SI CONFESSA PRIMA DI ACCECARSI: AL PARROCO DI SAN PAOLINO “DIO MI PUNIRA’, SONO IL RESPONSABILE DI UN OMICIDIO”

Sono il responsabile di un omicidio, e Dio mi punirà”. Mancavano pochi minuti alle 8, domenica mattina, quando Aldo Bianchini ha iniziato ad urlare all’interno della basilica di San Paolino, in via Mazzini. Un paio di ore prima che si strappasse gli occhi nella chiesa di Sant’Andrea. E forse, quel folle gesto di autolesionismo, si sarebbe potuto evitare. Si, perchè quelle grida lancinanti, hanno richiamato l’attenzione del parroco, don Franco, che era in sagrestia e stava preparandosi per dire messa.

“L’ho trovato in piedi davanti all’altare del Sacro Cuore, stava farneticando e ho cercato di calmarlo – ha raccontato ieri il sacerdote -, abbiamo parlato per qualche minuto, poi si è seduto e ha assistito alla messa e ha pure fatto la comunione. Poi, finito il rito eucaristico, mi ha chiesto se lo potevo confessare”. Più che una confessione si è trattato di una chiacchierata, dove Aldo Bianchini ha raccontato a don Franco di un amico deceduto per infarto davanti ai suoi occhi quando viveva in Scozia: “non l’ho soccorso, se è morto è colpa mia e Dio mi deve punire”, ha detto al prete. “L’ho ascoltato – ha precisato il parroco di San Paolino -, rassicurandolo che se l’amico era morto lui non aveva nessuna responsabilità. Poi mi ha ringraziato, stringendomi forte la mano. E con la promessa che ne avremmo riparlato, se ne è andato”. Ma quel sentimento di autocolpevolizzazione è ritornato subito dopo quando durante la messa delle 10 a Sant’Andrea si è infilato le dita negli occhi, strappandoli in nome di Dio, e gettandoli in terra.

“Sembrava indemoniato – ha ripetuto padre Lorenzo -, lo tenevano in quattro ma non sono riusciti a fermarlo”. Una forza quasi demoniaca, quella descritta, anche se il demone era solo nella sua mente malata.“Ho sentito una voce che mi ha detto di farlo”, come ha detto ai medici che lo hanno soccorso in chiesa, e a quelli dell’ospedale che lo hanno suturato. “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te”, recita un versetto del vangelo di San Matteo. E forse proprio dalla Bibbia è nato il suo delirio religioso che lo ha portato compiere l’orribile gesto in un luogo sacro.

“Non era un paziente in cura presso il nostro reparto – ha confermato il professor Mario Di Fiorino, primario di Psichiatria del “Versilia” -, era seguito da una psichiatra privata con la quale ho già preso contatti”. Ma le cure l’uomo le avrebbe sospese, a detta dell’anziana madre con la quale viveva in una viareggina in via Fratti, le cui finestre ieri sono state chiuse per tutto il giorno Ora, dopo il gesto autolesionista, è stato ricoverato in chirurgia, poi sarà trasferito nel reparto psichiatrico. “Il suo – ha precisato Di Fiorino – è un quadro psicotico cronico”. La mamma, i vicini, la conoscono tutti bene, e tutti la descrivono come una donna straordinaria e gentilissima. Del figlio, invece, poco o nulla sanno. Lo vedevano uscire e rientrare a casa. Ma non parlava con nessuno.

Ricoverato da due giorni non è in pericolo di vita, nonostante la forte emorragia dovuta all’avulsione dei bulbi oculari, ma, come ha spiegato il primario di Oculistica dottor Andrea Vento, rimarrà cieco per sempre: “Abbiamo eseguito un intervento congiuntivo per evitare ulteriori emorragie, ma non è stato possibile reimpiantargli gli occhi”, questo il triste epilogo dell’atto compiuto in chiesa. “In tutta la mia carriera – ha aggiunto il medico – non ho mai visto una cosa simile. Non ci sono precedenti nella letteratura medica”. Solo un caso, a Napoli nel gennaio 2011. Il dramma si consumò in un appartamento, ma fu la figlia a scagliarsi ferocemente contro la madre, strappandole gli occhi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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