“MODIFICARE LA LEGGE VIAREGGIO”, PRESIDIO DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO IN MUNICIPIO. IL SINDACO CHIAMA LA BERGAMINI

Tanto tuonò che piovve. Il presidio di ieri mattina organizzato sotto il Comune di Viareggio da “Assemblea 29 giugno” e alcuni familiari delle vittime della strage ferroviaria di via Ponchielli ha sortito gli effetti voluti: il sindaco Luca Lunardini ha ricevuto una delegazione per parlare dell’ormai nota Legge Viareggio. Unità di intenti, quella emersa, per risolvere le questioni legate alle elargizioni. Attraverso la normativa, nata sulla falsariga della Legge Linate, viene stabilita una elargizione speciale – che è altra cosa rispetto alle donazioni e ai risarcimenti -, per ogni vittima e ferito grave, o gravissimo: minimo 200mila euro, tenuto conto dello stato di effettiva necessità. E le vittime di quella notte da incubo sono 32, 13 i feriti. La legge recita anche che “il sindaco, d’intesa con il commissario delegato, individua i familiari di vittime e feriti e determina la somma spettante a ciascuno”, e stabilisce un ordine di assegnazioni. Ma sempre la stessa legge non dice assolutamente che in mancanza dei soggetti elencati nell’ordine i 200mila euro non saranno elargiti. “E come potrebbe – sottolinea Riccardo Antonini -, l’intento del legislatore è che ai familiari di ciascuna vittima siano assegnati i soldi”. L’assegnazione dei soldi – ammonta a 10 milioni di euro la cifra totale prevista dalla normativa – è dunque ancora al centro di un dibattito e oggetto di confronto, e la questione ruota attorno agli otto casi per i quali, secondo il testo attuale della Legge Viareggio, ci sarebbero ancora dei problemi di grado di parentela per i beneficiari. Il primo cittadino, che si è dichiarato d’accordo con gli esponenti di “Assemblea 29 giugno”, ha già preso contatti telefonici con l’onorevole Debora Bergamini per un incontro con i familiari, a cui parteciperanno anche tutti i parlamentari versiliesi e toscani per arrivare ad una soluzione definitiva.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on Mag 11, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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“BENE L’ELARGIZIONE SPECIALE”, I FAMILIARI SONO SODDISFATTI MA PREOCCUPATI PER IL CASO DI ANTONIO FARNOCCHIA

A proposito della Legge Viareggio, del 7 luglio 2010, fatta sulla falsariga della legge Linate, relativa al disastro aereo dell’ 8 ottobre 2001 e “consapevoli che una legge simile non è stata approvata per nessuna altra situazione analoga”, come si legge in una nota di Assemblea 29 Giugno, è un fatto positivo che sia stata definita un’elargizione speciale per i familiari di 24 vittime e per i feriti gravissimi: “ che deve essere concretizzato e definito entro l’anno”. Per gli altri 8 casi rimasti in sospeso, è stato detto e scritto, anche da parte del Sindaco del comune di Viareggio, che verranno esaminati prossimamente. “Bene – affermano gli esponenti di Assemblea 29 Giugno -, vedremo e valuteremo i risultati di questo approfondimento, tenendo conto che lo stesso Sindaco al Convegno su “Giustizia e Sicurezza” del 23-24 ottobre da noi promosso, assieme all’Associazione “Il mondo che vorrei”, dichiarò “tutti i familiari debbono ricevere l’elargizione prevista dalla legge”. E la legge è chiara: per ciascuna vittima è attribuita ai familiari una somma complessiva non inferiore a 200.000 euro, che è determinata tenuto conto anche dello stato di effettiva necessità. Su questo si può anche discutere, nel senso che è materia di discussione, ma non è possibile derogare. E’ la legge che lo sancisce. Oltre a questi 8 casi rimasti in sospeso e che, quanto prima, dovranno essere definiti, c’è poi il “caso dei casi”, quello di Antonio Farnocchia che, per la sua particolarità e specificità, deve essere trattato differentemente dagli altri 31. Antonio infatti aveva sostanzialmente due nuclei familiari e, per questo, in questo caso deve essere applicata una discriminazione positiva, affinchè giustizia sia fatta: “si tratterà di condurre una battaglia perchè all’una e all’altra famiglia sia riconosciuto la cifra di 200mila euro”.

