CAMBIO AL VERTICE DELLA CAPITANERIA: IL CAPITANO DI FREGATA RATTO VAQUER LASCIA IL POSTO AL PARI GRADO VITIELLO: PER L’ORMAI EX COMANDANTE UN VELO DI COMMOZIONE, “SONO STATO STREGATO DA UN MONDO FANTASTICO”

Cambio di guardia ieri mattina alla Capitaneria di Porto di Viareggio: davanti alla sede distaccata, alla presenza dell’ammiraglio Marco Brusco, vice comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, del contrammiraglio Ilarione dell’Anna, comandante della Direzione Marittina Toscana, e delle più alte cariche civili e militari della provincia, è avvenuto il passaggio di consegne. Per il Capitano di Fregata Fabrizio Ratto Vaquer, dopo due anni di comando di quella che è considerata la Capitaneria di Porto “punta di diamante” d’Italia, è infatti arrivato il momento dell’addio. ”Oggi si interrompe per me un sogno a lungo inseguito – sono state le sue parole -, quello di avere avuto l’onore di comandare una Capitaneria di Porto storica, e sicuramente una delle più prestigiose della nazione”. “Questi due anni sono trascorsi rapidamente – negli occhi dell’ufficiale gentiluomo, come nella sua voce, si avverte un leggero velo di commozione e di nostalgia – e mi sembra di essere stato stregato da un mondo fantastico”. Una realtà, quella viareggina, dalla quale ieri si è accomiatato passando il comando al Capitano di Fregata Pasquale Vitiello, amico e collega proveniente dalla Capitaneria di Porto di Gaeta dove per cinque anni ha ricoperto il ruolo di comandante in 2°, del quale, in questi giorni, ha già apprezzato il valore e la professionalità. “Il nuovo Comandante sarà uno di voi – ha affermato rivolgendosi ai militari in divisa bianca. Come in questi due anni – segnati dal disastro ferroviario del 29 giugno e dall’alluvione di natale dello scorso anno, e per i quali il sindaco Lunardini gli ha consegnato un attestato di benemerenza – lo è stato Fabrizio Ratto Vaquer: “Abbiamo gioito di tante emozioni e successi, professionali, umani e sportivi – ha ricordato il comandante uscente – e allo stesso tempo sofferto, riuscendo pero’ a risollevare la testa e lavorando con assiduità”. “Avrei molto da aggiungere – ha poi concluso Ratto Vaquer, ringraziando tutti, inclusi gli organi di informazione “ che hanno saputo veicolare i messaggi di solidarietà marinara che caratterizza e impernia la nostra esistenza sul mare ed in mare per la sicurezza” – ma il filo dei pensieri si perde confondendosi con il filacciare delle sartie in banchina, ed è ormai giunta l’ora di virare di bordo, lasciando acqua al nuovo vascello”.

Buon vento al successore, che ha promesso continuità nell’interesse della comunità marittima, ma anche a Ratto Vaquer, in partenza per Roma dove lo aspetta un importante incarico al Restav – Reclutamento Stato Giuridico e Avanzamento – allo Stato Maggiore della Difesa, occupandosi degli Ufficiali delle Forze Armate.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

IL SALUTO DI RATTO VAQUER, IL COMANDANTE USCENTE: “I MIEI DUE ANNI IN QUESTA CITTA'”

Sta per finire il suo “mandato” il comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio Capitano di Fregata Fabrizio Ratto Vaquer e anche se la sua prossima destinazione è di prestigio – andrà infatti ad occupare un importantissimo ruolo al Restav, Reclutamento Stato Giuridico e Avanzamento, allo Stato Maggiore della Difesa, occupandosi degli Ufficiali delle Forze Armate – questi due anni non li dimenticherà tanto facilmente. “Ripeterei volentieri questa esperienza nell’affascinante terra della Versilia – afferma con un “briciolo” di nostalgia negli occhi. Due anni segnati anche da due tragedie, quella della strage ferroviaria del 29 giugno dello scorso anno, costata la vita a 32 persone, e quella dell’alluvione di Natale, con il rischio esondazione del lago di Massaciuccoli. “ Sono stati momenti difficili per tutti – ricorda il comandante uscente -, dove tutti i miei uomini si sono messi a disposizione”. E dove lui stesso, in prima persona, è stato sempre presente. “I ricordi brutti saranno legati agli eventi tragici che abbiamo dovuto affrontare, quelli belli che mi porterò nel cuore sono invece tantissimi – ammette con un sorriso velato ed elegante – ed è difficile creare una gerarchia ma soprattutto mi mancherà la gente di qui, con la quale si è instaurato da subito un rapporto speciale, i paesaggi, come il tramonto visto dalla passerella del molo, e il “borbottio” dei motori dei pescherecci nel canale che all’alba partono per il mare”. E la speranza dell’ ufficiale gentiluomo, dopo l’incarico a Roma, è quella di tornare a dirigere nuovamente una Capitaneria di Porto: “il mare è dentro me fin da quando ero bambino”… Come una passione che ha scandito tutta la sua esistenza, e dalla quale non sa separarsi.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

