DONNE SCOMPARSE: “DAVID VIVE NELLA CASA VENDUTA, MA NON PAGA L’AFFITTO”, PARLA L’AVVOCATO FINITO NELLA VICENDA

Chi abita nella casa di via della Caserma a Torre del Lago? “David Paolini”, risponde sereno l’avvocato Giunio Massa, finito nel registro degli indagati per la vicenda della vendita delle due abitazioni di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro scomparse dal campo di Torre del Lago oltre un anno fa. “Quando è stata venduta, la casa di via della Caserma a Torre del Lago era affittata”, ricorda: “un regolare contratto di locazione, quattro + quattro, stipulato da Maddalena Semeraro a maggio 2006 – precisa l’avvocato Massa, – tramite un’agenzia immobiliare, e registrato”. “E’ vero, Massimo Remorini mi contattò dicendomi che c’erano due donne che volevano vendere le loro case, e mi chiese se per caso fossi interessato – ammette -, e andai a parlare con Maddalena Semeraro insieme a mio fratello. Fu raggiunto un accordo, era giugno del 2006, e l’anziana donna mi disse che oltre a ricavare del denaro era interessata a fare un investimento per il nipote David Paolini. Per questo le proposi in permuta un terreno di mia proprietà, a Gualdo”. La cui cifra venne scalata dall’importo. La proprietà delle due case, una a Torre del Lago e l’altra in via Machiavelli a Viareggio, era cosi suddivisa: nuda proprietà a Maddalena Semeraro per il 50% e per il 25% ai figli David e Sabrina Paolini, usufrutto del 50% a Claudia Velia Carmazzi. “Mio fratello si mise d’accordo per il prezzo di acquisto, che è stato pagato interamente, in diverse rate, con assegni circolari e bonifici sul conto di Maddalena, oltre ad una cifra cash consegnata per tramite di Remorini.”. Un prezzo sottovalutato? “No, non credo proprio, il prezzo risulta in linea con i parametri e le valutazioni che saranno oggetto di un’attenta e scrupolosa perizia che stanno approntando i miei difensori: nell’appartamento a Torre del Lago c’era un’inquilina, anche se poi ha smesso di pagare ed è stata sfrattata per morosità, mentre tutta la famiglia Carmazzi/Semeraro, incluso il marito di Velia, Francesco Marchetti, viveva gratis in via Machiavelli, con un contratto di comodato d’uso che scadeva nel 2011”. “Velia Carmazzi mi è venuta a trovare diverse volte in studio, dopo la vendita delle due case, lamentandosi che il figlio David la faceva tribolare e non aveva voglia di lavorare. Dopo la strage ferroviaria, a fine estate del 2009, si rivolse al mio studio per sapere se poteva ottenere dei risarcimenti dalla morte della cugina. Se l’avessi truffata non si sarebbe rivolta al suo truffatore”. Dopo che l’inquilina morosa era stata sfrattata dalla casa di Torre del Lago, questa rimase sfitta per qualche tempo, “poi a ottobre del 2009 – ricorda l’avvocato Giunio Massa – fu proprio Remorini a chiedermi di alloggiarci, senza pagare affitto, David con la sua ragazza per un breve periodo”. “Il ragazzo – ed è questa la novità assoluta raccontata ieri dall’avvocato -, tra fine settembre e inizio ottobre del 2010, a pochi giorni dalla sua denuncia di scomparsa della mamma e della nonna, si presentò nel mio studio legale chiedendomi di stipulare un contratto di affitto regolare per la casa, già venduta, di via della Caserma”. E il contratto fu stipulato per quattro anni rinnovabili, a 600 euro al mese. “Venne da solo – sottolinea Massa -, firmò, andò lui stesso a registrarlo in triplice copia, pagò la tassa di registro e tornò a portarmi la ricevuta. Ho come testimoni la segretaria e due colleghi. Uno incapace di intendere e volere non credo lo avrebbe fatto. Del resto, anche al rogito delle due case, è venuto da solo dal notaio”. “La mamma e la nonna – aggiunge – erano già scomparse da agosto quando David Paolini venne da me, ma non mi disse nulla”. Giunio Massa ne venne a conoscenza dalla stampa e dalla tv, a fine novembre. “Soldi dell’affitto non ne ho mai visti, David non ha mai pagato – afferma -, ma so che vive ancora li in via della Caserma, con la sua ragazza”. Le bollette di luce, gas e acqua? “Il contratto di affitto è regolare quindi immagino che siano intestate a suo nome. Ma chi le paghi, e con quali soldi, non lo so”.

(Il Nuoco Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 1, 2011 at 9:40 am  Lascia un commento  
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