Il 29 dicembre, a 18 mesi dalla strage, la città sarà poi di nuovo mobilitata, “per vigilare sull’iter processuale come su quello della legge per la verità e la giustizia”: dalle 9 alle 12 con un presidio davanti al comune, il pomeriggio alle 17.30 con un’assemblea in sala di Rappresentanza e la sera alle 23.15 alla Casina dei Ricordi, “per non dimenticare”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on dicembre 23, 2010 at 9:15 am  Lascia un commento  
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CONTROLLI PIU’ SEVERI SULLA SICUREZZA

Incontro a Firenze, due giorni fa, tra una delegazione dei comitati Assemblea 29 Giugno e Il Mondo e il direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria ingegner Chiovelli e suoi collaboratori. Diverse le cose, a quanto riferito dallo stesso, realizzate relativamente al trasporto di merci pericolose: controlli straordinari con ultrasuoni degli assi dello stesso tipo di quello criccato a Viareggio e l’obbligo del Sistema di Controllo della Marcia del Treno (SCMT) sui treni, tracciabilità di standard costruttivi, fabbricazione, fabbricante, attività manutentive, soggetto deputato alla manutenzione, controlli ai dispositivi di chiusura delle ferrocisterne provenienti dall’estero, essendosi verificato nel 2009 una consistente crescita di episodi di perdita di sostanze pericolose e infine norme più stringenti per i controlli non distruttivi per officine e personale specializzato. “Chiovelli – scrivono in una nota i portavoce dei due comitati – ha dichiarato di conoscere le reazioni delle imprese ferroviarie, dei proprietari dei carri e delle loro associazioni rappresentate nello speciale della rivista “Ship2Shore” dedicata a “Il dopo Viareggio e la crisi del traffico merci su ferrovia” e di ritenere inaccettabile il paventato spostamento, a seguito del costo dei suddetti provvedimenti sulla sicurezza, del traffico ferroviario a quello su gomma”. Gran parte di quanto prodotto in questi mesi dalla Task Force europea, costituitasi per la strage di Viareggio per armonizzare ed estendere agli altri Stati europei i criteri e i provvedimenti di sicurezza per il trasporto di merci pericolose, a quanto espresso da Chiovelli, è stato ultimamente definito dall’Agenzia ferroviaria europea come applicabile dalle imprese solo su base volontaria. All’ordine del giorno dell’incontro c’ erano anche le misure e i provvedimenti proposti dai due comitati, e consegnati il 9 aprile all’ANSF ma sono stati affrontati solo i punti principali, ossia i Rilevatori Temperatura Boccole (RTB), considerati dai ferrovieri come basilari per la prevenzione di incidenti e disastri, “poiché in grado di arrestare il treno in caso di surriscaldamento alle ruote” ed è stato indicata l’urgenza di disporre l’obbligo di mantenerli funzionanti ed efficienti, oltre a quella di estenderli in corrispondenza dei centri abitati. Necessari anche i dispositivi antisvio sui treni merci e per quanto riguarda i picchetti distanziatori costituiti da pezzi di rotaia dimessa, “definiti da autorevoli parti causa dello squarcio della cisterna, al contrario di RFI che nella sua relazione di inchiesta si auto-assolve escludendoli” sarebbe stata confermata l’esistenza di una disposizione di RFI che ne prevedeva la sostituzione, però mai avvenuta. Relativamente ai carri scudo e ai carri cuscinetto, per i quali esistono disposizioni, non ne risulta l’abrogazione. “ Da parte nostra è stata dichiarata la necessità di estendere i provvedimenti previsti per le merci pericolose a tutti i carri merci – fanno sapere da Assemblea 29 Giugno e Il Mondo che Vorrei – che possono comunque causare incidenti anche gravissimi ed abbiamo evidenziato come la chiusura di stazioni ed impianti sia stata penalizzante per la sicurezza”. Chiovelli intanto ha promesso di incontrare nuovamente le delegazioni, con un obiettivo prefissato: perseguire la sicurezza.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Published in: on ottobre 29, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
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SI AMMANETTANO DAVANTI ALLA PROCURA, I COMITATI DEI PARENTI DELLE VITTIME SONO STATI RICEVUTI DAL PROCURATORE CICALA

