PSICHATRIA, E’ SCONTRO: IL PRIMARIO DI FIORINO CONTROBATTE ALLE ACCUSE DELLA CGIL SULLA GESTIONE DEL REPARTO

Polemiche a non finire sul reparto di psichiatria dell’Ospedale Unico “Versilia”, il day after la vicenda dell’uomo, malato psichico, che domenica mattina si è strappato gli occhi durante la messa nella basilica di Sant’Andrea a Viareggio. Aldo Bianchini per la Asl 12, fino al giorno del folle gesto, era quasi uno “sconosciuto”. Era stato visitato due volte da un medico del reparto psichiatrico, nel 2009, ma poi si era fatto seguire da un professionista privato. Dalla vicenda è però nato un “caso”. Bersaglio dell’attacco, da parte del Coordinamento Salute Mentale della Cgil Funzione Pubblica, il primario professor Mario Di Fiorino. “La situazione della salute mentale in Italia è a macchia di leopardo, con poche “isole felici”, in cui viene attuata la legge Basaglia – afferma il segretario Silvano Boccasso -, e la Versilia non é tra queste anzi, è molto indietro rispetto alla riforma della legge 180. Siamo in presenza di una quasi totale disattesa non dei riferimenti in letteratura, che già sono numerosi e orientati verso una psichiatria territoriale ed emancipata, vedi anche il documento programmatico della Società Italiana di Psichiatria, a firma del professore Luigi Ferrannini, che sicuramente non si può additare per un’istituzione molto progressista, ma soprattutto della normativa vigente, sia regionale che nazionale. Su 51 centri di salute mentale della regione Toscana gli unici che non rispettano il vincolo minimo delle 12 ore sono quelli della ASL 12 Versilia. Ci sono grossi problemi di urgenza nei confronti dell’utenza per i quali è prevista l’indicazione delle modalità degli interventi in condizione di emergenza-urgenza. Ma anche questa norma è disattesa, nonostante i sempre crescenti problemi di urgenza (suicidi e aggressioni) che ci sono nelle strutture”. “La psichiatria della Versilia – questa la pesante accusa mossa dal sindacato – ha di fatto ricreato i manicomi, le strutture sono chiuse in sè, autarchiche. Lo psichiatra del servizio si vede mediamente una volta l’anno. Il territorio è inesistente. In compenso il professor Di Fiorino ha incrementato la spesa per farmaci e ricoveri, arrivando al triste primato di primo in classifica per quanto riguarda la regione Toscana”. Vero? “Il quadro che viene offerto da Silvano Boccasso – replica il primario del reparto psichiatrico della Asl 12 – è sbagliato. Come può il rappresentante di un grande sindacato quale è la Cgil fare affermazioni così scorrette, confutate dai dati regionali stessi?”. “Non è assolutamente vero – precisa il professor Mario Di Fiorino – che abbiamo più ricoveri in reparto che in altri servizi: il tasso di ricovero è il settimo su dodici Asl, 269,02 rispetto, tanto per fare un esempio, a 404,46 di Massa”. “Quanto ai farmaci – ribatte lo specialista nel botta e risposta con il sindacalista Cgil – è falso che la nostra Asl sia quella che prescrive più antidepressivi: siamo al terzo posto. E riguardo a questo va detto che la prescrizione della psichiatria pubblica influisce in parte, perchè i medicinali vengono prescritti soprattutto dai medici di famiglia”. E i dati sono stati forniti dalla Regione Toscana, il 3 ottobre. “E’ sconfortante poi – e su questo punto il professor Mario Di Fiorino ci rimarca – l’immagine che Boccasso dà delle comunità terapeutiche che definisce manicomi. In realtà ogni invio, e quindi ogni ingresso, è preceduto necessariamente da una serie di incontri di presentazione del caso, e c’è sempre una relazione clinica. Quanto al paziente, ognuno viene seguito con un progetto terapeutico individuale”. Porte chiuse? “Le porte del mio reparto si chiudono quando, dopo aver cercato di convincere un paziente grave, la sua uscita configurerebbe un abbandono. Ma gli operatori sanitari rimangono con lui, come avviene in tutti i reparti della Toscana”. Questo, per la salvaguardia della vita dei pazienti che hanno ideazioni suicidarie. Chi frequenta il reparto lo può testimoniare: ci sono sempre i volontari, i familiari e gli amici, che entrano ed escono. E nessun paziente è legato al letto. Certo, dopo la Basaglia, i matti sono tutti fuori. E i malati psichici ricadono spesso sulla famiglia. L’applicazione della 180 ha spesso delle lacune. Ma non si deve dimenticare che da certe patologie non si riesce a guarire. E il farmaco, in quei casi, è l’unico mezzo per tenere sotto controllo i pazienti. “Per quanto riguarda il caso, drammatico, di Aldo Bianchini – ha detto Di Fiorino – appena si sarà stabilizzato l’uomo verrà ricoverato in psichiatria. E verrà seguito in un percorso personalizzato”. Un percorso non facile, nel quale lo staff del primario cercherà di aiutarlo a riprendere il contatto con il mondo reale, e fargli “dimenticare” quella voce che lo ha portato a togliersi la vista. “Un lavoro difficile, ma l’uomo e sua madre non saranno lasciati soli”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 5, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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