi di manovra per i propri interessi pubblici, cercando l’adesione del privato, e non viceversa), il problema vero non è il project. Il vero problema è: cosa ci si fa? Con quali condizioni? A quale scopo lo si fa? Con chi lo si fa? In generale, la risposta dovrà essere, sempre: “si fa un’opera formalmente e sostanzialmente pubblica, fino in fondo”; “si fa un’opera pubblica con condizioni chiare, precise e votate alla tutela dell’interesse pubblico, responsabilizzando in questa direzione la posizione del privato”; “si fanno cose che servono alla gente”; “lo si fa con chi – selezionato con trasparenza e massima chiarezza, aderisce al progetto, ne sposa l’interesse pubblico e ci scommette”. Se ne faremo altri? Beh, dipende da cosa si vuol fare: d’altronde, non sempre è necessario ricorrere ai project per fare opere pubbliche. Un esempio? I fondi comunitari, cioè i soldi che l’Europa ogni anno manda in Italia.
Lido e camaiore centro viaggiano a due velocità diverse? E se sì quali iniziative per creare uno sviluppo più armonico?
Le dinamiche attuali ci dicono questo. Certo, anche Lido attende ancora qualcuno che dia risposta alla sfida della destagionalizzazione, perchè è località turistica ma deve esserlo 12 mesi, non solo 4 mesi estivi. Il potenziale comunque c’è.
Si tratta, prima di tutto, di avere le idee chiare su quale identità vogliamo dare al nostro Comune. Se, come vogliamo, la qualità della vita delle persone e l’accoglienza sono i nostri temi centrali e il turismo diventa la chiave di ricchezza del nostro territorio, allora le principali scelte attorno alle quali dibattere sono l’asse mare-monti e lo sviluppo del turismo per il centro storico di Camaiore, per la pianura di Capezzano e per i borghi storici delle colline;

E nell’area dell’ex Bussoladomani?
Il futuro sta nella fantasia, potrebbe diventare oggetto di confronto per una struttura da ideare con un bel concorso internazionale di idee. Un’idea, ma non l’unica: è anche per questo che vogliamo ascoltare la città e sentire quale direzione la gente sogna per il nostro Comune.

Published in: on settembre 27, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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