Un incontro sul piano umano”. Così il procuratore Capo di Lucca ha definito l’incontro di ieri mattina con i due esponenti di “Assemblea 29 Giugno” e “Il Mondo che Vorrei”. “Ho ricevuto i rappresentanti – ha spiegato Cicala subito dopo il summit – perché penso che serva a lenire le loro sofferenze. Non si è parlato di altro, tanto meno delle indagini. Mi hanno chiesto i nomi degli indagati, ma abbiamo risposto (era presente anche il sostituto Giuseppe Amodeo titolare del fascicolo sulla strage, ndr) che non è possibile. E’ stato un incontro all’insegna dell’umanità e cortesia. E credo che per i familiari delle vittime sia utile sentirci vicini anche se non andiamo fisicamente a Viareggio”. Il dialogo fra Cicala e i comitati delle vittime è durato poco più una quarantina di minuti (dalle 12,50 alle 13,35) e si è svolto dopo molte insistenze da parte dei comitati. Già perché ai familiari delle vittime, che avevano annunciato da giorni questo presidio a Lucca, appena arrivati in piazzale San Donato, era stato detto che il procuratore non sarebbe stato in ufficio per l’intera giornata. E’ così toccato loro ammanettarsi in segno di protesta per far giungere un segnale di dialogo e di apertura dalla procura. Una delegazione è così stata ricevuta dal procuratore Cicala, ma senza, com’ era stato nel giugno scorso, le foto delle vittime al collo dei partecipanti. “Qui dentro si parla, se si vuole manifestare lo si faccia fuori dal palazzo” ha spiegato Cicala. “Non ci hanno detto quando finiranno le indagini, ma che queste sono a un “ottimo” punto, l’altra volta dissero che erano a “buon” punto, e questo aggettivo ci deve bastare. Che 15 mesi non sono tanti per un’indagine che necessita di rogatorie internazionali”. Attacca così Daniela Rombi presidente de “Il Mondo Che Vorrei” appena uscita dalla stanza del procuratore. E’ provata, come gli altri familiari. Davanti all’ingresso del tribunale in via Galli Tassi li attendono gli altri parenti. Subito si relaziona quello che è stato loro detto. “Ci hanno chiesto di avere fiducia. Che sperano di riuscire e che sperano di farlo bene. Che quando le cose verranno fuori vedremo che hanno lavorato bene. Io spero solo – commenta Rombi – che non avvenga come per il Moby Prince o per Ustica”. Dell’incidente probatorio come atto irripetibile sull’asse rotto, ora sotto sequestro, ancora non fanno trapelare alcunché dalla procura. Ma non dovrebbe esser lontano il giorno dell’esame, e allora, come ha confermato Cicala “saprete tutti i nomi degli indagati perché ciascuno nominerà un proprio perito”. All’incontro in procura era presente anche Riccardo Antonini, portavoce di Assemblea 29 Giugno. “Abbiano strappato anche il diritto all’incontro dei comitati con la procura per essere periodicamente informati”. Speriamo sia davvero così, diciamo noi. Infine è stata posta l’attenzione sul fatto che dalla gabbia della cisterna sotto sequestro alla stazione mancherebbe del materiale, e seppur non rispondendo esplicitamente, si sarebbe appreso che è stato tolto per essere sottoposto ad accertamenti utili alle indagini”. Il presidio sul piazzale San Donato è proseguito per l’intera giornata.