ALLARME IN PORTO, MA E’ PER FINTA

Esercitazione antincendio, ieri mattina alla banchina Tistino. Uno scenario complesso, in ambito portuale, reso ancor piu’ difficoltoso dalla zona di intervento, quello dove si è svolta la simulazione e che ha confermato l’esito della Conferenza dei Servizi convocata ad aprile scorso dalla Capitaneria di Porto, ossia la necessità di realizzare immediatamente una via di fuga: “la simulazione di una strada di collegamento tra piazza San Benedetto del Tronto e la Via Salvatori – ha commentato il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – ha infatti permesso di porre in salvo gli ustionati”. Senza la strada infatti, una volta bloccatasi via Marina di Levante, non ci sarebbe stata nessuna via di fuga e se il blocco fosse accaduto poco prima i mezzi di soccorso non sarebbero neanche arrivati. Per questo il comandante ha chiesto al Comune “la pronta realizzazione della strada progettata”, unica via di fuga alternativa dall’area ai lavori della banchina Tistino.

La simulazione è iniziata alle 9.30, quando alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Viareggio è giunta la segnalazione di un principio d’incendio sviluppatosi durante le operazioni di rifornimento con autobotte di una unità da diporto ormeggiata in Banchina Tistino. A causa del principio di incendio due operai sono rimasti ustionati dalle fiamme sprigionatesi da una cisterna carica di GPL. Scattato l’assetto di emergenza sono partite le procedure previste dal “Piano di Emergenza Antincendio del Porto di Viareggio”, già testate in precedenti esercitazioni ed eventi reali. Mentre il Nostromo del porto, con una pattuglia della Guardia Costiera e i mezzi navali della Capitaneria di Porto sono partiti via mare per raggiungere il luogo dell’incendio, è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale e del 118 e dell’ASL 12 Versilia, che ha assicurato l’intervento di due ambulanze della Misericordia e della Croce Rossa, e personale medico. Uomini e mezzi di soccorso hanno raggiunto il luogo del simulato incidente in pochi minuti dall’allerta accertando la presenza di due persone ferite a cui prestare soccorso, mentre lo stesso comandante Ratto Vaquer ha fatto delimitare la “zona rossa”, per il pericolo costituito dalla presenza del carburante e il potenziale rischio di esplosione, dirigendo tutte le operazioni. Messa in sicurezza tutta la zona dei cantieri, i feriti sono stati medicati e trasportati al Pronto Soccorso. Un’ora di simulazione, come avviene semestralmente, utile per verificare le procedure ed essere pronti ad ogni tipo di emergenza e per dimostrare, nel caso specifico, come l’attivazione di un passaggio di emergenza in una zona portuale solitamente soggetta a possibile congestionamento da traffico non sia sufficiente ma sia necessaria una strada vera e propria sempre libera. “Sarà necessario anche disporre di telecamere orientabili per il controllo dell’area da parte della Sala operativa della Guardia Costiera ed eventualmente anche della polizia municipale per gli aspetti di competenza – ha precisato il comandante -, queste esercitazioni risultano utili per affinare le procedure e per familiarizzare tutti gli operatori con l’ambiente portuale, coinvolgendo gli operai delle ditte operanti in porto e testando l’impianto antincendio”. E la via di fuga alternativa è la massima urgenza.



