PSICHIATRIA, L’ASL SNOCCIOLA I DATI: IL DIRETTORE SASSOLI DIFENDE IL REPARTO

Salute mentale in Versilia? “Attacchi basati su dati non veri, che cercano di mettere in dubbio il lavoro e la qualità del servizio pubblico in questa Asl, che hanno il probabile risultato, speriamo non voluto, di indirizzare la domanda verso un’offerta di servizi privati”. A rispondere all’attacco di Silvano Boccasso della Cgil è la stessa direzione dell’Ospedale Unico “Versilia”. “In un momento in cui una tragedia è avvenuta dopo la cessazione della terapia, prescritta da uno specialista privato, invece di incoraggiare i pazienti a farsi seguire con fiducia dal servizio pubblico – si legge nella nota a firma del direttore Giancarlo Sassoli – cogliamo nelle dichiarazioni del sindacalista degli elementi sconfortanti. I dati forniti non sono corretti: differiscono dai dati ufficiali della Regione Toscana (ultimo report del 03/10/11, relativo a dati del 2010) e ci farebbe piacere sapere dove sono stati presi”. E questo era stato già precisato dal primario professor Mario Di Fiorino durante un’intervista rilasciata a Il Nuovo Corriere. “Non è vero – ribadisce la direzione sanitaria – che in Versilia abbiamo più ricoveri in reparto delle altre Asl: il tasso di ricovero è il settimo in ordine decrescente (su 12 Asl): 269, rispetto ad esempio a 404 di Massa, 358 di Firenze, 296 di Prato, 289 di Livorno, 281 di Pisa, 276 di Siena con una media regionale di 270”. E anche riguardo al tasso di ricovero ripetuto nei 30 giorni la Psichiatra versilese è sesta con 10,23 con una media regionale di 14,02. “Anche il tasso di ospedalizzazione per TSO, è in calo, 0,05 contro una media regionale di 0,093”. Quanto ai farmaci stessa zolfa: terzo posto dopo Lucca e Pistoia, con un indice di 64 a fronte di una media regionale di 60. “Va anche detto – ripete Sassoli – che la prescrizione della psichiatria pubblica influisce solo in parte”. I farmaci, nella maggior parte dei casi, vengono prescritti dai medici di famiglia, spesso su induzione di specialisti privati, particolarmente forte in Versilia, data la vicinanza ad una Psichiatria universitaria. I direttori dei Distretti di Salute Mentale della Toscana hanno ribadito recentemente che il dato interessante sarebbe semmai costituito dalla prescrizione di antidepressivi nella popolazione sopra i 65 anni, dato che potrebbe riflettere la possibilità / opportunità di spazio per altre risposte di cura. “Comunque, come si vede, entrambe le affermazioni del sindacato, riferite a dati controllati e forniti dalla Regione Toscana, non sono veritiere – sottolinea la direzione del “Versilia”. Come quelle concernenti le Comunità Terapeutiche, che sono state definite dei manicomi: ogni paziente seguito ha un suo progetto terapeutico individuale. “La discussione con altri operatori – precisa la direzione – avviene soprattutto nei casi più problematici quando viene previsto l’impiego di risorse e un approccio di più professionalità”. Ad esempio se una persona che ha un attacco di panico si rivolge ad uno psichiatra o ad uno psicologo in genere non vengono impiegate altre professionalità. Sugli orari del Centro Salute Mentale in Versilia ce n’è uno con 3 presidi poi ci sono altre Unità Funzionali che lavorano per la salute mentale, pertanto l’offerta è ancora più ampia. E ovunque vengono rispettate le leggi nazionali e regionali. L’invito ai cittadini è di “rivolgersi con fiducia agli ambulatori di psichiatria, di psicologia e alle attività del servizio sociale”, nel caso rilevino omissioni, ritardi, risposte non adeguate o non coerenti , di“segnalarle”. Le criticità esistono, come sempre e dovunque ma il dialogo, senza pregiudizi, fra gli utenti e i loro familiari con i responsabili dei servizi è la strada e il modo per migliorare.

La “rettifica” della Cgil a quanto dichiarato nei giorni precedenti non è tardata ad arrivare: ”non affermiamo che il reparto sia un lager, nè che il professor Di Fiorino non sia una valido professionista e tantomeno che gli operatori del servizio non siano competenti. Noi siamo partiti da un caso eclatante – l’uomo che si è strappato gli occhi in chiesa -, che ci ha indotto a fare una riflessione, riflessione che, davanti a casi simili, tutti dovremmo sempre fare. Nessuno è perfetto e il dubbio che possiamo avere mancato qualcosa o fatto qualche errore ci deve sempre prendere. Questo non vuol dire darsi colpe o averne. La nostra riflessione non è entrata nel merito della caso ma ci ha portato ad evidenziare le mancanze che ci sono in questo dipartimento, mancanze che evidenziamo da tempo. E ci siamo posti delle domande, legittime. Ci fossero state meno mancanze avremmo potuto evitare il caso? La risposta non l’abbiamo ma ci siamo posti, ed è giusto porsela, la domanda. E tutto questo non per scaricare colpe o accuse ma per cercar di migliorarci sempre di più, dato che tutto è migliorabile. A questa Asl, oltre alle le critiche, riconosciamo anche un merito, e cioè di avere iniziato da alcuni mesi un confronto con il Coordinamento salute mentale e il Forum salute mentale Versilia proprio sulla gestione del dipartimento salute mentale”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 6, 2011 at 9:45 am  Lascia un commento  
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