(Stefania Guernieri – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

“LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA”: ANTONINI, PORTAVOCE DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO, FA IL PUNTO DOPO LA COMMEMORAZIONE. LA PROSSIMA SETTIMANA NUOVA RIUNIONE PER PROGRAMMARE LE PROSSIME INIZIATIVE

La manifestazione per la commemorazione del primo anniversario della strage di Viareggio è stata una vera e propria partecipazione di popolo, un’ottima risposta sia per i familiari delle vittime che per continuare la battaglia per ottenere giustizia, verità e sicurezza”. A parlare, all’indomani del corteo di martedi, è Riccardo Antonini, portavoce di Assemblea 29 Giugno, “che è sempre stata aperta a tutti”, come lo stesso ci tiene a precisare. “Si è appena chiuso un anno di straordinaria attività – afferma -, durante il quale abbiamo fatto di tutto, sia per far approvare la legge Viareggio prima dell’anniversario che per accorciare i tempi processuali – che rischiano di essere lunghissimi – e per far sì che una tragedia simile non accada mai più”. E questo, per il portavoce di Assemblea 29 Giugno, ha significato, e significa, “fare politica disinteressatamente, e non come fanno i politici o i politicanti”: “politica nel senso greco del termine, noi non siamo politici di professione, e per interessi personali, ma per passione e se vogliano che tragedie simili non avvengano mai più occorre essere radicali”. Andare cioè alla radice del problema, e delle cause. “La strage di Viareggio non è stata una fatalità – ribadisce ancora una volta Antonini – ma è stata causata da una serie di cause, che sono anche, ma non solo, varie omissioni da parte di un singolo, e più singoli, ma soprattutto il sistema che non funziona”. Le responsabilità – precisa il portavoce – sono da individuare “nella privatizzazione, nella liberalizzazione, nella societarizzazione e nella deregulation del lavoro”. Quanto alla ri conferma di Mauro Moretti nel suo ruolo di AD di FS Antonini fa presente che solo a Viareggio sono state raccolte oltre 10mila firme per le sue dimissioni – “una adesione popolare” – : “non le abbiamo messe in un cassetto – sottolinea -, è stato calpestato il volere della città e questo è stato uno dei motivi che ci ha portato, assieme al comitato Il Mondo che Vorrei, a dire che la sua presenza a Viareggio, nel giorno dell’anniversario, non era gradita, come quella del ministro Matteoli, che lo ha sempre difeso, e appoggiato”. E da oggi? “Il 7 luglio ci riuniremo per stendere il bilancio di quanto fatto in un anno, ora si apre una nuova fase di lavoro, più impegnativa e altrettanto dolorosa – le vittime non si cancellano – e facciamo appello a tutti quanti vorranno contribuire in questa battaglia per la sicurezza”. Ieri, alla stazione di Grosseto, è stato smantellato il presidio addetto ai controlli di verifica dei treni merci, “presidio che effettuava le visite tecniche ai carri in corso di viaggio, anche alle sale montate”. Proprio nei pressi di quella stazione, il 22 dicembre scorso, fra Gavorrano e Giuncarico, le ruote di una cisterna carica di GPL, furono avvolte dal fuoco, a causa del guasto dell’apparato frenante e il disastro fu evitato grazie ad un automobilista che percorreva l’Aurelia e che avvisò i Vigili del Fuoco: “smantellando il presidio, la sicurezza anziché aumentare viene ulteriormente penalizzata”. La battaglia continua.