LA GIORNATA DELLA SICUREZZA IN MARE, PROMOTORI LA GUARDIA COSTIERA E LA LEGA NAVALE ITALIANA

Un ‘intera giornata dedicata alla sicurezza in mare, oggi: promotori dell’evento la Guardia Costiera di Viareggio e la Lega Navale Italiana. Nonostante il preannunciato cattivo tempo che, come noto, non ferma gli uomini e i mezzi della Capitaneria di Porto, sempre pronti ad intervenire per la salvaguardia della vita umana in mare, infatti, gli uomini in divisa blu dedicano il loro tempo, dalle 9 a mezzogiorno, ai temi della sicurezza in mare, incontrando tutti gli utenti del mare presso gli Uffici della Sede Distaccata in Piazza Palombari dell’Artiglio, dando informazioni e consigli utili per vivere il mare e la vacanza in assoluta tranquillità. “Verranno anche distribuiti opuscoli informativi sulla sicurezza – precisa il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – e sarà illustrato il funzionamento e l’utilizzo delle principali dotazioni di sicurezza delle imbarcazioni da diporto, nonché delle postazioni di salvataggio presenti sulle spiagge e servizi legati alla sicurezza della navigazione, salendo a bordo delle motovedette che ogni giorno svolgono il loro servizio in mare”. I diportisti che lo vorranno, inoltre, potranno chiedere una “visita preventiva di sicurezza” per avere una verifica delle dotazioni di sicurezza a bordo delle proprie unità all’ormeggio in Darsena.  Un’occasione quindi irripetibile per tutti coloro che vanno per mare, sia per essere informati dalla Capitaneria di Porto di Viareggio sulle novità, che per vedere da vicino i mezzi di soccorso dotati della più moderna strumentazione che, in caso di pericolo, consente di mettere in salvo vite umane anche in condizioni di tempo e di mare estremamente proibitive. La Capitaneria di Porto di Viareggio, in collaborazione con il club Nautico Versilia, ha dato appoggio all’iniziativa che sarà portata avanti nel fine settimana successivo da parte della Lega Navale Italiana di Viareggio per l’effettuazione di un corso di sopravvivenza d’altura in mare insieme allo Yacht Club Italiano.


SCOPERTO PESCE IRREGOLARE, DENUNCIATI E MULTATI DUE COMMERCIANTI

Pasqua alle porte, e controlli a raffica, da parte della Capitaneria di Porto di Viareggio, che hanno portato al sequestro di 45 chili di pesce. Come tradizione comanda uova e colombe non mancheranno sui tavoli del pranzo pasquale, come i piatti a base di pesce, e per questo il comandante Fabrizio Ratto Vaquer ha dato precise istruzioni ai suoi militari: “per Pasqua, a tavola, solo pesce con le carte in regola”. Gli uomini in divisa blu hanno perciò passato al setaccio i prodotti ittici della pesca locale, e quelli provenienti dalle acque dell’estremo oriente, con l’obiettivo di verificare che tutto fosse a norma, sia per tutelare la salute, e il palato, e, cosa di non minore importanza, il portafogli dei consumatori. Nei tanti controlli eseguiti, nella rete dei marinai della Guardia Costiera di Viareggio sono finiti due commercianti: uno con delle arselle poi congelate e messe in vendita senza avere le dovute autorizzazione, e un altro che non ha saputo e potuto dimostrare l’identità e l’origine del pesce messo in vendita. Risultato: circa 5 chili di arselle congelate sottoposte a sequestro penale e circa 40 di pesce fresco, di diverse specie, sottoposto a sequestro amministrativo. Il pesce fresco sequestrato è stato quasi interamente dato in beneficenza alla mensa dei poveri di Sant’Antonio, e 10 chili, per i quali la Asl non ha dato l’ok, è stato distrutto. Mentre i due commercianti si sono beccati una denuncia penale e un verbale da 2mila euro.


PESCE SOSIA SPACCIATO PER PREGIATO, RECUPERATE 13 TONNELLATE DI PRODOTTO E DENUNCIATO UN GROSSISTA

Operazione congiunta quella portata a termine ieri dai militari delle Capitanerie di Porto di Viareggio e Livorno, che hanno scoperto una maxi truffa e sequestrato ben 13 tonnellate di pesce “sosia”, venduto per pesce pregiato, quando invece il prodotto ittico aveva scarso valore commerciale. Le indagini erano partite a seguito di un controllo di routine effettuato dalla Guardia Costiera di Livorno in una pescheria della provincia, e ai militari non erano sfuggiti dei pesci, venduti come dentici ma che in realtà non ne avevano le sembianze. Insospettiti, hanno prelevato un campione per effettuare le opportune analisi volte ad accertare la reale specie di appartenenza e nel frattempo sono anche iniziate le verifiche per accertare l’origine del prodotto, risalendo così allo stabilimento fornitore, nell’interland viareggino. Ulteriori indagini, coordinate dalla Procura, sono scattate da parte dei militari viareggini, che hanno passato al setaccio l’azienda in questione, sequestrando la documentazione amministrativa del pesce “sosia”, e ritirando dal mercato nazionale l’intera partita “incriminata”. Preziosa si è rivelata anche la collaborazione del servizio veterinario, che dalle analisi scientifiche ha stabilito la non appartenenza del pesce alla specie “Dentex Dentex”: “invece di dentici locali – ha precisato il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – si trattava di pesci provenienti dall’oceano atlantico di qualità organolettiche e nutrizionali notevolmente inferiori e, ovviamente, dal costo significativamente più basso, conseguentemente è scattato il sequestro dell’intera partita per un totale di 13 tonnellate di pesce”. Il responsabile dell’Azienda è stato anche denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode in commercio.

