ASSEMBLEA PER IL 15 OTTOBRE PROTESTA DAVANTI ALLA SEDE DI EQUITALIA

Protesta, ieri mattina, sotto gli uffici di Equitalia: circa una ventina di persone dell’Assemblea viareggina verso il 15 ottobre  hanno manifestato e appeso alcuni striscioni, oltre a distribuire volantini alle persone che uscivano ed entravano negli uffici. “La società Equitalia ormai da diversi anni è diventata lo strumento di riscossione crediti dello Stato che di fronte alla crisi economica creata dalla finanza e dalla speculazione bancaria cerca di accollare debiti e sacrifici ai settori più deboli dalla società, anche attraverso ignobili strumenti punitivi come il pignoramento dei beni personali (casa, automobile) – scrivono in una nota -, la logica delirante e sadica dei “nostri governanti “cerca di salvaguardare ancora una volta i grandi evasori e i banchieri colpendo invece lavoratori, disoccupati, migranti, precari, partite iva, “colpevoli” di aver dimenticato di pagare una multa o anche una minima parte delle tasse”. “Ad oggi – proseguno – il governo Berlusconi, nella sua palese incapacità programmatica dentro la crisi, pensa bene di dare pieni poteri ad Equitalia per riscuotere i mancati pagamenti da parte dei contribuenti, dando l’ok alla partenza dell’operazione “fine del mondo””. Ma cosa sarà questa nuova arma che l’agenzia dell’entrate ha dato a disposizione di Equitalia? Innanzi tutto dopo 60 giorni dall’avviso al contribuente (“Devi pagare”, e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap) Equitalia potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Potrà iscrivere ipoteca al contribuente considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto e avviare i pignoramenti presso terze e far partire le ganasce fiscali sulle auto. Il “titolo di debito” è immediatamente esecutivo: basta un avviso per essere considerati in mora. Non c’è più bisogno di istruire una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell’eventuale debito entro 15-18 mesi. ” Il problema – spiega Assemblea viareggina verso il 15 ottobre –  è che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente. Entro 61 giorni dall’avviso – a prescindere dal fatto che l’avviso sia stato ricevuto o dorma in un ufficio delle Poste, in una Casa comunale – il contribuente o paga l’intera somma o contesta pagandone un terzo (più gli interessi maturati)”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 11, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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