Letizia Tassinari


Published in: on luglio 2, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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STOP DEI TRENI A 6 MESI DALLA STRAGE, SONO STATI FERMATI DUE EUROSTAR CITY: “A FUOCO ANCHE I REGISTRI DEGLI INDAGATI?. ANCHE IL FRATELLO DI ELISABETH ERA IN STAZIONE

Vergogna”. Mentre i morti sono saliti a trentadue, gli indagati restano a zero. La magistratura indaga infatti ancora contro ignoti: “Ferrovie, Gatx, Junghental Waggon, Cima Riparazioni, Sarpon, Aversana Petroli non sono note? Quella notte le fiamme hanno bruciato anche il registro degli indagati?”. E’ stato questo l’interrogativo, stampato da Assemblea 29 giugno a caratteri cubitali sulle migliaia di poster, e volantini, ad attirare alla stazione almeno trecento persone la sera del 29 dicembre, dopo sei mesi da quella terribile notte, quella della “strage annunciata”.

I ferrovieri con Riccardo Antonini e Dante de Angelis, i sindacati Cgil e Orsa, l’Arci, il Circolo di Rifondazione e la Federazione, i Giovani Comunisti, il Partito Democratico di Viareggio, con il suo segretario Gianni Giannerini e la stessa Senatrice Manuela Granaiola, ma anche tanti cittadini comuni, lavoratori di ogni settore, studenti e soprattutto i parenti delle vittime, come Wilmer Silva, il fratello di Elisabeth erano li, alla stazione. “Sono distrutto dal dolore, ma ho qualcosa da dire alle autorità – ha gridato ai microfoni -: ai funerali solenni ci è stata promessa giustizia, ma per ora nulla è stato fatto. I responsabili devono essere puniti”.

Per farsi sentire, per una protesta più forte, “perché i 32 morti non siano uccisi una seconda volta e perché quanto avvenuto non abbia più a ripetersi” in tanti poi sono scesi sui binari e hanno bloccato temporaneamente, come annunciato, due Eurostar City, uno sul binario 4, diretto a Roma, e uno sul binario 3, diretto a Milano. Solo dieci minuti, per non danneggiare i viaggiatori, per una protesta forte “di fronte a risposte deboli, per non dire assenti, verso i familiari delle vittime, verso la città di Viareggio, e nei confronti della sicurezza in ferrovia”. Che non è solo di chi ci lavora ma di tutti. La questione giudiziaria è ancora in stallo, e in questo momento è quella più importante. Poi ci sono i risarcimenti, anche se i soldi non guariscono le ferite, o il dolore per la morte. Il fermare i due treni è stato un atto simbolico, diverso teso ad ottenere finalmente risposte da chi le deve dare. “Se Moretti pensa di giocare con le parole si sbaglia: noi porteremo avanti la nostra battaglia ancora con più forza – è stata la promessa”. Soprattutto da ora. La sicurezza non si vende, come la verità: “e la giustizia si pretende”.
“Avevamo invitato anche il sindaco – ha riferito dai binari la consigliera Isaliana Lazzerini. Ma Lunardini non è venuto.

Letizia Tassinari

Guarda anche il video:

http://www.viareggiointv.com/jml1_5/index.php?option=com_content&view=article&id=11251

A CINQUE MESI DAL 29 GIUGNO UN DIBATTITO SULLA STRAGE: AL DOPOLAVORO DI VIA MACHIAVELLI SI PARLA DI SALUTE, AMIANTO E SICUREZZA

Sabato dalle 14 alle 19.30, nei locali del Dopo Lavoro Ferroviario in via Machiavelli, si terrà un seminario dibattito sulla strage del 29 giugno. In apertura gli interventi di presentazione della giornata sull’esperienza di Assemblea 29 giugno poi, dalle 15, riunione di gruppi di lavoro su vari temi: le cause della strage e le responsabilità, l’inquinamento da amianto dopo l’esplosione e amianto come problema di carattere generale, norme e misure per la sicurezza e la salute nel trasporto ferroviario. Al seminario, aperto, parteciperanno comitati e collettivi, lavoratori, ferrovieri, tecnici, periti, medici, ingegneri, avvocati e rappresentanti sindacali e di forze politiche.