I controlli, in vista dell’approssimarsi delle feste di Pasqua, saranno intensificati.


TRE BARCHE “SCAPPATE” DAGLI ORMEGGI

Scappate” letteralmente dagli ormeggi, tre barche a vela navigavano, incustodite, alla deriva nel porto di Viareggio. Triplo l’intervento di soccorso effettuato dai militari della Capitaneria di Porto prima delle 18 di una grigia domenica marzolina.

Erano passate da pochi minuti le 17.30 quando alla sala operativa della Guardia Costiera sono arrivate tre segnalazioni di barche alla deriva nella darsena Viareggio, nella zona dell’avamporto, e il comandante Fabrizio Ratto Vaquer ha predisposto i necessari interventi. Le barche, tutte a vela, di cui una di grandi dimensioni, da quanto appreso alla chiamata al numero blu 1530, si trovavano in serie difficoltà e immediati sono partiti i soccorsi in assetto di emergenza, con la motovetta CP 813, e il battello GCA78 in stato di allerta, pronto a salpare, oltre al personale da terra. Una fitta nebbia calata sul porto, nonostante il primo giorno di primavera, che ha fatto prendere al canale Burlamacca le sembianze di un naviglio milanese, e una noiosa pioggia, hanno impedito agli operatori della Sala Operativa di effettuare un primo controllo a vista. Individuate poi le tre imbarcazioni alla deriva, due bianche, lunghe rispettivamente dieci e quindici metri, e una grigia, di circa venti, a bordo non sono risultate esserci, almeno apparentemente, persone, e il personale della motovedetta, dopo averle affiancate, ha provveduto a condurle fino alla banchina, dove la squadra Noip della Capitaneria di Porto le ha poi ormeggiate in sicurezza. Compito del Nostromo è stato poi, in un secondo momento, rintracciare i proprietari per avvisarli di quanto accaduto, e convocarli negli uffici, anche per ricostruire la dinamica e le cause che possano aver determinato il disormeggio e la successiva navigazione alla deriva.

Il caso “strano” e che l’episodio abbia coinvolto non una sola barca, ma ben tre e contemporaneamente.


OLIO IN ACQUA, ALLARME IN PORTO

Disastro ambientale scongiurato, due pomeriggi fa nelle acque del porto. Questo grazie al pronto intervento dei mezzi, e dei militari, della Guardia Costiera di Viareggio. La segnalazione arrivata al Nostromo parlava di una presenza di olio, e la situazione è apparsa subito seria. Tanto che sul posto, per verificare di persona e decidere il da farsi, è intervenuto personalmente lo stesso comandante della Capitaneria di Porto Fabrizio Ratto Vaquer per disporre l’attivazione delle procedure previste. E’ stato subito approntato un battello, equipaggiato con panne galleggianti contenitive: questo per evitare l’espandersi dell’inquinamento. Poi , con l’utilizzo di fogli assorbenti, lo specchio acqueo è stato bonificato. Tutta l’operazione, durata oltre oltre tre ore, si è conclusa scongiurando disastri peggiori, e disastro ambientale evitato, sono scattati gli accertamenti per individuare la fonte, risultata essere uno scarico di acque pluviali presenti lungo il ciglio della banchina. Ulteriori accertamenti, più approfonditi, sono tuttora in corso, e i campioni prelevati dai militari della Capitaneria sono stati consegnati, per le analisi, all’Arpat. “ Mi sembra doveroso ricordare che è sempre vietato lo scarico di idrocarburi, sia da terra che dalle navi – sono state le parole di Ratto Vaquer -, mentre lo scarico di acque provenienti dai servizi igienici di bordo può essere effettuato a non meno di 1000 metri di distanza dalla costa (per le acque trattate), oppure a non meno di tre miglia di distanza dalla costa nel caso di acque non trattate”.


