STUPRO SULLO YACHT, A GIUDIZIO IL VIOLENTATORE

Rito abbreviato, il 23 novembre, per J.H., il 39enne inglese accusato di violenza sessuale nei confronti di una connazionale poco più che ventenne. L’uomo, nell’agosto dello scorso anno, la stuprò fino all’alba, sottoponendola a terribili torture: fu una notte da incubo, durante la quale la ragazza fu violentata ripetutamente per ore, sotto minaccia, a bordo di un mega yacht ormeggiato a una banchina del porto di Viareggio. Dopo aver abusato della giovane costringendola a rapporti sessuali particolari, averle urinato addosso e fatto mangiare persino le sue feci, J.H. Si era poi dileguato, lasciando la sua vittima ferita e impaurita. Mesi addietro, davanti al sostituto procuratore Sara Polino e al giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri, si era svolto, a porte chiuse, l’incidente probatorio e come aveva confermato il Pm la vittima aveva ripercorso tutti i momenti di quella terribile notte, confermando quanto messo a verbale la mattina successiva allo stupro nella caserma dei Carabinieri di Viareggio, dove si era recata dopo essere stata medicata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” e sottoposta a visita ginecologica. Imbarcata su un panfilo battente bandiera inglese la ragazza, quella sera, aveva conosciuto il connazionale. Un incontro casuale, in un pub della Darsena, due chiacchiere e poi un invito a bere qualcosa insieme sullo yacht del quale, pur non essendo l’armatore, o il comandante, l’uomo aveva la disponibilità. Poi, appena saliti a bordo, era iniziato l’inferno. Sull’uomo, latitante, pendono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e un mandato di cattura internazionale.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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