“SUBITO SICUREZZA, VERITA’ E GIUSTIZIA”, NUOVO APPELLO DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO E AVIF NELL’INCONTRO CON I CITTADINI IN COMUNE: “ELIMININANDO I DUE BINARI NON SI RISOLVONO I PROBLEMI DELLA STAZIONE DI VIAREGGIO”

DIBATTITO SULLA STRAGE 009Sala di rappresentanza gremita due sere fa in comune. All’appello di Assemblea 29 giugno per un dibattito aperto alla città per discutere “tutti insieme e concretamente” di sicurezza, verità e giustizia, hanno risposto in tanti. Tranne il sindaco, assente.

DIBATTITO SULLA STRAGE 006A prendere la parola per primo è stato Riccardo Antonini, per una precisazione: “Assemblea 29 giugno, costituitasi dopo pochi giorni dalla strage, il 3 di luglio, è formata da cittadini, e non di soli ferrovieri”. I lavoratori delle FS che ne fanno parte, nel totale degli appartenenti, sono infatti solo il 20%. Le due settimane che hanno preceduto l’incontro di lunedi hanno visto impegnati gli appartenenti ad Assemblea 29 giugno, il comitato Avif e lo stesso senatore Massimo Baldini, presente al tavolo dei relatori, sulla questione della sospensione dei lavori di smantellamanto dei binari 9 e 10. “Operazione che è stata inserita in un pacchetto sicurezza ma che in realtà nulla ha a che fare con la sicurezza: è una presa di giro bella e buona per chi non conosce le cose ed un offesa per chi invece le cose”.

DIBATTITO SULLA STRAGE 018Sono stati tanti gli interventi del pubblico, a partire dal segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli, dal vice presidente della Provincia di Lucca Patrizio Petrucci e dell’assessore alla Protezione Civile Emiliano Favilla fino ad arrivare alla consigliera Isaliana Lazzerini, a capotreni e capostazioni e a comuni cittadini. La battaglia per la riassunzione di Dante de Angelis è stata vinta, ma la lotta per la sicurezza continua. E non è con la eliminazione dei due binari che si risolve il problema: “che non solo di Viareggio ma di tutta l’ Italia”. “Sulla verità siamo indietro, sulla giustizia pure, sulla ricostruzione sono arrivati i soldi, mentre sul lato risarcimenti, almeno da quanto dichiarato da Moretti, sembra che si sia aperto uno spiraglio: Fs e Gatx dovrebbero anticipare i soldi, in attesa di rivalsa – e questa è stata l’opinione comune. “Ma gli incidenti continueranno ad accadere se non verranno cambiate le politiche per la sicurezza, e occorre ripartire uniti – ha affermato Antonioli -, per ottenere risultati. La sicurezza è di tutti, non di pochi. Le divisioni servono a ben altro. E hanno interessi diversi”. L’eliminazione dei due binari “ha altre motivazioni ed allora che vengano dette, senza giocare a nascondino”. Divide et impera, dicevano i latini, e questo detto, oggi, ha la sua validità: “nel dividi e comanda, o dividi e annebbia le cose”. “Non vogliamo colpevolizzare chi nella strage ha perso tutto e si trova in uno stato psicologico tale da essere fragile, e legittimamente ha fatto delle richieste che sembrano determinanti per il loro futuro, ma chiediamo il dialogo, come abbiamo sempre fatto: la strage di Viareggio è stato un incidente sul lavoro che poteva accadere ovunque, e non è togliendo due binari che potremo impedire che una tale tragedia si ripeta, qui come ovunque”.