COLLISIONE IN MARE TRA PESCHERECCI, LO SCONTRO TRA LE DUE IMBARCAZIONI A 4 MIGLIA DALLA COSTA, NESSUN FERITO

Collisione nella notte, tra due pescherecci a circa 4 miglia ad ovest della costa di Viareggio: nessun ferito tra i membri degli equipaggi, e ad avere la peggio è stato il “Lucia”, nel cui scafo si è aperta una falla, che ha iniziato ad imbarcare acqua.

Entrambi i pescherecci sono rientrati in porto, dopo un intervento durato oltre 3 ore con 15 militari impegnati, scortati dalle motovedette della Guardia Costiera. Mancava poco al sorgere del sole, era circa le 4.35, quando la Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio, ha ricevuto via radio sul canale Ch16 la richiesta di SOS del peschereccio Lucia, che chiedeva soccorso perché imbarcava acqua a causa di un non meglio specificato urto durante la navigazione. Immediata la partenza dei mezzi che hanno mollato gli ormeggi, raggiungendo l’imbarcazione in difficoltà. Dalle prime dichiarazioni raccolte dai militari ai marittimi è subito emerso che era avvenuta una collisione con un peschereccio più grosso, il Lupicante, circa 18 metri, che non aveva però riportato danni evidenti. La motovedetta CP813 ha subito scortato il “Lucia” in porto, mentre la sala operativa si è messa in contatto con il “Lupicante”, che stava rientrando dal largo con segni inequivocabili, a prua, dell’avvenuta collisione, e il il nostromo, da terra, ha trovato un Travel Lift, il Del Carlo, per effettuare le necessarie operazioni di alaggio e di messa in sicurezza del peschereccio danneggiato. Ad entrambe le unità navali della flotta viareggina la Capitaneria di Porto ha poi ritirato la documentazione di bordo, in attesa delle riparazioni e le certificazioni di sicurezza, e sono attualmente in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica degli eventi e individuare le rispettive responsabilità della collisione.

“Vale la pena ancora una volta ricordare agli utenti che il numero blu, 1530, è attivo h24, tutti i giorni dell’anno – ha ricordato il comandante Fabrizio Ratto Vaquer. E la chiamata è gratuita.


CAPITANERIA DI PORTO, ATTIVITA’ IN CORSO: TUTTO IL LITORALE VERSILIESE E’ SOTTO CONTROLLO

L’estate non è ancora alle porte, ma gli impegni per gli uomini della Capitaneria di Porto di Viareggio di certo non mancano. I marinai stanno infatti già effettuando una capillare attività di polizia marittima, finalizzata ad una ricognizione del litorale di giurisdizione. L‘attività attualmente in corso è inserita nella più ampia operazione disposta dal Direttore marittimo di Livorno, che si sta svolgendo su tutte le coste della Toscana. I controlli degli uomini in divisa blu si stanno concentrando sulle attività che si svolgono sul demanio marittimo. Da mare con le motovedette in dotazione e, sulle spiagge, con le pattuglie a terra, la Guardia Costiera sta passando al setaccio tutta la costa da Torre del Lago sino al confine con marina di Massa. Sotto osservazione sono soprattutto i lavori che sono in pieno svolgimento negli stabilimento balneari che si stanno preparando per la prossima stagione balneare. “Vogliamo verificare che ogni attività venga condotta nel pieno rispetto delle norme demaniali, edilizie ed ambientali – ha precisato il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – al fine di garantire la massima tutela di un territorio di così elevato pregio”. Le verifiche sono anche finalizzate, in coerenza con quanto disposto dalla Prefettura di Lucca, alla verifica delle foci dei corsi dei fiumi, per il corretto deflusso in mare delle acque. Nel corso di tali controlli, non da meno è l’impegno che la Capitaneria di Porto viareggina sta mettendo nel verificare i progressi dei lavori di dragaggio che attualmente l’unità “Gino Cucco” sta realizzando nelle acque antistanti l’imboccatura del porto. Con l’ausilio dei sofisticati scandagli in dotazione alle motovedette della Capitaneria di Porto di Viareggio, gli uomini della Guardia Costiera stanno verificando infatti che il pescaggio ottenuto con i lavori della draga sia idoneo ad accogliere i grandi yacht che scaleranno, anche nella prossima stagione estiva, il porto viareggino.

Letizia Tassinari