DIBATTITO SULLA STRAGE 020“Moretti in Senato, durante un’audizione, si autoassolse – e per il senatore Baldini, che ha chiuso con il suo intervento il lungo dibattito questo è stato un fatto grave. “Quando si trasferisce un’opera d’arte da un posto all’altro si attivano cautele ed assicurazioni particolari. Lo stesso andava, e va fatto, quando sui binari corrono vere e proprie bombe: vanno applicate tutte le misure di sicurezza”. Togliere i due binari anche per il senatore del PdL “è una grande sciocchezza, e la città deve fare muro contro gli interessi di pochi”. Gli incidenti prima e dopo il 29 giugno sono tanti, ultimo dei quali un giovane operaio della manutenzione schiacciato da un treno a Rifredi: “la battaglia per la sicurezza in ferrovia, e per la salute di tutti, va perseguita fino in fondo e rappresenta un aspetto di una lotta più generale da condurre a tutto campo”. L’appello a partecipare alle iniziative è stato lanciato. Il prossimo incontro per dialogare sul da farsi è per sabato al CRO, alle 20.30. L’invito è per tutti.

Letizia Tassinari

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SIT IN DAVANTI AL COMUNE DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO: “AVANTI TUTTI INSIEME”

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Sit in di protesta di Assemblea 29 giugno, ieri mattina davanti al municipio, con striscioni e volantini:“Per andare avanti tutti assieme, più velocemente e concretamente”. Sullo smantellamento dei binari 9 e 10 della stazione i referenti non cessano di affermare che “la loro eliminazione non ha niente a che fare con la sicurezza e che, comunque penalizzerà la stazione con il rischio, probabile e possibile, di un irrimediabile declassamento”. Sostenuti nella loro mobilitazione dai sindacati, dal comitato Avif e dallo stesso senatore Massimo Baldini Assemblea 29 giugno è riuscita a parlare con il sindaco e R.F.I. :” nella discussione non hanno potuto dire niente sul fatto che l’eliminazione avrebbe migliorato la sicurezza: infatti il treno maledetto è deragliato sul binario 4 – binario di corsa. Inserire l’eliminazione dei binari 9 e 10 in questo “pacchetto sicurezza” è per il portavoce “una presa di giro bella e buona per chi non conosce le cose ed un’offesa per chi, invece, le cose le conosce”. “Abbiamo ripetutamente detto e scritto – ha aggiunge Antonini – che la sicurezza è altra cosa, checché ne dica l’Amministratore delegato Mauro Moretti che non la smette mai di dire che le ferrovie italiane sono le più sicure d’Europa”. Visti i tanti incidenti, prima e dopo la strage di Viareggio che è costata 31 morti. “Chi pensava che dopo la mobilitazione per Dante De Angelis, che ha avuto come risultato la sua reintegrazione, ci saremmo fermati ed accontentati, oggi viene clamorosamente smentito dalla realtà. Per noi la battaglia per sicurezza e la salute in ferrovia va perseguita fino in fondo e rappresenta un aspetto di una lotta più generale da condurre e sviluppare in ogni luogo di lavoro e nella società. Il nostro dovere è non dimenticare nessun caduto sul lavoro, compreso Matteo Valenti, giovane operaio di 23 anni, del quale ricorre in questi giorni il V anniversario della morte”. La battaglia portata avanti per la sicurezza “ non può essere separata da quella per i risarcimenti immediati alle famiglie delle vittime e ai feriti della strage di Viareggio, per la ricostruzione di ogni abitazione ed edificio distrutti, per l’accertamento delle responsabilità”. La sicurezza in ferrovia significa: “drastica riduzione della velocità dei treni-bomba, barriere di protezione anti-fuoco e anti-rumore in ogni centro abitato, manutenzione e controlli dei carrelli, delle cisterne e della sede ferroviaria, installazione dei rilevatori della temperatura boccole, dispositivi antideragliamento per i merci come già è su treni Eurostar, ispezioni efficaci e a sorpresa, cisterne sicure come quelle che trasportano materiale radioattivo, eliminazione delle famigerate porte killer che in questi anni hanno provocato centinaia di incidenti con morti e feriti, anche gravi, di viaggiatori e lavoratori, e il doppio agente sui locomotori”. Per domani sera, 20.45, l’appuntamento è in sala di rappresentanza a Viareggio, per una assemblea aperta a tutta la città.

Letizia Tassinari

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“VIA I DUE BINARI PER UNA STRADA?”, L’ALLARME DI ASSEMBLEA 29 GIUGNO. IERI INCONTRO A FIRENZE CON I VERTICI DI RFI: “TUTTI GIOCANO A RINVIARSI LE RESPONSABILITA'”, DOMANI SIT IN DAVANTI AL COMUNE

STAZIONE DI VIAREGGIO, LAVORI DI SMANTELLAMENTO BINARI 9 E 10 022Lunedì scorso l’Assemblea 29 giugno si è incontrata con il Sindaco Luca Lunardini. Ieri mattina la delegazione di cittadini e ferrovieri è stata ricevuta a Firenze da Calogero Di Venuta, responsabile per la Toscana di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Tema degli incontri il medesimo da qualche settimana a questa parte: “togliere due binari dalla stazione di Viareggio (in particolar modo il 9 e il 10 che sono adibiti a stazionamento merci) non ha niente a che vedere con la sicurezza”. Il Sindaco sostiene di essersi attivato in modo proficuo per avere garanzie certe che il depotenziamento della stazione non avvenga, e che da Rfi ha avuto invece la promessa di un potenziamento della stazione stessa da attuare in previsione del raddoppio della tratta Viareggio – Lucca. Purtroppo lo stesso Lunardini ha ammesso di essere “l’ultima ruota del carro” nel decidere in questa materia, perché, nella piramide gerarchica politica, prima vengono il Ministro Matteoli, l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti e il commissario straordinario per la strage Martini. Calogero Di Venuta, a nome di Rfi, ha anche lui dato assicurazioni affinché non venga depotenziata la stazione ed ha convenuto che due binari in meno niente hanno a che vedere con la sicurezza. L’Assemblea ha tenuto a sottolineare al responsabile di Rfi il proprio risentimento per non essere stati ricevuti prima che i lavori cominciassero. Un dato di fatto che non ha trovato risposta nelle parole di Di Venuta, il quale si è difeso dicendo che il “piano sicurezza” proposto dal Sindaco originariamente prevedeva la dismissione di 4 binari, dal 7 al 10, e non di due. Ma ha aggiunto che comunque “non sarà possibile sospendere la dismissione dei binari”.Tutti giocano a rinviarsi la responsabilità di due binari in meno tra di loro…”, ha commentato Riccardo Antonini, portavoce dell’Assemblea 29 giugno. In realtà ciò a cui non è ancora stata data una risposta è “perché, appurato da Rfi e Sindaco, che togliere i binari 9 e 10 non ha niente a che vedere con la sicurezza, i due binari vengono dimessi ugualmente?” In mancanza di una risposta, spunta l’idea del progetto del Comune, che prevede la costruzione di una strada al posto dei due binari. Un progetto che, a questo punto, verrebbe approvato sotto l’etichetta del “piano per la sicurezza”. L’Assemblea va comunque avanti nella richiesta di chiarimenti e sabato mattina sarà presente con un sit-in davanti il Municipio. Lunedì alle 21,45, nella sala consiliare, terrà poi un incontro, a cui tutti sono invitati, per discutere la situazione a 4 mesi dalla strage. “Mesi in cui ancora non si sono visti i soldi promessi e ancora nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati”, ha sottolineato Antonini, che ha concluso dicendo che, invece che togliere binari, sarebbe molto più utile costruire un muro di protezione.

Lorenzo Coluccini

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